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Day After Empoli-Benevento: la notte dei guastafeste

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Andava tutto per il verso giusto e le congiunzioni astrali sembravano spianare la strada a una festa già pregustata e immaginata da tutti. La città si è fermata sin dal pomeriggio e alzi la mano chi non ha voluto prendere impegni, perché d’obbligo una notte di giubilo: in ogni storia però, il famigerato team di supereroi incontra i suoi guastafeste lungo il cammino. Empoli e Spezia, nella notte che doveva consegnare l’aritmetica promozione alla Strega, si mettono di traverso e la rimandano soltanto di qualche giorno: fortuna vuole che lunedì si è di nuovo in campo e soltanto un punto, rimasto sul groppone, divide i giallorossi dalla massima serie.

GUASTAFESTE
Non è un Empoli che legittimamente sta a guardare, complice una posizione di classifica non prevista a inizio stagione: il punto contro la capolista fa morale e alimenta le speranze, già soltanto fermare sul pareggio questa corazzata viene considerato come una vittoria. Già, poiché a Cremona capitan Maggio e compagni avevano eguagliato il record di vittorie in trasferta del Palermo, e al “Castellani” potevano infilare la nona, aggiornando gli almanacchi del calcio e conquistando al contempo l’aritmetica promozione in A. Un gruppo di cannibali che vogliono divorare qualsiasi record e che mai si accontenta di un risultato che non contempli i tre punti: per questo motivo sarà facile immaginare il disappunto a fine gara, dettato dalla voracità che contraddistingue ogni gara e dalla voglia di non lasciare nemmeno le briciole agli avversari. C’è sempre poi l’imbattibilità da mantenere, che dura da oltre un girone ed escludendo i mesi di lockdown, da cinque mesi esatti. Il Benevento ha nella sua testa altri obiettivi da raggiungere, per lasciare impresso il marchio della Strega nella storia della cadetteria, mentre l’obiettivo delle altre è provare a contrastare lo strapotere degli uomini di Inzaghi e fregiarsi del titolo di squadra che ha battuto gli invincibili. Ma non c’è niente da fare, quando si raggiunge il livello più alto mai visto, nessuno vuol tornare in basso.

FESTA RIMANDATA
E non c’è dubbio che a casa nostra sarà ancora più bella, ma mettici anche la frustrazione dell’ulteriore attesa, prolungata ancora da una prevista pandemia che ha rovinato i piani di molti. E’ un Benevento che in Toscana ci va con la mente sgombra, con la sicurezza dei propri mezzi e quella superiorità che si trasuda da tutti i pori. Tocca all’Empoli faticare e provare a scalare la montagna, contano anche le energie già spese e quanta riserva hai nelle gambe. La squadra oramai va col pilota automatico e ognuno prova a prendersi la soddisfazione personale, spesso peccando di egoismo. Ma quando si gioca liberi da ogni schema e da ogni patema, i risultati sono anche questi. Dagli altri campi iniziano a pervenire notizie che alimentano la voglia di festa: il Frosinone a cavallo tra il primo e il secondo tempo va sotto due volte contro il Cittadella ed è il risultato più importante ed eclatante; lo Spezia poi va in svantaggio al “Bentegodi” e le combinazioni consegnano già nella ripresa la momentanea certezza della promozione. Il Benevento allora può anche rilassarsi, in virtù del distacco mastodontico con le inseguitrici e degli impegni estivi di campionato che segneranno la strada verso altri record già fissati. Hetemaj e Improta, soprattutto lui nel finale, hanno le chance migliori per chiudere definitivamente la pratica, nel frattempo che Galabinov ne rifila tre al Chievo e fa volare gli aquilotti in terza posizione, rovinando la festa.

DIFESA GRANITICA
Il lato migliore che emerge dal “Castellani” è la solidità di questa squadra in ogni momento, frutto di un percorso da grande, da leader, che potrà risultare utile anche nell’elite del calcio italiano. Per il Benevento è la diciottesima gara senza reti subite, la 17esima per Montipò, e già questo è un dato eloquente. Stiamo parlando d’altronde della migliore difesa d’Europa, con soli 15 gol al passivo, un record che fa il paio anche con il titolo di squadra più prolifica della B (55 reti). Come a dire: la costruzione di una squadra parte da dietro, da quelle retrovie che devono garantire solidità e tenuta dell’intero collettivo, supportando gli attaccanti nella loro manovra offensiva. Anche contro i vari Ciciretti, Tutino, Mancuso, Bajrami e Moreo, i quattro di difesa più un perno quale Schiattarella (a volte difensore aggiunto) hanno dimostrato di reggere i ritmi e di destreggiarsi nel ruolo ormai a memoria, scambiandosi compiti e ricambiando il favore quando qualcuno avanzava più degli altri. Caldirola a volte si è portato in area durante la manovra offensiva, dietro Tuia ha dato prova di solidità con Barba a fare anche da terzo centrale oltre che a spingere sulla fascia, dando sfoggio di grande duttilità. Per capitan Maggio i grattacapi arrivano con Tutino e anche se il fiato è quello di un ragazzino, serve la grande esperienza accumulata per tamponare lui e Antonelli. La prova più convincente arriva da una difesa che fa arrivare a Montipò pochissimi palloni, ed è questa la sintesi perfetta di una squadra incontentabile e che ci ha abituati troppo bene: perciò non è mai stato posto alcun limite.




Empoli – Benevento 0-0: la Strega fallisce il primo match-point

La Strega fallisce il primo match-point per la matematica certezza dell’approdo in Serie A: al “Castellani” di Empoli finisce 0-0 e in virtù della vittoria in rimonta dello Spezia al “Bentegodi” di Verona contro il Chievo (1-3), l’aritmetica non dà ancora ragione alla Strega. Sono 23 i punti di distacco dai liguri, pareggia il Crotone in superiorità numerica a Perugia, perde in casa il Frosinone contro il Cittadella: anche se gli scontri diretti cogli aquilotti sono a favore, serve ancora un punto per far partire la festa.

L’avvio di gara è tutto per i padroni di casa che al 5′ e al 10′ si fanno vedere dalle parti di Montipò: prima Antonelli dalla sinistra mette in mezzo per Ciciretti che tira a botta sicura, provvidenziale l’opposizione di Tello; sempre dalle parti di Maggio ed Hetemaj si fa vedere Tutino che si lancia sulla fascia e crossa, Caldirola devia e Montipò è costretto a ripararsi in angolo. Fase transitoria del match, il Benevento si fa vedere con spunti dalla distanza ma poco pericolosi dalle parti dell’ex Brignoli, l’Empoli è impreciso negli ultimi metri. Alla mezzora cooling break ordinato da Pezzuto, Marino costretto al primo cambio: Stulac per Ricci. Al 33′ Sau vince due contrasti in area e da posizione defilata calcia di poco fuori. Cinque minuti dopo Barba crossa al centro e trova Hetemaj solo soletto che si coordina male e appoggia soltanto al portiere. Nel recupero tentativo rasoterra di Insigne sugli sviluppi di un corner, blocca l’estremo difensore toscano.

Secondo tempo che parte a ritmo basso: secondo cambio per gli azzurri, l’ex Ciciretti resta sotto la doccia, al suo posto Bajrami. Al 9′ Hetemaj scodella per Moncini, colpo di testa alto sopra la traversa. Passa un quarto d’ora e Mancuso viene pescato al limite dell’area e calcia al volo, Montipò si oppone di gran carriera. Passano sette minuti e Tutino sempre dal limite dell’area serve Henderson che ci prova, il portiere giallorosso blocca senza problemi. Inzaghi opera i primi cambi al 30′ della ripresa: Del Pinto e Improta e per Tello e Sau, poi tocca a Letizia, Coda e Kragl. Marino utilizza i cinque cambi in anticipo, dentro Moreo, Zurkowski e Balkovec. Al 42′ Improta s’invola verso Brignoli, imbeccato da Coda e saltando Fiamozzi, ma al momento del tiro non trova l’equilibrio giusto e il pallone finisce tra le braccia del portiere. Brivido finale all’inizio dei 6 minuti di recupero, lo regala per l’Empoli il centravanti Moreo che raccoglie un pallone sporco e calcia di prima battuta fuori e indisturbato. Prima del fischio finale tentativo di Hetemaj dalla distanza, Brignoli si ripara in angolo, con Pizzuto che decreta la fine del match. Per il Benevento svanito il record delle nove vittorie consecutive esterne ma ancora una volta rete inviolata, champagne che rimane in ghiaccio in attesa di essere stappato nel derby di lunedì contro la Juve Stabia.

Tabellino

Empoli (4-3-3): Brignoli; Fiamozzi, Romagnoli, Maietta, Antonelli (35′ st Balkovec); Frattesi (24′ st Zurkowski), Ricci (29′ pt Stulac), Henderson; Ciciretti (45′ st Bajrami), Mancuso (24′ st Moreo), Tutino. A disp: Branduani, Perucchini, Gazzola, Nikolaou, Pinna, Sierralta, Bandinelli. All.: Marino. 

Benevento (4-3-3): Montipò; Maggio (39′ st Letizia), Tuia, Caldirola, Barba; Schiattarella, Hetemaj, Tello (30′ st Del Pinto); Insigne (42′ st Kragl), Moncini (39′ st Coda), Sau (30′ st Improta). A disp: Gori, Manfredini, Gyamfi, Pastina, Rillo, Basit, Di Serio. All.: Inzaghi.

Arbitro: Ivano Pezzuto della sezione di Lecce
Assistenti: Pietro Dei Giudici della sezione di Latina e Francesco Fiore della sezione di Barletta
IV ufficiale: Manuel Volpi della sezione di Arezzo

Note: gara a porte chiuse. Terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Ricci (E), Henderson (E), Tello (B) Angoli: 4-1 Recupero: 3′ pt, 6′ st




Day After Benevento-Empoli: “allerta giallorossa”

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Giorni di allerte meteo, di piogge e vento. Favorevole e non ancora contrario alla squadra di Inzaghi che ha battuto l’ex tecnico dei sanniti Bucchi, allungando sempre di più in classifica. Per tutte le inseguitrici, allora, è prevista “allerta giallorossa”.

“ALLERTA GIALLOROSSA”
Come detto, SuperPippo vince il confronto col collega Bucchi, lo scorso anno alla guida del Benevento. La lettura della gara è semplice: stregoni cinici, toscani senza idee negli ultimi metri, con una difesa locale sempre attenta e solida quando bisognava smorzare qualsiasi tentativo degli ospiti. Un Benevento capace di essere letale in contropiede e anche dalle situazioni come quelle da calcio d’angolo o azioni estemporanee, una squadra che partita dopo partita sta dimostrando di poter far male in qualsiasi modo all’avversario di turno, proprio ciò che è mancato lo scorso anno sotto la guida di Bucchi e che ieri è toccato all’Empoli, privo del classico piano “B” e con le assenze di La Gumina e Moreo in attacco a farsi sentire più del dovuto. Spicca la prestazione, ancora una volta, del collettivo ma soprattutto il lavoro mentale che sta portando avanti Inzaghi su determinati tipi di giocatori che lo scorso anno non hanno dato il 100%, a causa di diversi fattori. Sono sotto gli occhi di tutti le prestazioni di Letizia e Tello, di un rigenerato (soprattutto a livello fisico) Tuia, ieri anche in gol, di un Insigne che si muove di più senza palla, di un Maggio più costante. La rinascita del terzino napoletano e l’evoluzione dell’ormai esterno colombiano, però, sono talmente evidenti da dare la parvenza di nuovi acquisti in una squadra che ha cambiato totalmente approccio, mostrando quella fame necessaria per condurre un lungo torneo al vertice.

I RECORD DELLA STREGA D’INZAGHI
I numeri parlano chiaro, al di là della scaramanzia e della (giusta) cautela: questo è il miglior avvio del Benevento in Serie B e soprattutto il miglior avvio nel campionato cadetto a 20 squadre nell’era dei tre punti. Dopo 11 giornate nessuna capolista, nelle precedenti edizioni con questa formula, vantava un distacco di 5 lunghezze sulla seconda e 6 sulla terza. Numeri importanti che incastonano il Benevento in un frammento di storia del campionato cadetto a inizio novembre e che testimoniano il grande lavoro finora svolto da un sempre cauto Inzaghi. I 24 punti, inoltre, frutto di sette vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta, sono stati replicati dai giallorossi rispetto a quanto fatto dall’Hellas Verona nella stagione 2016/17 (quella dell’esordio in B degli stregoni): gli scaligeri vantavano infatti gli stessi punti dell’attuale Benevento e la stessa distanza dalle inseguitrici, che erano Cittadella, Carpi e Virtus Entella, seconde a quota 19. Parliamo del campionato con la vecchia formula delle 22 squadre, la stessa della stagione 2005/06 che vedeva la favola Mantova, sempre dopo 11 giornate, prima con 27 punti e inseguita da Torino (22), Modena e Cesena (20). Tre punti in più rispetto alla truppa di Inzaghi che vuole costruire altri record e, soprattutto, raggiungere la Serie A: i presupposti per un cammino perfetto, per adesso, ci sono tutti.




Strega, vento in poppa e battuto anche l’ex Bucchi: le pagelle

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Sei punti nei due turni consecutivi in casa contro le accreditate Cremonese ed Empoli, contro il passato giallorosso formato da Baroni e Bucchi.

La truppa di Pippo Inzaghi continua a mietere vittime dopo il pesante ko subito a Pescara e si porta a +5 dalla seconda (Perugia) e +6 su Crotone, Chievo, Salernitana e Pordenone. Un margine di vantaggio importantissimo che bisogna consolidare e che è stato acquisito stasera in una gara dalle mille insidie, a partire dalle avverse condizioni meteo. Confermato il 4-4-2, SuperPippo deve rinunciare ad Armenteros, out per un problema muscolare, e lancia dal primo minuto Sau (nel giorno del suo compleanno), con Maggio che torna basso a destra e Schiattarella sulla mediana per far rifiatare Hetemaj. Confermato accanto a Caldirola, Alessandro Tuia che al primo pallone utile insacca, confermando il magic moment e allontanando così i fantasmi dell’Adriatico. L’Empoli è in possesso della palla ma raramente è pericoloso, con Montipò sempre reattivo. Tanti gli errori per via del vento e del terreno scivoloso, Bucchi lascia ampie praterie ai giallorossi che potrebbero ripetutamente far male ai toscani e così ci pensa Oliver Kragl a mettere in mostra il suo repertorio con la finta a rientrare sul sinistro e bomba nell’angolino basso, Brignoli c’è ma il campo bagnato fa il resto, regalando il raddoppio agli stregoni. Nella ripresa gli uomini di Bucchi sono costretti a rincorrere e ogni tentativo è vano, anzi in diverse ripartenze il Benevento potrebbe anche calare il tris e chiudere la pratica ma in una di queste, Coda si fa clamorosamente ipnotizzare dall’altro ex di giornata, Brignoli.

Difficile gestire le palle alte e il fraseggio del Benevento, anche se frammentato a ragion veduta, risulta a tratti godibilissimo, uscendo dalla propria area palla al piede e trovando sempre le traiettorie giuste, mancando negli ultimi metri. Ancora una volta è la prestazione del collettivo che si esalta, con una carica agonistica degna di chi ha fame di vittorie e vuole cogliere l’occasione al volo. Anche se Bucchi ha dovuto rinunciare a Moreo e La Gumina in attacco, le offensive degli azzurri sono risultate sterili e neutralizzare una squadra attrezzata come quella toscana, così come accaduto a Cittadella, Perugia e Cremonese, non è da poco. Il “Vigorito” resta ancora un fortino da espugnare, col Crotone di Stroppa che dopo la sosta sarà atteso nel Sannio. Sabato, invece, torna il derby con la Juve Stabia, per cuori forti, come quelli dei nostri giallorossi.

LE PAGELLE

MONTIPÒ 6,5: quella di Pescara è stata solo una giornata storta, due clean sheet contro Cremonese ed Empoli e stasera si è fatto trovare pronto nonostante le condizioni meteo sfavorevoli.

MAGGIO 6: alterna la giocata giusta a qualche errore da evitare, procurando qualche rischio inutile. Poi gestisce il vantaggio.

TUIA 7,5: sfrutta l’occasione solo soletto in area e segna il suo primo gol in giallorosso. Cala la saracinesca nella ripresa, vita dura per i toscani.

CALDIROLA 7,5: difficile trovare pecche in una gara condotta in maniera magistrale. Solo un errore nelle prime battute, poi con tempismo, eleganza e decisione, decide che da quelle parti comanda lui. Ed è così.

LETIZIA 7: incontenibile, mostra tanto sacrificio e dedizione alla causa. Rivitalizzato.

TELLO 6,5: si perde negli ultimi metri, grande pecca perché sbaglia le tempistiche. L’equilibrio che dà alla squadra, però, fa da contraltare ed è una manna dal cielo (dal 37′ st Antei 6: entra per dar manforte alla squadra nel forcing finale dell’Empoli).

SCHIATTARELLA 6,5: dà equilibrio alla manovra ed è sempre sicuro della giocata. Un calciatore che, se nelle piene disponibilità, può fare la differenza come stasera (dal 27′ st Hetemaj 6: deve spezzare la manovra avversaria e guida il pressing sull’uomo).

VIOLA 6,5: forse Schiattarella non è il partner ideale per lui ma in una gara come questa mostrano entrambi il meglio di loro stessi. Difficile gestire la palla in queste condizioni, ma lui riesce a giocare anche di fantasia con tocchi prelibati.

KRAGL 7: a volte fa la scelta sbagliata ma quando decide di calciare è sempre la decisione giusta e sotto il diluvio del “Vigorito” fulmina Brignoli. Terzo centro in giallorosso e assist per il vantaggio di Tuia, tanta garra e determinazione: sempre più titolare.

SAU 6: non è facile per lui ma fa salire la squadra e prova a giocare tra le linee. Un compleanno senza gol ma con una vittoria fondamentale in tasca (dal 21′ st Insigne 6: non è determinante ma corre e tiene il pressing durante l’assalto dei toscani).

CODA 6: poteva bissare dopo il gol alla Cremonese ma sbaglia clamorosamente davanti a Brignoli. La gara è dura per uno come lui in queste condizioni, a tratti impacciato, ma non va sottovalutato l’impegno.

INZAGHI 7: lezione a Baroni, lezione a Bucchi. Il presente che allontana un passato gioioso e poi in caduta. Con lui la sensazione che si possono fare grandi cose, senza esaltarsi. Un Benevento cinico e consapevole dei propri mezzi, un Benevento trasformato rispetto a quello di Bucchi. L’evoluzione in quattro mesi scarsi. Avanti così.