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“L’accoglienza in famiglia”, il nuovo obiettivo di Migrantes

don sergio rossettiSi è celebrata ieri, 29 gennaio, la Giornata del migrante e del rifugiato con un convegno ricco di interventi e testimonianze. “L’accoglienza che noi stiamo facendo in Diocesi, in accordo con le Prefetture, è di accogliere queste persone che arrivano, uomini e donne, sulle nostre coste e poi smistati su tutto il territorio italiano”, ha iniziato a spiegare don Sergio Rossetti, direttore della Fondazione Migrantes, “Maggiormente, ora, c’è un flusso di ragazzi che arrivano da soli. Li mandano le famiglie stesse, perché possano trovare la speranza di farsi una vita” e aggiunge “Però il problema fondamentale è che una volta arrivati sulle nostre coste, se non c’è una giusta accoglienza, c’è il rischio che possano andare a finire in situazioni spiacevoli”.

Ancora una volta, certamente nella ricorrenza di una giornata dedicata proprio a tutto questo, rimbalza il tema dell’immigrazione, non un fenomeno sociale, sarebbe troppo riduttivo, bensì una vera e propria emergenza che trova ancora difficoltà nell’attuazione di piani risolutivi e che possano, di conseguenza, arginare polemiche, retoriche ridondanti, alimentate da un sistema che troppo spesso si rifiuta di cercare plausibili soluzioni. L’emergenza , poi, si alimenta a sua volta di un grande flusso di minori migranti, che necessitano ancora di più di accoglienza e sussidi.

Don Sergio Rossetti, ha spiegato così il loro operato, chiaramente ancora in corsa, in quanto Chiesa: “Abbiamo due Sprar, uno a Chianche ed un altro a Petruro, due paesi in provincia di Avellino, ma che fanno parte della nostra Diocesi di Benevento, che accolgono minori migranti. I minori ci vengono assegnati dalle Prefetture che, prima di tutto fanno un censimento e noi, monitorati dalla Prefettura, li accogliamo” ed aggiunge “Tra Chianche e Petruro oggi contiamo 12-13 minori accolti”. L’accoglienza è poi, tutto sommato, un punto di forza dalle nostre parti, tanto che in uno di questi paesi, proprio con l’arrivo di minori, è stato possibile aprire nuovamente un asilo e, come ha sottolineato don Sergio, i paesi hanno accolto positivamente il loro arrivo, stabilendo da subito un rapporto con essi. “A Petruro abbiamo anche battezzato una bambina, Vittoria. E’ intervenuto l’Arcivescovo , con il parroco e gli operatori che hanno fatto questa festa di accoglienza a Vittoria”.

Il messaggio che è stato fatto passare durante il convegno è: “L’accoglienza in famiglia, questa nuova forma di accoglienza che dà la possibilità, economicamente, di dare una mano alla famiglia che accoglie, ma soprattutto di creare una sinergia tra la famiglia e il migrante accolto e quindi di stabilire già quel rapporto positivo” e la testimonianza in merito è stata di Mario La Monaca e Yancuba Darboe, esempio di accoglienza in famiglia.

Forte ed importante anche l’intervento dell’Imam Moustapha Ghafir, che ha elogiato l’operato della Chiesa in termini di accoglienza e quello dell’ Arcivescovo, Felice Accrocca, che ha fatto leva sulla Chiesa quale  chiave di plausibili soluzioni all’emergenza dell’accoglienza, cercando così di abbattere termini come razzismo, paura e pregiudizi.