1

"Core e lengua", al Morgana la presentazione del libro sul rap campano

core e lengua

Giovedì 2 Marzo, alle ore 19.30, al Morgana Music Club, ci sarà la presentazione del libro fotografico “Core e lengua”. Il volume racconta la scena HipHop campana, attraverso foto ed interviste dei protagonisti della scena rap della nostra Regione.
Tre capitoli per immagini – Territorio e cultura hip hop, Portraits, Live e Mainstream – e otto interviste: Sha-One, Speaker Cenzou, Lucariello, Nto’, Clementino, Dj Uncino, Op.Rot, Luciano Chirico.
Saranno presenti gli autori, Pino Miraglia e Gaetano Massa, interverranno Ernesto Razzano e Shark Emcee, modererà Fabio Marcarelli.

Il libro “fotografa”, attraverso immagini dirompenti, i nuovi “poeti urbani”, i rapper di ultima generazione che si nutrono della contaminazione dei diversi linguaggi artistici e delle tecnologie digitali, dando vita e voce alla “Bit Generation” che si esprime, comunica, socializza, crea anche attraverso i social media un’inedita narrazione sonora della realtà urbana e sociale.
(Lello Savonardo)

Le foto non mostrano solo le immagini di artisti campani ma, anche quelle della loro provenienza e dei mestieri che questi giovani conducono fuori dalla scena. (Maurizio Braucci)
Dunque, appuntamento per appassionati e non, al Morgana Music Club,  giovedì 2 marzo dalle ore 19:30, per conoscere il lavoro di Gaetano Massa e Pino Miraglia




"Conversazioni Animate", alla scoperta dell'animazione con Maria Pia Santillo

conversazioni animate

Oggi ci tuffiamo per un attimo nell’affascinante mondo dell’animazione grazie all’incontro  che abbiamo avuto con la scrittrice sannita Maria Pia Santillo, autrice dell’innovativo libro: “Conversazioni Animate”, edito da RAUM Italic Edizioni e distribuito in Italia da Corraini da novembre 2016.

Chi è Maria Pia Santillo?

Ho 30 anni. Vivo da sempre in campagna, al sud. Dopo gli studi classici mi sono trasferita a Siena (unica parentesi cittadina) dove mi sono laureata in giurisprudenza e dove ho avuto la possibilità di frequentare ambienti molto stimolanti dal punto di vista artistico (Palazzo delle Papesse soprattutto): lì ho scoperto il cinema d’avanguardia di Brakhage e Mekas. Sono una persona molto schiva e curiosa, appassionata d’animazione e di musica psichedelica.

Come e quando nasce il tuo interesse per l’animazione?

Nasce da un incontro molto casuale con un animatore, Adriano Vessichelli. Tre anni fa più o meno. Mi suggerì tre titoli di cortometraggi d’animazione da vedere e andai a cercarmeli… da allora sto ancora qui a (ri)cercare.

Spiegaci il tuo lavoro: “Conversazioni animate”.

Mi piacciono le idee semplici. “Conversazioni animate” nasce da un’idea semplice: far raccontare il cinema d’animazione d’autore direttamente dai registi. In Italia non esisteva un libro esclusivamente di interviste a registi d’animazione corredato anche da immagini, fotogrammi, codice QR e così, insieme agli editori della Raum Italic, abbiamo lavorato anche al progetto grafico. “Conversazioni animate” è pensato come uno schermo cartaceo. La vera chicca, idea degli editori, è aver immaginato che sfogliando velocemente il libro, i numeri delle pagine diventassero progressivamente più grandi: in questo modo viene a crearsi il tipico effetto flipbook e l’illusione del movimento viene riprodotta anche su carta. Il lettore diventa anche un po’ spettatore. È un libro semplice ma ricco di dettagli.

Progetti già avviati e obiettivi per il futuro?

“Sono diventata scaramantica quindi non dirò nulla. Però c’è un progetto già avviato a cui ho collaborato, anche se in maniera molto marginale: un cortometraggio animato di Beatrice Pucci ispirato a “Fiabe Italiane” di Italo Calvino”.

Maria Pia

Personaggi animati preferiti?

“Non ne ho. Subisco il fascino di Jeanne, la protagonista di “Belladonna of sadness” di Eiichi Yamamoto. Un personaggio carnale, delicato, elegante che accarezza con potenza il mio immaginario psichedelico e klimtiano”.

Autore/i e regista/i preferiti?

“Vado molto a periodi. In questo periodo sto rivedendo la filmografia di Len Lye. Poi stimo tantissimo il lavoro di Basmati. Apprezzo gli artisti multidisciplinari, quelli che non si fossilizzano su un’unica tecnica ma sperimentano continuamente”.

 

Per maggiori informazioni sui contenuti e sulle modalità d’acquisto di “Conversazioni Animate” cliccate QUI . E ricordatevi, leggere premia sempre…

F.M.

 




“Potrebbe andare peggio”, una presa di coscienza in un gioco, amaro, di parole

davide-de-reiDomenica sera, 17 dicembre,  presso il circolo virtuoso Bukò, si è tenuta la presentazione di “Potrebbe andare peggio”, autore Davide De Rei , giovane scrittore sannita, che con  quest’ultimo lavoro ha riscosso un successo non indifferente. Ora, augurandogli di poter salire sul palco del “Premio Strega”, speriamo anche che scrittori come lui possano moltiplicarsi. Anche se di De Rei ce n’è uno solo.

Chi è Davide De Rei?

“Questa domanda me la sono posta il giorno dopo un concerto degli Afterhours del loro tour “Io so chi sono”, appunto sulla cognizione della propria identità. Da quella domanda è nata la Biografia (ai minimi termini) che chiude oggi Potrebbe andare peggio:

Biografia (ai minimi termini)

Davide De Rei nasce poco prima della caduta del muro di Berlino in una piccola città dell’entroterra campano in origine sannitica, divenuta poi romana, poi longobarda e infine pontificia. Nella convivenza degli opposti (testimoniata anche dai convulsi passaggi nominali da  Maleventum, poi Beneventum  e, per adesso, Benevento) e respirando un’aria impregnata di leggende, stregoneria e smog, sin da bambino Davide non può che avere oggettive difficoltà riguardo l’ortodossia e i suoi percorsi canonici.

Per cui si diploma al Liceo Scientifico, si laurea in Lettere Moderne e, attualmente, si interessa di Cooperazione Sociale.

Nel Luglio del 2001, tra le immagini del G8 a Genova, scopre di credere in Dio.

Musicofilo, lettore compulsivo, si emoziona davanti ai film di Stanley Kubrick, si commuove di fronte Charlie Chaplin e ride ogni volta con S.P.Q.R. di Carlo Vanzina.

Con il mio  libro ha pubblicato nel 2015 Benedetta Maledizione, percorso intertestuale tra Pier Paolo Pasolini e Dante Alighieri (e sua Tesi di Laurea Magistrale).

Per lo Stato italiano è “Dottore in Filologia Moderna” e non passa giorno in cui egli non si chieda cosa questo voglia dire.

Se dovessi essere estremamente sintetico, direi che Davide De Rei è una persona alla quale hanno insegnato bene il valore della curiosità, con la bellezza e i rischi che questo comporta”.

“Potrebbe andare peggio”: è un libro, una presa di coscienza o un augurio?

“Potrebbe andare peggio è il tentativo di camminare sospesi su un confine, e mi piaceva l’idea che questo confine si trovasse sulla carta. Per deformazione (non)professionale quello che mi interessa è sicuramente raccontare delle storie, e quindi sì, è un libro. È per molti aspetti anche una presa di coscienza, certo non dolcissima, ma abbastanza comune: racchiude in sé quella specie di inganno che facciamo a noi stessi quando ci autoconvinciamo che “potrebbe andare peggio”. Non mi sento di darlo come augurio perché, come dicevo, è un meccanismo abbastanza amaro”.

Presentazioni, gradimento smisurato dei lettori, copie esaurite e ristampa: a quando il Premio Strega?

[risata fragorosa]

Diciamo che vivo tutto questo come “gioco di parole”: la vendita è il gioco che permette ovviamente al libro di circolare il più possibile e le presentazioni sono bellissime occasioni di confronto non solo sul libro ma sui non pochi temi che questo, in maniera più o meno nascosta, tenta di raccontare. Io ad oggi non so se il Premio Strega, che in Italia è sicuramente ancora il primo premio per la letteratura, abbia ancora voglia di  “giocare”. Spero ovviamente di scoprirlo! E se dovesse accadere non potrò fare a meno, anche solo per un attimo, di pensare a Bob Dylan, che non ha ritirato tra le sue mani “il premio dei premi” ma ha lasciato all’Accademia delle parole straordinarie sul senso della letteratura”.

Booktrailer

 




"Giuseppe Donatiello", il 19 dicembre la presentazione del libro sul noto commerciante

Cop. Donatiello.FH11

Lunedì 19 dicembre, alle ore 17.30, nella Sala consiliare di Palazzo Mosti in via Annunziata a Benevento verrà presentato il 137° libro delle Edizioni Realtà Sannita (decimo della collana I PROTAGONISTI) dal titolo “Giuseppe Donatiello, il signor Incas”.

Alla presentazione interverranno il sindaco di Benevento Clemente Mastella e l’ex presidente della Camera di Commercio Gennaro Masiello. Coordinerà il direttore di Realtà Sannita Giovanni Fuccio. Gli autori del volume sono due giornalisti molto noti nel mondo dell’informazione sannita: Nico De Vincentiis de Il Mattino e Mario Pedicini, scrittore ed editorialista di Realtà Sannita.

Nel libro viene rievocata la figura di Giuseppe Donatiello attivo nel mondo politico e nel sindacato dei commercianti negli anni 1970/90, quando diede il meglio di sé sia come assessore al Comune di Benevento sia come vice presidente della Camera di Commercio di Benevento. Donatiello ricoprì, inoltre, la carica di presidente della Confcommercio sannita, nelle cui vesti promosse una serie di interessanti iniziative per la promozione del territorio.

A concludere la serata di presentazione saranno gli stessi autori, i quali, all’epoca, conobbero Donatiello e seguirono le sue molteplici attività anche come giornalisti.

 




Il sapore del ghiaccio, il libro di Nazzareno Orlando sarà presentato giovedì presso Il Bibliofilo

il-sapore-del-ghiaccioIl 15 dicembre, alle ore 21.00, presso la libreria Il Bibliofilo ( San Giorgio del Sannio, Nazzareno Orlando presenterà il suo libro “Il sapore del ghiaccio” edito da Homo Scrivens, per la collana Direzioni immaginarie, diretta da Aldo Putignano. Frammenti di narrazione, ricordi, flussi di coscienza, note liriche, considerazioni esistenziali, sospensioni.
Tutto in un turbinio di parole, favole quotidiane e spaccati dell’oggi. Un’opera multimediale, in collaborazione con musicisti di fama internazionale.
Ad accompagnare il testo, infatti, un’opera realizzata da Vanni Miele (musicista affermato e noto operatore culturale ) e intitolata “Glacès”.
Il lavoro nella sua complessità racchiude una serie di brani inediti e contributi di Ruggero Cappuccio, Gianni Mercurio, Shirley Bunnie Foy, Pino Presti, Famoudou Don Moye, Claudio Citarella, Enzo Di Somma, Antony Caligagan, Max Fuschetto, Brigitte Eisenkolb, Antonio Arietano, Chaty Tornatore, Sergio Fanelli, Manu Carré.