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Incontro sulle “Città Sospese”, Moretti: “Il nuovo Sindaco ne dovrà rispondere come primo atto”

Dopo l’incontro al Teatro San Marco di Benevento, Angelo Moretti candidato alla carica di sindaco della città alle prossime ed imminenti comunale 2021, spiega nella nota che segue, “Le responsabilità Governative”:
“Se qualcuno aspettava di guardare una serata di “inciuci” vecchio stile o di trovare una “alleanza pruriginosa” sulla quale speculare in qualche salotto buono, ieri sera è rimasto davvero deluso.

E’ stato un incontro che ha parlato di politica alta: di una città sospesa tra promesse e mancata cura, di molte visioni passate di governo che si sono messe a confronto con il progetto di una coalizione nuova. Chi pensa che la Benevento del 2021 sia ancora un pacchetto di “saldi di fine stagione” da scambiare con i voti per l’ultimo fast-food o l’ultimo franchising da far arrivare in qualche periferia come contentino elettorale, deve fare i conti con una richiesta nuova di politica.

Al Teatro San Marco è andata in scena la Benevento delle “Città sospese”: Pacevecchia, via Saragat, le contrade, via Firrao, Santa Colomba, il verde urbano, i piani urbanistici, piazza Duomo, solo per citarne alcune. E’ a queste città sospese che il nuovo Sindaco dovrà rispondere come primo atto del nuovo governo che uscirà dalle urne del 3 e 4 ottobre prossimi.

Le hanno presentate i cittadini e le cittadine che vivono quotidianamente queste sospensioni, che le superano ma che non si arrendono.

Il panel più atteso, quello tra gli ex Sindaci di Benevento moderato dal giornalista Enzo Colarusso, lo apre Antonio Pietrantonio presente in sala e sul palco attraverso il Presidente Roberto Costanzo che dona ad Angelo Moretti il libro scritto dall’ex sindaco di Benevento.

Parla della sua visione della città, Pasquale Viespoli, elenca il suo disegno ed ammette anche qualche punto critico delle scelte della sua sindacatura, un punto altissimo di dialogo del Sindaco della Partecipazione che coinvolse nel 1993 uomini e donne di destra, di centro e di sinistra sul tema della cultura di governo nel quale le differenze politiche si unirono in una convergenza di visione della città e di “rottura” con un passato immobile. La sua breve ma precisa analisi del presente è che «C’è un problema fondamentale: Mastella è un sindaco divisivo. Questa città ha bisogno di ricucire, ritessere, riannodare, non una trama condivisa, ma una trama comune di fare comunità perché fare comunità è un presupposto dello sviluppo».

Roberto Costanzo chiude il confronto da “padre nobile” di questa città e di questa provincia. Parla di contrade che devono entrare nella città, che poi è il tema portante del disegno strategico di Moretti: il territorio rurale come punto di partenza per la rigenerazione urbana, con tutto il concept di mobilità sostenibile, welfare rurale e turismo esperienziale.

«Moretti non sa fino a che punto la mia speranza in lui significa anche che io posso votare per lui – dice Roberto Costanzo – però indubbiamente questa città ha una grande storia dal dopoguerra ed è liberamente posizionata a destra. Benevento è una città conservatrice, è una città in parte chiusa in sé».

Ma allora come possiamo sfondare questo isolamento? «Con tutto il rispetto – chiude Costanzo – che nutro per le loro persone, sono tre candidati che hanno già avuto una esperienza politica nel secolo scorso. Ma io aspetto in questa settimana, al di là delle polemiche, di sentire come si intende tenere tenere bene i piedi a terra e lo sguardo verso il futuro. Mastella ha avuto il torto di avere saputo sbandare tutto intorno a sé, i partiti di destra divisi al proprio interno e tra di loro, al centro non c’è più niente, a sinistra il PD il vero problema è che una parte consistente è in rotta con un’altra parte e, cosa ancora più grave, non è stata il commissariamento al Segretario, ma la sfiducia al Presidente del partito e quando non ci sono i partiti, dico a Moretti, di solito non c’è democrazia e non c’è governo».

Il passaggio del “palco” tra la storia e il futuro ha una evidenza fortemente simbolica e il candidato Sindaco di ArCo non esita a spiegarlo: in un momento come questo, ha detto Angelo Moretti «Abbiamo invitato quattro sindaci perché sono quattro testimoni del passato e poi Roberto Costanzo per la sua visione di una intera provincia e anche di più. C’è un piano intergenerazionale in atto, il nuovismo e la rottamazione non ci interessano. Noi stasera siamo qui perché abbiamo una visione straordinaria del futuro che però parte dall’ascolto del passato».

Una coalizione nuova, quella di ArCo, ma rispettosa del passato e della storia di una Benevento che ieri sera è tornata a guardarsi negli occhi in un teatro per capire da dove partire per uscire da questa decadenza di cui è stata vittima e per ripartire deve andare “oltre”: oltre gli stereotipi delle “appartenenze” perché «E’ la città di tutti – ha proseguito Moretti – una città che ha un grande sogno, quello di non essere più sospesa ed io non posso stare qui a chiedermi se poi si dice che sto vicino a Viespoli oppure sono troppo al centro, troppo vicino a Costanzo o a chissà cosa pensa Perifano se io invito Fausto Pepe o la De Stasio se io invito D’Alessandro. Io devo dialogare con chi ha vissuto e governato questa città io voglio prendermi la responsabilità di continuare la storia a partire dalla risoluzione dei problemi».

Responsabilità di governo richiamata anche da Gabriele Corona, capolista di “Altra Benevento è possibile- Senso civico”, una delle tre liste a sostegno di Angelo Moretti Sindaco della Coalizione ArCo, insieme a “Civico22” e a “Europa Verde-Verdi/Per le persone e la comunità”.

L’aria di governo che Moretti intende farci respirare è molto chiara: «Io non potrò mollare di un centimetro la vita delle contrade o la questione di Via Saragat o il problema dell’acqua. Io devo occuparmi di riallacciare la coesione sociale di queste città sospese senza aspettare le grandi opere che dovranno arrivare. C’è una città sospesa, io non devo chiedermi perché sto dialogando con la destra, con il centro o con la sinistra o se sono troppo democristiano o troppo al centro, io devo governare perché altrimenti avremo sempre una “città a chiazze”, una città da anni va indietro, mentre le eccellenze sono andate avanti Quando le urne diranno che una coalizione come ArCo è arrivata al ballottaggio si capirà che è nato un nuovo corso politico di questa città. E guardate – ha concluso Moretti – io credo molto nel ruolo e nel valore dei partiti, ma non nei partiti di questa città. In questa città i partiti si devono prendere una pausa, lasciare adesso governare chi ha le competenze e prendersi del tempo per riflettere e rigenerarsi. Poi tra qualche anno potranno ritornare. Quando ad ottobre vinceremo, avremo dato una mano ai partiti che faranno un bagno di umiltà ma anche una mano a tutti noi che avremo una possibilità concreta di dare un destino nuovo alla città di Benevento avremo».