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Cittadini in bicicletta: “Continui incidenti auto e poi siamo noi i pericolosi!”

Riceviamo e pubblichiamo un nota del Comitato Cittadini in Bicicletta, in merito agli ultimo incidenti stradali avvenuti nel beneventano riallacciandosi al divieto di transito per le bici presso il Corso Garibaldi.

“Anche oggi, come quasi tutti i giorni, a Benevento un cittadino è finito all’ospedale perchè investito da una automobile. Abbiamo letto in questi giorni della distruzione di un ristorante causata da un SUV che è penetrato all’interno dell’attività, fortunatamente deserta al momento dell’irruzione dell’automobile. Solo grazie al Covid-19 si è infatti evitata la tragedia: se il locale fosse stato aperto e funzionante, i morti sarebbero stati diversi. Ma non è un “incidente” isolato: oramai siamo abituati a leggere, almeno una volta a settimana, di beneventani che finiscono all’ospedale a causa di incidenti automobilistici avvenuti in città, diretto risultato delle politiche di mobilità dell’attuale amministrazione comunale. Abbiamo inoltre letto che anche quest’anno Benevento è tra le città più inquinate d’Italia, e vogliamo ricordare che l’inquinamento atmosferico è in parte causato dall’uso dell’automobile, in particolare per quanto riguarda la produzione di biossido di azoto, che insieme al particolato atmosferico è una delle principali cause di morte in Italia, in Europa e nel Mondo.

Per cui poniamo una domanda alle istituzioni cittadine: ma non erano le biciclette ad essere pericolose? Sappiamo bene che nessuno ci risponderà, così come nessuno ci ha risposto quando anni fa presentammo oltre mille firme al sindaco, al prefetto, all’assessore alla mobilità, al questore e al comandante dei carabinieri, chiedendo di LIMITARE il divieto di transito delle biciclette nell’area pedonale di corso Garibaldi alle sole giornate festive e a determinati orari di maggior afflusso.

In realtà noi sappiamo benissimo che sia gli incidenti che l’inquinamento atmosferico sono il frutto diretto della campagna di criminalizzazione dei mezzi di trasporto non inquinanti che il sindaco Mastella, il comandante dei Vigili Urbani Bosco Fioravante e l’Assessore alla Mobilità Ambrosone stanno portando avanti da ormai quasi 5 anni. Queste tre persone non hanno fatto altro che ripetere più volte che le biciclette sono pericolose perchè possono uccidere i bambini (falsità totale, non comprovata dai fatti, pura e semplice invenzione propagandistica) e chi le usa lo fa per spacciare la droga (anche qui pura e semplice invenzione propagandistica). Addirittura Bosco si è schierato anche contro i monopattini, colpevoli, secondo lui, di non avere un motore inquinante che faccia rumore. I tre paladini dell’inquinamento atmosferico e degli incidenti, i quali preferiscono vedere i beneventani finire all’ospedale piuttosto che ammettere che le auto sono più pericolose delle bici, non hanno ormai più nessun legame con la realtà quotidiana dei beneventani, perchè troppo assillati dalla paura di perdere il proprio potere nelle prossime elezioni comunali, perchè ormai abbandonati da tutti i partiti politici e troppo impegnati a nascondere le proprie manchevolezze, e nel caso di Bosco, le proprie inadeguatezze (ricordiamo che il dirigente Santamaria ha escluso Bosco Fioravante dal concorso per comandante dei vigili urbani perchè lo giudica sprovvisto dei requisiti richiesti dalle leggi italiane, e la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha espresso tre rilievi ostativi; concorso per altro sospeso e poi annullato perchè si rischiava di trovare un comandante con i requisiti richiesti e quindi rimandato a dopo il 31 luglio 2021, ovvero quando Bosco avrà maturato alcuni dei requisiti richiesti).

Per fortuna sia i beneventani che i partiti politici cittadini si sono resi conto che altri 5 anni di questa amministrazione, ovvero altri 5 anni di monarchia assoluta a di sospensione della democrazia, sarebbero il colpo di grazia per una città morente. Auspichiamo una accelerazione per la costruzione di un fronte comune di liberazione cittadina, con il quale noi beneventani che usiamo la bici come mezzo di trasporto siamo pronti a collaborare al fine di liberare la città e ripristinare la legalità in tutta la città ed in particolare lungo Corso Garibaldi. Qualora fosse necessario, infatti, vogliamo ricordare per l’ennesima volta che la legge italiana afferma che nelle aree pedonali solo le biciclette possono circolare liberamente mentre invece sono le automobili i tir, i furgoni, i camion (che invece il sindaco autorizza), a non poter transitare. Il totale capovolgimento delle regole è del resto un tratto saliente dell’amministrazione Mastella, per cui la sua cacciata dalla città è di fondamentale importanza per far sì che Benevento possa tornare ad essere una città del XXI secolo, per guardare al futuro con fiducia, senza la paura di poter scomparire nel dimenticatoio della Storia.

Noi cittadini in bicicletta ricorderemo questi 5 anni come un vero e proprio incubo, nei quali Clemente Mastella e i suoi scagnozzi ci hanno sottratto il diritto a circolare in città senza dover per forza inquinare o investire pedoni, diritto sancito dalle leggi italiane e ignorato, capovolto e calpestato da queste persone. Per questo siamo disposti a sostenere con ogni sforzo necessario una coalizione elettorale che possa ripristinare la democrazia e la legalità a Benevento. Forza beneventani, noi ci siamo”.




Niente bici per il corso, il comitato: “Faremo denuncia alla magistratura”

“Siamo stufi del fatto che i ciclisti debbano essere criminalizzati in questo modo assurdo e allucinante” lo dice il portavoce del comitato “Cittadini in bicicletta”, Alessio Fragnito, a margine della nuova protesta in piazza Torre, contro il divieto di transito delle bici istituito lungo corso Garibaldi.

I beneventani amanti delle pedalate si sono riuniti ancora questa sera per chiedere che il corso venga aperto al transito delle biciclette: “Secondo le leggi l’area pedonale deve essere aperta alle bici e chiusa alle auto, Benevento è l’unica città in cui avviene il contrario. La persona che più di tutti ha detto di far rispettare questo divieto è il comandante Bosco, con la presidenza del Consiglio dei Ministri che ha fatto tre osservazioni ostative sulla sua nomina” afferma Fragnito. “Noi abbiamo sempre chiesto che il divieto sia limitato a determinati orari, in modo particolare quando il corso è molto frequentato, nei giorni festivi e durante le manifestazioni, ma quando è deserto diventa una strada fondamentale per chi si sposta in bici e con molti meno rischi. Non capiamo perché l’incolumità dei ciclisti non è una priorità di questa amministrazione”.

Dopo ormai 4 anni di richieste e proteste, il comitato passerà ai fatti: “Non si è mai verificato che una persona è morta per un incidente con la bici, viceversa ogni anno circa 350 persone in provincia ricevono lesioni gravi e disabilità permanenti per colpa delle automobili. Il prossimo passo sarà la denuncia alla magistratura per il ripristino dell’area pedonale e chiederemo com’è possibile che passino le auto. Ci sono alcune fasce orarie che consentono il transito delle automobili ma non puoi chiuderlo alle bici”. Il motivo di tale mossa? “Non ci può essere dialogo con questa amministrazione. L’unico che ha cercato di rapportarsi con noi è stato l’assessore Ambrosone e lo ringraziamo per aver cercato di instaurare un dialogo”.




Comitato Cittadini in Bicicletta, sabato la manifestazione per la mobilità sostenibile

Il Comitato Cittadini in Bicicletta comunica che il giorno Sabato 30 Maggio 2020 alle ore 18 lungo Corso Garibaldi, all’altezza di Piazza Federico Torre, si svolgerà una manifestazione statica di cittadine e cittadini beneventani per chiedere al Sindaco del Comune di Benevento:
1) la immediata rimozione del cartello di divieto di transito alle biciclette all’interno dell’area pedonale di Corso Garibaldi e il ritiro dell’ordinanza di imposizione del divieto 2) il ripristino dell’Area Pedonale di Corso Garibaldi, con il divieto assoluto di transito alle automobili se non nelle limitazioni sancite dall’articolo 3 del Codice della Strada 3) il rispetto del codice della strada da parte del locale Comando dei Vigili Urbani mediante l’utilizzo delle due biciclette elettriche che furono acquistate dal Comune di Benevento per il proprio transito all’interno dell’area pedonale di Corso Garibaldi 4) l’immediata applicazione da parte del Comune di Benenvetno delle indicazioni contunete nell’articolo 229 del Decreto Rilancio, in particolare per quanto concerne il comma 4, ovvero la tempestiva nomina di un Mobility Manager del Comune al fine di intraprendere una seria politica di mobilità sostenibile che possa portare i dipendenti del Comune di Benevento, compreso i Vigili Urbani, a recarsi al lavoro in bicicletta; 5) la costituzione di ampie zone urbane in cui la velocità di tutti i veicoli sia ridotta ai 30 km/h 6) la realizzazione di un piano ciclabile comunale per consentire ai cittadini di usare la bicicletta in sicurezza 7) la fine della campagna di crimininalizzazione dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto 8) la pedonalizzazione di ampie zone della città per consentire il distanziamento sociale dei pedoni.

La manifestazione si rende necessaria in quanto:
– L’Organizzazione Mondiale della Sanità, di fronte all’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, ha raccomandato ai governi locali e nazionali di favorire e incentivare l’utilizzo della bicicletta in quanto garantisce il distanziamento sociale, contribuisce all’attività fisica in un periodo in cui questa è fortemente limitata dalle restrizioni e, non producendo emissioni, si rivela utile per combattere la presenza di particolato atmosferico (PM2,5 e PM10) che oltre ad essere responsabile di numerose morte premature, è anche un ottimo veicolo di proliferazione del virus, come dimostrato da circa 23 ricerche diverse nelle ultime settimane; – tutte le maggiori città del pianeta i Comuni hanno dato vita a piste ciclabili di emergenza, sottraendo spazio alle automobili, ovvero ricavando corsie ciclabili dalle strade dedicate al traffico automobilistico; – ovunque, in tutte le nazioni del mondo, la bicicletta viene vista coma una soluzione al problema degli spostamenti urbani durante l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19; – al fine di incentivare la mobilità sostenibile il Governo ha emanato un provvedimento di natura economica che consentirà agli italiani di poter acquistare nuove biciclette con un cospicuo contributo statale, per cui si prevede un aumento dell’uso della bici anche nella nostra città; inoltre nello stesso Decreto il Governo stabilisce per le amministrazioni comunali l’obbligo di adottare un piano di spostamento casa-lavoro dei propri dipendenti riducendo l’impatto negativo del traffico veicolare; – il principale ostacolo all’uso della bicicletta nella città di Benevento è la criminalizzazione di chi ne fa uso che è stata portata avanti negli ultimi 4 anni dalla attuale amministrazione, i cui principali esponenti hanno più volte, pubblicamente, accusato chi usa la bici di spacciare la droga e di essere un delinquente; – l’opera di criminalizzazione della bici portata avanti dalla attuale amministrazione va contro i principi fondamentali della Costituzione Italiana; – l’attuale sindaco di Benevento ha emesso una ordinanza sindacale in cui istituiva il divieto di transito alle biciclette in una area pedonale nella quale però il medesimo sindaco autorizza sistematicamente il transito e la sosta di veicoli a motore, in spregio non solo all’articolo 3 del Codice della Strada ma anche alla sua stessa ordinanza; – attualmente in tutto il territorio nazionale sono vietati gli assembramenti per cui o ciclisti non possono diventare di pericolo e di intralcio ai pedoni dato che i pedoni non possono assembrarsi nelle aree pedonali per cui non vi sono impedimenti o pericolo reali per gli stessi che potrebbero derivare dall’uso di una bicicletta all’interno di un’area pedonale – la città di Benevento risulta essere una delle città più inquinate d’Italia, per via dell’alto numero di sforamenti per la concentrazione di polveri sottili e particolato atmosferico, per cui una volta al mese l’attuale amministrazione delibera la chiusura di parte della città al traffico automobilistico, riconoscendo in tal modo che il traffico automobilistico è la principale fonte di inquinamento in un contesto urbano; – sebbene il sindaco, i suoi assessori e il comandante dei vigili urbani abbiano più volte affermato pubblicamente che “le biciclette sono pericolose”, in realtà nei 4 anni di imposizione del divieto e su tutto il territorio comunale non risultano esserci stati incidenti causati dalle bicilette che abbiano causato il ricovero ospedaliero delle persone ivestitie, mentre negli stessi anni sono stati numerosi i pedoni investiti dalle automobili mentre attraversavano sulle strisce pedonali o mentre camminavano sul marciapiede, finendo in ospedale con ricoveri prolungati; – le automobili sono la principale causa di morte non naturale in tutto il mondo; – un eccessivo uso delle automobili private sottrae spazio alle atività umane e alle persone fisiche; – l’uso della bicicletta favorisce un miglioramento complessivo della salute di chi la usa, contribuendo alla riduzione delle spese sanitarie generali collettive; – l’uso dell’automobile incide negativamente sulla salute dei cittadini, non solo di chi la usa ma anche di chi non la usa.

Comunicato stampa




Cittadini in bicicletta, in Comitato presenta un dossier al sindaco Mastella

Il Comitato Cittadini in Bicicletta di Benevento è intervenuto nuovamente sulla questione mobilità sostenibile e riapertura del corso Garibaldi alle bici. Un dossier, come spiega il rappresentante Alessio Fragnito, è stato inviato al sindaco Clemente Mastella e all’assessore alla Mobilità di Palazzo Mosti.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità – spiega Fragnito -, di fronte all’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, ha raccomandato ai governi locali e nazionali di favorire e incentivare l’utilizzo della bicicletta in quanto garantisce il distanziamento sociale, contribuisce all’attività fisica in un periodo in cui questa è fortemente limitata dalle restrizioni e, non producendo emissioni, si rivela utile per combattere la presenza di particolato atmosferico (PM2,5 e PM10) che oltre ad essere responsabile di numerose morte premature, è anche un ottimo veicolo di proliferazione del virus, come dimostrato da circa 23 ricerche diverse nelle ultime settimane.

In tutte le maggiori città del pianeta – prosegue Fragnito – i Comuni hanno dato vita a piste ciclabili di emergenza, sottraendo spazio alle automobili, ovvero ricavando corsie ciclabili dalle strade dedicate al traffico automobilistico anche perchè in tutte le nazioni del mondo, la bicicletta viene vista coma una soluzione al problema degli spostamenti urbani durante l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19. Non solo: al fine di incentivare la mobilità sostenibile il Governo ha emanato un provvedimento di natura economica che consentirà agli italiani di poter acquistare nuove biciclette con un cospicuo contributo statale, per cui si prevede un aumento dell’uso dellla bici nella nostra città, ma il principale ostacolo all’uso della bicicletta nella città di Benevento è la criminalizzazione di chi ne fa uso che è stata portata avanti negli ultimi 4 anni dalla attuale amministrazione, i cui principali esponenti hanno più volte, pubblicamente, accusato chi usa la bici di spacciare la droga e di essere un delinquente. Tale opera di criminalizzazione dell’uso della bici, portata avanti dalla attuale amministrazione con il determinante supporto delle forze dell’ordine, si è concretizzata anche con la realizzazione di posti di blocco finalizzati alla confisca delle biciclette che venivano utilizzate dai cittadini di Benevento come mezzo di trasporto.

Il sindaco di Benevento ha emesso una ordinanza sindacale in cui istituiva il divieto di transito alle biciclette in una area pedonale nella quale però il medesimo sindaco autorizza sistematicamente il transito e la sosta di veicoli a motore, in spregio non solo all’articolo 3 del Codice della Strada ma anche alla sua stessa ordinanza. Inoltre, l’atto di Palazzo Mosti, in allegato, è sprovvista di motivazioni per cui non specifica quali siano “i casi particolari” che lo hanno indotto a vietare l’uso della bici in una area pedonale e contestualmente ad autorizzare il transito e la sosta di veicoli a motore nella medesima area – che attualmente in tutto il territorio nazionale sono vietati gli assembramenti per cui o ciclisti non possono diventare di pericolo e di intralcio ai pedoni dato che i pedoni non possono assembrarsi nelle aree pedonali per cui non vi sono impedimenti o pericolo reali per gli stessi che potrebbero derivare dall’uso di una bicicletta all’interno di un’area pedonale – che circa 4 anni fa il Comitato Cittadini in Bicicletta di Benevento raccolse oltre mille firme di cittadini che chiedevano di limitare il divieto di transito alle biciclette nell’area pedonale dalle ore 18 alle ore 24 delle giornate festive e prefestive. La petizione è stata presentata al Prefetto, al Sindaco, all’assessore alla mobilità senza mai avere nessun tipo di risposta da parte di nessuno di tali soggetti.

Spesso le forze dell’ordine transitano nell’area pedonale di Corso Garibali a Benevento alla guida di automobili, senza che siano in servizio urgente di emergenza, e quindi violando in tal modo l’articolo 3 del codice della strada e che la città di Benevento risulta essere una delle città più inquinate d’Italia, per via dell’alto numero di sforamenti per la concentrazione di polveri sottili e particolato atmosferico, per cui una volta al mese l’attuale amministrazione delibera la chiusura di parte della città al traffico automobilistico, riconoscendo in tal modo che il traffico automobilistico è la principale fonte di inquinamento in un contesto urbano. Le automobili sono la principale causa di morte non naturale in tutto il mondo e che un eccessivo uso delle automobili private sottrae spazio alle attività umane e alle persone fisiche.

Per questo – afferma Fragnito – chiediamo al sindaco del Comune di Benevento di rimuovere tempestivamente il cartello di divieto di transito alle biciclette all’interno dell’area pedonale di Corso Garibaldi e di ritirare l’ordinanza di imposizione del divieto; di invitare il Comando dei Vigili Urbani a rispettare il Codice della Strada e di utilizzare per il proprio transito all’interno dell’area pedonale di Corso Garibaldi le due biciclette elettriche che furono acquistate dal Comune di Benevento proprio per consentire ai vigili urbani di rispettare le leggi in vigore in Italia – di nominare tempestivamente il Mobility Manager del Comune al fine di intraprendere una sera politica di mobilità sostenibile, – di chiedere pubblicamente scusa ai ciclisti e di affermare con una nota stampa che chi usa la bici non lo fa per spacciare la droga ma perché è un suo diritto, sancito dalla Costituzione Italiana, e che non sono le biciclette ad essere pericolose ma le automobili, le quali provocano milioni di morti ogni anno su scala mondiale.

Al Comandante dei Vigili Urbani chiediamo di far rispettare il Codice della Strada ai propri sottoposti inducendoli a percorrere l’area pedonale di Corso Garibaldi in sella alle biciclette elettriche in loro dotazione o a piedi o con altri veicoli che siano “assimilabili ai velocipedi” mentre al Questore di Benevento e al Comando dei carabinieri di far rispettare ai propri sottoposti l’articolo 3 del Codide della Strada e quindi di far circolare i suoi sottoposti nell’area pedonale di Corso Garibaldi solo ed esclusivamente in sella alle bici elettriche in loro dotazione o a piedi o con veicoli che siano assimilabili ai velocipedi.

Al Ministro dell’Ambiente e al Ministero dei Traporti, infine, di indagare per quale motivo nella città di Benevento, negli ultimi 4 anni l’uso della bicicletta sia stato criminalizzato, per quale motivo il comando dei vigili urbani consideri le biciclette dei veicoli pericolosi e inquinanti, dato che le multe elevate dai vigili urbani nei confronti di chi usa la bici sono state fatte in base all’articolo 7 che definisce la possibilità di un sindaco di chiudere una strada al traffico veicolare “per comprovate esigenze di prevenzione degli inquinamenti” e di indagare su che fine abbiano fatto le 25 biciclette fornite dal Ministero dell’Ambiente al Comune di Benevento per incentivare l’uso della bici in città.

L’amministrazione comunale – conclude la nota – se davvero vuole parlare di mobilità sostenibile deve assolutamente trasformare il Corso Garibaldi in una vera e propria area pedonale e soprattutto deve concepire quell’area come direttrice strategica per gli spostamenti principali dei cittadini. La riapertura del Corso alle biciclette, unita ad una seria politica di disincentivo all’uso dell’automobile privata, renderebbe di nuovo l’area pedonale di Corso Garibaldi una strada percorsa dai cittadini in tutta la settimana, mentre oggi è soltanto l’area di passeggio dei cittadini il sabato e la domenica sera”.




“Riaprire il Corso alle bici”: la proposta per la Fase 2

“Abbiamo letto con entusiasmo le dichiarazioni dell’assessore Ambrosone in merito al progetto del Comune di Benevento di dotare la città di percorsi ciclabili in sicurezza per la cosiddetta “fase due”, alla luce del fatto che la bicicletta risulta essere il veicolo che più di tutti garantisce il distanziamento sociale e al tempo stesso non inquina e quindi non facilita la diffusione del virus, il quale, come viene indicato da molti esperti, prolifera soprattutto nelle zone dove l’aria ha grosse concentrazioni di PM2,5 e PM10, sostanze inquinanti prodotte dalle automobili”: così in una nota il comitato “Cittadini in bicicletta”.

“Ringraziamo l’assessore – si legge – per il suo impegno ad assicurare la sicurezza dei ciclisti ma vogliamo ricordargli che nessun piano di mobilità ciclistica nella città di Benevento potrà fare a meno di consentire a chi usa la bici di transitare lungo l’area pedonale di Corso Garibaldi. Vogliamo ricordare all’assessore e alla città tutta che il divieto alle bici fu istituito dal sindaco Mastella perchè a suo dire lungo corso Garibaldi, per 24 ore al giorno e tutti i giorni della settimana, vi erano grandi assembramenti di persone per cui la bici diventava pericolosa, a differenza dei tir, dei furgoni, delle auto, delle moto, delle Ferrari, che invece, secondo il primo cittadino non sono pericolose. Abbiamo ripetuto per 4 anni che sono le auto ad essere pericolose e a uccidere ogni anno circa 1.300.000 persone nel mondo, di cui 3300 persone in Italia, ma secondo il sindaco e i suoi fedelissimi, bisognava proteggere gli assembramenti dei cittadini dalle pericolosissime biciclette, sebbene non si siano mai registrati incidenti con persone mandate all’ospedale, cosa che invece purtroppo succede spesso con le automobili”.

“Oggi – prosegue il comitato – il pericolo degli assembramenti non esiste più. Non possiamo sapere quando sarà possibile di nuovo consentire ai cittadini di assembrarsi lungo il Corso Garibaldi, per tanto la logica e il buon senso suggeriscono che sia arrivato il momento di rimuovere questo assurdo e illogico divieto che impedisce l’uso della bici in città. Essendo un’area pedonale, in cui per legge possono transitare solo le biciclette e nessun tipo di auto a motore, la sicurezza dei ciclisti è garantita in maniera assoluta, per cui ci sembra assurdo che l’assessore parli di dover garantire la sicurezza ai ciclisti senza considerare che tale sicurezza è garantita solo ed esclusivamente nell’area pedonale di Corso Garibaldi. Proprio l’assenza di automobili (o meglio la scarsa presenza, visto che nemmeno le forze dell’ordine rispettano il divieto di transito alle auto) garantisce la sicurezza a chi usa la bici, per cui il divieto di transitare lungo l’unica arteria ciclabile sicura ha di fatto ridimensionato pesantemente l’uso della bici in città”.

“A questo aggiungiamo – inoltre – che la campagna di comunicazione del sindaco, basata sull’assunto “chi usa la bici spaccia la droga” non ha certo contribuito a favorire l’uso della bici in città. Oggi, purtroppo per il sindaco, è arrivato il momento in cui la bici viene indicata da tutti gli esperti come una soluzione ai problemi delle città e non come un problema. Ci dispiace per il sindaco ma il giorno della bici è arrivato: noi siamo a vostra disposizione per aiutarvi a redigere un piano ciclabile che sia logico, dato che noi usiamo la bici per gli spostamenti urbani e non per praticare attività sportiva. In questo momento forse vi conviene fidarvi degli esperti. Saremo ben contenti di dare una mano, ma il primo passo deve essere fatto dall’amministrazione e deve essere ben chiaro: a partire dal 4 maggio il divieto alle bici sul Corso va rimosso. Poi, quando sarà possibile tornare a fare assembramenti ci porremo di nuovo il problema se le bici sono più pericolose dei tir, ma per adesso è indispensabile aprire l’area pedonale alle biciclette, se vogliamo davvero garantire la sicurezza e la mobilità dei cittadini beneventani”.

“Ci auguriamo – infine – che la rimozione del divieto non venga osteggiata per motivi ideologici del comandante dei vigili urbani, il quale, purtroppo per lui, oggi è costretto ad arrendersi alla evidenza dei fatti: la bici non è un problema per le città, è la soluzione ai problemi delle città”.