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“Benevento c’era una volta”, intervista al fondatore Nello Pinto

 È il gruppo facebook Made in Sannio tra i più amati, dai malinconici della Benevento di un tempo ai curiosi della citta delle streghe: Benevento c’era una volta, nato da un’idea di Liliana Corleone Nello Pinto, quest’ultimo ci ha raccontato la genesi di questa pagina.

Come è nato il gruppo Benevento c’era una volta? 

Bisogna premettere che la nostra passione è nata negli anni ’80, quando, andando in giro per l’Italia, io e mia moglie Liliana compravamo nei mercatini dell’antiquariato tutto quello che riguardava Benevento antica: foto, libri, stampe, cartoline. Tutte cose che abbiamo tenuto conservate negli anni. Poi, con l’avvento della tecnologia, iniziai a scannerizzare qualche foto e a postarla sul mio profilo Facebook. Una decina di anni fa decidemmo di creare un Blog interamente dedicato alla Città, ricco di foto storiche, antichi proverbi, miti, leggende e curiosità. Liliana si occupava di pubblicare ricette con prodotti tipici. Il Blog, però, non ci permetteva di avere un’interazione istantanea con le persone, quindi nel giugno del 2018 decidemmo di creare un Gruppo Facebook, dove abbiamo continuato a fare le stesse cose, ma riscontrando una partecipazione maggiore da parte degli iscritti. Siamo partiti Liliana ed io come amministratori e, dopo poco tempo, si è aggiunto Antonio Zampini, che ricopre il ruolo ufficiale di moderatore, ma è molto più di questo.

È nata una bella community attorno al suo gruppo, ci racconti qualche aneddoto

Sì, intorno al Gruppo, in effetti, è nata davvero una bella community. Andiamo per i ventimila iscritti in tutto il mondo! Abbiamo imposto sin da subito delle regole rigorose per evitare di alimentare polemiche inutili e di andare fuori tema. Infatti, è vietato condividere post pubblicitari, è vietato parlare di politica, di religione e di calcio attuale. Ciò consente a tutti di interagire in un clima amichevole e sereno. Le curiosità e gli aneddoti da raccontare sarebbero tanti, ma la cosa di cui andiamo più fieri è che con il gruppo Benevento c’era una volta abbiamo fatto rincontrare, anche se solo virtualmente, persone che non si vedevano e non si sentivano da tanti anni, perché la vita li ha portati altrove. Una notte, tra i commenti di un post, ho assistito da spettatore ad un dialogo tra un uomo e una donna nativi di Benevento, ma emigrati rispettivamente in Australia e in Nepal. Dopo una quarantina di anni si sono ritrovati sul nostro Gruppo e per gran parte della notte hanno ricordato la loro gioventù a Benevento. La soddisfazione più grande legata al gruppo Le soddisfazioni che ci dà il gruppo sono tante. In particolar modo ci rende felici l’entusiasmo con cui i nostri Amici iscritti ci seguono. Vedere che sono sempre di più e sempre pronti a partecipare attivamente, a condividere ricordi ed emozioni in relazione alla Città. Tra l’altro, il Gruppo è seguito con grande interesse e partecipazione da un numero incredibile di giovani, curiosi e affascinati dal passato della loro Città. Quando abbiamo cominciato non avremmo mai immaginato di raggiungere un traguardo del genere. Una grande soddisfazione è arrivata quando il Comune di Benevento ci ha contattati per inserirci nell’ambito della Settimana della Cultura, dove, a palazzo Paolo V, abbiamo presentato una Mostra in immagini che ha avuto un bellissimo successo. Un’altra bellissima Mostra in immagini, riguardante i bombardamenti del ’43 e l’alluvione del fiume Calore del ’49, l’abbiamo tenuta per l’USELTE Auser (Università Sannita dell’Età Libera e della Terza Età). Insieme al gruppo social Cuore della Città, perlopiù formato da commercianti locali, abbiamo poi allestito quasi tutte le vetrine del centro con le nostre foto, che molti di loro tengono ancora esposte. La pandemia ha purtroppo rallentato quelli che erano i nostri impegni e i nostri progetti, ma speriamo di rifarci presto e di avere altre occasioni per passare dal virtuale al reale.

Sua moglie Liliana Corleone è diventata un vero e proprio punto di riferimento della cucina sannita. Qual è il contributo della cofondatrice?

Effettivamente, è diventata un punto di riferimento della cucina sannita. Spesso, quando si parla di cucina campana, ci si ferma alla cucina napoletana, ma esistono tradizioni e realtà altrettanto ricche, come la nostra. Liliana propone piatti tipicamente beneventani, come il cardone, la minestra maritata, la carne di maiale con i peperoni sott’aceto, il ciammuottolo, un piatto quasi sconosciuto fuori dal Sannio. Ha svolto delle ricerche sui cenoni e sui pranzi di Natale di fine ‘800 e degli anni ’70. Il più bel riconoscimento le è arrivato quando i responsabili della Guida Turistica del Sannio l’hanno contattata decidendo di pubblicare la sua ricetta del cardone nell’edizione 2019 della Guida.

 Il gruppo omaggia la città di un tempo, cosa le manca della Benevento di un tempo?

Di quella Benevento mi manca soprattutto la cordialità delle persone. Ogni strada della Città era una grande famiglia, dove si era partecipi delle gioie di tutti, ma ci si riuniva anche nel dolore. Con il gruppo cerchiamo di omaggiare la Città di un tempo, così come le cittadine della provincia, facendo rivivere questa atmosfera nei ricordi degli iscritti. Allo stesso tempo, non ci allontaniamo mai troppo dalla realtà e dall’attualità. Abbiamo dedicato un giorno della settimana, il venerdì, alla condivisione di foto e immagini attuali. Molto spesso capita che vengano messe in evidenza situazioni di degrado, come antichi palazzi abbandonati a se stessi, ma è anche e soprattutto un modo per celebrare le bellezze della Benevento di oggi. Quali erano le cose che adesso non ci sono più e apprezzava della città? Ciò che apprezzavo di più di quella Benevento era la semplicità delle persone. I bambini che giocavano per strada. L’abitudine di andare tutti a scuola a piedi, anche se bisognava raggiungere la parte opposta della Città. Compravamo le montanare nel vico di piazza Roma e i calzoni fritti da don Lillino a vico Noce. Era facile incontrare personaggi come Peppe Sorice con le sue pecore o ‘Ndonio ‘u pulimmo ubriaco. La sera passeggiavamo in una via Napoli gremita di gente o andavamo in giro al viale degli Atlantici, con sosta obbligata davanti al bar Mainella.

Il suo piatto preferito sannita e il suo posto del cuore?

Il mio piatto preferito è sicuramente il Cardone, tipico piatto natalizio beneventano, che Liliana prepara in modo strepitoso. Il posto del cuore della Benevento di una volta, invece, è sicuramente Piazza Commestibili, dove da piccolo andavo sempre con mia madre. Tutti i giorni dell’anno, in quella zona, vi era sempre un gran fermento, sostavano bancarelle di ambulanti a destra e a sinistra di via Gaetano Rummo fino a via Porta Rufina, ma il vero Cuore Commerciale della Città era proprio il mercato di Piazza Commestibili, dove si vendevano tutti i generi alimentari possibili. C’era chi vendeva le pizze fritte, chi vendeva il baccalà, c’erano salumerie, pescherie, macellerie e venditori di frutta e verdura in quantità. Inoltre, a seconda dei periodi dell’anno, c’era chi vendeva “marruchielli” già cotti, chi le “pullanghelle”, chi le caldarroste, e c’era anche chi durante la notte era andato a pescare le rane e le spellava sul posto per poi venderne le zampe. Fra i venditori e le persone che acquistavano vi era sempre una grande negoziazione fino ad arrivare ad un accordo. Sarei stato ore ed ore a vivere quell’atmosfera affascinante.