1

Dalla Giornata del Rifugiato a Romenzi: “welcome” to Sannio

giornata mondiale del rifugiatoSempre in primo piano il tema migranti, spesso abusato dalla politica che ne conferisce un’immagine negativa. Ma il Sannio, ancora una volta, prova a percorrere la strada positiva, quella che mette insieme l’accoglienza, l’integrazione, l’ospitalità, il “welcome”. Domenica si è celebrata, al Musa, “La giornata Mondiale del Migrante” e, da lunedì, la mostra fotografica  di Alessio Romenzi, “The Blood of Syria”, dal Festival #portiditerra, è stata spostata in Curia e sarà possibile visitarla fino al 22 luglio. Due eventi importanti che rafforzano la politica del fare oltre ogni muro di pregiudizio e di confine. La sinergia tra diverse realtà locali hanno raccontato come, giorno dopo giorno, il Manifesto messo a punto dalla Caritas sia una risposta bella, vera, fattibile e soprattutto “welcome”.

La giornata mondiale del rifugiato: un evento quanto mai importante per rafforzare la necessità di sentirsi porti di terra e contrastare l’opportunismo politico del “no welcome”. Cosa è venuto fuori domenica al Musa?

don Sergio Rossetti, Direttore Ufficio Migrantes e Vicedirettore Caritas

“La particolarità che è uscito fuori dagli interventi alla Giornata Mondiale del Rifugiato è stato il dialogo tra cristiani cattolici e musulmani. Questo comporta un lavoro di integrazione, scambi di idee e iniziative. Si è parlato poi di integrazione che si sta cercando di costruire con il progetto dei Comuni Welcome”

Alessio Romenzi in Curia, continua  a Benevento la permanenza di una mostra fotografica eccezionale ed esplicativa. “The Blood of Syria” può diventare per il Sannio una risposta concreta al manifesto Caritas? Può trasmettere il messaggio che il “welcome” non è solo utopia?

Don Nicola De Blasio, Direttore Caritas diocesana

“L’aver voluto continuare la permanenza della mostra di Alessio Romenzi, trasferendola nella sede della curia al palazzo Arcivescovile, è un atto denuncia contro le politiche affaristiche dei Signori della Guerra che strumentalizzano la Religione solo per aumentare i loro profitti con la vendita delle armi. Come Caritas noi siamo in prima fila a fare sentire il grido dei poveri.  Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, intervenendo al nostro #PortidiTerra, Festival del Welfare&Welcome, ha fatto sentire la voce della Chiesa dichiarando che il flusso migratorio non è né un’emergenza né una risorsa, ma solo il diritto di ogni uomo a trovare la sua felicità realizzando i suoi sogni.  Il nostro Manifesto del Welcome vuole essere la risposta concreata contrapposta a quella delle esclusione o della non accoglienza. Il nostro Manifesto ha come obiettivo principale quello di far incontrare la disperata domanda di questi uomini e donne che scappano da guerre e miseria e l’offerta dei nostri piccoli Comuni che sono a rischio di spopolamento e che se non si aprono all’accoglienza rischiano di diventare luoghi fantasma cui gli unici abitanti saranno animali e vegetazione”.

Dallo scorso Festival #portiditerra si è più volte ribadito il concetto di porsi una grande domanda, quella base, rispetto alle tante storie di immigrazione: da cosa si parte, ovvero la causa che muove ogni singola storia. Non sarebbe opportuno decretare ogni singolo giorno come “la giornata del rifugiato”?

Angelo Moretti, Coordinatore generale Caritas

“Una vecchia commedia con Bill Murray (Ricomincio da capo), oggi ripresa in versione thriller, si basava sulla novità e le meraviglie che ogni giorno può riservarci, anche se fosse sempre lo stesso giorno, ma solo se siamo in grado di guardare ogni giorno con occhi nuovi. Ogni persona che entra in Italia dalle porte del mare o della terra può essere una nuova occasione di festa, proprio come accade per la nascita. Ma solo se sappiamo rinnovare lo sguardo, se siamo in grado di ascoltare le storie, se riusciamo ad immaginare nuovi futuri in un’Italia sempre più vecchia, in un’Europa con sempre meno sogni. Ogni giorno può essere più di una festa del rifugiato per ogni volta che in un giorno una persona ha trovato riparo da noi, ma ciò richiede visione politica e non semplice burocrazia delle frontiere. Questa sarebbe la vera festa ! Una politica capace di non chiudersi in un presente asfittico e vedere il futuro dell’Italia che arriva, anche grazie ai migranti”.

“Welcome”, migranti, politica del fare: le Sprar sono una risposta positiva. Cosa manca, ancora, per mettere in moto la grande macchina dell’accoglienza e ignorare quella retorica speculativa che ci rende superficiali e, spesso, grotteschi?

Mariaelena Morelli, Coordinatrice degli Sprar Caritas Bn

“Finora le politiche di accoglienza in Italia hanno agito e operato prevalentemente in un ottica emergenziale, l’azione che manca è un capovolgimento di ottica che porti a considerare l’immigrazione come fenomeno stabile e strutturale, come realtà che appartiene a tutti noi, alla nostra quotidianità. In base a questa considerazione ne consegue la necessità di intensificare la rete SPRAR dando vita a progetti che si svolgono sempre più non in centri collettivi ma in mini appartamenti abitati da un piccolo gruppo di persone, secondo un ottica che punti sempre più all’autonomia. Occorre, inoltre pensare, in maniera seria a percorsi incentrati sul “dopo lo SPRAR” affinchè non si crei un vuoto normativo e sostanziale per le persone una volta fuoriuscite dal sistema accoglienza SPRAR”.




Giornata Mondiale Del Rifugiato al Musa il 25 giugno

rifugiatoIl 25 giugno, alle ore 17.30, presso l’arena Musa di Benevento si terrà la “Giornata Mondiale del Rifugiato”.

Una festa che tende a mettere in evidenza l’aspetto umano di tante persone, protagoniste della più grande migrazione dell’età moderna, costrette ad abbandonare la loro terra ed i propri cari a causa di guerre, carestie e repressioni politiche e religiose. Il nostro sarà un momento di festa durante il quale non mancheranno spunti di riflessione, cibi etnici e tanta tanta bella musica.