1

Strega, è tempo di restyling? Dal logo al marketing, ce ne parla un tifoso-designer

Strega, è giunto il momento di rifarsi il look? Certo, agli occhi dei tifosi è sempre la più bella ma è comunque utile darsi una rinfrescata, anche perché gli anni, quasi 92, si fanno più che sentire. L’ultimo restyling risale oramai a 15 anni fa, l’anno del reset dopo il fallimento del vecchio Sporting di Pino Spatola e la ripartenza dalla C2 grazie al lodo Petrucci, con a capo la cordata guidata da Older Tescari.

La silhouette nera della Strega in volo in sella alla sua scopa, su fondo giallorosso di uno scudo che sembra oramai aver fatto il suo corso, richiama alla necessità di dover stare al passo coi tempi con l’opportunità di aver a disposizione un simbolo iconico che ben calzerebbe con le tendenze degli ultimi anni. Identificativa, unitaria, unica. Togliere il superfluo e lasciarla libera di volare su maglie, felpe, polo, schermi, smartphone e oggetti di ogni tipo sarebbe un cambio epocale che darebbe slancio all’immagine in fase di cementificazione di un club radicato in toto alle origini della propria città, dai tratti ancora nascosti per molti. Sarebbe un connubio perfetto per far viaggiare a braccetto città e squadra in un’idea di crescita e modernizzazione votata al marketing e a un brand unico e inimitabile per una terra altrettanto unica e inimitabile. E’ quello che avrà pensato Vincenzo Panìco, giovane studente universitario, UX Designer e Graphic Designer beneventano con la Strega nel cuore, e che gli ha ispirato un articolo apparso sul sito Medium lo scorso aprile, nell’ottica di uno sviluppo dell’immagine della società di via Santa Colomba non ancora del tutto polarizzante. Il suo progetto rientra nell’ambito più grande di Apple Academy e, ci spiega, “quando ho avuto l’occasione di svolgere un progetto che avesse come scopo quello di ‘re-brandizzare’ e migliorare un’esperienza digitale ho subito capito cosa avrebbe fatto al caso mio. In quanto fan poi mi sono spinto molto oltre immaginando merchandising, brand solutions e altro”.

C’è un modello NBA, preso in prestito dalla Premier League, cui il calcio sta guardando con sempre più maggior attenzione. E’ quello del business marketing, capace di generare milioni e milioni di euro attraverso un brand riconoscibile in tutto il mondo. E’ in tal senso che si è mossa la Juventus, reinventando il suo logo nel 2017 e sposando una linea che si addice alle tendenze più moderne declinando lo storico nome della Vecchia Signora ad affari anche extracalcistici. Su questa strada si è mosso anche l’Hellas Verona, mandando in soffitta il vecchio stemma per un’opzione più minimal con due mastini bifronti e al centro la nota scala a quattro pioli. E’ poi di recente attualità l’indiscrezione della Gazzetta dello Sport che riporta di un re-brand in casa Inter che toccherebbe addirittura anche lo storico nome del club (da Football Club Internazionale Milano a Inter Milano). Insomma, c’è fermento e più di qualcuno inizia a immaginare un cambio di look che sposi le esigenze della contemporaneità. Cambio di look che nei minimi particolari ha ipotizzato anche il tifoso-designer Vincenzo. E allora incuriositi siamo entrati nel dettaglio per trovare risposta a questa domanda: è giusto e proficuo un restyling in casa Benevento?

Divise reimmaginate con il nuovo logo e con colori e toni diversi

“E’ oggettivo affermare che rispetto alla visibilità che sta ottenendo in Italia e al di fuori meriterebbe vesti grafiche e soluzioni di web design più adeguate” afferma Vincenzo. “Il club non fa re-branding da oltre 15 anni ormai e per quanto i tifosi della strega possano amare il suo simbolo incondizionatamente, da designer ho provato a immaginare cosa vorrei personalmente vedere cucito sulle divise in un’ipotetica futura stagione. È bello stravolgere rispetto al passato ma da tifoso e cittadino beneventano so quanto per questa comunità sia influente l’attuale logotipo della strega: infatti il mio re-design punta solo ad eliminare il superfluo; persino il giallo ed il rosso in molte occasioni ed in molti design dei prodotti (divise e altro) si fondono creando una sfumatura che va dal giallo al rosso: i due toni originali che sono stati appositamente corretti per essere meno accesi e più coerenti l’uno con l’altro. Anche il carattere della scritta si è evoluto rispetto all’ormai eterno Times New Roman utilizzato dal Benevento nell’ultima decade ed oltre. Carattere che viene utilizzato per creare sia il logo del Benevento Calcio che quello del Benevento Store
(fisico e online) in ambito visual”
.

Kit gara, allenamento e lifestyle ma anche e soprattutto tanto merchandising, dalla scuola all’oggettistica, finanche alla camera da letto. Vincenzo ha provato a rinverdire il brand giallorosso adattandolo a ogni forma e contenuto, ma che deve essere necessariamente supportato da un’esperienza web comoda e intuitiva. Secondo il designer qui “tocchiamo un tasto leggermente dolente. Il sito web sia da desktop che da mobile appare confuso, con call to action poco chiare e con sezioni a volte sdoppiate e che danno al visitatore l’impressione di non sapere sempre dove cercare ciò che gli interessa. E’ probabile che il sito web sia stato realizzato con formattatori di terze parti, ma lascerò questa cosa agli insider dell’amministrazione. Ho provato a creare una mia versione del sito web addirittura trasformandolo in un’ipotetica app per mobile completa di micro-interazioni ed una struttura logica divisionale dei prodotti meno macchinosa. Ho amato lavorare a questo progetto e sono andato poi leggermente oltre disegnando anche un nuovo merchandising e nuove divise che sposassero al meglio queste nuove linee guida”.

Stando dunque a queste indicazioni possiamo evidenziare come il club, soprattutto alla luce della notorietà di cui sta godendo in questo momento, mai come prima d’ora, può e deve investire ulteriormente nella sua immagine usufruendo di uno stato di grazia che sa tanto di quei treni che passano una volta sola nella vita e che conducono a sentieri inesplorati e ricchi di produttività, dando maggior attenzione ai particolari che oggi però fanno la differenza sulla rete e sui social, puntando anche su una comunicazione che sia puntuale, inclusiva e non solo auto-referenziale, espandendo sì i propri orizzonti ma restando fedele e vicina alla propria terra, per rinforzarne ed esportarne l’immutata identità e le sue millenarie tradizioni. Un brand Benevento che sta ancora ingranando in Italia e che deve fortificarsi all’estero, basti pensare che nel 2016 la nota rivista inglese FourFourTwo menzionò lo stemma degli stregoni nella top 20 dei loghi calcistici più brutti al mondo. Sapete perché? Non si riconosceva il nesso tra una squadra di calcio e la figura della strega, ignari della leggenda delle janare. Sarà mica colpa degli inglesi?

Il Benevento Store rivisto in una versione più minimal e intuitiva