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Guardia sei tu scrive a don Mimmo Battaglia: “Grazie per il cammino di fede percorso con noi”

“Grazie don Mimmo, per quello che hai saputo insegnarci, per quanto hai dato alla nostra comunità, per il cammino di fede che hai percorso insieme a noi, indicandoci la via giusta, il modo più sano di procedere”. Comincia così l’accorata lettera al caro don Mimmo Battaglia, ormai arcivescovo metropolita di Napoli, ma che ancora per un po’ di tempo resterà amministratore apostolico della Diocesi di Cerreto, Telese e Sant’Agata de’ Goti, da parte dell’intera lista “Guardia sei tu”, di Guardia Sanframondi, che vuole sottolineare la propria radicale devozione e un grande sentimento di amore e affetto verso il meraviglioso Pastore che ci ha guidato negli ultimi anni.

“Hai saputo entrare sin da subito nel cuore della gente, la tua gente. Che siamo noi, tutti i concittadini che ogni giorno hanno tentato di seguire il Tuo esempio, il Tuo percorso, anche se non è facile riuscire a procedere su passi così alti, così santi, come i Tuoi. E mai, certamente mai, riusciremo a emulare il tuo esempio. Ci hai insegnato cosa sia l’ascolto del dolore, della debolezza, ci hai spiegato cosa sia la fragilità. Tu sei andato tra loro, tra gli umili, per strada, hai raccolto le lacrime della sofferenza e, come Gesù che ‘pertransivit benefaciendo’, hai camminato tra di noi, la tua amata gente, facendo del bene”.

Un esempio da seguire, un punto di riferimento per tanti credenti, ma anche per chi non conserva la fede nel cuore. Don Mimmo Battaglia, infatti, è stato il prete di tutti, il prete di strada, e i consiglieri di “Guardia sei tu” vogliono proprio ricordare questo: la vicinanza verso ogni singolo cittadino, portandogli la più grande manifestazione di affetto da parte del popolo guardiese.

“Siamo come figli che festeggiano la Tua partenza, Sì, perché noi possiamo solo festeggiare il tuo coraggio e il tuo cammino. Certamente ci sentiamo privati di una figura così cara e importante, ma è anche vero che il bene che Ti vogliamo ci permette di distinguere cosa è giusto da qualsivoglia forma di possesso. Abbiamo nitido il ricordo delle tue visite qui a Guardia. Abbiamo ancora in mente la processione, insieme al Clero, nel sabato dei Riti Settennali, e la tua presenza costante in quei giorni di grande adorazione mariana. Ricordiamo le tue parole di coraggio e umiltà dal nostro altare, riguardo alla forma di devozione nei confronti della nostra amata Vergine da parte di tutti noi guardiesi. Hai aiutato tanti di noi, coloro che hanno bussato alla Tua porta per un consiglio, per uno sfogo. Hai asciugato lacrime di paura e di dolore, hai varcato le soglie delle nostre case con la tua umiltà, senza proclami, senza ostentazione. No, Tu non sei il prete dell’ostentazione, sei il prete degli umili e dei sofferenti. Sei il prete di ogni mamma e ogni bambino che affrontano la vita, di ogni giovane che si imbatte con i primi problemi della quotidianità, di ogni preoccupazione paterna. Sei accanto a chi soffre per una malattia, asciughi le nostre ferite come solo una madre e un padre sanno fare. Sei il medico delle nostre anime, hai sofferto con noi, tra di noi, in mezzo a ognuno di noi. Hai sofferto con la Tua gente nel periodo pandemico, quando la profonda crisi economica ha scosso tutti noi. Lo stai facendo ancora. Sei sempre stato lì, sei ancora lì”.

L’amore, un puro esempio di alto sentimento, ecco cosa sottolineano, all’unisono, tutti i compagni di squadra di Gabriele Sebastianelli: “Quell’amore che hai saputo donarci lo custodiamo come in un prezioso scrigno. E i nostri cuori lo conserveranno con cura. Siamo certi che resterai sempre un grande punto di riferimento per noi, e con noi sempre resterai. Ti dobbiamo tanto, don Mimmo. Dovrai affrontare sfide ancora più difficili. Conoscerai realtà profondamente diverse, spesso drammatiche. Ma siamo certi che l’amore che sai dare ripagherà ogni difficoltà che incontrerai e ogni sofferenza che il tuo cuore cercherà di alleviare. Ad multos annos, caro don Mimmo”.

Comunicato Stampa




“Guardia sei tu” contraria a “Contratto di Fiume”

Ieri 30 dicembre si è tenuto l’ultimo Consiglio Comunale  di Guardia Sanframondi di questo anno 2020 ormai al termine. Il gruppo consiliare Guardia sei tu, in rifermento all’ultimo punto all’Odg, relativo alla voce “Contratto di Fiume. Atto di indirizzo politico”, ha espresso voto contrario e il capogruppo, Gabriele Sebastianelli, ha formulato, a nome dell’intero gruppo, il discorso in seguito riportato.

“Con l’occasione di questo comunicato, l’intero gruppo consiliare formula i migliori auguri di buon anno all’intera comunità”.

“Il Contratto di Fiume di cui al D.L.156/2000 ed alla L.R. n.5/2019, rappresenta di fatto un nuovo strumento di programmazione partecipata con particolare attenzione alle politiche di sostenibilità ambientale e non solo. Uno strumento che va certamente sostenuto e riempito di contenuti idonei, utili  e concreti per l’intero bacino omogeneo del Fiume Calore Irpino che vede nell’Ente Parco Regionale del Taburno – Camposauro il soggetto attuatore. Esaminata la documentazione agli atti e udita la relazione del vice – sindaco, possiamo ritenere l’atto di indirizzo politico riferito al Contratto di Fiume proposto in discussione per l’approvazione, seppur non richiesto né previsto, il documento di programmazione della nuova amministrazione attiva a circa tre mesi dall’insediamento.

Riteniamo che la proposta portata in discussione per l’approvazione sia un elaborato pieno di buoni propositi, frutto forse di tanti copia e incolla presi un po’ di qua e un po’ di là, ma assolutamente privo di concretezza. In buona sostanza una proposta che non traccia in maniera chiara e inequivocabile la strategia di tutela e valorizzazione dei paesaggi fluviali e di sviluppo integrato e sostenibile del territorio. Una proposta affrettata e senza condivisione alcuna che non coincide con la nostra visione delle politiche di sviluppo socio-economiche.

Per noi, e lo diciamo e sosteniamo da sempre, ogni progetto, ogni linea di programmazione deve avere quale presupposto l’individuazione di strumenti utili per la creazioni di nuove e sostenibili opportunità di lavoro. Il lavoro inteso quale opportunità di crescita individuale e collettiva, non solo economica ma anche  sociale, di benessere, di qualità della vita. Nel caso specifico, la visione di sviluppo non può essere unilaterale, ma deve tener conto delle esigenze e delle strategie di tutti i comuni che si affacciano nel CdF. Solo una visione comune, condivisa e strategica può avere un giusto significato e non fare le cose tanto per fare. Che ne pensano gli altri Comuni e cioè Castelpoto, Foglianise, Torrecuso, Ponte, Paupisi, San Lorenzo Maggiore, Vitulano, Solopaca, Castelvenere, Telese Terme, Melizzano?.

Quando nel recente passato si parlava di centralità, ci si riferiva alla capacità di coinvolgimento, di elaborazione progettuale e di sintesi, necessaria quest’ultima soprattutto nelle occasioni di programmazione e di interventi extracomunale. Nessun minimo accenno e riferimento alla grande potenzialità di utilizzo dell’acqua della Diga di Campolattaro, sia a uso potabile che a uso irriguo. Una progettualità in itinere, fortemente partecipata e seguita passo passo dall’amministrazione comunale uscente, con una chiara visione strategica e di prospettiva. La possibilità, da parte delle imprese agricole. di poter accedere all’irrigazione di sostegno delle cultivar esistenti fino alla quota di 350/400 metri, e l’opportunità per le stesse di poter introdurre nuove forme di colture alternative (ortaggi, frutta, erbe officinali, ecc.) proietta gli imprenditori agricoli, di fatto, nel mondo dell’agricoltura 4.0., dove il concetto di agricoltura di precisione si evolve nell’integrazione tra le strategie tradizionali e le innovazioni. 

La costituzione di nuove forme di cooperazione per la valorizzazione delle nuove colture possono rappresentare una nuova dimensione occupazionale anche di integrazione e di sostegno al reddito agricolo. In tal senso, si possono leggere alcune delle linee programmatiche proposte dalla lista “Guardia sei tu” (pag. 12, 13 e 14).

E infine, ma più importante: cosa ne pensano e/o che cosa si aspettano gli imprenditori agricoli che hanno le aziende nelle adiacenze del fiume e che in più di un’occasione hanno subito danni a volte addirittura irreversibili e mai ripagati? Sarebbe stato opportuno immaginare iniziative idonee a proporre la sanatoria per le cosiddette particelle intercluse (demanio) al fine di poterle rivendicare nelle superfici vitate. È proprio questa mancanza di coinvolgimento, di confronto, di condivisione, e non ci riferiamo alla sola minoranza, sempre presente nelle enunciazioni, ma sempre assente nei fatti, che ci fa esprimere in modo convinto il voto contrario. Ovviamente quando parliamo di mancanza di sensibilità non la esprimiamo nell’interesse del gruppo di minoranza, che ha in qualche modo la possibilità di farsi sentire, ma lo diciamo nell’interesse di tutti quei soggetti che le cose le subiscono senza mai potersi esprimere. Quando si proclama di voler aprire il palazzo, lo si deve fare per davvero”.

Comunicato Stampa