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Altalena di emozioni al Vigorito ma alla fine la spunta il Bari: 3-4 finale con la mano di Pinzani

Foto Benevento Calcio Pagina Ufficiale
Foto Benevento Calcio Pagina Ufficiale

La Strega dopo più di due anni perde l’imbattibilità casalinga in campionato e l’artefice di questa sconfitta è il Bari di Colantuono in una partita pazza, una partita che da tanto non si vedeva così al Vigorito. Una cornice di pubblico eccezionale, coreografia della curva, impatto sulla gara da categoria superiore. Probabilmente è questo che i giallorossi hanno accusato inizialmente, col Bari subito aggressivo. Fondamentale l’assenza di Lucioni in una difesa che in Pezzi ha visto il suo ultimo baluardo e capitano, ma purtroppo spesso con qualche defezione dovuta alle sue caratteristiche non proprio da centrale difensivo. In tutto ciò c’è da segnalare l’ennesima poderosa prestazione di un altro protagonista: l’arbitro Pinzani. In attesa di Frosinone-Verona e Spal-Perugia, il Benevento guarda avanti alla sfida di martedì col Novara, mentre il Bari si porta a -6 dai giallorossi e vince la sua seconda partita in trasferta.

SCELTE E TATTICA
Tutte confermate le formazioni della vigilia: Baroni si affida a capitan Pezzi in difesa al fianco di Camporese, Viola a centrocampo insieme a Chibsah. Colantuono preferisce Morleo a Cassani e si affida al trio Brienza-Floro Flores-Galano davvero sugli scudi stasera. La pioggia ci mette del suo, coi giocatori che spesso slittavano e con l’intensificarsi nel secondo tempo che non ha permesso ai giallorossi di esprimersi col solito gioco. Nessuna attenuante ma tanti piccoli fattori che stasera hanno fatto la differenza (su due reti del Bari due giocatori giallorossi son scivolati consentendo i gol). Bari subito aggressivo e che pressa alto, Benevento che sente sulle gambe la partita. I due gol lampo mantengono in equilibrio la gara ma è il Bari ad approfittarsene con ottime ripartenze ed inserimenti sulle fasce. Da una di queste deriva il gol del 2-1, complice lo scivolone di Camporese. Anche dopo l’1-3 il Benevento e il Vigorito non demordono, la partita tatticamente non è decifrabile, ripartenze da una parte e dall’altra, Bari che pensa di avere la gara in pugno e Cissé che a ridosso della fine del primo tempo la riapre. Ad inizio ripresa il gol dell’incredibile 3-3 meritato per la Strega, ma poi Galano sigla il 3-4 finale, grazie sempre ad una palla proveniente dal fondo e dove un giallorosso è scivolato ancora. Infine, la sfortuna: Micai fa due miracoli, su tiro di Ciciretti e su punizione di Falco diretta nell’angolino. A concludere l’opera la traversa colpita da Falco con una bordata da fuori. La gara non vive più altre emozioni, l’unica tattica dei baresi è perder tempo ma il Benevento non ne ha davvero più dopo una gara assurda.

LA GARA
Parte subito forte il Bari che al 5′ si fa vedere con Floro Flores che incrocia in area di rigore, Cragno in angolo. Al 12′ Benevento in vantaggio: Falco dalla destra mette in mezzo, spunta Lopez che di testa insacca e ripaga la fiducia di Baroni. Neanche il tempo di esultare che il Bari pareggia con Galano. Al 15′ punizione di Ciciretti che Micai devia in angolo e al 22′ Ceravolo di testa sfiora la rete, palla di poco a lato. Ritmi altissimi da entrambe le parti ma al 23′ è il Bari a passare: Morleo sulla fascia mette in mezzo, Camporese scivola e Floro Flores insacca per la quarta volta consecutiva in campionato. Benevento in bambola, Bari spietato ma la Strega riesce a trovare il pari con Ceravolo, pescato però in offside. Al 37′ rigore per il Bari per fallo di Chibsah commesso su Floro: Salzano trasforma. Sull’1-3 baresi in delirio ma il Vigorito ci crede: gli uomini di Colantuono si addormentano e al 42′ Cissé segna di testa dopo un’ottima combinazione con Ceravolo. Tutti ci credono e spingono la squadra, Ceravolo sfiora il 3-3 a fine primo tempo, Micai lo argina bene. Ripresa sui ritmi del primo tempo almeno nei primi minuti: al 49′ Venuti serve un grande Ceravolo che anticipa il difensore e manda in estasi uno stadio intero. Spettacolare 3-3 e Benevento che va vicino clamorosamente al sorpasso sempre con Ceravolo che ruba il tempo a Capradossi e Micai ma non trova il gol con palla che fa la barba al palo. Al 55′ però cala il sipario: Galano servito dalla sinistra controlla di petto e trafigge per la seconda volta Cragno. Beffa clamorosa in quel momento delicato alla quale si aggiungono i rimpianti: Ciciretti a giro, Micai salva con un grande intervento. Non finisce qua perché si supera sulla punizione di Falco battezzata nell’angolino alto. Due minuti dopo, Falco da limite tira a botta sicura e colpisce la traversa, mandando in frantumi le speranze per il pareggio. Il Benevento non ne ha più e ne esce sconfitto dopo più di due anni a casa sua: l’ultima volta a vincere al Vigorito fu un’altra pugliese, il Lecce. A testa alta, con orgoglio e petto in fuori, ci apprestiamo alla durissima trasferta di Novara. La Strega non sarà mai sola, ripartiamo da stasera, da un’atmosfera da categoria superiore che difficilmente dimenticheremo.

PINZANI, IL NUOVO GHERSINI?
Riserviamo per ultimo una nota a margine per l’arbitro Pinzani. La notizia dell’arbitro di stasera, non è stata accolta bene in quel di Bari, ancora toccati dall’arbitraggio di qualche anno fa contro il Latina. Beh si può dire che stasera si è fatto ripagare a dovere: dubbio intervento di Floro Flores su Pezzi in occasione del gol, l’attaccante biancorosso spinge il capitano toccando così il pallone per Galano che va a segno. Nel corso della gara si rende artefice di qualche decisione banale ma sempre a conduzione avversaria, fino alla vera ciliegina sulla torta: Ceravolo si stava per avventare sul pallone vacante in area di rigore e a porta sguarnita, Tonucci già ammonito gli tira la maglia così da non farlo tirare. Per Pinzani è tutto regolare. Non solo doveva essere fallo da rigore ma soprattutto giallo ed espulsione per doppia ammonizione. Follia, semplicemente follia come capitato con lo “sfortunato” Ghersini a Frosinone. Nella ripresa lascia il pallino delle decisioni in mano al Bari, libero di perder tempo e spezzare il ritmo vertiginoso del match. Micai grande attore sul palco del Vigorito, ammonito per perdita di tempo soltanto all’84’. Barelle che entravano e giocatori miracolosamente di nuovo in piedi. Infine i due gialli a Ciciretti e Chibsah, per carità meritati, che salteranno così Novara perché diffidati, e la chicca della serata l’allontanamento di Baroni che salterà così il ritorno nella città dove ha allenato lo scorso anno. Beh che dire, di sicuro non ci si aggrappa agli episodi, ma possiamo annoverare Pinzani tra i tanti arbitraggi infelici di questa stagione. Nota positiva: finalmente adesso è entrato nel cuore dei baresi.

LE PAGELLE
CRAGNO 5: subisce quattro gol per la prima volta in campionato, due volta palla che gli passa tra le gambe. Intuisce la traiettoria del rigore, non può nulla sul quarto.

VENUTI 5,5: a corrente alternata. Serve l’assist per il 3-3 di Ceravolo. Va in difficoltà su Galano che a volte viene fermato altre no, un vero spauracchio che va a segno due volte. In qualche occasione lento nelle chiusure, fa posto a Gyamfi (dal 61′ Gyamfi 5: non un impatto straordinario col match).

PEZZI 5,5: chiamato all’arduo compito di sostituire Lucioni, all’inizio è spaesato poi col tempo prende la sicurezza necessaria per fermare i tre tenori biancorossi. Ma Floro Flores è un problema per chiunque. Quanto ci è mancato lo Zio…

CAMPORESE 5: giustificato Pezzi, lui un po’ meno. Va in calo con l’assenza di Lucioni, scivola in chiusura sul gol di Floro Flores, interventi non sempre eccellenti.

LOPEZ 6: porta per un momento in vantaggio la Strega, si prende in mano la sua squadra e lotta come solo lui sa fare, molto spesso propositivo. Anima e core (dall’80’ Melara sv: si rivede in campo ma non può far molto).

CHIBSAH 5: ammonito, salterà Novara. In estrema difficoltà stasera, perde qualche pallone di troppo e i tre del centrocampo barese erano molto alti nella trequarti. Ci è mancato anche lui stasera (dall’80’ Buzzegoli sv: sbaglia troppi palloni, impreciso).

VIOLA 5,5: prova a far luce anche nei momenti più bui. A tutto campo, il faro della speranza che si aggrappa alla rimonta, poi svanita. Non male ma anche lui spesso arginato dal centrocampo avversario.

CICIRETTI 5: il terreno gli è contro, la fortuna anche. Micai si supera su due suoi tiri, ma per il resto perde palloni che non son da lui. L’avversario va in difficoltà quando lui lo punta ma si vede che non è serata per altri miracoli…

FALCO 5,5: un po’ meglio di Ciciretti. Leggermente in ombra nella prima frazione, bene nella seconda quando si prende carico dei contropiede giallorossi e per due volte non firma l’incredibile 4-4. Sfortunato ma volenteroso.

CISSÉ 6: una forza strabordante che viene messa a volte da parte. Anche lui si vede in lampi fulminei in avanti poi si sacrifica in difesa. Stacco imperioso per il perentorio 2-3, poi tanta stanchezza ma anche tanto cuore.

CERAVOLO 6,5: il migliore del Benevento di stasera. Indemoniato contro Tonucci e Capradossi, Pinzani gli nega un rigore solare, fa paura in più di tre occasioni, segna un gol poi annullato, firma il clamoroso 3-3 e subito dopo va vicinissimo al 4-3. Ultimo, grande, fiero condottiero di questo Benevento che lotta e non lascia mai nulla di intentato.




Strega sei grande! Il Verona la pareggia solo su rigore allo scadere, Abisso rovina una splendida partita

verona benevento

Una pazza Strega incanta al Bentegodi e fa sudare freddo la capolista Verona. Al vantaggio di Cissé risponde Luppi, poi Lucioni riporta di nuovo i giallorossi in vantaggio. Abisso nella ripresa si prende la scena e si rende protagonista di due espulsioni folli, la prima a Cissé, la seconda a Pazzini. Gli sforzi finali (e anche sterili) degli scaligeri vengono premiati con un rigore concesso per fallo di Venuti su Souprayen, da rivedere. C’è tutto in questo match: gara aperta e intensa sin dalle prime battute, il Benevento non si fa intimorire dal fattore campo e al 10′ si porta in vantaggio grazie ad una bella azione e conclusione finale di Cissé, protagonista in positivo e in negativo di questo anticipo. Il Verona alza il baricentro alla ricerca del pronto pareggio e giusto dieci minuti dopo lo coglie con una bella azione sulla sinistra di Souprayen che pesca Luppi al centro che con una zampata insacca. La Strega è padrona del centrocampo: Chibsah-Viola coppia perfetta. Verona impreciso in fase di impostazione, perde palloni a iosa regalandoli a Falco e Ciciretti, imprendibili. Cissé sfonda di nuovo la rete ma per l’arbitro Ceravolo al momento dell’assist era in fuorigioco (millimetrico). Al 27′ la Strega si porta nuovamente avanti: punizione di Cicero a rientrare, Lucioni tutto solo e dimenticato in scivolata batte Nicolas. La Strega vola, è meravigliosa nel cielo piovoso di Verona. I padroni di casa perdono la bussola, gli stregoni non sfruttano i diversi contropiede in loro favore, dall’altra parte risponde Bessa con una botta dal limite che sibila vicino al palo. I giallorossi offrono una prova intensa, nella ripresa i ritmi calano e il Verona, come giusto che sia, si sbilancia in avanti alla ricerca del pari. Pazzini sempre in fuorigioco (gli unici a neutralizzarlo), funzionano tutti gli schemi della difesa, impeccabile, Bessa ci prova nuovamente da posizione defilata ma palla ancora fuori di un niente. Occasione per Luppi sugli sviluppi di un angolo, sotto porta chiudono Cragno e i difensori. Il Benevento non ha più energie per attaccare, Ceravolo non ha un sostituto e deve sputare sangue lì davanti, poi Abisso decide di prendersi la scena.

EPISODI
Si, perché la partita è stata decisa da episodi che hanno letteralmente cambiato il corso del match, innervosendo una partita tesa soprattutto per gli scaligeri, costretti a rincorrere. Cissé viene ammonito per aver commesso un fallo su Bessa (ma poco prima era stato Bessa a rubargli il pallone in maniera irregolare e non sanzionata dall’arbitro). All’improvviso Abisso estrae il rosso, cinque minuti dopo l’ammonizione. INSPIEGABILE. La partita si innervosisce e l’arbitro non ha più il polso della gara, estraendo il rosso anche a Pazzini reo di aver dato un calcio a Cragno in uscita sul pallone. Espulsioni inventate entrambe: l’unica spiegazione per quella del Pazzo è la compensazione per l’errore commesso in precedenza. Il Verona spinge ma è impreciso sotto porta, fin quando non arriva l’episodio del rigore al 90′: Venuti rincorre Souprayen che entra in area, inciampa su una zolla e cade sul giocatore, commettendo fallo da rigore per Abisso. Romulo trasforma e chiude il match infuocato sul 2-2. La Strega merita sul piano della prestazione e del gioco, cinico e concreto. Verona che si aggrappa agli episodi, giocando ancora da trasferta in casa propria, spesso e volentieri in contropiede. Merito della Strega o demerito degli scaligeri? La Strega se ne esce dal campo arrabbiata, ma col merito delle armi. SEI GRANDE!

LE PAGELLE
CRAGNO 6,5: impegnato davvero poco, i tiri imprecisi del Verona non lo hanno impensierito più di tanto. Bravo su Luppi, sempre vigile.

VENUTI 6: l’unica pecca è il fallo da rigore che ha dato il pareggio al Verona, per il resto gara di intensità e cuore contro un Souprayen che spingeva sempre su quella fascia (dal 91′ Gyamfi sv).

CAMPORESE 7: un muro invalicabile.

LUCIONI 7,5: gara sontuosa. Lui e Camporese hanno neutralizzato Pazzini. Difesa dagli schemi perfetti. Il suo gol del 2-1 stava regalando un sogno sfumato alla fine… Cuore di capitano.

PEZZI 6,5: imprendibile su quella fascia, tante le scorribande. Talvolta lascia qualche buco, corre con quattro polmoni per ripiegare.

CHIBSAH 6,5: spesso impreciso, talvolta fondamentale. La coppia con Viola dà un’ottima impressione, complementari.

VIOLA 7: un metronomo, alla prima in giallorosso non sbaglia un colpo. Piede fatato, intelligenza e precisione.

CICIRETTI 7,5: repentino, funambolico, crea il panico nella ballerina difesa di casa. Ripiega in difesa quando serve, esce che non ne ha più (dall’87’ Matera sv).

FALCO 7,5: il duo con Ciciretti fa faville, imprendibile e brevilineo. A centrocampo ripiega spesso come vertice basso per recuperare e smistare palloni su palloni (dal 74′ Melara 5,5: entra a partita compromessa e cerca di dare il suo contributo).

CISSÉ 6,5: danneggiato dall’espulsione che noi, seduti a casa, riteniamo che si poteva evitare, ha sentito talmente il match da sfondare due volte la porta. Nella seconda occasione però il gol è stato annullato. Beccato dai beceri tifosi di casa, risponde alla grande sul campo. La prossima volta non parlare con Abisso…

CERAVOLO 6,5: quanta fatica lì davanti! Solita gara di sacrificio e consistenza, attacca la profondità ma resta il solo nella ripresa, sfinito.




Benevento, comincia male il 2017: sconfitta 2-0 a Ferrara. Le scelte di Baroni pesano?

 

spal benevento cisse
Foto Il resto del Carlino

Il 2017 del Benevento comincia nel peggiore dei modi. Al Mazza di Ferrara va in scena la prima di ritorno e come all’andata, finisce 2-0, stavolta per i padroni di casa della Spal. Un Benevento incerottato si presenta nella città degli Estensi, su un terreno di gioco ghiacciato e scivoloso che ha reso impossibile una gara ad alti livelli per la truppa di Baroni. Spal che usufruisce del fattore campo e del pienone presente al Mazza, quasi 400 gli encomiabili sanniti al seguito della Strega. Chance persa dunque per i giallorossi, soprattutto in virtù delle sconfitte di Verona e Frosinone, rispettivamente a Latina e Chiavari, e della vittoria del Cittadella contro il Bari: un ritorno in campo davvero scoppiettante. Gli estensi ora sono secondi a -2 dalla capolista Verona, il Benevento quinto a -3 dalla seconda piazza, in piena corsa con Frosinone e Cittadella.

SCELTE E TATTICA
Sul banco degli imputati le scelte di Baroni che hanno spiazzato tutti. Semplici non è stato da meno gettando nella mischia Finotto e non il più quotato Zigoni (che non è nemmeno subentrato), poi le due sorprese previste alla vigilia con Schiattarella e Mora ad affiancare Pontisso nel trio di centrocampo, e Del Grosso sulla fascia di competenza di Beghetto, andato al Genoa, e non il neo-acquisto Costa (nemmeno lui è subentrato). La rivoluzione di Baroni, però, contando le assenze certe, ha avuto un impatto maggiore sul match, ovviamente in negativo. Il mister a fine gara si è detto contento dell’atteggiamento della sua squadra, e ovviamente qui non imputiamo la colpa a nessuno, ma è indubbio che il tecnico fiorentino abbia sbagliato qualche scelta iniziale. Nel collaudato 4-2-3-1 ha tolto i due perni fondamentali Chibsah e Ceravolo, facendo esordire Eramo e puntando su uno svogliato Puscas. Sulla trequarti a sorpresa Venuti e non Melara, con Gyamfi terzino. Il terreno di gioco, davvero duro e scivoloso, rende controlli e giocate impossibili lungo la linea di fondo campo vicino le panchine, con Cissé e Gyamfi in estrema difficoltà. Benevento che non compone una vera e propria manovra di gioco nel primo tempo, si affida ai lanci lunghi, talvolta inesatti, e alla mole fisica di Cissé come sponda. In avanti, però, è poca cosa e solo con l’ingresso di Ceravolo si smuove qualcosa. Eramo subito protagonista a centrocampo, talvolta palla al piede rischia un po’ troppo, la coppia con Del Pinto è soltanto sperimentale e si vede. Nel primo tempo si passa anche al 3-4-3, nel secondo tempo anche il 4-2-4 per il tutto per tutto. Era giusto sperimentare? Nota a margine, l’assenza del guerriero Chibsah a centrocampo si sente così come quella di Ceravolo, un altro che dà tutto se stesso. Baroni a Sky prima del match ha dichiarato di voler premiare i giocatori che hanno giocato poco, ma in una sfida importante come quella di oggi, era proprio necessario farlo?

LA GARA
Le due squadre si studiano poi arrivano i primi dolori per i giallorossi: da uno dei tanti corner battuti dalla Spal nel primo tempo, Giani dal limite conclude con Cragno che salva in extremis. Sugli sviluppi del corner successivo Finotto entra in area e tira debolmente con Cragno che para in uscita. Incursione di Del Grosso che impegna Cragno con un rasoterra da fuori poi, da un altro angolo, gol annullato a Finotto per fuorigioco su papera di Cragno. L’unico squillo della Strega è con una botta di Eramo da fuori poi gli sforzi della Spal vengono premiati, su calcio da fermo, la loro specialità: corner di Schiattarella, Vicari colpisce bene ed insacca al 43′. Nel secondo tempo la Spal potrebbe subito raddoppiare ma Finotto si fa ipnotizzare solo solo da Cragno, pensando di essere in fuorigioco. Il Benevento prova a reagire e a prodigarsi in avanti, la Spal tenta l’affondo in contropiede: da uno di questi Lazzari con una cavalcata arriva in area e tira, Cragno si supera ancora. Il Benevento staziona nella metà campo avversaria senza produrre occasioni da gol. Ceravolo appena entrato si rende subito pericoloso calciando sulla rete esterna e dando solo l’impressione del gol. Il forcing del Benevento è più incalzante, Falco cerca di trovare le soluzioni migliori, dentro anche Pajac (tegola Venuti che si fa male ad una spalla ed esce) e Campagnacci, Cissé sbaglia l’incredibile raccogliendo uno dei tanti crossi arrivati dal fondo, facendosi ipnotizzare da Meret sotto porta. È la migliore occasione per la Strega, successivamente ci riprova Ceravolo incuneandosi in area ma il pallone scavalca la traversa. Poi il Benevento cola a picco sotto il colpo del k.o. del nuovo entrato Floccari, appena arrivato dal Bologna: Schiattarella su punizione mette in mezzo, dormita della difesa, Cragno esce ma in ritardo e guarda Floccari insaccare di testa. Prima rete per lui, arrivato da poche ore e partito dalla panchina, e Spal che vola in seconda posizione. La Strega prova negli ultimi minuti a giocare d’orgoglio ma Meret neutralizza una conclusione di Cissé. La sfida delle rivelazioni della B finisce così, tre punti a testa tra andata e ritorno, ma quali si riveleranno i più pesanti a fine campionato?

LE PAGELLE
CRAGNO 7: se non fosse per le sue parate da marziano staremmo parlando di una goleada, ma è anche vero che si è lasciato andare a qualche svarione di troppo. Sempre sugli scudi, bisogna soltanto ringraziarlo anche oggi, nonostante la sconfitta.

GYAMFI 5: giornata no per lui che deve fronteggiare un infuriato Del Grosso. Male le proposizioni offensive, da aggiustare la mira sui cross, male in copertura difensiva. Esce contrariato, consapevole della prova non sufficiente (dal 66′ Ceravolo 6: si è dato molto da fare andando vicino al gol in due occasioni. La scelta di Baroni pesa, ha fatto quello che poteva. Imprescindibile per il Benevento e il suo gioco).

CAMPORESE 6: fa lo stretto necessario per arginare Finotto, Antenucci e Floccari, delle volte si vede costretto a spazzare via il pallone, va in difficoltà sugli anticipi degli attaccanti.

LUCIONI 6: stessa sorte di Camporese, giornata difficile. Dormita generale sul gol di Floccari, qualche incertezza su quello di Vicari. La difesa, il reparto migliore, oggi soccombe, ma ha tenuto comunque alta la guardia.

PEZZI 5,5: in proiezione offensiva dà tutto il suo supporto, in difesa deve arginare un incontenibile Lazzari che l’ha sempre vinta. Su quella fascia la Spal è sempre pericolosa e oggi lui ha dovuto sacrificarsi di più.

DEL PINTO 5,5: di certo non una delle sue prestazioni migliori. A centrocampo Schiattarella Pontisso e Mora spesso sono superiori numericamente e fisicamente, nella ripresa lasciano più campo andando a ripiegare in difesa. Il campo rende qualche uscita sempre più difficile, oltre alla coppia sperimentale con Eramo. Da rivedere.

ERAMO 6: merita la sufficienza, risicata, per la volontà, la predisposizione e l’abnegazione in questo match. Nonostante qualche giocata sbagliata e qualche uscita inutile, nonostante a centrocampo spesso la Spal fosse libera di ripartire indisturbata, ha giocato una partita di sostanza. Sarà possibile una coppia con Chibsah o li vedremo insieme solo in un trio di centrocampisti? Baroni ha tanti pensieri su cui lavorare.

FALCO 5,5: in pratica oggi ha ricoperto qualsiasi ruolo in attacco, ripiegando spesso a centrocampo. Non trova il guizzo giusto e spesso le triangolazioni non servono a piegare l’ermetica difesa casalinga. Volenteroso ma poco pungente in fase di finalizzazione.

CISSÉ 5: in difficoltà sul terreno, perde stranamente qualsiasi confronto. Poco preciso sotto porta, abbastanza contrariato, ha l’occasione per pareggiare ma Meret gli chiude la porta. Nonostante il suo impegno, passo indietro per lui.

VENUTI 5,5: in attacco neutralizzato da Lazzari, in difesa deve contenerlo con Pezzi spesso in difficoltà. Finisce per farsi tutta la fascia come esterno nel provvisorio 3-4-3, si fa male alla spalla in un’uscita di testa, sperando non sia grave (dall’81’ Pajac sv).

PUSCAS 4,5: non è Ceravolo e non può fare il suo lavoro sporco, o almeno non è predisposto ad un determinato tipo di gioco. Attaccante d’area, gioca sulla linea del fuorigioco, tanti i palloni messi in mezzo per lui, ma mai una giocata d’anticipo o d’astuzia. Scelta sbagliata, visto l’andamento della gara, ma facile anche parlare col senno di poi (dall’83’ Campagnacci sv: si rivede in campo nel forcing finale, da annotare il suo ritorno).




Benevento, si chiude il ritiro con una vittoria: 4-0 alla Viterbese. Mercato: spunta Aramu

Foto Benevento Calcio Pagina Ufficiale
Foto Benevento Calcio Pagina Ufficiale

Il mini ritiro di una settimana al Mancini Park Hotel di Roma si è chiuso con la programmata amichevole contro la Viterbese Castrense, squadra di Lega Pro che vede militare tra le proprie fila due ex giallorossi: Marano e Cruciani. Il risultato finale è di 4-0 per il Benevento, due gol per tempo: apre le danze Cissé, raddoppia Puscas. Nella ripresa sale in cattedra Falco che firma una doppietta. Baroni nel primo tempo fa giocare le seconde linee unite a qualche titolarissimo, subito in campo il neo-acquisto Eramo al fianco di Del Pinto. Assenti gli infortunati Ciciretti, Lopez, Buzzegoli e De Falco. Dentro anche i giovani della Primavera che hanno giocato nella ripresa facendo staffetta: Cuccurullo per Fusco, Volpicelli per Donnarumma e Pinto per Brignola. Ottimo test, in conclusione, per i giallorossi. In vista dei recuperi importanti dall’infermiera, questa gara ha dato molte indicazioni a Baroni che ha potuto così valutare anche gli elementi che si sono messi meno in mostra, in attesa dell’esterno sinistro in arrivo dal mercato di riparazione.

FORMAZIONE PRIMO TEMPO 4-2-3-1:
Cragno; Gyamfi, Lucioni, Bagadur, Pezzi; Eramo, Del Pinto; Campagnacci, Cissè, Pajac; Puscas.
A disposizione: Gori, Venuti, Camporese, Fusco, Melara, Chibsah, Donnarumma, Jakimovski, Falco, Ceravolo, Brignola, Pinto, Volpicelli, Cuccurullo. All.: Baroni

FORMAZIONE SECONDO TEMPO 4-2-3-1:
Gori; Venuti, Camporese, Fusco, Jakimovski; Chibsah, Donnarumma; Melara, Falco, Brignola; Ceravolo. All.: Baroni

FRONTE MERCATO
Spunta una nuova pista per la fascia sinistra, quella che porta al classe 1995 del Torino Aramu. Intanto si registra un’accelerata per Acosty, il Benevento vuole chiudere entro la settimana prossima per regalare un esterno mancino a Baroni. Alte, invece, le pretese del Bari per Furlan e Maniero, quest’ultimo accostato alla Salernitana in un’operazione che vede la punta dei Galletti ai granata e Donnarumma in Puglia. Infine, secondo Tmw, il Benevento ha fatto un sondaggio per Manaj, attaccante tornato anticipatamente all’Inter dopo sei mesi trascorsi a Pescara. Ma sappiamo che non arriva alcun attaccante senza che ne parta un altro. Su questo fronte, si registra l’interesse di Lugano e Sion per Jakimovski che vorrebbe andare oltre i confini italiani mentre Bagadur preme per il ritorno alla Fiorentina dal prestito, con la Salernitana che lo richiede fortemente. Come già ribadito, però, il Benevento vuole trattenerlo. Previsto in questi giorni un incontro con Vigorito che tornerà dalle vacanze e chiarirà maggiormente la situazione mercato, incluso l’affaire Ciciretti che Sky ha portato nuovamente in auge: la società smentisce le indiscrezione della redazione sport di Sky secondo la quale il Benevento ha valutato 5 milioni il fantasista. Solo il Genoa ha richiesto il prezzo del cartellino del giocatore, senza ancora ricevere risposta. Tutto verrà chiarito col ritorno del presidente.

 

 




La Strega c'è e saluta il 2016 con una vittoria: battuto il Pisa 1-0

Foto Benevento Calcio Pagina Ufficiale
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Al giro di boa il Benevento si ritrova al terzo posto: nell’ultimo match dell’anno i giallorossi battono il Pisa 1-0 e salutano così un anno storico per l’intera città. Cissé porta la firma dell’ultima vittoria dell’anno, quel Cissé che trionfante segnava il 2-0 il 30 aprile contro il Lecce, consegnandoci di fatto la promozione in B. Nel gelo del Vigorito il Benevento cerca il riscatto dopo l’immeritata sconfitta di Frosinone: ospite il Pisa di Gattuso fortemente rimaneggiato. Non che il Benevento oggi stesse meglio, infatti nel secondo tempo si è visto un calo a dir poco evidente. Primo tempo di marca giallorossa, ripresa in cui per 20 minuti il Pisa va vicino al pari. Con questa vittoria agganciata la Spal al terzo posto, prossima avversaria degli Stregoni alla ripresa del campionato, il 21 gennaio. Un match che dirà molto per il futuro delle due squadre.

TATTICA E SCELTE
Baroni spiazza tutti e nell’incredulità totale del Vigorito, manda in campo dall’inizio Pajac, schierandosi così con un 4-4-2. Buzzegoli dal primo minuto insieme a Chibsah, poi per il resto formazione confermata, con Falco in panchina e Melara sulla corsia di sinistra. Gattuso scende in campo col 4-3-3 pronosticato alla vigilia, coi rientri di Di Tacchio e Sanseverino. L’ex Eusepi in avanti supportato sulle fasce da Peralta e Mannini. Con questo modulo il Benevento cerca di avere un proprio equilibrio, alzando il baricentro e raddoppiando sulle fasce. A centrocampo costante presenza sannita, ma i tre nerazzurri hanno spesso la meglio per la superiorità numerica in quella zona del campo. Tante le verticalizzazioni, Ceravolo sempre unico terminale offensivo ma i pericoli arrivano dalla mina vagante Cissé che a rimorchio stasera è stato esplosivo. Nella ripresa con l’uscita di Melara e l’ingresso di Del Pinto, Baroni rinforza il centrocampo in evidente affanno. 4-3-3 con Falco che prende il posto di Pajac e agisce sulla fascia. Gattuso inserisce Lazzari, Gatto e Cani variando dal 4-3-3 al 4-4-1-1, senza risultati. Chicca finale, con l’ingresso di Gyamfi, Baroni passa al 3-4-3, abbassando Pezzi sulla linea a tre di difesa: quel modulo tanto caro ad Auteri che ha fatto le fortune del Benevento in questo indimenticabile 2016.

LA GARA
All’11’ subito occasionissima per Cissé che raccoglie una deviazione alta di Longhi ma calcia sopra la traversa. Ancora il guineano protagonista: su corner, la palla arriva a lui che calcia di piatto ma malissimo da posizione interessante. Due minuti dopo, Momo si rifà: Venuti infila al centro un cross potente, Ujkani non trattiene e Cissé ne approfitta insaccando di testa. L’unica gioia del match firmata nuovamente da lui, dopo il gol ad Avellino. Il Benevento amministra il vantaggio, ha anche un’occasione buona per raddoppiare con un ottimo coast to coast di Pajac che alla fine si accartoccia col pallone, proprio sul più bello. A chiusura di tempo, Mannini spara alto da ottima posizione. Ripresa in mano agli ospiti, col Benevento in affanno e che si schiaccia troppo nella propria metà campo. Peralta fa ciò che vuole, tanta classe e qualità, salta l’uomo come birilli. Prima ci prova Ceravolo con una conclusione dal limite parata da Ujkani, poi risponde Mannini con una botta dalla distanza a svegliare Cragno. Proprio Peralta mette sull’attenti il portierone giallorosso con una doppia conclusione ma l’estremo difensore si supera. Pisa arrembante che va giustamente alla caccia del pareggio, Gattuso non può chiedere di più ai suoi, tra l’altro decimati. Baroni inserisce Del Pinto e Falco, col 4-3-3 il Benevento si affida alle ripartenze. Ceravolo cerca in tutti i modi la via del gol, Cissé ripiega in difesa e come un leone attacca l’area avversaria: proprio lui in area vede ribattersi il tiro dal compagno Chibsah. Poi Cragno si supera e brilla nuovamente: stacco impetuoso dell’altissimo Cani, Cragno con un balzo felino la para. È l’ultimo brivido regalato dal Pisa, il Benevento contiene e ci prova subito dopo con Venuti dal limite, palla a fil di palo. Dopo 4 minuti di recupero e col gelo sulla testa, il pubblico del Vigorito esulta: la Strega c’è e saluta l’anno con una vittoria firmata da uno dei suoi condottieri dalla Lega Pro alla Serie B.

RISULTATI E CLASSIFICA
Il Verona è campione d’inverno: battuto al Bentegodi il Cesena 3-0. Il Frosinone cade a Vercelli, sconfitto 2-0: Spal e Benevento sono sotto di 2 punti ora (Frosinone 38, Benevento e Spal 36). Due punti dietro ecco l’altra neopromossa Cittadella che batte 2-1 l’Entella. Cadono in successione Carpi e Perugia, entrambe per 2-1, rallentando la loro corsa verso i primi due posti: Novara e Salernitana escono vittoriose dai due confronti.

LE PAGELLE:
CRAGNO 7: niente da fare, ogni volta deve mettersi in mostra. Preferiamo non soffrire certi patemi, ma le sue parate al limite dell’impossibile sono uno spettacolo per gli occhi e danno tanta sicurezza.

VENUTI 6,5: ottima prova, pulito e mai banale. Mannini è un cliente difficile, fortuna vuole che non sia in condizione di far del male. Bene anche le sovrapposizioni.

CAMPORESE 6,5: svetta in area e gode di un’ottima forma fisica. Pare aver rubato il posto a Padella, si sta confermando ad alti livelli.

LUCIONI 7: la sua prova va sempre lodata. Eusepi annientato, Cani ancor più alto può rendere la serata amara. Lo Zio con calma e carisma mette tutti a tacere.

PEZZI 6,5: impossibile ascoltare le critiche di chi gli dà continuamente addosso. Abituati allo stile di Lopez su quella fascia, pare che Pezzi sia un brocco: assolutamente no. Due modi di giocare diversi, due menti diverse. In forma e in fiducia.

MELARA 6: manca qualche aggancio ma come al solito fa il suo dovere. Esce per rifiatare, va sempre in deficit. Inverte la fascia con Pajac, andando su quella che gli compete. Sufficiente (dal 64′ Del Pinto 6: con lui si passa al 4-3-3, con una chiave tattica differente. Nessuna sbavatura a centrocampo, diligente e concentrato ogni qualvolta viene chiamato in causa).

CHIBSAH 6: a Natale siamo più buoni e gli diamo la sufficienza. Non che sia regalata ma oggi lo si è visto più appannato rispetto alle ultime uscite. È pur vero che l’arbitro gli ha fischiato di tutto contro, condizionandolo.

BUZZEGOLI 7: si offusca Chibsah, sale in cattedra lui. Dato per panchinaro per via del problema al ginocchio, stringe i denti ed offre una prova di grande sostanza. Tra i migliori in campo del Benevento. Lanci precisi, ripartenze, sostegno in tutt’e due le fasi: impeccabile, sottolineando le condizioni in cui gioca (dall’81’ Gyamfi sv).

PAJAC 6: un voto di fiducia per lui, magari condizionato da qualche mugugno proveniente dagli spalti. Ha l’occasione di mettersi in mostra. Inizialmente un pesce fuor d’acqua, poi mostra tanta dedizione e voglia di fare (dal 64′ Falco 6: non eccezionale, deve pur sempre dosare le energie. Uno squillo a Ujkani, per il resto si è sacrificato per i compagni).

CISSÉ 7,5: dopo Bari, una delle migliori prove, se non la migliore, per Karamoko. Mina vagante al limite dell’area, pericoloso all’interno di essa. Peccato la poca precisione ma c’è da sottolineare lo spirito di sacrificio e l’abnegazione messa in campo: non si era mai visto Momo ripiegare in difesa e aiutare i compagni in difficoltà in questo modo. Da evidenziare qualche giocata di pregevole fattura. Il gol vittoria è soltanto l’incoronazione da migliore in campo.

CERAVOLO 6,5: aveva voglia di segnare e glielo si leggeva in faccia. Ma ha offerto tanto alla squadra anche stasera: sacrificio, lotta su ogni pallone, pressa difensori e portiere. Un leone imprescindibile per il gioco di Baroni.