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Studenti in piazza: “Lasceremo queste mura e non sappiamo nemmeno come. Ascoltateci”

E’ il giorno del ritorno in classe per gli studenti delle scuole medie e tra una settimana toccherà anche ai ragazzi delle superiori, ma la giornata non è iniziata nel migliore dei modi con numerose segnalazioni circa la calca dinanzi gli ingressi degli istituti cittadini al rintocco della campanella. Il sindaco Mastella ha subito avvertito i cittadini: se la situazione è insostenibile si richiude tutto.

Intanto al “Giannone” è scesa in piazza l’Unione degli Studenti che rivendica maggiore sicurezza e maggior coinvolgimento in sede decisionale con l’auspicio che le istituzioni possano instaurare un dialogo con i ragazzi, perché “sì, hanno loro il potere ma la scuola siamo noi, la viviamo noi” ha detto il coordinatore provinciale dell’Uds Andrea Tarallo. “La situazione è incerta e sappiamo ancora ben poco su trasporti ed edilizia. Già a ottobre chiedevamo incrementi nel trasporto pubblico e nell’edilizia scolastica. Abbiamo un piano trasporti che è stato fatto ma non sappiamo se arriverà mai” ha affermato questa mattina durante il sit-in di Piazza Risorgimento. Tra i motivi che hanno spinto gli studenti a scendere in strada il più importante è sicuramente la maturità: “Lasceremo queste mura che ci hanno accompagnato per cinque anni della nostra vita e non sappiamo come. La Azzolina dice cose ma non c’è nessuna ufficialità. Non sappiano come si concluderà quest’anno per noi e non sappiamo nemmeno se le prove scritte e Invalsi si faranno e come. Quindi ci auguriamo di concludere quest’anno al meglio perché ce lo porteremo dietro per tutta la vita”.

Un appello che riveste anche l’aspetto umano, poiché “non si veda solo l’aspetto scolastico ma anche psicologico dei ragazzi, si capisca anche cosa provi un ragazzo in questo periodo, abbandonato a casa per un anno con la dad, che è un’occasione per estraniarsi dal contesto. I casi di dispersione scolastica e deficit di attenzione in dad sono notevoli. Speriamo che il ritorno a scuola non sia un flop, non siamo qui per protestare a prescindere” ha voluto sottolineare infine il coordinatore degli studenti sanniti. Un ritorno tra i banchi che sia sicuro e definitivo, come ribadito anche da un giovane referente dell’unione studentesca: “Chiediamo che s’investa su trasporti ed edilizia e che ci sia una rappresentanza studentesca al tavolo. La maturità non si decida in base al colore politico perché rappresenta il futuro degli studenti, e rispetti quello che abbiamo vissuto: l’esame non potrà essere lo stesso per chi ha seguito in dad e per gli studenti che hanno seguito invece in presenza”.