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Un uomo e due piccoli in ginocchio per George Floyd: le immagini del presidio in città

Anche Benevento si unisce alle proteste americane per la morte di George Floyd, manifestazioni che si stanno tenendo in tutto il mondo sotto l’hashtag #BlackLivesMatter.

In città, dinanzi alla Prefettura, il presidio fisso di L@P Asilo 31 e Coordinamento Sannio Antirazzista, radunati con mascherina e rispettando il distanziamento, per dar voce al grido di protesta della comunità afroamericana, sconvolta dall’uccisione del 46enne a Minneapolis, soffocato dal ginocchio dell’agente Derek Chauvin. S’intravedono cartelloni, bandiere e un lungo striscione “We can’t breathe”, frase coniata dai protestanti e che riprende le ultime parole pronunciate da Floyd prima di esalare l’ultimo respiro, ripreso dagli smartphone dei passanti.

“Quell’immagine ha scosso tutto il mondo, che si è stretto attorno alla comunità e alla famiglia di Floyd, una pugnalata al cuore che ha scosso tutti” ci dice Alessandro Tucci, tra i promotori dell’evento nel capoluogo sannita. “In questo caso non bisogna più parlare semplicemente di razzismo, abuso o eccesso di forza da parte delle forze dell’ordine. Sono stati tanti negli anni gli uomini ammazzati dalla polizia ma questa volta è diverso perché ha scosso centinaia di migliaia di persone scese in piazza per rivendicare non solo l’autodeterminazione della comunità afroamericana, ma è tutta quella classe sociale che si sente vicina alla morte di Floyd, tanti bianchi, neri ispanici scesi in piazza contro un sistema economico che si esprime con quell’immagine forte e violenta, che per anni ha ammazzato centinaia di migliaia di persone delle classi subalterne che in America non hanno nessun tipo di garanzia e durante l’emergenza covid erano i primi esposti al contagio, morti ammassati all’interno dei parcheggi”.

Le rivoluzioni in tante città degli States, sfociate in atti di vandalismo e guerriglia urbana, lasciano il segno della classica goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo l’uccisione dell’ennesima persona di colore da parte degli agenti bianchi: “Stanno andando contro questo sistema economico che ammazza e produce povertà e che deve essere sostituito da un sistema economico più giusto che metta al centro l’uomo per come produce, come si rapporta coi simili e come s’inserisce all’interno della natura. Adesso è il momento di farlo e l’America che sta protestando ce lo vuole dire” ha concluso Tucci.

Diverse presenze di persone di colore durante il presidio beneventano, uno dei quali inginocchiato insieme a due bambini, una scena vista in tutto il mondo e un altro simbolo della protesta storica di questi giorni.




Sandra Lonardo replica al L@p Asilo 31: “Sono da sempre vicina alle fasce deboli”

“Mi meraviglio io che loro si meraviglino. Per quanto mi riguarda, al di là della mia appartenenza al gruppo Forza Italia, sono da sempre vicina alle esigenze delle fasce deboli e l’ho dimostrato non con le parole, ma con i fatti, attraverso le iniziative che ho messo in campo con le varie associazioni che ho presieduto” in risposta alla nota di L@p Asilo 31, la senatrce di Forza Italia, Sandra Lonardo, ha replicato con una sua dichiarazione.

“Conosco, pertanto, molto bene quale sia – afferma la consorte del sindaco Mastella – lo stato d’animo e quali siano le condizioni di vita dei meno abbienti. Ecco perché sono così sensibile ed oggi che sono in Senato, per quanto di mia competenza, farò ancor di più la mia parte, tenendo conto che non sono soltanto io a decidere… ma porto queste persone nel cuore perché sono sempre stata loro vicina e so bene di cosa stiamo parlando, quindi penso che sia arrivato il momento di togliere le sigle ai Partiti!”.

“Soprattutto – conclude la senatrice – in un’emergenza come questa, bisogna essere coesi perché quella che stiamo combattendo è una guerra invisibile e, dunque, ancor più drammatica. Solo uniti, possiamo vincerla, altrimenti la vedo molto dura”.






L@P Asilo 31 dalla parte di Gabriele Corona: “Amministrazione vendicativa”

“Il L@p Asilo 31 esprime la propria vicinanza a Gabriele Corona in seguito all’ennesimo atto persecutorio messo in essere dall’amministrazione comunale” lo dichiarano tramite una nota gli attivisti dell’associazione.

“Un’azione vendicativa – affermano – che rispecchia in pieno lo stile dell’attuale amministrazione che mira a colpire e minare la vita di una persona pur di impedire e mettere a tacere il suo impegno civico all’interno di una libera associazione. Altrabenevento da anni svela il malaffare dei colletti bianchi e il compromesso morale che si annida nella azioni amministrative. Altrabenevento come tanti altri comitati civici e movimenti rappresenta il nervo attivo del tessuto sociale beneventano che da sempre si sostituisce all’azione fioca, inoffensiva e a volte opportunista delle forze partitiche. Proprio il vuoto lasciato da queste è colmato dai comitati civici che pagano caramente il prezzo del loro attivismo e che di certo non resteranno a guardare e non lasceranno da sola Altrabenevento, Gabriele Corona e tutte le persone che riceveranno duri attacchi con l’obbiettivo di metterli a tacere”.

“Difenderemo sempre – in conclusione – la libertà e il diritto di esprimere dissenso e non lasceremo mai indietro o solo chi si spende per affermare i valori di una società equa, sana e giusta”.




16 giugno, Assemblea Pubblica in difesa degli Spazi Sociali

spazi socialiIn queste settimane abbiamo ricevuto tutta la vostra vicinanza e solidarietà. Vi ringraziamo ma vorremmo la vostra presenza e il vostro contributo a quest’assemblea pubblica. Il csa depistaggio e il l@p asilo 31 vi invitano a questo momento di riflessione e costruzione di un cammino comune.

Manifesto a sostegno degli spazi sociali e culturali della Città di Benevento.

Dieci giorni orsono abbiamo appreso dagli organi di informazione che il Sindaco di Benevento, Clemente Mastella, avrebbe intenzione di precludere all’uso sociale due strutture comunali dove hanno sede il centro sociale autogestito depistaggio ed il laboratorio per l’autorganizzazione popolare lap asilo 31, due spazi vitali e vivi, protagonisti delle politiche urbane di accoglienza, aggregazione e lotta all’emarginazione ed all’esclusione sociale.
Siamo esponenti della società civile, operatrici ed operatori, educatrici ed educatori impegnati nel tessuto della cooperazione sociale cittadina, operatori culturali e musicisti, docenti della scuola e dell’università, lavoratori e lavoratrici impegnati a diverso titolo nel sociale, sindacalisti, democratici.
Molti di noi conoscono le attiviste e gli attivisti del centro sociale autogestito depistaggio e del laboratorio lap asilo 31 per aver interagito con loro in attività sociali, culturali, ricreative e sportive nei quartieri della città e nell’area urbana, oltre che all’interno degli spazi resi vivi da questi collettivi e non solo.
Non cogliamo il senso delle intenzioni annunciate dal Sindaco Clemente Mastella che vorrebbe chiudere tali spazi o comunque limitarne fortemente le attività.
Queste sono persone, donne e uomini che si sono esposte in prima persona in modo totalmente gratuito per tutelare le fasce più deboli della popolazione.
Le attiviste e gli attivisti degli spazi sociali, lungi dall’essere pericolosi marziani approdati sul suolo cittadino, sono donne ed uomini che, alla luce del sole e con azioni pacifiche, hanno restituito alla funzionalità urbana spazi abbandonati all’incuria di amministrazioni poco attente e riempito di progettualità strutture che altrimenti sarebbero state oggetto di scambio clientelare.
Queste sono persone che, fuori dalle logiche del profitto, sacrificando tempo, denaro e risorse personali, hanno costruito, con la forza e la bellezza dell’azione collettiva, luoghi di aggregazione contro l’individualismo, l’omologazione, il degrado sociale e la desertificazione culturale dei nostri tempi.
Chiediamo al Sindaco di Benevento di riconsiderare criticamente il suo annuncio e, quindi, al Consiglio tutto, nella composizione di maggioranza ed opposizione, di non ledere il valore dell’autonomia dei percorsi, anche informali, di autorganizzazione che tanto “bene comune” hanno fatto e faranno in questa città e in generale nella società, perché l’alternativa sarebbe il vuoto in cui già navighiamo da troppo tempo.