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“Il fiume è la strada”, al via il progetto rivolto allo sviluppo rurale e all’innovazione sociale

È previsto per il prossimo lunedì la formazione europea “Il fiume è la strada“. Un progetto dedicato ai temi della creatività, dello sviluppo rurale e dell’innovazione sociale. Il Corso di Formazione, destinato a 18 youthworkers, operatori sociali ed animatori culturali provenienti da Germania, Italia, Lituania, Polonia, Spagna e Turchia, mira a fornire nuovi strumenti di lavoro attraverso il teatro e le arti dello spettacolo, lo storytelling, gli eventi antropologici collegati alla storia locale e le esperienze di imprenditoria sociale, per moltiplicare i risultati sociali della pratica artistica dei partecipanti che pianificano di sviluppare iniziative di imprenditoria sociale e culturale nelle aree rurali.

Il progetto è stato presentato dalla Cooperativa Immaginaria, in partenariato con altre organizzazioni europee: Back to Nature (Turchia), Fundacja Inqubator Teatralny (Polonia), Alrahallah Theater-Berlin (Germania), Creo Común: Facilitando el Cambio (Spagna), Ateities Lyderiu Akademija (Lituania).

La Cooperativa Immaginaria lavora a livello europeo, in particolare nell’ambito di Erasmus +, come hub per lo sviluppo di capacità e per lo scambio di migliori pratiche per i giovani, gli animatori culturali e gli educatori sociali. La mobilità è finanziata dal programma Erasmus+ e si svolgerà presso il Centro La Pace di Benevento dal 13 al 21 settembre.

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Comunicato Stampa 




“Un nuovo modello di sviluppo in cui le aree interne diventino il polmone del Paese”

“Alle istituzioni nazionali, regionali e locali, alla vigilia dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, chiediamo di disegnare un nuovo modello di sviluppo, equo e condiviso, in cui le aree interne possono diventare concretamente “il polmone del Paese” (mons. Stefano Russo, segretario generale CEI), offrendo risorse e disponibilità a costruire intorno alle loro potenzialità di carattere naturale, paesaggistico, storico, religioso e culturale una vera prospettiva di riscatto”: è l’invito dei vescovi giunti da dieci regioni d’Italia contenuto all’interno del documento finale redatto in conclusione della due giorni di pastorale dedicata alle aree interne, nel complesso spirituale del Centro La Pace in contrada Monte delle Guardie.

Un appello accorato da parte dei pastori in larga parte rappresentanti di aree marginalizzate del sud Italia e anche del centro-nord lungo la fascia appenninica. Un bilancio, afferma monsignor Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento promotore del summit, “sicuramente positivo, perché è stata un’esperienza di fraternità e condivisione sincera dalla quale arriva un messaggio di prossimità e incoraggiamento alle nostre terre, di cui condividiamo le frustrazioni, le ansie, le attese e le speranze. Ne è venuta una parola di esortazione e di invito alle istituzioni a prendere in mano la questione in sinergia tra governo ed enti locali, cercando di remare tutti nella stessa direzione”.

I vescovi si sono lasciati con la promessa di rivedersi da qui a un anno esatto nell’agosto 2022, sempre a Benevento, mantenendo l’impegno concordato nel documento collegiale “di vivere il prossimo cammino sinodale come una opportunità preziosa per ascoltare i nostri fratelli afflitti da storiche e incalzanti difficoltà, avviando così processi che portino a una pastorale specifica con uno sguardo attento alle realtà rurali. In questo recuperato slancio missionario ci impegniamo a costruire un volto di Chiesa battesimale, partecipativa, coinvolgente e coraggiosa, in cui il contributo dei laici, e delle donne in particolare, venga adeguatamente valorizzato; costruire ponti con le istituzioni nazionali e periferiche; collaborare con gli attori istituzionali nella Sperimentazione nazionale delle aree interne (SNAI) e nella applicazione delle Zone economiche speciali (ZES); adottare soluzioni pastorali capaci di formare le coscienze a vivere questo tempo di semina nella prospettiva di una solidarietà circolare; questo è particolarmente vero per la drammatica pandemia in atto”.

L’auspicio è inoltre quello di promuovere un incontro con il premier Mario Draghi così come accaduto nel recente passato con il predecessore Giuseppe Conte e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nonché con Papa Francesco. Una delegazione di vescovi delle aree interne è pronta a raggiungere Roma “se sarà possibile avere udienza da Draghi e consegnare a lui direttamente il nostro messaggio” ha detto Accrocca che auspica anche una intermediazione importante della Cei, la quale “ha già una interlocuzione di base con il Governo in virtù del suo ruolo e peso specifico”. Ma anche il tema dei migranti che a loro volta importano credi diversi: “Sono in crescita comunità non cristiane in piccoli Comuni e diventa importante per questo la pastorale dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso”.

Luigi Renna, Vescovo di Cerignola che ha affiancato monsignor Accrocca durante il punto con la stampa di questa mattina, ha rivolto lo sguardo alle province, “che hanno perso il loro peso e la nostra attenzione è tutta rivolta alle amministrazioni. Bisogna dare a questi territori una visibilità adeguata affinché venga assicurato il diritto alla salute e all’istruzione: i servizi vanno dati alla persona ovunque essa si trovi”.




Mission aree interne, Accrocca chiama a raccolta i vescovi: “Intervenire subito”

Contro la marginalizzazione delle aree interne, lo spopolamento, la carenza infrastrutturale e la crisi economica: è questa la mission dell’arcivescovo di Benevento Felice Accrocca che ha chiamato a raccolta oltre 20 vescovi delle diocesi delle aree interne affinché si sviluppi un piano pastorale comune di rilancio.

Questa mattina la presentazione del summit che si terrà lunedì 30 e martedì 31 agosto al Centro La Pace e che vedrà giungere nel Sannio pastori provenienti da diverse regioni quali Piemonte, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria. L’incontro s’inserisce nel solco della lettera agli amministratori “Mezzanotte del Mezzogiorno?” del maggio 2019 seguita dagli incontri con Papa Francesco, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e l’allora Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con l’obiettivo di richiamare all’attenzione la crisi delle aree più marginali del territorio italiano.

“Questo nostro incontro ha una ricaduta politica perché segnala un problema che deve essere assunto dal governo centrale: le aree interne non sono questione della Campania o del Sud ma dell’Italia intera” ha affermato monsignor Accrocca nel presentare il programma della due giorni. Questo, prosegue, “è un problema che non può essere marginalizzato nell’agenda politica ma siamo rimasti fermi alla proposta di dieci anni fa del ministro Barca sotto il governo Monti. La questione non può essere rinviata ulteriormente altrimenti il ritardo diventerà incolmabile: mi appello ai parlamentari affinché siano trasversali anche negli schieramenti politici perché la questione venga fatta oggetto di riflessione dal Parlamento”.

“C’è bisogno di una visione progettuale” ha poi aggiunto l’arcivescovo di Benevento immergendosi in una riflessione sui fondi in arrivo: “Se si è sottoposti al consenso non si va da nessuna parte perché c’è bisogno anche di scelte che risultano impopolari ma che alla lunga pagano. Temo quando i soldi non ci sono ma temo anche quando ne arrivano tanti perché non possono essere spesi bene e l’Italia è piena di mausolei nel deserto oggi in disuso con spese di denaro pubblico”. Saranno il Prof. Francesco Vespasiano, dell’Università del Sannio, e di Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena-Nonantola, Vescovo di Carpi e Vicepresidente della CEI, ad aprire i lavori lunedì 30 agosto. Nella giornata del 31 agosto i lavori proseguiranno in assemblea.




Al Centro La Pace si riuniscono più di venti vescovi per il rilancio delle aree interne

Avviare un confronto comune per elaborare un piano di rilancio pastorale delle “aree interne” del Paese, che sempre più si trovano a fare i conti con l’emarginazione, lo spopolamento e la crisi economica. È questo l’obiettivo dell’Incontro che il 30 e il 31 agosto – per iniziativa dell’Arcivescovo Felice Accrocca – vedrà riuniti a Benevento, presso il Centro “La Pace”, più di venti Vescovi provenienti dalle Diocesi di Piemonte, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria.

L’evento si pone nel solco del cammino intrapreso dai Vescovi della Metropolia di Benevento nella primavera del 2019, con il documento Mezzanotte del Mezzogiorno? Lettera agli Amministratori, nel quale si metteva a fuoco il persistente e grave ritardo nello sviluppo delle “aree interne” e si chiedeva un progetto che privilegiasse l’interesse comune. Il percorso è stato scandito da successive tappe che hanno coinvolto anche Papa Francesco, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’allora Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

“Non possiamo assistere inerti, nelle nostre Chiese, alla morte del tessuto sociale, anche perché la necrosi di parte dell’organismo incide sull’organismo intero, vale a dire su tutto il Paese, e di conseguenza sulla Chiesa che è in Italia”, afferma Mons. Accrocca sottolineando che “la prima conversione da fare è una conversione mentale, è quella dell’incontro, che solo può portare soggetti diversi a confrontarsi per analizzare insieme, pensare insieme un progetto globale, realizzare insieme quanto insieme si è progettato”. L’Incontro dei Vescovi delle “aree interne” è dunque l’occasione per dare continuità e concretezza a quanto fatto finora, a partire da un’analisi lucida della situazione in atto ma con uno sguardo profetico e lungimirante. I lavori, che saranno aperti da Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, vedranno nella mattinata del 30 agosto gli interventi dei Vescovi presenti.

Ad oggi hanno confermato la loro partecipazione Mons. Marco Prastaro (Asti), Mons. Renato Boccardo (Spoleto-Norcia), Mons. Mariano Crociata (Latina-Terracina-Sezze-Priverno), Mons. Domenico Pompili (Rieti), Mons. Michele Fusco (Sulmona-Valva), Mons. Giancarlo Bregantini (Campobasso-Boiano), Mons. Camillo Cibotti (Isernia-Venafro), Mons. Gianfranco De Luca (Termoli-Larino), Mons. Claudio Palumbo (Trivento), Mons. Arturo Aiello (Avellino), Mons. Pasquale Cascio (Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia), Mons. Antonio De Luca (Teggiano-Policastro), Mons. Antonio Di Donna (Acerra), Mons. Giuseppe Mazzafaro (Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti), Mons. Sergio Melillo (Ariano Irpino-Lacedonia), Mons. Giuseppe Giuliano (Lucera-Troia), Mons. Luigi Renna (Cerignola-Ascoli Satriano), Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo (Matera-Irsina), Mons. Francesco Savino (Cassano all’Jonio).

Nel pomeriggio del 30 agosto sono previste le relazioni del Prof. Francesco Vespasiano, dell’Università del Sannio, e di Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena-Nonantola, Vescovo di Carpi e Vicepresidente della CEI. Seguiranno un momento di riflessione comune e la celebrazione eucaristica. Nella giornata del 31 agosto i lavori proseguiranno in assemblea, nella consapevolezza che solo insieme è possibile individuare piste di azione e immaginare una rinascita comune. Al termine della due giorni verrà diffuso un comunicato finale.

Comunicato stampa




Anspi, Rosario De Nigris riconfermato Presidente

Mercoledì scorso, presso il Centro “La Pace”, si è tenuta l’Assemblea del Comitato Zonale dell’Anspi (Associazione Nazionale San Paolo Italia) di Benevento. La giornata è stata aperta con una Santa Messa celebrata da Don Teodoro Rapuano, direttore delle struttura, a cui poi ha fatto seguito l’Assemblea zonale vera e propria, utile per rinnovare il direttivo associativo per il periodo 2021 – 2025.

Alla presenza del Presidente Nazionale dell’Anspi, Giuseppe Dessì, il presidente uscente del Comitato Zonale Anspi di Benevento, Rosario De Nigris, nella sua relazione introduttiva ha sottolineato il fatto che “Nessuno poteva immaginare che una tempesta simile potesse abbattersi sul mondo intero. “Se l’anno scorso eravamo scioccati, quest’anno siamo provati” ha ben detto Papa Francesco nella giornata della Domenica delle Palme. La crisi economica è diventata molto più pesante e le parole del Papa ci spronano a non perdere la speranza in uno scenario cupo, tra crisi economica, bassa natalità, ansia per i vaccini e i vari lockdown. Pertanto noi, che operiamo negli oratori, dobbiamo fortemente ribadire e recuperare il progetto educativo che è parte fondante della nostra associazione che, negli ultimi due anni è sopravvissuta. Mentre tutti erano fermi, l’Anspi non si è mai fermata: infatti la Presidenza Nazionale ha fatto di tutto per arrivare ai singoli educatori, animatori e responsabili, anche attraverso i corsi di formazione online. È stata una prova di forza per la nostra associazione, perché sono state messe in campo forze che neppure sapevamo di avere. Utilizzano un termine un po’ abusato possiamo dire che, di fronte allo tsunami della pandemia, l’Anspi ha saputo cavare fuori la sua resilienza animata dai 1.800 oratori e circoli per un totale di 200 mila iscritti che compongono la nostra comunità sul territorio nazionale”.

“Nell’Oratorio – ha continuato De Nigris – non c’è spazio per le rivalità, né per gelosie, né per la noia, né  tanto meno  per i “parcheggi umani” perché  c’è sempre un gran da fare. Un oratorio che funziona bene non è chiuso in sé stesso, ma guarda al di là  del  proprio spazio e non si impone di ignorare ciò che gravita intorno ad esso, perciò occorre innanzitutto conoscere la realtà socio-religiosa dell’ambiente in cui si opera, per lavorare bene a favore dei ragazzi, degli adulti, degli anziani, delle famiglie, mostrando sensibilità, attenzione ai nuovi disagi sociali e alle nuove emarginazioni che il nostro tempo produce. L’Oratorio allora si pone al centro e al servizio della parrocchia ma anche del territorio, del quartiere, collabora e cerca collaborazione in altri gruppi, sviluppando la possibilità di formare nuovi educatori di oratorio che potrebbero portare anche la loro personale esperienza all’interno dell’associazione, oltre che, attuare i numerosi progetti che i vari enti di servizio Anspi propongono: formazione  e comunicazione, sport, turismo, teatro, volontariato e musica. Noi educatori, dobbiamo far sì, che i ragazzi e i giovani avvertano la gioia di sentirsi protagonisti di Dio”.

Al termine della relazione, dopo un interessante dibattito, è stato riproposto per acclamazione come presidente del Comitato Zonale dell’Anspi di Benevento lo stesso Rosario De Nigris,  affiancato da Don Ezio Rotondi nelle vesti di Vicepresidente, da Mena Martini come segretaria nonché membro proporzionale, da Michele Mesisca come tesoriere con compito di Caaf e Patronato, dai consiglieri Don Teodoro Rapuano e Carmela D’Antonio e da Don Massimo Borreca come Assistente Spirituale. Ha chiuso l’assemblea il Presidente Nazionale dell’Anspi Giuseppe Dessì che, oltre a rispondere in modo esaustivo ai vari quesiti posti dai presenti, ha invitato tutti ad affiancare De Nigris nella presidenza zonale esortando i tesserati ad un uso consapevole di tutti gli strumenti che l’Anspi nazionale mette a disposizione dei suoi iscritti.

Comunicato Stampa