1

Inzaghi al Benevento e non solo: sarà una Serie B “Mondiale”

Foto Getty Images

L’ufficialità è arrivata questa mattina ma l’accordo era praticamente fatto da tempo: Filippo Inzaghi è il nuovo allenatore del Benevento. Certo, in panchina non ci va il passato né il palmares che recita una Coppa del Mondo e due Champions (tra i tantissimi altri trofei, anche uno dei migliori marcatori d’Europa), però si può azzardare che per blasone e importanza del personaggio, questo sia il colpo più alto mai raggiunto nella storia della società sannita.

Citati i trofei vinti da calciatore, bisogna fare un distinguo con la carriera d’allenatore, paragonata a quella già lanciata del fratello Simone, che alla Lazio sta ottenendo ottimi risultati e la stima degli addetti ai lavori. La carriera di Filippo inizia dagli Allievi Nazionali del Milan, facendo tutta la trafila fino alla vittoria, nel febbrario del 2014, del Torneo di Viareggio con la Primavera rossonera. SuperPippo ha poi successivamente accettato l’incarico di allenatore della Prima Squadra, chiudendo al decimo posto un campionato non esaltante ma tra le tantissime difficoltà che hanno attanagliato e stanno attanagliando il Diavolo Rossonero. Riparte poi da Venezia, dalla terza serie, e conduce i lagunari, neopromossi nel campionato di C, alla conquista della Serie B. L’impresa sfugge, il sogno A svanisce, dopo aver condotto una squadra meno attrezzata delle altre tra quelle in vetta, alla semifinale playoff contro il Palermo, sconfitta nel doppio confronto. L’ex bomber fa il passo più lungo della gamba, accetta l’offerta del Bologna ma finisce per essere esonerato dopo la brutta battuta d’arresto per 4-0 contro il Frosinone: in 21 gare di campionato soltanto due vittorie, otto pareggi e undici sconfitte, raccogliendo solo 14 punti e la consapevolezza che, forse, per la Serie A serve ancora tempo. Quel che tempo che può essere prezioso per chi ha vinto tutto e può ripartire dal Sud, dove non è mai stato, dal calore e dal supporto di una piazza ancora volenterosa di affermarsi.

SERIE B “MONDIALE”

E c’è un legame con l’ultima gara giocata alla guida del Bologna che coincide con l’ultima vittoria in B, precisamente nei playoff: si chiama Alessandro Nesta. Compagni di squadra ma soprattutto amici, il Milan e la Nazionale, il destino accomunato. Nesta è il nuovo allenatore del Frosinone dopo l’esperienza di Perugia, battuto 3-0 dal Venezia di SuperPippo quando l’ex centrale di difesa approdò in sostituzione di Breda. Lo stesso Perugia che qualche giorno fa ha scelto di ripartire da Massimo Oddo, altro rossonero, altro Campione del Mondo: i tre, insieme, hanno vinto prima un Mondiale e l’anno seguente la Champions al Milan, e si ritroveranno da avversari in questa B che già si preannuncia ricca di amarcord. E, a proposito, non ci dimentichiamo del 22 giugno 2006, quando 13 anni fa, Filippo Inzaghi prese palla e iniziò la sua celebre corsa verso Cech, con Barone accanto che lo assisteva senza ricevere mai palla, perché Pippo era famelico, affamato di gol e di vittorie, e saltò Cech, senza smettere di correre nemmeno dopo aver segnato (in foto). A braccia aperte, come sempre quando gonfiava la rete: tutti ad accoglierlo così, simbolicamente, il 6 luglio quando verrà presentato alla sua nuova piazza. Prima di ogni pregiudizio.

SERIE B “GREEN”
Mondiale, rossonera ma soprattutto green: la nuova Serie B vede squadre puntare su allenatori giovani, sia di età che di curriculum. Detto di Inzaghi al Benevento e oltre al Frosinone che ha scelto Nesta, anche le altre due retrocesse ripartono da ex calciatori e con anni di carriera in panchina davanti a loro: l’Empoli, lo sappiamo bene, ha scelto l’ex giallorosso Bucchi per provare a tornare subito in A; il Chievo Verona, che intanto cede per trovare fondi per l’imminente iscrizione – ha già individuato Michele Marcolini, calciatore con un passato clivense (e anche allenatore ad Avellino). Non sono da meno le neopromosse, con Pisa e Juve Stabia che confermano D’Angelo e Caserta, ex calciatori anche loro che hanno iniziato a raccogliere quanto seminato finora. E se Pordenone (Tesser) e Virtus Entella (Boscaglia) confermano anche loro i propri tecnici, non così giovani ma comunque conoscitori della categoria, il Trapani è impegnato con la battaglia societaria e nel frattempo ha perso Italiano che, inizialmente scelto dal Benevento, si è accasato allo Spezia. Calciatori con un passato tra A e B, non solo Italiano, ma anche i confermati Stroppa (Crotone) e Rastelli (Cremonese), con l’intento di riscattarsi dalla stagione appena conclusa. E infine c’è il Pescara, sempre attento a lanciare ragazzi dalle belle speranze ma anche allenatori sbarbati, come Luciano Zauri, altra vecchia conoscenza del calcio italiano (e compagno di Oddo alla Lazio) e promosso dalla Primavera. Per tutti questi dunque, finita la sfida sul campo, inizia quella negli spogliatoi a colpi di tattica e lavagnetta. SuperPippo ha già gli occhi di tutto il Paese addosso, col supporto speciale di Kaka su Instagram e quello del portiere polacco Dudek, suo rivale ai tempi della Champions. Inzaghi lo beffò due volte, consegnando ai rossoneri l’ultima coppa europea vinta fino ad oggi. E Benevento spera che SuperPippo riesca a dribblare ogni ostacolo sul filo del fuorigioco anche ai piedi della Dormiente.