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Day After Benevento-Salernitana: “amici come prima…”

Foto Getty Images

La Strega si prende il pari nel derby del “Vigorito” contro la Salernitana, e se lo tiene stretto per com’è arrivato. Primo tempo non brillante degli stregoni, ripresa che inizia con lo shock per via della rete di Djuric e che fa per certi versi rivivere i fantasmi di Pescara. La squadra di Inzaghi, dopo dieci minuti di sbandamento, non perde la bussola e dimostra perché è la capolista indiscussa del torneo. Nel mezzo la mania di protagonismo di Illuzzi e tanti colpi proibiti che hanno caratterizzato un derby infuocato e dagli animi accesi.

AMICI COME PRIMA…
E nel derby del rispetto tra le due tifoserie, ad andare su di giri sono gli attori in campo, a partire da quelli granata. Tanta fisicità, tanto agonismo, tanti interventi. Illuzzi fa passare del tempo prima di estrarre il giallo, poi al primissimo intervento duro di Maggio scatta il cartellino anche per i giallorossi, che sicuramente non l’avevano messa sul piano della cattiveria. Gli stregoni si adeguano a quello che risulta il leitmotiv della gara, con l’arbitro mai autoritario né dal metro di giudizio uniforme. Vedasi il rosso estratto a Improta giusto pochi secondi prima del fischio finale: l’ex granata (fischiatissimo), tira indietro la gamba e un’ammonizione sarebbe bastata per chiudere un derby maschio nel quale i ragazzi di Ventura non hanno risparmiato colpi duri e a palla lontana. Non a caso l’ex CT della Nazionale ha tirato fuori Gondo poco dopo che quest’ultimo avesse rischiato l’espulsione per doppia ammonizione a causa di un duro fallo su Caldirola (in foto). La Strega andrà a Cosenza priva del capitano, dell’esterno di Pozzuoli squalificato e probabilmente anche di Kragl, uscito al 20′ proprio a causa di un duro intervento subito in campo. Alla fine ciò che matura dal terreno di gioco è che il risultato di parità è quello più giusto dato che i giallorossi, soprattutto nel primo tempo, hanno fornito la peggiore prestazione casalinga in questo campionato, mentre nella ripresa la Salernitana ha arretrato il baricentro dopo il vantaggio, prestando il fianco al ritorno aggressivo dei sanniti, che hanno pareggiato con Sau e hanno rischiato anche di chiudere la rimonta (traversa di Improta). Ed è proprio nella ripresa che si è vista tutta la differenza tra i due organici: il Benevento quando accende la lampadina si dimostra quasi sempre letale. Le squadre alla fine si dividono la posta in palio e sembrano accontentarsi: gli stregoni guadagnano un ulteriore punto in virtù delle sconfitte delle inseguitrici, mentre la Salernitana prosegue nel suo momento migliore pareggiando sul campo della capolista indiscussa. Amici come prima, dunque, non per Vigorito che, nel post-partita, dichiara come Lotito sia più un collega che stima, non condividendo però scelte come quella della multiproprietà.

PARI E PATTA
Inzaghi non replica il netto successo dell’Arechi ma dal canto suo la Salernitana non riesce a sfatare il tabù “Vigorito” in Serie B, con la soddisfazione però di aver portato il Benevento per la prima volta in svantaggio in casa. Per i granata è un punto che sa quasi di vittoria, con la recriminazione che sale per la rete annullata a Giannetti: così come capitato due volte a Insigne, tutte le segnalazioni si sono rivelate esatte e di difficile intuizione per via dei millimetri che ballano in due circostanze. Il Benevento è in gestione. Ha ancora i carichi di lavoro del mini-ritiro da smaltire e riesce a mantenere ancora l’imbattibilità interna in campionato. Solo il Monza di Brocchi, all’esordio in Coppa Italia, è riuscito a sbancare l’impianto sannita. Cinque punti in tre gare, in una fase di appannamento che sta colpendo più o meno chiunque, elevano lo spessore di un gruppo che rende oro colato anche pareggi giunti in maniera ruvida e spigolosa. Male, però, diversi elementi, a partire da Coda fino a Letizia, passando per Viola: tre pedine importanti venute meno. Il terzino lascia troppo libero Lombardi, e dai suoi piedi nasce la rete del vantaggio salernitano. Viola viene schermato da un maestoso Akpa Akpro e sta ancora ricaricando le pile. Coda, per via di un centrocampo soffocato dagli avversari, non ha ricevuto un pallone giocabile ma nemmeno l’ex Salernitana ha inciso in zona gol. Inoltre spesso e volentieri sono state preferite le corsie centrali, soprattutto nella prima frazione, emarginando completamente un Insigne venuto fuori soltanto nell’assalto finale. Un derby giocato in maniera poco lucida ma che lascia ulteriormente la netta sensazione che, in base all’assalto nella ripresa, questo Benevento non ha rivali nella sua massima espressione di calcio, né nell’organico in dotazione a Pippo Inzaghi. A Cosenza si andrà con qualche assenza in più, ma con la consapevolezza che questa squadra difficilmente alza bandiera bianca.




Sau andata e ritorno, un punto guadagnato nel derby: le pagelle

Un derby infuocato in campo e sugli spalti, alla fine Benevento e Salernitana si accontentano del pareggio che non fa male a nessuno. Per gli uomini di Inzaghi è un punto guadagnato, in virtù delle sconfitte di Pordenone e Crotone, mentre la Salernitana, in Serie B, non riesce proprio a vincere al “Vigorito”: una sconfitta e due pareggi, con quello di stasera.

Sia all’andata che al ritorno ci pensa Marco Sau a mettere il suo timbro nel derby, questa volta a pareggiare i conti dopo l’iniziale vantaggio di Djuric, avvenuto all’alba della ripresa. Per la prima volta stregoni in svantaggio tra le mura amiche, ma l’imbattibilità interna viene mantenuta anzi, nel finale per poco non ci scappa la rimonta con la traversa colpita da Improta. Peccato che il fischiatissimo ex granata venga espulso a partita finita dopo che i ragazzi di Ventura hanno inscenato una vera caccia all’uomo con colpi proibiti, anche a palla lontana. Il rosso decretato da Illuzzi è una pena eccessiva per un Benevento che a Cosenza dovrà sperare nel recupero di Kragl, uscito al 20′ e sempre a causa di un brutto contatto.

Gara brutta e, come detto, fallosa. La Salernitana s’impone fisicamente e il Benevento viene meno soprattutto a centrocampo. Con l’ingresso di Insigne quest’ultimo viene emarginato per larga parte dell’incontro, preferendo le corsie centrali. Dopo il gol subito, sembra di rivedere il Benevento di Pescara ma i giallorossi escono fuori e i granata si chiudono in difesa troppo presto. La pressione dei sanniti è tanta, a Insigne vengono annullate due reti. Peccato che quanto fatto vedere nella seconda parte della ripresa non sia stato proposto nell’intero arco dell’incontro. Un punto che, alla fine, accontenta più che lasciare qualche rammarico per un ulteriore allungo in vetta.

LE PAGELLE

MONTIPÒ 6: poco impegnato nelle parate, la doccia fredda arriva a inizio ripresa. Lui su quel pallone non arriva.

MAGGIO 5,5: Kiyine lo mette spesso in difficoltà, viene fuori soprattutto nella ripresa con le sue discese. Dalle sue parti i granata cercano spesso l’affondo nel primo tempo.

VOLTA 6: vero che Djuric viene contrastato da Caldirola, ma il baluardo granata è uno spauracchio per l’intera difesa. Tolto ciò, non manca la sua solita prestazione.

CALDIROLA 6: il pallone di Lombardi per la testa di Djuric è perfetto, solo di testa lui può far male. L’attaccante vince diversi duelli aerei, ma negli interventi lui c’è.

LETIZIA 5: fasce un po’ in difficoltà, anche Frecciarossa lo è con un Lombardi inviperito. Scende molto, lasciando diverse volte la corsia scoperta.

HETEMAJ 5,5: centrocampo in grande affanno, soprattutto nella prima frazione. Lui corre a destra e manca, ma non può coprire il campo intero.

SCHIATTARELLA 6: dà sicurezza, idee e geometrie nei momenti più difficili. C’è sempre, e si può dire che tiene a galla l’intero reparto.

VIOLA 5: non è lo stesso che ha chiuso il 2019 in pompa magna. Forma ancora da ritrovare, innocuo e con un Akpa Akpro sugli scudi, tutto diventa ancora più difficile (dal 19′ st Improta 5,5: vuole replicare il gol dello scorso anno sempre al “Vigorito”, la traversa gli dice di no. Poi ci pensa Illuzzi a spegnere i sogni e la gara con un rosso evitabile).

KRAGL 6: si era fatto vedere con un tiro dalla distanza, sembrava ingranare la marcia ma si ferma sul più bello (dal 20′ pt Insigne 5: inesistente per 25 minuti del primo tempo, nella ripresa si vede annullare due gol. Viene fuori nel finale, ma è davvero poco il suo apporto alla causa. Viene spesso estromesso anche dalle trame di gioco).

SAU 6,5: mezzo voto in più per il gol risolutore. Andata e ritorno, sempre lui punisce la Salernitana e regala un punto importante. Attacco in sofferenza, ma lui spicca tra i migliori (dal 34′ st Moncini 5: male anche la seconda al “Vigorito”. Non incide come contro il Cittadella).

CODA 4,5: contro la sua ex squadra è un agnellino e ancora non va a segno. C’è da dire che le opportunità non ci sono state, lui si è fatto spesso trovare ma tra imprecisione dei compagni e scarsa vena, è venuta fuori la peggiore prestazione della serata.

INZAGHI 6: avrebbe fatto a meno dell’infortunio di Kragl e del successivo cambio forzato. Comunque contento di una prestazione non brillante ma che ha portato in dote un altro punto guadagnato. Peccato aver giocato soltanto dopo lo svantaggio e aver concesso agli avversari di imporsi fisicamente e agonisticamente.