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“Non è l’Arena”, lite furibonda Mastella-de Magistris a colpi d’insulti

A “Non è l’Arena” su La7 è scontro durissimo tra i sindaci campani Mastella e de Magistris. Il primo cittadino di Benevento interviene telefonicamente a gamba tesa durante la trasmissione che tratta del rapporto politica-magistratura nel nuovo scottante libro di Luca Palamara. In collegamento la fascia tricolore di Napoli che torna su vecchie vicende giudiziarie e la famosa inchiesta Why Not, affermando di esser stato vittima del “sistema” allorquando fu rimosso dall’incarico su richiesta dell’ex guardasigilli.

“Mi trovai ad indagare Prodi e Mastella nell’inchiesta Why Not. Le correnti si unirono perché Mastella era stato abile, al ministero aveva messo i riferimenti di tutte le correnti. Scatta a settembre la richiesta di trasferimento d’urgenza e il mandante finale fu Giorgio Napolitano. Sono stato fermato non dalla ‘ndrangheta con la coppola e la lupara ma da chi mi doveva tutelare e in un Paese normale questa vicenda dovrebbe portare il presidente della Repubblica sotto accusa per aver tradito la Costituzione” sono le affermazioni pesanti di de Magistris, prima che intervenisse Mastella tacciando come “farneticanti enunciazioni” quelle pronunciate da de Magistris “riguardo la mia persona e l’inchiesta che fece. Anche Palamara – accusa il sindaco di Benevento – trascura di dire che si trovò nel ‘De Magistris Fan Club’, come se il giudizio sulle persone arrivasse da un fan club di magistrati che stabiliva chi dal punto di vista giudiziario perseguire. E io sono stato perseguitato, mentre altri lasciati ai margini”.

Poi l’invettiva che scatena il parapiglia generale: “De Magistris si è salvato soltanto per la prescrizione in merito all’abuso dell’utilizzo dei tabulati”, con la replica del collega di Napoli che dà del “bugiardo storico” a Mastella etichettandolo come “il peggior ministro della storia. Ho già subito troppi danni e le bugie di Mastella in diretta non posso sopportarle”. E la veemente controreplica: “Se io sono bugiardo lei è un farabutto”. Giletti prova a ristabilire la calma ma è impossibile: “Io sono stato assolto” respinge le accuse de Magistris ma Mastella ripete a gran voce che quest’ultimo gli deve i danni come sentenziato dalla cassazione “per la sua azione ignobile nei mie confronti. Lei non è un magistrato serio e il 98% delle sue inchieste sono abortite”.

“Mi difenderò per tutta la vita per essermi messo contro quel sistema criminale. Non accetto che qualcuno dica che il 98% delle mie inchieste non andavano bene, basta vedere il mio fascicolo al Csm, fino a quando non mi sono occupato di colletti bianchi e mi hanno fermato” ha replicato infine il sindaco di Napoli dopo che Giletti si è visto costretto a mutare Mastella, che ha poi l’ultima parola di uno scontro dai toni fortemente aspri: “Non il 98 ma il 99% delle inchieste di de Magistris sono finite in vacca come giusto che sia per un magistrato che investigava in malo modo. La Cassazione di Roma ha stabilito che deve darmi i soldi e l’Appello deve solo dire quanto deve darmi. Fosse pure un euro, lo devolverò”.

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