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Lettera aperta del prof. Michele Benvenuto al Presidente della Provincia, Claudio Ricci

michele benevenuto“Illustre Presidente,

Le scrivo in qualità di geologo veterano e di uomo di fede Cristiana perché, conoscendo le Sue doti culturali ispirate essenzialmente alla dottrina della Chiesa di Roma, con la Sua spiccata personalità possa valutare una mia proposizione volta a dare una dignità ai numerosi emigranti che si trovano dislocati nella nostra Provincia, ridotti a mendicare, oltre ad essere oggetto di vituperio da parte di passanti xenofobi.

Lei, sa bene, che una delle più importanti intuizioni dell’Imperatore TRAIANO fu l’intervento in favore della colonia dei LIGURES BAEBIANI documentato su di una tavola di bronzo rinvenuta da GIOVANNI DE AGOSTINI in una campagna di CIRCELLO (C.da Macchia), in provincia di Benevento, ove erano stati deportati i LIGURES, e nota in tutto il mondo come la TABULA ALIMENTARIA.

I LIGURES rappresentarono una tribù indomita ben addestrata alla battaglia boschiva e che, in più occasioni, aveva ostacolato la marcia e le conquiste dell’esercito romano; sgominati da questi ultimi definitivamente, vennero deportati in massa “nell’ager pubblicusdel Sannio; si mossero in una marcia estenuante in ben 47.000 “ cum uxoribus et liberis”, con mogli e figli.

Ebbene, come è descritto nella famosissima TABULA ALIMENTARIA, primo esempio di catasto agrario, a ciascuno dei profughi venne affidata una unità agraria perché si integrasse con la popolazione residente e vivesse del proprio lavoro con la dignità che spetta ad ogni essere umano; in località MACCHIA di Circello, se ne ritrovano le testimonianze.

Se si potesse iniziare proprio dalla nostra Provincia, dove tanto successo ebbe la proposizione traianea, sottraendo terreni demaniali e terreni abbandonati ed incolti, ed affidandoli ai flussi migratori, otterremmo un grande successo dal punto di vista umano e cristiano oltre che economico.

C’è di più, signor Presidente, il 50% del dissesto idrogeologico del nostro Paese, dipende dalla desertificazione umana delle campagne; queste ultime, non curate, non coltivate, lasciate alle intemperie, fanno sì che  le acque, non più irregimentate con i solchi caratteristici dell’agricoltore (le rasole) nei periodi di piovosità, sia essa più o meno concentrata, si distribuiscono disordinatamente sulle superfici incolte, impregnano le masse argillose che costituiscono la maggior parte dei nostri territori e li predispongono alla franosità.

Affidandone la cura ai cosiddetti “migranti”, si ottengono dunque parecchi benefici tra i quali, in primo luogo:

1 – La dignità dell’essere umano;

2 – la maggiore produttività nel campo agricolo, soprattutto se specializzata;

3 – la difesa dalle frane in un territorio come quello della provincia di Benevento costituito per il 75% da materiali sabbioso-argillosi e/o argilloso-sabbiosi.

La ringrazio per l’attenzione che vorrà dare alla presente e Le porgo i più distinti saluti.

 

Michele Benvenuto”.