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Frosinone, playoff e arbitri: quando c'è qualche coincidenza di troppo…

squadra Benevento
Foto Benevento Calcio

Benevento-Frosinone è una sfida già di per sé calda che ad oggi è diventata bollente per tanti, diversi motivi: è l’ultima della stagione regolare al Vigorito, ci si gioca i playoff se non un campionato intero e, infine, c’è voglia di rivalsa. 24 dicembre 2016: il giorno della Vigilia di Natale fu uno dei più tristi di quest’annata per i beneventani che in massa affollarono le gradinate del Matusa nel big match contro il Frosinone. Nessuno può dimenticare chi ha diretto quell’incontro, Ghersini. Il match finì 3-2 con tante polemiche, motivate da una parte ed effimere dall’altra. I ciociari hanno protestato per il gol/no gol di Lucioni e il rigore concesso alla Strega forse fuori dall’area (poi rivelatisi regolari con le immagini a disposizione) mentre i beneventani hanno alzato la voce su una topica clamorosa del guardalinee che non vede sull’1-1 il fuorigioco di minimo 2 metri di Dionisi che andò a segno, per poi concludere in bellezza col gol del 3-2 derivato da un angolo assegnato al 51′, a tempo scaduto da un minuto. C’è un filo conduttore che lega quegli eventi al match di ritorno al Vigorito, un filo conduttore lungo un intero girone e che oggi sta facendo gridare allo scandalo tifosi coinvolti nella lotta playoff o semplici amanti del campionato di Serie B: gli errori arbitrali. Prima di addentrarci in un discorso abbastanza intricato, c’è da sottolineare come l’intento dell’articolo non sia accusare o puntare il dito su qualcuno in particolare, ma semplicemente analizzare tutti gli eventi che ci stanno accompagnando verso Benevento-Frosinone.

FROSINONE: OBIETTIVO SERIE A
Non si è mai nascosta la società canarina: l’obiettivo stagionale è il presto ritorno in massima serie. La squadra non è stata smantellata, il gruppo è più o meno lo stesso che ha portato alla storica promozione nel 2015 e che ha disputato il primo campionato di A con qualche innesto tra le due stagioni. Non a caso la forza della squadra di Marino è il gruppo, che mette in luce i singoli ovvero i due attaccanti più prolifici del campionato per somma gol: Dionisi e Ciofani. Analizzando il cammino dei ciociari, c’è da evidenziare l’inizio piuttosto balbettante, con 8 punti racimolati in 7 giornate, cominciando poi la scalata verso la vetta con dieci risultati utili di fila (sette vittorie e tre pareggi), conquistando la seconda piazza fino al giro di boa caratterizzato da due sconfitte consecutive. Il cammino del Frosinone poi riparte col primato agguantato alla 25^ e per cinque giornate saldo nelle proprie mani. Finale di stagione altalenante, con la vittoria nello scontro diretto a Ferrara che ha regalato di nuovo la vetta della classifica ma una nuova débâcle caratterizzata da tre pareggi e due sconfitte in cinque partite. Contro Spezia, Salernitana e Trapani sembra però tornata inarrestabile la corsa della squadra di Marino che incredibilmente con la vittoria di sabato rifila il fatidico +10 sul Perugia quarto. Prima considerazione da fare: valutando il percorso fatto finora dalle prime tre, solo la Spal merita per continuità il 1° posto e la Serie A diretta. Verona e Frosinone, due retrocesse, hanno deluso le aspettative per diversi motivi, regalando punti in partite importanti lungo tutto l’arco della stagione. Mai ti ricapita che due squadre favorite steccano così, e i numeri ingannano: l’equilibrio della Serie B di quest’anno è stato evidente per larga parte della stagione, e la grandissima lotta playoff ne è un esempio (ne parliamo più sotto): dunque quei 10 punti di distacco tra terza e quarta non rispecchiano la realtà di un campionato che, stando a guardare la classifica, farebbe pensare ad un dominio assoluto di seconda e terza. Sebbene abbiano occupato per gran parte del torneo le prime tre posizioni, Spal, Verona e Frosinone non hanno mai evidenziato una supremazia netta sulle altre: ne è una prova la Pro Vercelli che ha rinviato la festa promozione della Spal, ne è una prova il Pisa che ha trovato un incredibile pari a Verona, ne è una prova la Ternana che ha battuto recentemente il Frosinone. Un campionato dove c’è un equilibrio così evidente e ogni match non è mai scontato non merita un ampio distacco tra le posizioni di testa e le inseguitrici.

PLAYOFF: CHI CI GUADAGNA E CHI CI PERDE
Il capitolo playoff sta tenendo banco da tantissimo tempo in questo campionato: dalla lotta serrata con tantissime pretendenti fino al pericolo/beffa che questi non si facciano. Un pericolo di cui noi abbiamo parlato in un articolo di qualche settimana fa in cui spiegavamo che il rischio di non disputare i playoff era alquanto reale per una serie di ragioni, tra le quali la forte competizione che comprendeva tante squadre racchiuse in pochi i punti, i tanti scontri diretti fino alla fine della stagione e la tendenza delle squadre ad accontentarsi di un pari piuttosto che osare. Gli scontri diretti, come previsto, hanno accentuato il divario tra le prime tre e le inseguitrici e il paradosso di Perugia-Spezia ne è un esempio: non solo la regola dei 10 punti tra terza e quarta ma anche il famoso range di 14 punti tra la terza e le restanti nella griglia playoff ha penalizzato e non poco tutte le pretendenti per il post season. Basti pensare che se Benevento e Perugia hanno ancora chance di accorciare sul Frosinone, lo Spezia è anche al di fuori di quel famoso range avendo 15 punti di distacco dai ciociari, peggio ancora per Novara e Bari che se dovessero compiere un autentico miracolo, potrebbero rimanere a bocca asciutta essendo a -18 dalla terza posizione. Tradotto cosa significa? Che i playoff potrebbero anche farsi se il Benevento compie il suo dovere e il Perugia ne approfitta contro il Latina, ma si corre anche il rischio che non siano a sei squadre: in questo senso tocca al Carpi, impegnato col Verona, non allungare ancora questo gap tremendo e contribuire invece alla lotta delle inseguitrici contro seconda e terza. La mancata disputa degli spareggi non sarebbe un bene per Sky che col post season ha sempre avuto ampi margini di guadagno, così come la Lega e i suoi introiti al di fuori della stagione regolare. Loro, come le restanti cinque società e i loro tifosi, ci andrebbero comunque a perdere, vedendo vani gli sforzi fatti in questi mesi. Di sicuro a guadagnarci è non solo la Spal, che merita ampiamente tale conquista, ma soprattutto Verona e Frosinone che, partecipando ai playoff, potrebbero scricchiolare e sfortunatamente mancare l’aggancio alla Serie A: per la massima serie sarebbe una nuova perdita in termini di grande piazza e pubblico (Verona) e la mancanza di un nuovo stadio di proprietà in più da vantare all’interno del nostro campionato (in fase di realizzazione a Frosinone). Meglio non correre il rischio.

ARBITRI: È SEMPRE E SOLO INCOMPETENZA?
E veniamo al capitolo più spinoso, riservato per ultimo: gli arbitri. Da premettere che qui non parliamo di complotti né di poteri forti, ma ci basiamo su fatti realmente accaduti sui campi di B in questa stagione. Finora le direzioni arbitrali sono spesso risultate contraddittorie, a tratti fantascientifiche, ma Baroni e la società non hanno mai proferito parola. Pare proprio che ogni giornata ci sia una sorta di compensazione di quella precedente, in modo tale che chi viene danneggiato oggi viene ripagato domani, e viceversa. Più o meno è capitato a tutti, poi sfogli la margherita e leggi di un Perugia che in più di 30 partite ha ricevuto soltanto un rigore a favore, mentre lo Spezia dall’anno scorso continua la battaglia contro gli arbitri rei di danneggiarli troppo spesso. E per questo la società di Volpi il 25 aprile ha diramato un comunicato contro la classe arbitrale, dopo la partita persa contro il Frosinone. Coincidenza? No perché in quella partita persa 2-0 la squadra di Di Carlo si è vista non concedere un gol regolarissimo di Granoche, e all’andata un gol annullato a fine partita per una decisione ancora oggi da decifrare. Le coincidenze sono tante, e per troppo tempo le abbiamo volute affidare al fato. Ma giornata dopo giornata pare che questo c’entri poco: basti guardare il rigore concesso al Frosinone a Salerno, o il rigore non concesso sabato al Trapani a tempo scaduto. Ma per infierire, basti ricordare Frosinone-Benevento o il derby di andata Frosinone-Latina. Negli ultimi tempi, non ci interessa del resto, le decisioni arbitrali hanno decisamente favorito i ciociari e danneggiato le inseguitrici, proprio nel momento in cui serviva lo sprint per il famoso +10. Basti pensare ai numerosi torti subiti dal Benevento contro Trapani, Cittadella, Brescia, Vicenza e Ascoli nelle ultime partite, o dai torti ricevuti dal Perugia proprio contro il Frosinone o contro lo Spezia a fine partita. Che gli episodi sono soggettivi e l’arbitro li deve interpretare è un dato di fatto, ma lo è anche il classico “due pesi e due misure” utilizzato dagli arbitri quando si tratta di Frosinone e quando si tratta delle sue inseguitrici. E consentiteci la chiosa finale: se volessimo credere alle favole, allora diremmo che sono una coincidenza le espulsioni di Lopez e Chibsah e il cartellino giallo al diffidato Camporese. Ma purtroppo per chi scende in campo, c’è tutta un’Italia che vede e di conseguenza giudica: il fallo di Lopez è praticamente inventato, Piccinini e Bresmes prendono una svista colossale, se così si può chiamarla. Intervento pulito e netto sul pallone, semmai è Orsolini che simula un contatto che non avviene, quindi avrebbe meritato anche il giallo. In occasione della successiva ammonizione di Camporese, si crea un cupolino intorno all’arbitro ma lui con precisione chirurgica alla fine ammonisce l’unico diffidato giallorosso, decimando praticamente la difesa. E infine la ciliegina sulla torta con Chibsah: si sa a fine partita tutti guadagnano tempo (e a Benevento quanti ne abbiamo visti che l’hanno passata pure liscia senza provvedimenti arbitrali…) e Chibsah ha provato a farlo avendo i crampi e chiamando i sanitari con la sostituzione già pronta. Ma Lanni pensa bene di tirarlo fuori dal campo di peso e il ghanese ingenuamente si fa prendere dalla foga senza pensare alle conseguenze. Possiamo dire che Piccinini dal cartellino facile ha trovato l’occasione buona per completare l’opera, ma l’opera è completa solo a metà perché entrambi vengono ammoniti (e di conseguenza Chibsah espulso per doppia ammonizione) ma Lanni, stando anche alle parole di Baroni, secondo regolamento avrebbe meritato il rosso. Ma si sa, il regolamento è a discrezione dell’arbitro. Per questo non ci meravigliamo se l’intervento regolarissimo di Tuia su Ciofani è da rigore e quello di Lopez su Orsolini è da rosso: a guadagnarci c’è sempre una squadra. Ma anche questa è una coincidenza…