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Morte dottor Ansaldi, non si esclude il suicidio

In uno scenario intricato e dai tratti ancora del tutto ignoti, gli inquirenti non escludono che la morte del ginecologo nato a Benevento, Stefano Ansaldi, possa essere stata causa da un gesto volontario, suicidio. I carabinieri, come riportano le cronache delle ultime ore, stanno percorrendo e analizzando qualsiasi ipotesi riguardo al decesso del professionista operativo a Napoli e trovato agonizzante a terra in via Macchi, a Milano, intorno alle 18 di questo sabato, con una profonda ferita alla gola.

Tante le piste seguite in questi giorni e i dubbi su quel taglio, così netto da lasciare delle remore su un tentativo di rapina. Ansaldi, stando a quanto diffuso nelle ultime battute, indossava guanti in lattice e sul coltello da cucina rinvenuto accanto al corpo esanime, non c’erano impronte. Tanti i punti oscuri di quel tragico sabato pomeriggio milanese: Ansaldi era approdato nel capoluogo lombardo intorno alle 15, con una valigetta contenente soltanto documenti e biscotti, e il Rolex al polso, rinvenuto a terra vicino al corpo. Né un biglietto di ritorno già prenotato, un viaggio sola andata dunque, ma senza un minimo di ricambio per una probabile notte di sosta. E quelle telecamere che non catturano nessuno nei pressi del medico beneventano, né testimonianze che possano confermare la fuga di due individui, descritti come nordafricani. L’ipotesi che l’episodio della rapina a un settantenne, avvenuta poco dopo, possa essere collegata alla morte del 65enne sembra sempre più cadere nel vuoto. Un altro mistero legato alla scomparsa del suo telefonino, che inizialmente si pensava fosse stato sottratto dagli aggressori. Sparito, e non è escluso che sia stato lui a sbarazzarsene.

All’apparenza sembra un viaggio improvvisato, con la paventata ipotesi di un possibile incontro già programmato e che lo avrebbe portato a tu per tu col suo assassino. Ma come rivelato dai beninformati, si fa sempre più largo la pista del gesto estremo. E s’indaga sullo stato di salute economica del dottore e possibili problemi legati a debiti insormontabili accumulati dal suo centro privato napoletano nel 2010, si parla di quasi mezzo milione. Non da accantonare un possibile omicidio con un movente legato a problemi finanziari che lo attanagliavano da anni: al vaglio i tabulati telefonici e le telecamere pubbliche e private della zona, per venire a capo di una vicenda sempre più avvolta nel mistero.