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[VIDEO] Bct, Servillo rievoca la magia di Eduardo De Filippo

Il New York Times l’ha inserito tra i 25 migliori attori dell’epoca: Toni Servillo. Ultimo samurai della tradizione teatrale napoletana, al Bct ieri ha omaggiato De Filippo con “Una serata con Eduardo“ in collaborazione e con la produzione dell’Università degli Studi del Sannio.

Lui stesso racconta l’essenza di questo evento dedicato al grande drammaturgo partenopeo: “Edoardo è un esempio di uomo e attore. Tremano le gambe quando devo affrontare una sua commedia, per ciò che lui rappresenta e gli inevitabili confronti. La prima volta ho adoperato un’astuzia: mettere in scena “Sabato domenica e lunedì”, di cui non esisteva la versione televisiva e quindi non c’era memoria da questo punto di vista. Credo che vada superato lo scoglio della preoccupazione, altrimenti nn ci sarebbe rinnovamento delle messe in scene. Edoardo è un grande autore e quindi va consegnato alla posterità. Questa è l’occasione per approfondire il suo magistero attoriale, attraverso gli scritti di Domenico Rea, Anna Maria Ortese, Cesare Garbo”. 

Quella di ieri non è stata imitazione, recita, rappresentazione: oltre le parole, i suoni, le espressioni, c’è la magia interpretativa di Servillo, che come un campo magnetico ha fatto vibrare l’arte viva di Eduardo. “Non so quanto le mie commedie moriranno, l’importante è che siano nate vive “ , dice Servillo in questa sera con Eduardo. Perché qui De Filippo non rappresenta una parte magistralmente interpretata da Servillo, ma è li, c’è.

Tra le diverse clip che mostrano scene iconiche di De Filippo, lui rivive in Servillo. Parte dall’infanzia, dove fin da subito il teatro era suo habitat naturale, lo ha respirato fino a diventare parte della sua essenza perché “Puoi fare teatro, se sei teatro”. Un’esperienza di vita che è diventata vita: “Sugli errori degli altri mi sono imparato io”. Infatti, Eduardo bambino, già a sei sette anni guardando gli altri aveva, già un pensiero critico: “Qui avrei fatto una pausa, qui avrei fatto in un altro modo” .

Così Servillo descrive l’essere attore di Eduardo “Nessuno dei mezzi espressivi è qualcosa di più della sua nuda presenza sulla scena. Egli è solo se stesso , Edoardo potrebbe recitare all’infinito gli basta essere”.

L’attore, poi, si immerge in De Pretore Vincenzo, personaggio defilippiano che unisce ironia e punti di riflessione che ti tagliano dentro come coltelli, dove la tristezza della vita viene affogata da una risata, un’alchimia che solo i grandi possono creare. “Chi esce da teatro dopo avere visto una commedia di De filippo, se esce con la coda tra le gambe o come chi ha la coscienza sporca“. Non solo commedia di De Filippo, ma anche poesia, Servillo rapisce la platea con “Ca si fosse”, sul destino che può sembrare difficile, faticoso, incomprensibile.

Quando lo spettacolo finisce tutti in piedi ad applaudire il Maestro anzi i Maestri. Il Magnifico Rettore dell’Unisannio, Gerardo Canfora, sale sul palco: “Grazie per la magia di stasera”.

Si, perché di magia si è trattato.

Italia De Luca




“Fuje Filumena”: al via la stagione teatrale del Magnifico Visbaal Teatro

a casa mia magnifico visbaal

Al via la stagione teatrale Magnifico Visbaal Teatro i prossimi 3 e 4 novembre, alle 21:00, nel nuovo spazio culturale in Via Felice Fimbrio, sarà in scena “FUJE FILUMENA” (degli eterni sospiri), spettacolo selezionato al Torino Fringe festival 2017, una produzione Magnifico Visbaal Teatro, con Luigi Credendino per la drammaturgia e regia di Peppe Fonzo.

Il lavoro è ispirato a un personaggio immenso dell’opera Eduardiana: Filumena Maturano.
Uno spettacolo che dissacra quest’icona, toglie, nega, sottrae, mettendo in scena una vita parallela, altra e (im)possibile di una Filumena declassata di grado e di spessore, trasformata in un alter ego nero senza scrupoli, senza obiettivi, senza meta.
Una riscrittura al “maschile” che apre scenari inediti su un mondo già ampiamente frequentato da grandi autori, ma in riferimento al genio di Eduardo ricontestualizza in maniera inevitabilmente tragica e comica allo stesso tempo – come sempre fa la napoletanità  dei travestiti – una storia di dolore e di sberleffo, di amore e risentimento, di patimenti e vendette.
Nasce “una” Medea senza coscienza, un’anima in pena, una persona umiliata che si è lasciata andare, seduta su una sedia guarda il pubblico come dal quadrato di un ring, è un combattimento, un interrogatorio, un circo, lei in mezzo è l’attrazione. Il testo gioca sul filo del rasoio spostando il baricentro e mettendo in evidenza la distanza tra due “signorine” di epoche diverse: quella di oggi che vive in un contemporaneo di “munnezza”, alienazione, rassegnazione, ignoranza, angoscia; e quella della favola borghese Eduardiana, un archetipo che pare ormai lontano.

L’ingresso è su sottoscrizione.

Prenotazioni ai numeri 3312232691 – 3336304056




Teatro: ritorna “Palcoscenico Duemila” con un cartellone di primo piano e la riproposizione dell’opera eduardiana

Cartellone Palcoscenico DuemilaPromossa da Teatro Pubblico Campano, Regione Campania e Comune di Benevento ritorna, dal 25 novembre 2017 al 20 Marzo 2018, la rassegna teatrale Palcoscenico Duemila, storica iniziativa a cadenza annuale che ha segnato lo sviluppo della tradizione teatrale beneventana.  Anche per l’edizione 2017/2018 ad ospitare gli eventi teatrali sarà il Teatro Massimo di Benevento che può vantare un cartellone di primo piano grazie alla partecipazione di Sal Da Vinci, Claudia Cardinale, Ottavia Fusco, Mariangela D’abbraccio, Geppy Gleijeses, Biagio Izzo, Rocio Munoz Morale, Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Giovanni Ludeno, Massimiliano Gallo e Francesco Di Leva e le regie di Alessandro Siani, Antonio Mastellone, Liliana Cavani, Enrico Maria Lamanna, Marco Tullio Giordana e Mario Martone.

La stagione si aprirà con “Italiano di Napoli” di Sal Da Vinci per la regia di Alessandro Siani. Lo spettacolo andrà in scena il 25 novembre alle ore 20:45 e catapulterà gli spettatori in un viaggio coinvolgente ed emozionante nel mondo teatrale più puro, quello della strada, delle piazze ricche di saltimbanchi acrobati e migliaia di voci, canzoni e racconti. Sarà l’avventura di un napoletano doc in giro per lo stivale. Obiettivo? Trascinare lo spettatore in una realtà dove le differenze vengono abolite ed i pregiudizi sono inesistenti. L’Italia non sarà più lo stivale delle differenze ma un enorme palcoscenico dove regna uguaglianza, allegria e dove tutti, dalla Sicilia al Trentino, sono parte dello stesso spettacolo.

Il secondo appuntamento è fissato per il giorno 1 dicembre alle ore 20:45 quando in città arriveranno Claudia Cardinale ed Ottavia Fusco per lo spettacolo “La Strana Coppia” di Neil Simon e regia di Antonio Mastellone. In realtà la regia è del compianto Pasquale Squitieri che ha lasciato appunti al suo aiuto-regia Antonio Mastellone il quale tenterà di restituire al pubblico l’idea alla base della regia di Squitieri: l’amore non separa, unisce. Infatti ne “La strana coppia” ci saranno i due grandi amori della vita di Squitieri: la sua storica compagna di vita e la sua ultima moglie. Una comica ed insolita prova registica che saprà ben unire comicità e morale.

Il 24 gennaio alle 20:45 sarà la volta di un capolavoro del teatro italiano nonché una delle commedie più conosciute dell’opera eduardiana: “Filumena Marturano”. La commedia di Eduardo De Filippo porterà sul palco Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses per la regia Liliana Cavani. Sull’interpretazione della “Filumena Marturano” si sono davvero versati fiumi di inchiostro; è forse la commedia italiana del dopoguerra più conosciuta e rappresentata all’estero e sicuramente una delle più note di Eduardo. L’opera inserita nella “Cantata dei giorni dispari” (la “cantata” comprensiva delle opere più drammatiche del regista napoletano) racconta della guerra senza fine tra Filumena Marturano e Domenico Soriano. Una guerra coniugale alle cui basi ci sono verità nascoste e sentimenti esasperati oltre che un esagerato orgoglio. Come da tradizione eduardiana, la reazione emotiva dei personaggi coinvolti è in realtà lo specchio di un dramma sociale. Infatti è molto accreditata la tesi per cui il dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all’amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, va a rappresentare l’allegoria di un Paese offeso, svilito, depauperata moralmente, che preannuncia la dignità e la decisa voglia di riscatto.

Il quarto appuntamento porterà in città una ventata di spensieratezza ed allegria con Biagio Izzo e Rocio Munoz Morales in “Di’ che ti manda Picone” di Lucio Aiello e regia di Enrico Maria Lamanna. Lo spettacolo andrà in scena il 4 febbraio 2018 alle ore 18:30

Nel pieno degli anni 80, precisamente nel 1984, un periodo d’oro per il cinema italiano (si pensi all’exploit di Troisi, Benigni, Scola, Monicelli e Verdone) Nanni Loy gira “Mi manda Picone”. Storia di un operaio dell’Italsider di Bagnoli che per protesta alla chiusura della fabbrica, si dà fuoco in tribunale davanti al figlio piccolo e alla moglie. Appunto Picone. Giannini ne prenderà il posto scoprendo un mondo nascosto fatto di camorra e mazzette. A lui bastava dire “Mi manda Picone” e avere i crediti. Tutto ciò sarà intriso di una devastante malinconia nel finale quando la canzone Assaje di Pino Daniele esploderà come un rimpianto dal retrogusto di speranza.

Il quinto appuntamento previsto per il giorno 11 Marzo alle 18:30 porta in città Gianfelice Imparato e Carolina Rosi, per la regia di Marco Tullio Giordana, in “Questi Fantasmi”, altro grande capolavoro del teatro di Eduardo De Filippo. Lo spettacolo sarà messo in scena da Elledieffe, la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi. Questi fantasmi è tra le prime commedie di Eduardo ad essere rappresentata all’estero. L’opera è un sinolo di comico e tragico, un equilibrio perfetto tra la disperazione e la risata che offre l’occasione per riflettere sui temi tipici della drammaturgia Pirandelliana tanto cari a De Filippo come il concetto di maschera, di inganno sociale e della vita come rappresentazione teatrale. Inevitabilmente inserita nella “Cantata dei Giorni dispari” l’opera ha un leitmotive estremamente melanconico. Per la realizzazione dell’opera probabilmente Eduardo di ispirò a suo padre, Eduardo Scarpetta. Racconta di una famiglia, in ristrettezze economiche, costretta a lasciare la propria abitazione da un giorno all’altro. Il padre riuscì a trovare in poco tempo una nuova sistemazione a condizioni economiche molto, troppo, vantaggiose. Dopo alcuni giorni si chiarì il mistero di questo strano vantaggio: la casa era frequentata da inquietante monaciello.

Tanto, tanto Eduardo nella kermesse. La rivalutazione del teatro eduardiano sembrerebbe essere il filo trainante di questa edizione di Palcoscenico Duemila e così l’evento si chiude proprio con la messa in scena di un’altra opera di Eduardo De Filippo: “Il sindaco del Rione Sanità”. Lo spettacolo, l’ultimo della stagione teatrale 2017/2018, andrà in scena il 20 marzo alle ore 20:45 e vedrà la partecipazione di Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno e Massimiliano Gallo per la regia di Mario Martone. Inserita nella “Cantata dei Giorni Dispari” e divisa in tre atti, la commedia è stata interpretata dallo stesso Eduardo De Filippo. Il protagonista Antonio Barracano è il sindaco della Sanità, un uomo d’onore capace di distingue tra gente per bene e carogne. Don Antonio si avvale da anni dell’aiuto del medico Fabio Della Ragione che aiuta il sindaco ad impedire di far conoscere alle istituzioni i risultati delle sparatorie e dei regolamenti di conti che avvengono nel quartiere. Una chiara denuncia del ribaltamento del sistema legalitario e dei canoni di giustizia, bene e male; una denuncia che diviene ancora più evidente nell’allegorico finale quando dinanzi al sindaco si presenta disperato Rafiluccio Santaniello, il figlio del fornaio, risoluto ad ammazzare il padre Arturo. Don Antonio nota nel giovane la determinazione che lo spinse a malefatte ed omicidi in gioventù e addirittura si propone come unico possibile mediatore per l’evento e si avvia all’incontro fatale con Arturo.




Bacco, Tabacco e Venere, la storia della giovane compagnia teatrale telesina

bacco tabacco e venere

Il nostro tour tra le realtà associative del Sannio si sposta, finalmente, in Provincia. Andiamo, infatti, a Telese Terme per raccontare sogni, storie, obiettivi dell’associazione teatrale, ricchissima di giovani, Bacco Tabacco e Venere.

Ragazzi, quando nasce Bacco Tabacco e Venere?

Bacco, Tabacco e Venere nasce quasi due anni fa per un bisogno: il bisogno fisico di tenere unite diverse realtà giovanili del posto. Per concretizzare questa esigenza, pensammo di provare con il campo, all’epoca sconosciuto a tutti,  teatrale.

Questo perché, già tra di noi nascevano e si sviluppavano gag e sketch. Iniziammo, così, la nostra esperienza con una farsa scritta da Antonio Troiano (presidente e organizzatore artistico delle attività) dal titolo Storie di Ordinaria Pazzia. Una trama semplice che permetteva ai ragazzi sul palco di muoversi ed improvvisare liberamente, un copione scritto dalla pratica quotidiana. Dopo un’esperienza del genere si decise di affrontare un autore semi-divino nella zona, Eduardo De Filippo.

Decidemmo così di mettere in scena Le Voci di Dentro (nella versione di Toni Servillo) che ci permise di fare un salto in avanti nell’identità teatrale che andavamo sviluppando. Un’opera sconosciuta ai più e considerata, ingiustamente, un lavoro minore. Il tema del sogno dopo quello della pazzia. Arriviamo così al punto di svolta di BTV che ha permesso ad altri di conoscere questa realtà.

Dunque, una crescita costante. Quali sono stati gli altri spettacoli che avete messo in scena in questi ultimi mesi di attività teatrale?

Il 28-29 e 30 ottobre 2016 siamo andati in scena con Rumors. Un progetto ambizioso ha raccolto in tre serate le maggiori forme artistiche e le associazioni che si occupano di promozione culturale. Al centro di Rumors, il testo di un autore post-eduardiano, Annibale Ruccello, ed una delle sue opere più influenti: Le 5 rose di Jennifer. Il rapporto drammatico ed ironico tra un travestito e la propria solitudine. L’opera, totalmente riadattata da Antonio Troiano, coinvolge lo spettatore in un vortice di emozioni. Le serate hanno avuto un grande successo: 1000 persone in 3 giorni a dimostrazione del fatto che la qualità in qualche modo ripaga sempre.

Ma quanti siete in BTV e quali sono i vostri obiettivi futuri?

Oggi BTV è una realtà teatrale e sociale che conta oltre 30 partecipanti (che vanno dai 16 ai 23 anni) tra il palco e non. La ricerca costante è al centro delle nostre attività, abbiamo infatti preso parte, oltre agli eventi già citati, a manifestazioni dal forte valore sociale come: La Giornata contro la Violenza sulle Donne, dove delle nostre attrici hanno recitato testi scritti dalle protagoniste vittime di violenza, ma anche l’idea di stravolgere totalmente  un’opera sacra come “Natale in Casa Cupiello”.

L’obiettivo per il futuro è quello di creare un teatro tutto nostro, che metta in scena le nostre idee e quello che pensiamo sul mondo, un teatro che non si nasconda nella semplice replica di un’opera ma che porti una ventata di novità e freschezza, un teatro libero.

Infine, quali sono le criticità e le difficoltà che siete costretti ad affrontare nella gestione del vostro progetto?

Il problema più grande resta quello degli spazi, dei bisogni scenografici e vitali di cui una comune compagnia ha bisogno. Tuttavia, le idee e la voglia di fare bene sopperiscono, per la maggior parte delle volte, il bisogno di spazi adatti.

F.M.