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Volumi e manoscritto di pregio ritornano all’Arcidiocesi dopo essere stati rubati

Un manoscritto di pregio e volumi a stampa riguardanti sinodi orsiniani attestabili tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700 sono stati riconsegnati questo pomeriggio all’Arcidiocesi di Benevento dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli: si tratta di testi dall’elevato valore presumibilmente sottratti in maniera illegittima alla Chiesa beneventana e che oggi ritornano alla Pubblica Biblioteca Arcivescovile intitolata al suo antico fondatore, l’arcivescovo Francesco Pacca.

Un lavoro che attesta la stretta collaborazione tra i militari del Nucleo Tpc e l’Ente ecclesiastico, con la segnalazione pervenuta da monsignor Mario Iadanza, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Benevento, circa volumi individuati sul web in quello che è diventato un vero e proprio mercato d’antiquariato virtuale: “A seguito della segnalazione di monsignor Iadanza sono stati scoperti beni librari provenienti da 26 furti e che sarebbero potuti provenire dall’Arcidiocesi di Benevento. Abbiamo fatto degli accertamenti più approfonditi e ricostruito il canale d’approvvigionamento illecito di una libreria in provincia di Viterbo dove abbiamo rinvenuto e acquisito i volumi” ha spiegato il Comandante del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale, maggiore Giampaolo Brasili.

“E’ un’operazione che salutiamo con piacere perché restituisce ricchezze che al territorio erano state sottratte: ringraziamo di cuore l’Arma dei Carabinieri che ha un nucleo altamente specializzato nel recupero di opere d’arte” ha commentato l’arcivescovo di Benevento, monsignor Felice Accrocca. Il quale ha poi aggiunto: “Sono forse molte di più di quelle che noi stessi possiamo supporre le opere che sono state sottratte, perché in passato non c’erano inventari adeguatamente compilati e molte cose le possiamo reperire tramite note di possesso e documentazioni su libri antichi. Quindi mi auguro che ai passi fatti, altri se ne aggiungano per ridare ai territori ciò che proprio ed è stato prodotto nel tempo”.

Accrocca e Brasili hanno entrambi sottolineato, inoltre, l’importanza delle segnalazioni che non provengano soltanto da Enti pubblici, studiosi e responsabili dei beni culturali ma anche da normali cittadini: in tal senso Sua Eccellenza ha sensibilizzato i presenti ad esser parte di quella ‘cittadinanza responsabile’ che possa produrre risultati benefici per il patrimonio dell’intera comunità.