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M5S: “Amministrazione vendicativa sulla vicenda della refezione scolastica”

movimento 5 stelle Il Movimento 5 Stelle torna sulla vicenda mensa e in particolare sulle parole dell’assessore all’istruzione Rossella Del Prete, replicando così:

“Le tante, troppe parole dell’Assessore Del Prete (di complemento a quelle del Sindaco) non riescono a nascondere il vero movente dell’agire di questa Amministrazione, che, incapace di accettare una sentenza di buon senso da parte del TAR Campania sulla refezione scolastica, decide di appellarsi al Consiglio di Stato. Intollerabile che una cinquantina di famiglie (che in realtà stanno agendo coraggiosamente anche per altri che o non vogliono esporsi o non possono per motivi economici) umìli in questa maniera il Sindaco Mastella, che si vantava di anticipare addirittura a livello locale le decisioni dell’ANCI! La lesa maestà non poteva rimanere impunita. E poiché le spese legali del Comune saranno “socializzate” dall’intera comunità mentre quelle delle famiglie ricorrenti saranno a loro carico immediatamente la Del Prete ha dichiarato: «L’Amministrazione Comunale, pur prendendo atto della sentenza [che significa, ci chiediamo, prendere atto?], ha deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato».
Non ci interessa ribattere punto per punto le asserzioni dell’Assessore. Ci pare perdita di tempo. Come la vicenda del divieto delle biciclette su Corso Garibaldi, la mensa sembra diventata la casamatta da difendere ad ogni costo, il luogo simbolico in cui sembra giocarsi il destino stesso di un’Amministrazione che aveva promesso di risolvere tutti i problemi della città e si è rivelata mediocre o inconcludente rispetto a ciascuno di essi. Oppure è dovuta ricorrere alla coercizione, come in questo caso. Come ci si può vantare di avere oltre mille iscritti sapendo che essi non avevano alternative? Che, letteralmente, o si mangiava “questa minestra” o si ci buttava dalla finestra? E non c’è un po’ di imbarazzo nell’ammettere che la Commissione preposta ai controlli ancora non è operativa?
Per questo abbiamo presentato interrogazione, depositata oggi, in cui chiediamo di conoscere i costi di questo atteggiamento protervo. È giusto che un Comune dissestato paghi cifre importanti per difendere l’indifendibile? A noi appare amministrativamente (e moralmente…) illegittimo gravare l’Ente di una spesa illogica e realisticamente destinata ad avere efficacia nulla, configurandosi come mero esercizio vessatorio (a spese della comunità) nei confronti di famiglie che si sono limitate a reclamare un diritto (riconosciuto da tutte le sentenze e dal MIUR!) e che hanno pagato di tasca propria per tale riconoscimento”.




Mensa, M5S: “Ce la farà al terzo tentativo Mastella a risolvere il problema della refezione scolastica?”

movimento 5 stelleEnnesimo capitolo della vicenda riguardante la mensa scolastica. A parlare è il MoVimento 5 Stelle che si esprime attraverso una nota: “La pronunzia del Tar è una vittoria dei genitori che hanno contestato un “Regolamento” che il M5S di Benevento aveva duramente attaccato nella seduta estiva in cui fu approvato”. Così prosegue il comunicato:

“La Giunta Mastella riteneva di aver trovato la scorciatoia per risolvere un’annosa questione e far quadrare tutti gli interessi in campo. Avevamo avvisato il Sindaco della pericolosità di questa scelta. Purtroppo, in attesa di una soluzione governativa o di un chiaro indirizzo giurisprudenziale, e non essendovi stato alcun investimento su un nuovo centro di cottura comunale, sarebbe stato opportuno un atteggiamento più prudente, una soluzione-ponte (che noi provammo a suggerire nell’Assemblea aperta del 17 marzo, per altro ricordando come l’Amministrazione fosse già in ritardo, qualunque strada volesse intraprendere).
Abbiamo chiesto vanamente che lo scorso Consiglio comunale fosse dedicato alla mensa, aprendolo a quanti vivono il disagio sulla propria pelle. Abbiamo ribadito la richiesta formalmente con altri consiglieri di opposizione.
La amara constatazione è che, malgrado le sollecitazioni, il Sindaco e il suo entourage non hanno elaborato un piano alternativo. L’arroganza ha obnubilato una corretta pianificazione che doveva prevedere un’ipotesi percorribile nel caso in cui il TAR avesse bocciato o congelato il “Regolamento” e la coincidenza tra tempo pieno e mensa.
Che fare, dunque, ora? In realtà è tutto più semplice di quanto lo si voglia far apparire: il Comune ha l’onere di organizzare e offrire un servizio mensa di qualità (non obbligatorio per le famiglie!), garantendo la possibilità di verifiche e controlli da parte dei genitori e degli organi preposti. Le scuole hanno l’obbligo di garantire il tempo pieno, e di conseguenza il consumo di un pasto a ora di pranzo, che è tempo scuola. Il TAR ha ribadito questa ovvietà, spesso dimenticata: i Dirigenti Scolastici sono i veri responsabili nel garantire alle famiglie l’ordinario svolgimento del tempo scuola, a prescindere dalla attivazione del servizio pubblico di refezione scolastica. Come abbiamo avuto modo dire: è tempo di far chiarezza sulle  responsabilità ed è giunta l’ora di un nuovo protagonismo da parte loro.
Quale deve essere la stella polare in questo tempo di incertezza normativa? Ovviamente la circolare del Miur del marzo 2017 in cui si raccomanda, tra le altre cose, «l’interlocuzione serena e costruttiva con le famiglie». Spiace dover ricordare al Sindaco e all’Assessore Del Prete che il MIUR, ritenendolo ridondante, ha evitato di specificare: con tutte le famiglie…
Non sappiamo cosa intenda fare Mastella. Lui, di solito così loquace, rispetto alle questioni decisive pare diventare afasico… «Perseverare diabolicum», in ogni caso. Pare che però questa Amministrazione abbia tendenze masochistiche che tollereremmo volentieri se non avessero ripercussioni sui cittadini. Dunque, attendiamo un ravvedimento che potrebbe manifestarsi immediatamente con la convocazione da parte del Presidente De Minico del Consiglio aperto richiesto dalle minoranze con istanza protocollata il 26 settembre, quindi non andando oltre la metà di settembre per ottemperare a quanto previsto dall’art. 39, comma 2 del TUEL: «Il Presidente del consiglio comunale […] è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri»”.




Questione mensa, la nota degli avvocati Vecchione e Pepicelli sul ricorso dei genitori

mensa Di seguito pubblichiamo per intero la nota degli avvocati Giorgio Vecchione e Stefania Pepicelli sul ricorso dei genitori contro il “Regolamento” sulla refezione scolastica. “Diversamente dall’apocalittico quadro processuale dipinto dal difensore del Comune di Benevento, che ha paventato difetti di giurisdizione, nullità del ricorso o carenza stessa di interesse in capo ai genitori (questioni tutte che si decideranno all’udienza pubblica del 7 marzo 2018), il TAR Campania, pur rigettando l’istanza cautelare ha fissato ben determinati paletti che serviranno per orientare le scelte dei soggetti coinvolti in questa vicenda. Innanzitutto la motivazione del rigetto non riguarda la FONDATEZZA in diritto del ricorso, ma solo la NON ATTUALITÀ di un PERICOLO di DANNI GRAVI ed IRREPARABILI derivanti dagli atti impugnati. Questo poiché, ad avviso del TAR, l’efficacia dei provvedimenti impugnati (e con essa la capacità di questi di LEDERE gli interessi ed i diritti delle famiglie) è intimamente legata all’entrata in funzione del servizio pubblico di ristorazione collettiva gestito dal Comune. Un servizio che, si legge nell’ordinanza … “… non risulta attivato né risulta in programma l’avvio del detto servizio, alla luce della sopravvenuta sospensione della relativa procedura di gara così come concordemente dichiarato dalle parti nel corso della odierna camera di consiglio (cfr. anche nota ANAC depositata il 6 ottobre 2017) per cui non si ravvisa l’attualità della lesione paventata”. Ciò significa che se il servizio pubblico dovesse entrare in funzione prima della data di udienza del marzo 2018, i ricorrenti potranno riproporre l’istanza cautelare qualora fossero loro opposti il regolamento comunale o altri provvedimenti inibitori; in questo caso il periculum sarebbe certamente attuale. Ma il TAR Campania dice anche altro e stabilisce un ben determinato principio. Il TAR ha così statuito: “Considerato che la decisione circa l’avvio delle attività scolastiche a tempo pieno (profilo quest’ultimo diffusamente argomentato dai difensori dei ricorrenti nella odierna camera di consiglio) non rientra nell’ambito del thema decidendum, risultando tale scelta rimessa, invece, solo alla futura decisione dell’amministrazione competente”; Questo punto è di straordinaria importanza poiché, a nostro avviso, il TAR ha voluto segnare una netta linea di demarcazione tra le competenze istituzionali del Comune e quelle della Scuola. La decisione di attivare il tempo pieno consentendo la consumazione di pasti domestici, unica e sola alternativa al digiuno, nel rispetto delle scelte delle famiglie ed in osservanza dei piani triennali dell’offerta formativa delle scuole, è una scelta che i dirigenti scolastici di Benevento hanno già operato con apposite note congiunte (prot.n. 4290 del 29.9.17 e prot.n. 5990 del 2.10.17).  Tale situazione perdurerà fino a quando non entrerà in funzione il servizio di ristorazione comunale e, con esso diverrà efficace il regolamento comunale. Questa considerazione, quindi, segna la separazione netta tra il tempo mensa, insito nel tempo pieno, ed il servizio mensa, evidentemente non garantito dal Comune.   La scelta di attivare il primo, consentendo l’autorefezione, compete unicamente ai dirigenti ed agli organi collegiali delle scuole e non può essere condizionato all’attivazione del servizio di refezione.  Non è, quindi, un caso che il TAR abbia espressamente specificato che “… l’avvio delle attività scolastiche a tempo pieno (…) non rientra nell’ambito del thema decidendum”, ossia non è oggetto di causa. Le ultime considerazioni riguardano le premesse della motivazione del TAR che ha così correttamente statuito e precisato. “Considerato che il ricorso in esame è proposto avverso le delibere comunali n. 21/2017 recante approvazione del Regolamento comunale per il servizio di refezione scolastica e la n. 121/2017 avente ad oggetto le linee di indirizzo per il servizio di refezione scolastica, in base alle quali si dispone il divieto di consumazione del pasto domestico nei locali scolastici per questioni di igiene e di ottimale alimentazione”; A parere di chi scrive, il TAR ha voluto dare un segnale proprio sul tema della giurisdizione, contestata dalla difesa del Comune; il giudizio rientra pienamente nell’ambito della giurisdizione di legittimità appartenente al Giudice Amministrativo, poiché è volto all’annullamento mero di atti amministrativi ritenuti illegittimi.  Con il ricorso non s’è voluto richiedere al TAR alcun accertamento di diritti soggettivi (in tal caso la giurisdizione sarebbe spettata certamente al Giudice Ordinario), ma la mera declaratoria di annullamento di atti amministrativi illegittimi per incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere. I ricorrenti, quindi, alla luce dell’Ordinanza del TAR Campania che ha dichiarato non immediatamente leso il diritto al consumo di pasti domestici nelle scuole, continueranno ad esercitarlo così come da disposizioni dei dirigenti scolastici; qualora il Comune dovesse appaltare il servizio, di fronte a nuovi e diversi atti inibitori che rendano ATTUALE il periculum in mora, rendendo non esercitabile il proprio diritto, proporranno nuovamente istanza cautelare al TAR Campania, salvo che non intervenga prima la sentenza di merito. Infine, solo per chiarire un aspetto che sembra aver creato molta confusione, preme precisare che se il Servizio di mensa comunale non è stato attivato, ciò non a nulla a che vedere con il ricorso presentato dai genitori, bensì riguarda problematiche note relative alla gara esperita dal Comune per tale servizio e/o comunque scelte discrezionali operate dall’ente locale al riguardo”.




Questione mensa, parla Franzese: "Non ho mai ambito alla delega per l'organizzazione del servizio mensa"

mensa

“In merito all’eventuale affidamento di una delega da parte del Sindaco per l’organizzazione del servizio mensa scolastica, ritengo opportuno specificare che il sottoscritto non ha mai ambito a tale attribuzione. Men che meno che la stessa sia stata fonte di dissidio con l’amica consigliera Angela Russo, con la quale, come tutti sanno, a partire dalla entusiasmante campagna elettorale sto condividendo questa esperienza consiliare”: parla Domenico Franzese, consigliere comunale della Lista Mastella, chiarendo così la sua posizione.

Poi prosegue mettendo l’accento sulla questione mensa, che come specificato, egli stesso sta curando personalmente lontano dai riflettori:
“Chiarito quanto sopra, posso tuttavia confermare che nei giorni scorsi, in silenzio e lontano da clamori o dalle strumentali speculazioni, ho cercato di trovare una possibile soluzione a questa difficile problematica.

Da amministratore comunale  mi sono infatti recato presso la maggior parte delle scuole cittadine con lo scopo di misurare e verificare, con tanto di rullina alla mano, se vi fossero dei locali da utilizzare come possibile centro di cottura prendendo anche atto delle diverse problematiche esposte dai Dirigenti scolastici.

Un lavoro di ricognizione, di ascolto e di proposta che intendo mettere fattivamente e disinteressatamente (i soliti malpensanti possono quindi stare tranquilli) a disposizione di quanti, a diverso titolo, si occuperanno della vicenda.

È probabile che questo doveroso impegno, che come spiegato è cominciato prima che la situazione si complicasse sotto l’aspetto politico-amministrativo, o che giungessero suggerimenti in tal senso da parte di alcuni consiglieri comunali di opposizione, abbia tratto in errore qualcuno.

Chi mi consoce sa bene quanto sia forte in me il senso di squadra, di appartenenza e la passione nel cercare soluzione a problemi ,ancorchè difficili e complessi. Sull’argomento “mensa” il mio impegno sarà dunque sempre totale e volto, almeno in questa fase, a verificare se la mia ipotesi, quella di dotare ciascuna scuola di un proprio centro di cottura per fornire i pasti “in loco”, sia fattibile sotto l’aspetto della logistica, della convenienza economica, delle norme che regolano la preparazione e la somministrazione dei pasti, l’affidamento del servizio, nonché del rispetto di altri eventuali obblighi”.




Mensa, Fausto Pepe: " Con Mastella pressappochismo e arroganza"

fausto pepe

Torna a parlare di una delle più spinose questioni della sua Amministrazione, Fausto Pepe, ovvero quella che riguarda la mensa scolastica. Stavolta lo fa attaccando l’attuale Amministrazione Mastella, colpevole secondo l’ex sindaco di pressappochismo e arroganza:

“La vicenda della mensa è proprio l’immagine di quello che rappresenta l’Amministrazione Mastella: pressappochismo e arroganza. Ho molto riflettuto sulla nota inviata alla stampa dalla associazione Altrabenevento, e su quella frase che il Sindaco Mastella ha rivolta all’avv. Sandra Sandrucci:” ‘Dica a quello (riferito a Gabriele Corona) che facesse il bravo’. Non c’è commento e non ci sono parole. Il servizio mensa a Benevento è stato completamente devastato. Ricordo a Mastella che sotto il mio sindacato nella fase peggiore si servivano circa 1000 pasti, ma nei periodi migliori oltre 2000. Ho cacciato la Ristorò prima che la magistratura intervenisse, assumendomi la responsabilità rispetto a tutto e tutti. Ho cacciato Quadrelle 2001 perché non mi convinceva e non convinceva le mamme e i papà di questa Città. Oggi il Sindaco Mastella e la sua Assessora Ingaldi difendono la Quadrelle 2001, bandiscono una gara illegittima e se la prendono con i genitori che disertano il servizio. La consigliera Pina Pedà è costretta a dimettersi dall’incarico assegnatole dal Sindaco Mastella, relativamente ai controlli di cui al capitolato, perché in aperto disaccordo con l’amministrazione e perché gran parte dei controlli obbligatori non sono mai stati seriamente avviati. Tutto questo però non basta, Gabriele Corona viene “ammonito”, così come riferito dall’Avv. Sandrucci, e poi trasferito dal suo ufficio ad altro ufficio del Comune di Benevento, utilizzando il regolamento dell’anti corruzione. Chissà cosa ne potrebbe pensare Cantone dei fatti che stanno accadendo e della tipologia di gara illegittima adottata. Finita la campagna elettorale oggi ci sono le certezze della azione amministrativa: pressappochismo, arroganza e servizio mensa devastato. Ma stiano sereni in molti, sono certo che nessuno potrà piegare Altrabenevento e i suoi rappresentanti, li ho conosciuti nel tempo, come nessuno potrà zittire le libere coscienze”.