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Contratto di Fiume “Basso Calore Beneventano”, intervista a Costantino Caturano

Il Contratto di Fiume “Basso Calore Beneventano”, una grande occasione per lo sviluppo del sistema Sannio. Ce ne ha parlato in un’intervista il Presidente dell’Ente Parco Regionale del Taburno Camposauro, Costantino Caturano, che vi proponiamo di seguito.

Presidente Caturano, innanzitutto che cosa è un Contratto di fiume?
Il Contratto di Fiume è uno strumento di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione di un territorio fluviale unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo così ad un fattivo sviluppo locale. Più in generale un contratto di fiume contribuisce al perseguimento degli obiettivi delle normative in materia ambientale, con particolare riferimento alla direttiva 2000/60/CE (direttiva quadro sulle acque) e alle direttive 42/93/CEE (direttiva Habitat) e 2008/56/CE (direttiva quadro sulla strategia marina), in quanto utile strumento per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, per un corretto utilizzo sostenibile dell’acqua, per la mitigazione degli effetti delle inondazioni e della siccità, supportando e promuovendo politiche e iniziative volte a consolidare comunità fluviali resilienti, riparando e mitigando, almeno in parte, le pressioni dovute a decenni di urbanizzazione sregolata.

La Regione Campania – Assessorato all’Ambiente ha individuato l’Ente Parco come Soggetto Attuatore del Contratto di Fiume “Basso Calore Beneventano”, un altro importante risultato per l’Ente che amministra.
La Giunta Regionale, grazie al grande lavoro fatto dal Vicepresidente Fulvio Bonavitacola, ha approvato la Legge regionale 6 maggio 2019, n. 5 “Disposizioni per la tutela dei corpi idrici della Campania, per la valorizzazione integrata sostenibile dei bacini e sottobacini idrografici e la diffusione dei Contratti di Fiume” a seguito della quale sono state redatte le linee guida dei Contratti di Fiume, facendo così partire l’iter per l’attuazione di questo importante strumento per i territori campani. Ad oggi sono stati individuati 5 Contratti di Fiume sperimentali a regia regionale. Tra questi l’unico che è partito è quello del “Basso Calore Beneventano” che la Regione Campania sta portando avanti insieme all’Ente Parco, nella qualità di soggetto attuatore. Tutto questo sicuramente pone l’Ente Parco in una posizione importante e strategica per lo sviluppo del sistema Sannio, e grazie al supporto tecnico degli uffici regionali dell’assessorato all’ambiente si stanno definendo le varie fasi del Contratto di Fiume che vedono il coinvolgimento di tutti gli stakeholders presenti sul territorio, come Comuni, associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e di volontariato; tutti insieme definiremo la strategia del Contratto di Fiume, impegnandoci ad attuarla attraverso la sottoscrizione di un accordo/documento d’intenti.

A riguardo quale è la road map che l’Ente Parco, insieme alla Regione Campania, sta attuando sul Contratto di Fiume?
Innanzitutto c’è da dire che La Regione Campania e l’Ente Parco, grazie anche al coinvolgimento dell’Università degli Studi del Sannio – Dipartimento di Scienze e Tecnologie, hanno messo a punto un’appropriata analisi conoscitiva preliminare integrata sugli aspetti ambientali, sociali ed economici del territorio oggetto del Contratto di Fiume “Basso Calore Beneventano”. Tra le finalità dell’analisi vi è stata la definizione e/o valorizzazione di obiettivi operativi, coerenti con le finalità della pianificazione esistente, sui quali i sottoscrittori dovranno impegnarsi. A seguito di ciò, sono stati organizzati dei laboratori tematici a cui hanno partecipato tutti gli stakeholders coinvolti al fine di ricevere indicazioni per l’elaborazione di un Documento strategico che definisce lo scenario, riferito ad un orizzonte temporale di medio-lungo termine, che integri gli obiettivi della pianificazione di distretto e più in generale di area vasta, con le politiche di sviluppo locale del territorio. Oggi siamo proprio nella fase finale della redazione di tale documento strategico che poi dovrà essere approvato dall’Assemblea del Contratto di Fiume che si insedierà ufficialmente a seguito della condivisione di un Documento d’intenti contenente le motivazioni e gli obiettivi generali, stabiliti da tutti gli attori che prendono parte al processo. La sottoscrizione di tale documento avverrà entro Aprile prossimo e, successivamente, sarà inviato alla Regione Campania che, a seguito di opportuno provvedimento, darà avvio alla fase successiva, la redazione del Piano di Azione. Ovviamente il Documento Strategico del Contratto di Fiume del “Basso Calore Beneventano” sarà coerente con le previsioni di piani e programmi già esistenti nel bacino idrografico di riferimento/sub-bacino e per il territorio oggetto del Contratto di Fiume e, qualora necessario, potrà contribuire ad integrare e riorientare la pianificazione locale e a migliorare i contenuti degli strumenti di pianificazione sovraordinata.

Quindi sarà con il Piano di Azione che si definiranno interventi e progettualità da mettere in atto sia a livello comunale che sovra-comunale?
La definizione del Piano d’Azione è la fase più importante e impegnativa. Infatti riguarderà un intenso ed ulteriore dialogo e confronto con tutti gli stakeholders per definire, in base a quanto previsto dal documento strategico, progetti ed interventi che dovranno essere realizzati all’interno del bacino idrografico individuato. Ad esempio il Piano d’Azione deve indicare, oltre agli obiettivi per ogni azione, anche gli attori interessati, i rispettivi obblighi e impegni, i tempi e le modalità attuative, le risorse umane ed economiche necessarie per realizzare progetti:
a) sulla riduzione dell’inquinamento delle acque del fiume Calore e dei suoi affluenti e sulla salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi ad esso connessi;
b) sull’uso sostenibile delle risorse idriche;
c) sul rischio idrogeologico;
d) sulla riqualificazione e valorizzazione dei sistemi ambientali, agricoli, commerciali, imprenditoriali e paesistici afferenti ai corpi idrici interessati;
e) sul miglioramento della fruizione turistico-ambientale dei contesti territoriali interessati;

Occorre, infine, sottolineare che le varie progettualità saranno realizzate dai Comuni e dagli Enti coinvolti ai vari livelli, a seconda della tipologia di intervento. A seguito di quanto detto, l’Ente Parco invierà alla Regione tale Piano di Azione per l’approvazione e relativa copertura finanziaria necessaria. Quindi come si può ben capire, si tratta di un’occasione unica per i territori coinvolti. Il mio auspicio è che ci sia una grande collaborazione e responsabilità affinché, facendo tesoro dei fallimenti ed errori del passato, si possa realmente collaborare e raggiungere questo importante obiettivo offertoci dal Contratto di Fiume voluto fortemente dall’Assessorato Regionale all’Ambiente.