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8 marzo, Callaro: “Non una festa ma che sia un momento di riflessione”

“L’8 marzo non può essere considerata una “festa”, ma innanzitutto un severo richiamo per ricordare a tutti le tante donne che ancora trovano ostacoli nel dispiegare il proprio talento” – lo dichiara Patrzia Callaro, consigliera comunale delegata alle pari Opportunità.

“Per ricordare quelle che sono quotidianamente minacciate dall’indigenza oppure oppresse da forme di violenza; gravate da pesi supplementari talvolta difficilmente sostenibili tra il lavoro e la cura della famiglia; quelle sottopagate oppure escluse da un’occupazione stabile benché capaci e meritevoli.  L’8 marzo deve ricordare che le donne sono protagoniste preziose e imprescindibili per progettare i tempi nuovi che ci attendono”.
Prosegue: “No non si può restare indifferenti! Ciascuno è chiamato a fare la propria parte: con responsabilità e coerenza morale. Per fare questo c’è bisogno di istituzioni solide, ma anche di una cultura di comunità che sia più forte degli egoismi e dei timori del nostro tempo.  C’è bisogno di educare, prevenire, organizzarsi, offrire aiuto e mettere in campo reti e strumenti di contrasto per consentire alle donne, soprattutto a quelle più vulnerabili, di non sentirsi più sole. Soprattutto di fronte alle minacce”.

“Per continuare a perseguire un percorso di libertà e di parità dobbiamo tutti insieme sforzarci di pensare che ogni giorno è un “8 marzo”, per arricchire di senso e di contenuti la nostra quotidianità”.




Palazzo Mosti, ieri la Consulta delle donne: “La casa è il luogo del sopruso”

Ieri mattina presso la Sala Consiliare del Comune di Benevento si è riunito il Comitato di Coordinamento della Consulta delle Donne che in questo periodo di emergenza sanitaria aveva proseguito le proprie attività telematicamente.

All’incontro, presieduto da Sara Furno, hanno partecipato la Consigliera Delegata alle Pari Opportunità Patrizia Callaro, e le componenti del Coordinamento Adele Rubino, Maria Di Natale, Angela De Nisco, Filomena Martini, Rita Gentile.

La discussione, ricca di spunti e piena di entusiasmo non poteva che partire da una disamina delle gravi conseguenze sulla condizione femminile dell’emergenza sanitaria, che si è trasformata in una emergenza economica e sociale.

“Le prime a pagare le conseguenze di una crisi come questa sono state le donne. Il Coronavirus ha spazzato via in pochi giorni tante battaglie di emancipazione che erano state vinte negli ultimi 50 anni. Le donne si sono ritrovate chiuse in case, con i figli a cui badare, le scuole chiuse, gli anziani da preservare”, ha dichiarato Sara Furno. “Occorre inoltre ricordare che purtroppo per le donne vittime di violenza domestica, la casa è il luogo del sopruso e del dolore”. Proprio per questo il comitato di coordinamento ha auspicato che venga al più presto attivato anche a Benevento il Protocollo di intesa tra Ministero per le Pari Opportunità, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, la Federfarma e l’Assofarm che prevede che le farmacie presenti sul territorio nazionale possano fornire alle donne le prime indicazioni utili per prevenire ed affrontare in modo efficace eventuali situazioni di violenza o stalking da parte maschile.

Il Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Benevento, immediatamente consultato, si è detto lieto di collaborare al fine di aiutare le donne vittime di violenza. Sarà pertanto immediatamente attivata una collaborazione che certamente darà i ottimi frutti.

Durante la lunga disamina delle problematiche dovute al lockdown, Patrizia Callaro ha evidenziato le grandi difficoltà affrontate dalle famiglie dei bimbi con disabilità a causa della chiusura dei centri di assistenza e riabilitazione. “La nostra vicinanza alle mamme dei bimbi speciali è massima” ha dichiarato la Consigliera delegata “siamo lieti che finalmente da lunedì sono ricominciati i servizi di terapia a supporto dei bimbi che hanno delle disabilità”.

I lavori si sono conclusi con una serie di proposte per attivare strumenti a supporto delle donne che saranno sviluppati nei prossimi incontri.

Comunicato Stampa




Donne e Sannio, le eccellenze al femminile

La donna cult nel beneventano è la strega, ma se nel mito è un personaggio malefico, la storia racconta che era un’esperta conoscitrice di erbe, poteva curati, guarirti, attività nei tempi che furono non viste di buon occhio, insomma per dirla con uno slang giovanile la strega era una “troppo avanti” e si sa tutto ciò che non è alla portata viene condannato.

La donna è forza creatrice, grembo del mondo, creatura che per natura genera gli altri ma anche se stessa nel corso delle difficili sfide della vita, se a questo uniamo l’anima coriacea dei sanniti nasce un mix di grazia e forza. Le donne di cui parliamo oggi portano in alto il vessillo sannita, non sono meteore, hanno costruito la loro luce nel sacrificio, nell’impegno, nel lavoro. Perché se la fortuna è un lampo, il talento non tramonta nella vita di chi si impegna per una causa, un obiettivo, una passione.

In un tempo di fake news non abbiamo una pozione magica, ma l’antidoto ce lo offre Fabiana Zollo, assistente professore nel Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e Ricercatore presso il Centro di Venezia per le Scienze Umane e il Cambiamento Sociale.

La scienziata è “Made in Sannio” ma anche Responsabile scientifica del progetto di ricerca europeo QUEST. Il suo team ha messo a punto un algoritmo che è in grado intercettare con grande accuratezza (77%) i temi che possono essere oggetto di fake news. Temi caldi come immigrazione, clima, vaccini, complotti. Un lavoro di grande rilievo se pensiamo a quanti di noi si informano sui social e a quanto le notizie possano formarci e deformarci. Anche in questo delicato momento segnato dal coronavaris, è fondamentale non cadere nella trappola mentale della bufala che si fa gioco delle nostre paure.

Maria Pia Calzone, nota ai più come donna Imma di Gomorra, è nativa di Reino in provincia di Benevento, è sul grande schermo dal 1988 con “Chiari di Luna” con una carriera costellati di successi. Una bellezza mediterranea che incarna il calore del Sud Italia, profonda e intensificata dalle sue doti recitative. Numerosi i suoi lavori: nel 2005 è la protagonista di Mater Natura, vincitore della Settimana Internazionale della Critica a Venezia lavori, ha fatto parte del cast di “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek, ma anche “Benedetta follia” di Carlo verdone e il romantico “Io che amo solo te” solo per citare alcuni suoi successi. Diverse le serie a cui ha prestato il volto: Il Conte di Montecristo, al fianco di Gèrard Depardieu, ma anche Don Matteo, Distretto di Polizia, Salvo d’Aquisto. Ma Maria Pia Calzone vanta anche una carriera teatrale, oltre a essere la carismatica musa del Video di Ligabue nella canzone “Non ho che te”.

Rossana Pasquino, la campionessa ha vinto la medaglia d’oro nella Coppa del Mondo paralimpica di sciabola, il bronzo ai mondiali di Cheongju, in Corea del Sud ed è proiettata alle Paraolimpiadi di Tokyo. Lei che ha sempre dichiarato “La disabilità non è un limite” conduce una vita come un fiume in piena, sempre più forte e impetuosa di traguardo in traguardo.

Risultati che richiedono inesauribile passione, forza e tenacia, ma Rossana non è solo questo. Laureata in Ingegneria Chimica alla Ingegneria Chimica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II nel 2005, ha conseguito il dottorato di ricerca ed è Professore associato presso l’Ateneo federiciano, autrice di una cinquantina di lavori scientifici.

La donna moderna è sempre più in carriera, sempre più leader ma ce ne è una nel Sannio che dal 1975 vive il suo lavoro con dedizione, devozione, unendo la perseveranza al lato umano: l’imprenditrice Rosanna de Lucia, lei insignita dal Presidente della Repubblica Mattarella dell’onoroficenza di Cavaliere del lavoro per la “Specchiata condotta civile e sociale” ha dichiarato Dedico questa mia onorificenza a mio marito Angelo alla mia splendida famiglia ed a tutti i collaboratori perché, solo uniti, con amore e con passione si ottengono risultati insperati

Ha fondato la Sapa con il marito Angelo Affinita ad Arpaia ben 45 anni fa, forgiandola come un esempio di sviluppo sostenibile. Uno dei suoi pilastri aziendali è l’attenzione per le persone, profusa tramite la formazone del personale e iniziative educative e culturali.

Se nei film il manager di successo è spietato e non curante del prossimo, Rosanna de Lucia ha fatto della filantropia una chiave di successo, in seguito alla scomparsa del marito Angelo ha preso le redini dell’azienda. “È l’uomo a fare la differenza”, diceva Angelo Affinita e lei porta avanti questo nobile pensiero concretamente, tramite l’assocazione che porta il nome del marito, che ha attuato iniziative nel Camerun, Madagascar a Benevento, Napoli, la Guinea Bissau e il Brasile dove con il sostegno alla Casa do Menor che ha sottratto alla strada oltre 15.000 bambini.

Un’altra scienziata brilla dal Sannio: Maria Principe classe 83, docente universitario di Fisica. Maria nonostante la giovane età, ha svolto lavori di ricerca di Elettromagnetismo e di Optoelettronica dell’Università del Sannio, oltre a essere membro della LIGO Scientific Collaboration dal 2005. Preziosa la sua collaborazione come ricercatrice nell’ambito delle onde gravitazionali.

Per la sua eccellenza professionale inoltre ha avuto un prestigioso riconoscimento: L’Oréal – UNESCO “Per le Donne e la Scienza”, conferito per le ricerche che ha svolto all’interno del progetto Meta-materiali per aumentare la sensibilità dei rivelatori Virgo e LIGO di Onde Gravitazionali.

Carlotta Nobile volto angelico ma volontà di ferro, è stata una talentuosa violinista direttore Artistico dell’Orchestra da Camera dell’Accademia di Santa Sofia. Ma non solo musica, era storica dell’arte, scrittrice con due libri pubblicati in vita,

Intensa e straordinaria, eccelsa in tutto ciò che faceva. Ci ha lasciati troppo presto per un cancro, ma non troppo tardi per lasciare un segno forte e chiaro di quanto “l’amore intorno e la disciplina dentro”, suo motto , possano fare meraviglie. Ha affrontato il suo male con fede, abbracciando la sua croce ed è stata riconosciuta come”Giovane Testimone del Sinodo dei Vescovi”.

Numerose le iniziative in suo nome: le hanno intitolato un aula alla Sapienza di Roma, senza dimenticare l’omonimo Centro studi a Benevento e il Pozzo “Carlotta Nobile” a Naagori Yambio (Sud Sudan) perchè lei come sorgente di vita continui a spargere bellezza. Ha affidato le sue memorie a un blog, dove raccontava della sua battaglia personale, vedendo nelle sue cicatrici i punti di innesto per volare, vedendo la fede, l’amore, la speranza oltre il male che l’ha uccisa.

Perché le donne sono questo: bellezza pura, oltre le brutture della vita, i dolori e le sfide infinite.

Italia De Luca




Consulta delle Donne, la proposta di Callaro: “Un centro antiviolenza in città”

Oggi, a Palazzo Mosti, si è svolta l’assemblea annuale della Consulta delle Donne per fare il punto sulle attività svolte e sui traguardi futuri, ma anche per conoscere le esigenze delle beneventane per promuoverne l’integrazione sociale.

La Presidente Sara Furno ha ripercorso questo primo anno di consulta: “Abbiamo letteralmente dovuto inventare la Consulta non essendo mai esistita prima, lavorando tanto con le ragazze del coordinamento e con la Consigliera Patrizia Callaro. Abbiamo avviato attività di sensibilizzazione per la parità di genere e contrasto di violenza sulle donne, partecipando e organizzando convegni per divulgare le nostre idee.

La parità di genere si conquista con un passo avanti nella mentalità dei cittadini, è necessario apprendere quei principi costituzionali di libertà e uguaglianza, se non andiamo a incidere sugli stereotipi che ad oggi ancora esistono, non possiamo pensare a una donna libera di esprimere le proprie idee e realizzarsi.

Ho riscontrato quanto sia difficile oggi per una donna conciliare lavoro e famiglia, ritrovandosi a fare un passo indietro nella sfera professionale. Il mio augurio alle ragazze è volto alla propria autonomia economica e di pensiero”.

Presente la Consigliera con delega alle pari opportunità Patrizia Callaro: “La consulta è nata con noi, con l’avvento del Sindaco Mastella e la sua equipe, è stato un cammino impegnativo ma ringrazio tutti i consiglieri che dalla maggioranza all’opposizione, mi hanno dato una grande mano in questo progetto. Nonostante la consulta sia un organo indipendente, ho cercato di conciliarla, camminare di pari passo alla mia delega alle pari opportunità”. La Consigliera inoltre ha ricordato i parcheggi rosa, i convegni di sensibilizzazione, la panchina rossa ma soprattutto ha lanciato una proposta che le sta a cuore a cui sta lavorando : “Sto cercando di riorganizzare la riapertura del centro antiviolenza”.

Altro membro della consulta l’Avvocato e Magistrato onorario Angela De Nisco che sulla condizione della donna ha evidenziato: “Nella mia carriera ho constatato situazioni come violenze sessuali, abusi, manipolazione affettiva. Al Sud, inoltre, essendo un’area più depressa economicamente si aggiungono altre problematiche”. Un quadro che non è roseo anche se l’Avvocato De Nisco guarda con speranza al futuro: “Noi donne siamo ottimiste, cadiamo e ci rialziamo.”

Adele Rubino, segretaria del gruppo, ha invece fatto presente le attività svolte: 82 iscrizioni alla consulta, 17 riunioni in sede e 10 telematiche per essere più efficienti, 18 presenze ad eventi, con l’augurio che la città delle streghe diventi la città delle donne.

Italia De Luca




Non una di meno Benevento, servizio IVG ripreso, ma noi attendiamo ancora chiarimenti

non-una-di-menoCome gruppo Non una di Meno Benevento , lo scorso otto marzo, avevamo fatto richiesta di incontro al Direttore Sanitario dell’Ospedale Rummo di Benevento Dott. Mario Iervolino e al Direttore dell’unità complessa di Ostetricia e Ginecologia Dott. Gennaro Trezza per approfondire e chiarire la situazione del servizio di Interruzione Volontaria di gravidanza svolto presso la struttura pubblica. Ad un mese dalla richiesta nessun appuntamento è stato fissato, nessuna spiegazione è stata data, nessuna parola è stata pronunciata sulla questione. C’è stata solo una telefonata di “rassicurazione” sul fatto che il servizio di IVG era stato ripreso grazie alla famosa convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale ch garantisce il servizio per 12 ore settimanali.

Rinnoviamo l’invito ad un incontro per avere delucidazioni sulla qualità del servizio e sul tempo di attesa tra certificazione e intervento. E come già ribadito richiediamo precisazioni su come la struttura ospedaliera può agevolare la donna nella fase di prenotazione in base all’urgenza dell’intervento, cioè in base all’epoca  di  gravidanza , reclamiamo chiarimenti sul tipo di interruzione che verrà garantita e su come in due giorni  alla settimana si organizzeranno i  tempi  di  attesa  tenendo  presente  che  gli  stessi  non  dovrebbero superare i 7/ 10 giorni dalla data del certificato, al fine di diminuire l’età gestazionale.

Auspichiamo nella disponibilità del Direttore Sanitario e di tutta la struttura ospedaliera pubblica ad incontrare una nostra delegazione e di assicurare idonea accoglienza, dignità e privacy alla cittadina italiana o straniera che deve sottoporsi all’interruzione volontaria di gravidanza.
Ribadiamo la necessità di riportare al centro l’autodeterminazione e il sapere ostetrico e ginecologico femminista. L’aborto è un diritto nella vita di una donna. Una donna che si ritrova oggi ancora discriminata, non solo tra le mura domestiche, ma anche negli ospedali, sul posto di lavoro e purtroppo anche nei tribunali. Le ultime intollerabili vicende da Torino a Bari, provano che la violenza sessista viene costantemente legittimata e perpetrata da sentenze che non credono alle parole delle donne e le trasformano da parte lesa a parte imputata.

Anche noi il 12 aprile alle ore 12:00 saremo davanti al tribunale di Benevento per dire basta alla violenza sessista e maschilista che viene legittimata e compiuta anche dai Tribunali. L’ iniziativa prende spunto dalla sentenza emessa il 15 febbraio 2017 dalla giudice Diamante Minucci che assolve con formula piena Massimo Raccuia, tra le motivazioni che la donna che lo ha denunciato per violenza e stupro avrebbe detto “basta”, ma senza urlare.

Di fronte a ogni donna violentata e offesa siamo tutte parte lesa.