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Gattuso e gli spettri nel finale: “Non sono stati 30 secondi bellissimi”

“Quando è salito Montipò in area nel finale? Io sono molto scaramantico, diciamo che non sono stati 30 secondi bellissimi”: è il commento, divertito, di Gennaro Gattuso sugli attimi che hanno preceduto il fischio finale e che ha visto tutto il Benevento in area sulla punizione battuta da Marco Sau.

BENEVENTO-NAPOLI 1-2: IL DERBY E’ AZZURRO MA E’ UNA STREGA DA APPLAUSI

Stavolta a Ringhio, nel Sannio, è andata bene, ma è stata una gara dura: “L’avevo detto dopo la sconfitta contro l’Alkmaar che dovevamo prepararci sia fisicamente che mentalmente a questa partita. Ho studiato il Benevento, contro la Roma il risultato è totalmente bugiardo. Sapevamo le difficoltà” ha dichiarato ai microfoni di Ottochannel.

“Nel primo tempo il palleggio era sterile e sono stati bravi a non farci giocare, nella ripresa c’era più veemenza e abbiamo trovato le soluzioni giuste” ha aggiunto nella sua analisi sul derby vinto nella ripresa grazie ai gol di Lorenzo Insigne e Petagna.




Pippo, Ringhio e gli Insigne: amici e fratelli divisi dal derby

Ritorna il derby tra Benevento e Napoli, per la seconda volta di scena in Serie A. Stavolta, rispetto al primo, il teatro dello show d’andata non sarà il “San Paolo” ma il “Vigorito”. I protagonisti? Non proprio gli stessi. Soprattutto nella Strega, che della squadra del doppio salto dalla C alla A annovera il solo Letizia (in attesa del rientro di Viola e con Del Pinto fuori rosa). Tra le fila degli azzurri ci sono i resti del gruppo di Sarri che quell’anno stabilì il record di punti senza centrare lo scudetto: Hysaj, Koulibaly, Rui, Zielinski (out causa covid), Mertens e soprattutto Lorenzo Insigne.

E’ pronto a prendersi una maglia da titolare dopo la lesione di primo grado al bicipite femorale sinistro patita contro il Genoa. Per lui mezz’ora di gara da subentrato contro l’AZ Alkmaar, senza incidere: azzurri spreconi ed esordio in Europa League clamorosamente steccato. Ricorda il 2-1 patito in Ucraina contro lo Shakhtar nel settembre del 2017, a quattro giorni dal derby poi stravinto 6-0: sarà dunque un Napoli che arriverà alla sfida contro i sanniti ancora con i postumi di una Europa indigesta e in più la preoccupazione che ne deriva dall’esito dei tamponi (13 positivi tra gli olandesi). Questa volta però non c’è Maurizio Sarri ma Gennaro Gattuso al timone. E la sua ancora è proprio il figliol prodigo Lorenzo.

La rincorsa verso una maglia da titolare che significa riscatto, a scopo personale e di gruppo, riprendendo il filo con un campionato finora perfetto macchiato dal caso Asl nel match fantasma contro la Juventus. Ringhio la scelta di schierare dal primo minuto il suo capitano la farà volentieri, e lo stesso farà l’amico e collega Pippo con il fratello minore Roberto, constatata la condizione non ancora ottimale di Iago Falque. A ognuno il suo Insigne, per la prima volta contro. Un sogno che si avvera, una chance dai due ex rossoneri e nazionali di esaudire un desiderio grande. Inzaghi lo sa, ne ha giocate di gare con e contro Simone. È il derby però a dividere amici e famiglia. Con un Maggio in più stavolta (tre anni fa sulla sponda azzurra), e tanti napoletani a partire dal purosangue Gaetano Letizia fino a Pasquale Schiattarella e Riccardo Improta.

Tempi di prime volte per Lorenzo e Roberto, che sia di buon auspicio per la Strega, mai a segno nei quattro precedenti contro i partenopei e sempre sconfitta. Attende la prima volta però anche Gattuso, che contro i giallorossi ha sempre visto nero: tre precedenti e un solo punto, il famoso 2-2 con rete di Brignoli allo scadere, a rovinare l’esordio di Ringhio sulla panchina del Milan. Già, quella del Diavolo rossonero che ha visto protagonisti sia in campo che da allenatori i due tecnici a confronto domenica. Tra Inzaghi e Gattuso è amicizia viscerale che si tramanda da anni. Un solo precedente tra i due, in Serie A: Bologna-Milan 0-0 del 18 dicembre 2018. Nessun vincitore, l’esito del “Vigorito” potrà sancire le sorti della personalissima sfida tra i due. Che di sicuro, presi dalla tensione del match, sarà senza esclusione di colpi. Si affideranno ai rispettivi Insigne, con la voglia di riscatto e di essere i protagonisti del derby. Gli ingredienti ci sono tutti.




Benevento, il club giallorosso si unisce al dolore di Gattuso

Il Benevento Calcio, attraverso una nota ufficiale, ha inviato un messaggio di cordoglio a Gennaro Gattuso, con l’allenatore del Napoli che nella giornata di oggi ha perso la sorella, Francesca, venuta a mancare a soli 37 anni a causa di una brutta malattia scoperta nello scorso mese di febbraio.

Il messaggio del Benevento: “Appresa la triste notizia, il Benevento Calcio si unisce al dolore che ha colpito il tecnico Gennaro Gattuso e tutta la famiglia per la prematura  scomparsa della cara sorella. Sentite condoglianze“.




Gattuso a caccia della sua prima vittoria contro il Benevento: “Voglio furore agonistico”

Foto LaPresse
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Possiamo definirlo l’incubo di Gennaro Gattuso e per questo l’allenatore rossonero non si fida: il Benevento oramai prossimo alla retrocessione in B incute un po’ di timore in Ringhio, non tanto per quello che può essere ma per quello che è già stato. È passato un girone da quando il Milan ha esonerato Montella e chiamato a guidare la squadra l’ex trainer del Pisa, che esordì al “Vigorito” per rilanciarsi contro una squadra che fino a quel momento aveva stabilito il peggior avvio della storia con zero punti in classifica. Vantaggio di Bonaventura nel primo tempo, pari di Puscas ad inizio ripresa, nuovo vantaggio rossonero firmato Kalinic, poi si materializza la leggenda di Alberto Brignoli che nell’ultima occasione utile sale in area, Cataldi calcia e proprio il portiere ex Perugia insacca per il primo storico punto in Serie A del Benevento. È già storia, è passato un campionato, è maledizione per Ringhio, mai vittorioso finora contro la Strega. Nel doppio precedente in Serie B alla guida dei pisani, il Benevento di Baroni ha vinto sia all’andata che al ritorno: 1-0 nel Sannio con rete di Cissé, 0-3 all’Arena Garibaldi targato ancora Puscas, Falco e Ceravolo, nell’ultima gara della regular season. Ma, come già noto, il precedente tra Gattuso e De Zerbi c’è già stato, quando a Foggia il tecnico bresciano guidò i satanelli ai playoff ma proprio i toscani ebbero la meglio in una finale di ritorno da far west che vide protagonisti i due tecnici, entrambi molto sanguigni. Ecco perché il Campione del Mondo 2006 ha tutti i motivi validi per considerare il Benevento un ostacolo non proprio semplice da superare, così come afferma in conferenza a Milanello: “Domani arriva una squadra sbarazzina, che non ha nulla da perdere e che gioca un buon calcio. De Zerbi fa giocare bene le sue squadre, se non entreremo in campo con il piglio giusto domani faticheremo perché, lo ripeto, il Benevento gioca bene e ti può mettere in difficoltà in qualsiasi momento. Dovremo metterci furore agonistico”, è quanto riporta PianetaMilan.it. Sul tecnico bresciano torna successivamente: “È un allenatore con grandi idee, gli piace un calcio propositivo, è molto preparato, è un giovane che fa giocare la squadra con qualità e mi piace molto. Poi in Italia ci sono solo allenatori bravi in Serie A, quando guardo un collega ho sempre qualcosa da rubare a livello di idee, sono tutti molto preparati a livello tattico”.

Poi si sofferma sulla sua squadra, incappata nella sindrome di “pareggite” contro Inter, Sassuolo, Napoli e Torino, raccogliendo quattro punti nelle ultime cinque gare, tanti quanti quelli racimolati dal Benevento: “È vero che non vinciamo da un mese, ma siamo una squadra viva, anche se un po’ di stanchezza nei singoli c’è, ma fa parte del gioco. L’importante è giocare da squadra e avere grande mentalità. Questa è una squadra che costruisce molto, se non segna forse non è colpa solo degli attaccanti, forse è anche colpa nostra che dobbiamo modificare ancora diverse cose”.

La Champions è oramai lontana, distante 10 punti dalla coppia Lazio-Roma, il futuro si chiama Europa League e sesto posto, per evitare i preliminari ad agosto: “C’è l’Europa League da conquistare, ma la cosa più importante per me è lo spirito di gruppo. Le partite vanno giocate, preparate con mentalità e voglia, poi gli stimoli non mancano. Sento dire che non abbiamo più stimoli, visto che non andremo più in Champions League, ma sono chiacchiere da bar perché io e giocatori dobbiamo dimostrare ancora tanto”.

Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo domani, non c’è bisogno delle due punte ma di equilibrio. Sugli uomini: “Calabria vedremo domani se giocherà o meno. È un giocatore a cui dobbiamo fare molta attenzione, dopo una partita dura ha bisogno di riposo. Calhanoglu ancora non sta benissimo, ha una piccola infiammazione al tendine rotuleo, il legamento invece non ha nulla (out per domani così come all’andata). Bonaventura nel tridente ci può stare, è una soluzione che si potrebbe vedere prima o poi, Cutrone c’è possibilità di vederlo ma non nel ruolo da esterno”.




Milan, Gattuso: “Temevo molto questa partita, il Benevento è una squadra viva”

gattuso

L’umore in casa Milan per la vittoria sfuggita negli ultimi secondi non è dei migliori, con il tecnico rossonero, Rino Gattuso, che ha provato a rivivere la gara in sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni: “È da una settimana che lavoro con questi ragazzi e oggi credo che un po’ del mio lavoro si sia visto. Sappiamo che per giocare come piace a me bisogna faticare parecchio e per giocare in questo modo bisogna migliorare. Abbiamo provato in tutti i modi di portare la vittoria a casa e abbiamo preso un gol da una squadra che nelle ultime quattro/cinque partite avrebbe meritato di guadagnare qualche punto in più. Temevo molto questa partita e il Benevento è una squadra viva”.

Ha poi proseguito – “Vivo il mio lavoro con grande passione, il calcio è la mia vita e forse non me ne sono neppure accorto di essermi tolto la giacca nonostante il freddo. Dobbiamo migliorare sotto molti aspetti e negli ultimi trenta metri dobbiamo cercare di verticalizzare il più possibile”. 

Espulsione di Romagnoli – “Non mi piace valutare gli arbitri, è il loro lavoro e da parte mia c’è un grande rispetto verso di loro”.

Ripartire – “Bisogna ripartire dallo spirito e dal lavoro fatto dai ragazzi durante la settimana, purtroppo questo non basta e sta a me far credere a loro che alla lunga il lavoro porterà i risultati sperati. Devo dare loro la giusta convinzione e questa si trova con la tranquillità e con il lavoro”.