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L’informazione è Welcome? Festival #PortidiTerra, giorno due

10Secondo giorno di Festival #PortidiTerra, la maratona culturale per educare al Welcome. Si aprono le porte della Cittadella della Carità che questa mattina ha ospitato gli organi di stampa. Una tavola rotonda di confronto. Focus: il ruolo dell’informazione e della comunicazione sul tema accoglienza.

“I problemi da cui deriva la povertà nella quale ci sentiamo immersi è soprattutto un problema di conoscenza. Gli organi di informazioni hanno per primi il dovere di colmare questo. Noi giornalisti non possiamo sostenere la politica che soffia sull’emergenza. Noi giornalisti non possiamo divulgare emergenze non verificate. Noi giornalisti non possiamo non raccontare un pezzo di mondo da cui deriva quello che viviamo, perché siamo preda della notizia del giorno. Noi abbiamo il dovere di raccontare l’emergenza della globalità, di porci sempre una domanda e di non subire l’ansia di riempire una pagina di giornale. Noi abbiamo questa responsabilità oggi. Perché in uno stato di vulnerabilità, come quello che noi viviamo, e di povertà di diffusa, noi dobbiamo lavorare per tutti e mai per una parte e mai a servizio di un’idea, ma sempre e solo della verità, la più vicina che riusciamo a recuperare. Per quanto parliamo sempre di verità storiche, di verità che vengono continuamente messe in discussione. In questo processo noi dobbiamo avere la coscienza. Chi fa il nostro lavoro, fa un mestiere che prevede la responsabilità e la coscienza.  Poi tutto il resto” ha così spiegato Melania Petriello, Direttrice artistica del Festival e giornalista che  ha moderato l’incontro.

E durante il dibattito è emerso proprio questo: il peso delle singole parole, delle immagini, del raccontare i fatti. La responsabilità morale che ciascun giornalista, operatore televisivo o social media manager deve necessariamente possedere nel riportarli, nel raccontare le storie, nel “lanciare” una notizia. “Il giornalista deve raccontare e far arrabbiare chi legge” ha affermato Pino Ciociola, inviato di Avvenire, perché di fronte alla vista di cadaveri che arrivano sulle banchine di Lampedusa, chi vede e poi racconta, deve suscitare rabbia, quello sdegno che muove la coscienza e porta ad adoperarsi per cambiare. Il Manifesto promosso dalla Caritas è ben ragionato e solido per durare nel tempo praticando la buona accoglienza, in cui certamente rientra anche e soprattutto la comunicazione. Elisa Storace, giornalista ed autrice tv, ha parlato di “Giornalismo costruttivo”: accanto alle famose cinque “W”, bisogna aggiungere una sesta domanda: “E adesso?”, perché tutti possiamo andare alla ricerca della fonte, di ciò che ha portato a quella notizia e non fermarci al fatto in sé.  “La comunicazione sbagliata è l’unica cosa che può avvelenare un fiume in piena controcorrente” ha affermato Gabriele Zagni, giornalista di Piazza Pulita e social media manager, rimarcando la necessità di partire dalla domanda “Da dove?” e aprendo un focus sui social media. I commenti negativi, quelli affidati alla retorica, che in apparenza sembrino essere la massima espressione popolare, devono essere letti, invece, come lo sfogo di chi, dietro una tastiera e il più delle volte celato sotto uno pseudonimo, sfoga la propria rabbia sul web. D’altro canto, cavalcare l’onda della retorica per farne un mezzo di propaganda politica, raccogliendo quella fetta di popolo che, appunto, si nasconde dietro uno schermo di un pc, è altrettanto da additare come comunicazione sbagliata, “La pagina di un politico non è quella di un tg” ha affermato Zagni.

Comunicazione “no welcome” (lasciatemi passare il termine) è proprio ciò su cui si fa leva per condannare i tanti, troppi giornalisti che si approcciano all’argomento senza averne la minima conoscenza. Parlarne tanto per accaparrarsi la visibilità, perché rimbalzi il proprio nome, non è informare. Strumentalizzare la professione di giornalista, per cercare celebrità, non è lo scopo del mestiere. E, come ha appunto sottolineato Daniele Biella, scrittore e giornalista , “L’emergenza è proprio nella comunicazione”. Interessanti e di esempio sono state anche le testimonianze sul campo di Carmen Vogani, giornalista e membro dell’associazione antimafia “Da Sud” e del giornalista di Repubblica, Pasquale Raicaldo, Vogani, partendo dalla realtà periferica di Roma, ha testimoniato di quanto sia strettamente collegato il tema immigrazione e quello di mafia; Raicaldo ha, invece, raccontato di realtà piccole della nostra regione, da un lato sicuramente raccapriccianti, dall’altro anche di riscatto e di integrazione, evidenziando ancora la necessità di allontanarci dalla tendenza, nel riportare la notizia, di sottolineare la nazionalità di appartenenza come atto che fomenta chiusura e odio.

Emozionante è stato il collegamento telefonico con Alessio Romenzi, la cui mostra sulla guerra in Siria è visitabile ancora, fino a domani, presso la Cittadella della Carità. Romenzi è in Iraq, per poter raccontare e  testimoniare con i suoi scatti la realtà di quanto stia accadendo.

Alla tavola rotonda hanno partecipato anche il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, il direttore di Ottopagine.it, Luciano Trapanese e Clara Iatosti, giornalista TV2000.  Presenti anche  gli studenti del liceo classico “Giannone” di Benevento ed un intervento in particolare, di una studentessa, ha raccolto larghi consensi : informare in modo corretto e a 360° i giovani per evitare una massificazione. Aiutare nella scelta della pluralità dell’informazione ed educare alla creatività.

Il Festival proseguirà nel pomeriggio con:

ore 17.30
Bosco sociale di Roccabascerana
Roberto Del Grosso, Sindaco di Roccabascerana, inaugura il “Bosco Sociale: Percorsi di turismo responsabile e Agricoltura sociale”
Apericena offerto dalle Aziende agricole del distretto territoriale di Roccabascerana
ore 19.30
Borgo Sociale di Roccabascerana
Gabriele Vacis intervistato da Pino Ciociola, inviato di Avvenire
ore 20.30
Borgo Sociale di Roccabascerana
Mi chiamo Aram e sono italiano
Spettacolo teatrale di Gabriele Vacis e Aram Kian, con Aram Kian
Scenofonia Roberto Tarasco
Regia Gabriele Vacis
Distribuzione Angelo Giacobbe/Nidodiragno

#PortidiTerra, Festival del #W&W, #Welfare&Welcome

E poi ancora domani, 28 maggio.