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I primi due vaccinati: “Siamo un esempio, ora speriamo che lo facciano tutti”

Il decorso post-vaccinazione è stato affrontato brillantemente, attenzionati dai sanitari nella sala predisposta per qualsiasi tipo di esigenza: Lorenzo Arganese e Isabella Carlucci, i primi due vaccinati nel Sannio, mostrano fieri e orgogliosi le loro spillette. Recitano “Io mi sono vaccinato” ed è un premio, oltre che un dovere, per loro che insieme ai colleghi dell’ospedale “San Pio” sono stati in prima linea sin dal primo tampone positivo riscontrato nel nosocomio sannita.

Emozione palpabile, i sei ambulatori pronti, un’operazione scandita da ritmi militari, tutti preparati per una giornata storica per Benevento, che si riflette nell’Italia intera. Tocca prima ad Arganese, 53 anni, infermiere specialista di emodinamica, che supera tutti gli accertamenti di rito, ci dice che ha provato “sensazioni bellissime. Prima una grande emozione” ma dopo “niente, perché è come se non avessi fatto nulla, quindi è un invito a tutti a potersi e doversi vaccinare per senso civico”. Nessun effetto indesiderato dunque, ma tanta tanta gioia. L’infermiere, scelto come primo operatore, si dice onorato “di aver avuto questo piacere e di poter trasmettere a tutti questa bella emozione. L’ho fatto soprattutto per senso civico, perché come sanitari siamo i più esposti ma anche quelli più a rischio per gli altri facendo da vettori. Sto bene e spero di esserlo anche nelle prossime ore”. Da debellare sicuramente lo scetticismo, che permane sul fronte no-vax ma anche in chi ha più paura: “Lo scetticismo purtroppo esiste, più che essere io la dimostrazione non posso. Credo nella scienza e nella ricerca e per questo faccio bene il mio lavoro”. L’appello, dunque doveroso, a tutti i sanniti: “Questo primo passo spero sia l’inizio della fine di questa guerra, speriamo che al più presto venga sconfitta e voglio esserne la dimostrazione, perché fino ad adesso abbiamo subito e ci siamo difesi con quelle poche armi che avevamo. Adesso che abbiamo la vera arma della risoluzione della malattia allora affrettiamo a vaccinarci”.

Emozione intensa sul volto della prima donna vaccinata, la 56enne Isabella Carlucci, e riflessa nei suoi occhi gioiosi ma anche fortemente provati da un momento storico. Dall’8 marzo è medico nel reparto covid di medicina interna, ha visto guarire ma anche perire giovani e anziani positivi al virus. La sua è una testimonianza di quelle dure e coraggiose: “Sono molto contenta. E’ un grande privilegio essere stata selezionata per la vaccinazione, prima per l’esempio e poi per ricordare i nostri morti. Ce ne sono stati tanti, giovani e anziani, è un lavoro impegnativo nel reparto covid dal punto di vista fisico, morale, culturale. Sono stati 10 mesi di paura, spero che tutti possano vaccinarsi e che funzioni bene”. Poche parole ma importanti, interrotte dall’emozione che inizia a prendere il sopravvento quando ripercorre con la mente mesi d’inferno: “Ci sono storie bellissime di persone guarite, ma la familiare di una persona morta che è venuta a farmi gli auguri per Natale è stata la cosa più toccante”.

Il “San Pio”, rimarca il dg Mario Ferrante, è tra le sette aziende individuate dalla regione per il V-Day: “E’ una bella giornata dopo un anno di grandi sacrifici in cui tutti gli operatori si sono impegnati al 100%, oggi c’è speranza di prevenzione e di poter uscir fuori da questo tunnel di angoscia della pandemia. E’ un giorno di positività, facciamo tutti la nostra parte”. Un’organizzazione che il numero uno dell’azienda ospedaliera definisce eccellente, con sei ambulatori e operatori istruiti, e una stanza d’attesa post vaccinazione per qualsiasi tipo di problemi: “E’ un qualcosa di storico, potremo dire ai nostri nipoti che noi c’eravamo. Abbiamo dato il nostro sostegno a tutti”. E sull’adesione: “Tutti gli operatori vorrebbero farlo subito, speriamo che arrivino le dosi in maniera precoce”. Mentre sulla vaccinazione di massa “molti virologi, immunologi e scienziati dicono la loro, ma con la vaccinazione sono stati debellati morbillo, vaiolo…”. Arriveranno circa 6000 dosi a Benevento, 1500 per vaccinare il personale sanitario del “San Pio”, la restante parte sarà gestita dall’Asl che provvederà alla vaccinazione nelle Rsa. Approdato anche il terzo frigorifero per lo stoccaggio dell’antidoto Pfizer-Biontech.