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Sampdoria – Benevento: a Dionisi il match di sabato

Diramate le designazioni arbitrali relative alla seconda giornata di serie A e il match Sampdoria – Benevento, che sancirà il nuovo esordio dei giallorossi in massima serie, è stato affidato a Federico Dionisi della sezione dell’Aquila. Il fischietto abruzzese ha un solo precedente in massima serie e nell’unica gara diretta nel massimo campionato italiano ha diretto proprio la Sampdoria, con i blucherchiati il 16 marzo 2019 vittoriosi in casa del Sassuolo per 5-3.

Nella scorsa stagione, invece, ha diretto la Strega in occasione della gara del “Vigorito” contro il Cosenza e vinta dalla truppa di Inzaghi all’ultimo istante grazie alla zampata di Armenteros. A coadiuvarlo saranno gli assistenti Sergio Ranghetti della sezione di Chiari e Alessio Berti della sezione di Prato. Il quarto ufficiale sarà Marco Serra della sezione di Torino, con al Var Daniele Doveri della sezione di Roma 1 e Matteo Passeri della sezione di Gubbio.

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Benevento, inizia la settimana che ti condurrà a Marassi

Il primo weekend della nuova stagione di serie A il Benevento l’ha vissuto da spettatore interessato e la gara che ha maggiormente stuzzicato l’attenzione della Strega e dei suoi tifosi è stata senza ombra di dubbio Juventus – Sampdoria, con la Vecchia Signora che ha rifilato un secco 3-0 alla truppa di Claudio Ranieri. Di Kulusevski, Bonucci e Ronaldo infatti le reti che hanno liquidato, senza particolari affanni, la pratica blucerchiati e proprio questi ultimi sabato sono chiamati subito al riscatto contro il Benevento.

In casa Strega, però, la buona prova offerta due giorni fa nell’amichevole contro la Lazio lascia ben sperare e il test tra i fratelli Inzaghi è stata soprattutto per Pippo l’occasione di testare la crescita del gruppo, con i suoi ragazzi che si avviano verso il primo tour de force di questa nuova stagione, dato che Maggio e compagni dopo il match di sabato prossimo a Genova, affronteranno il 30 settembre l’Inter al “Vigorito” e domenica 4 ottobre, sempre tra le mura amiche, il Bologna. Un trittico di gare che fornirà sicuramente un quadro ben preciso di quello che potrebbe essere il cammino del Benevento e fondamentale per evitare di ripetere il girone d’andata da incubo di tre stagioni fa, sarà iniziare con il piede giusto sabato a Genova.

Proprio il Marassi è stato il teatro del debutto di tre anni fa e di quel Benevento che fu sconfitto in rimonta dalla Sampdoria guidata all’epoca da Giampaolo, fanno parte ancora della rosa giallorossa Letizia, Viola e Del Pinto. Dei tre sarà sicuramente della partita soltanto il terzino, dato che il numero dieci giallorosso è ancora convalescente dopo l’operazione al ginocchio di circa un mese fa e “Anema e Core” è destinato a salutare il Sannio dopo cinque stagioni da protagonista. Un’altra novità rispetto a tre anni fa sarà rappresentata dalla maglia indossata da Caprari, con il fantasista romano acquistato dal Benevento il 4 settembre scorso e tra i protagonisti del successo doriano dell’agosto del 2017.




Benevento, c’è qualcosa che non VAR… La moviola giallorossa dopo sette giornate di campionato

Foto LaPresse
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Con la pausa dedicata agli ultimi impegni delle Nazionali nei gironi di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, ne approfittiamo per dare uno sguardo a tutti gli episodi da VAR che hanno visto protagonista la Strega in questa prima fase del campionato. La nuova tecnologia infiamma il dibattito calcistico italiano dalla 1^ giornata e le polemiche, Juventus in primis, sembrano non placarsi. È il modus operandi che viene malgiudicato, e il Benevento ne sa qualcosa. Infatti la truppa di Baroni sin dall’esordio contro la Samp si è resa protagonista di decisioni prese col supporto del Video Assistant Review. E sommando tutti i casi, non ultimo quello di domenica contro l’Inter, abbiamo scoperto che la Strega non è stata proprio fortunata…

SAMPDORIA-BENEVENTO: è il minuto 38 quando Praet si conquista un calcio d’angolo su un tiro che vede una deviazione di Venuti. Deviazione piuttosto velleitaria che ad occhio nudo pare anche non esserci. Sugli sviluppi del corner Quagliarella si fa trovare pronto sulla respinta di Belec. L’attaccante doriano è tenuto in gioco da un uomo dei giallorossi al momento del tiro di Praet, ma è proprio al limite. Decisione corretta, Pasqua attende il cosiddetto “silent check” che sancisce la regolarità del gol. L’elemento sfortuna, se volete, lo inseriamo all’interno di questo caso.

BENEVENTO-BOLOGNA: nessuno riesce a dimenticare la gioia strozzata in gola al minuto 106, alla prima storica in Serie A al “Vigorito”. Lucioni insacca dopo una respinta di Mirante sul tiro di Coda, un po’ il caso della Samp sull’1-1 una settimana prima, ma il capitano al momento del tiro dell’attaccante di Cava è in leggero fuorigioco. VAR applicata giustamente contro e gol annullato, ma il guardalinee non vede un fuorigioco visibile ad occhio nudo, tradotto non si prende alcuna responsabilità. E siamo a due VAR contro.

CROTONE-BENEVENTO: passano tre turni, il gol allo scadere di Iago Falque, le scoppole contro Napoli e Roma, si va a Crotone. Decisione da VAR in favore della Strega: atterrato Lombardi in area di rigore, Orsato decreta subito il fallo, ma gli viene consigliato di rivedere l’azione sullo schermo. Il fischietto, poi, conferma il rigore per gli stregoni, fallito poi da Viola. Un VAR a favore, non sfruttato.

BENEVENTO-INTER: episodio da VAR domenica che ha suscitato non poche perplessità. Siamo sul risultato di 0-2, Memushaj poco dopo il raddoppio di Brozovic scaraventa il pallone sulla traversa, Iemmello stoppa e tira in rete, ma Doveri aveva già fischiato il fuorigioco con l’assistente che aveva alzato prontamente la bandierina. Analizziamo il caso nel dettaglio: al momento del rimbalzo del pallone, c’è D’Alessandro davanti a Iemmello che non riesce ad afferrarlo. L’esterno era in posizione regolare e un suo gol sarebbe stato valido. Ma valido lo è anche quello di Iemmello, che guardando il fermo immagine, è tenuto in gioco da un nerazzurro. Il fuorigioco, se c’è, è davvero millimetrico, se non di più, e diverse moviole lo attestano, non ultima quella di Graziano Cesari nella trasmissione Tiki Taka. La VAR, però, non è stata utilizzata, poiché l’arbitro ha interrotto subito l’azione, ancor prima che il pallone entrasse in porta. A quel punto il supporto tecnologico non può essere richiesto poiché l’azione è stata interrotta dal fischietto. Eppure bastava attendere che il pallone completasse la sua traiettoria prima di fischiare, come fatto sul successivo gol di D’Alessandro, tra le proteste dei difensori interisti, ma la posizione non era regolare, di più. A quel punto, convalidare il gol e poi riguardare l’azione al VAR avrebbe giovato all’arbitro e anche al Benevento. In quest’ultimo caso ci rifacciamo al gol annullato in Benevento-Bologna: lì, in un fuorigioco visibile ad occhio nudo, l’assistente non è intervenuto per tempo, nel caso di domenica invece il guardalinee ha subito alzato la bandierina.

Ecco, facciamoci l’abitudine, poiché non solo bisogna saper usare la VAR, ma dobbiamo anche fare i conti con la responsabilità dell’arbitro e dei suoi assistenti, che ne fanno un uso in base al momento, come capita… Insomma, è il caso di dirlo, scherzandoci su: c’è qualcosa che non VAR.




Sampdoria-Benevento, il primo di tanti viaggi: 706,8 chilometri d'Amore

tifosi benevento sampdoriaSampdoria-Benevento è non riuscire a dormire la notte prima perché ricordi che hai perso una finale playoff di C1 in casa contro il Crotone.
Sampdoria-Benevento è ricordare la maledizione della Strega e quell’incantesimo spezzato, ma ancora non lo realizzi davvero.
Sampdoria-Benevento è tornare indietro di 88 anni, la genesi nel 1929 e i campi di terra battuta, la B conquistata sul campo ma mai vista per mancanza di fondi, il vecchio Meomartini, il nuovo Santa Colomba, il “Ciro Vigorito” ultra moderno.
Sampdoria-Benevento è l’evoluzione, il processo di crescita.
Sampdoria-Benevento è imparare a camminare dopo aver gattonato.
Sampdoria-Benevento è svegliarsi di domenica 20 agosto e prendere il pullman che stavolta non ti porta a Campomarino.
Sampdoria-Benevento è una giornata di mare cancellata, l’attesa dai primi vagiti del mattino, l’ansia di quel che sarà.
Sampdoria-Benevento è vedersi finalmente con la combriccola di sempre, guardarsi negli occhi e urlare “jamm a Sampdoria”.
Sampdoria-Benevento è salire sul pullman, posare sciarpa e maglietta in attesa che la sfoggi a Marassi. A proposito…
Sampdoria-Benevento è la prima volta a Marassi per chi ancora non ha avuto l’onore di esserci.
Sampdoria-Benevento è “quann partimm?”.
Sampdoria-Benevento è “imposta il navigatore”.
Sampdoria-Benevento è “ma tu comm ta fatt u panin?”.
Sampdoria-Benevento è “ce pienz, jamm a Marassi”.
Sampdoria-Benevento è 706,8 km d’Amore che separano Benevento a Genova.
Sampdoria-Benevento è “devo andare in bagno” 10 minuti dopo la partenza.
Sampdoria-Benevento è “ma ca’ addo stamm?”.
Sampdoria-Benevento è il brivido che ti percorre lungo la schiena a mezzogiorno al solo pensiero che le ore passano e non te ne accorgi.
Sampdoria-Benevento è assaporare anche il momento più insignificante.
Sampdoria-Benevento è la sosta all’autogrill con i viaggiatori che ti scrutano da cima a fondo.
Sampdoria-Benevento è il pisolino pomeridiano per allentare la tensione.
Sampdoria-Benevento è “ma nun riesc a piglià suonn…”.
Sampdoria-Benevento è il selfie per far rosicare i “divanisti”.
Sampdoria-Benevento è il sole del pomeriggio che penetra gli occhi.
Sampdoria-Benevento è “quant ce vol ancor?”.
Sampdoria-Benevento è l’ennesima sosta all’autogrill e altri viaggiatori che ti scrutano.
Sampdoria-Benevento è l’autostrada del Sole, le campagne del Lazio, il verde dell’Umbria, le masserie toscane, la Versilia, il paesaggio contrastante della Liguria, unita nella sua diversità da verdi promontori che culminano a strapiombo sul mare.
Sampdoria-Benevento è “mancano tre ore alla partita…”.
Sampdoria-Benevento è il casello di Genova che diventa realtà.
Sampdoria-Benevento è quando la navetta ti porta a Marassi, lo vedi ed esulti come se fosse un gol.
Sampdoria-Benevento è salire la torretta che ti porta nel settore e scattare le prime immagini da conservare gelosamente.
Sampdoria-Benevento è “piglia u post che se ver buon”.
Sampdoria-Benevento è guardare la Sud blucerchiata riempirsi… Ah ma non è Entella-Benevento.
Sampdoria-Benevento è la lacrima senza vergogna che ti scende quando vedi Serie A Tim e Benevento nello stesso contesto mai immaginato prima.
Sampdoria-Benevento è l’orgoglio sannita che si permea nelle mura di Marassi.
Sampdoria-Benevento è “manca un quarto d’ora per la storia”.
Sampdoria-Benevento è distruggere le casse della tv al gol di Ciciretti.
Sampdoria-Benevento è il sostegno incondizionato per 95 minuti.
Sampdoria-Benevento è il fine partita da applausi con la nord della Doria, i complimenti, i video, i selfie in segno di rispetto e ammirazione.
Sampdoria-Benevento è la sensazione di esserne usciti comunque da vincitori nonostante la sconfitta.
Sampdoria-Benevento è la vittoria di chi ama per davvero.
Sampdoria-Benevento è “mo facc una tirata a dorm fin a diman ammatin”.
Sampdoria-Benevento è un altro viaggio di 706,8 chilometri.
Sampdoria-Benevento è 18 ore e 30 di viaggio complessive per un’ora e mezza di partita.
Sampdoria-Benevento è l’esordio della Strega in A, molto semplicemente.
Sampdoria-Benevento è il ricordo da raccontare ai nostri futuri figli, è la storia fatta assistere a chi i figli già li ha, è un pensiero al padre o nonno scomparso che al massimo andava in trasferta a Tricase, è abbracciare chi un padre ha la fortuna di averlo, è il bacio alla fidanzata come gesto portafortuna, è tutta la famiglia unita sotto due colori.
Sampdoria-Benevento è soltanto il primo di tanti viaggi memorabili a Torino, Milano e Roma da vivere accanto a te.




Sampdoria – Benevento 2-1: a Ciciretti risponde due volte Quagliarella

samp benevento

Nella sua prima e storica gara in serie A il Benevento è sconfitto dalla Sampdoria per 2-1. A sbloccare il risultato al 15′ sono stati i sanniti, a segno con un gol capolavoro di Ciciretti. Sul finire della prima frazione, al 38′, i padroni di casa con Quaglierella sono pervenuti al pareggio. Il bomber partenopeo si è ripetuto al 54′, mettendo a segno il gol che ha deciso la contesa.

PRIMO TEMPO – Nel Benevento, rispetto all’undici ipotizzato nelle probabili formazioni, spazio all’ex Costa e Del Pinto, preferiti rispettivamente a Camporese e Viola. Partono bene gli stregoni che al 15′, dagli sviluppi di una ripartenza, sbloccano il risultato. Cataldi serve Ciciretti che beffa Puggioni con un perfetto tiro a giro dalla destra. Così come lo scorso anno, anche in massima serie è dell’esterno romano il primo gol in campionato, con gli stregoni che dopo pochi minuti vanno vicinissimi al raddoppio con Coda, ma Puggioni questa volta non si lascia sorprendere e nega la gioia del raddoppio ai sanniti. Scampato il 2-0, la Samp prova a rendersi pericolosa e al 25′ lo fa con Quagliarella, la cui conclusione termina sul fondo. Il pareggio dei blucerchiati si materializza al 38′ e ad andare a segno è proprio l’esperto attaccante nativo di Castellamare di Stabia, che sottomisura spinge in rete la respinta di Belec sul tiro di Praet.

SECONDO TEMPO – Al 52′ Coda ci prova dal limite, con la conclusione dell’ex bomber della Salernitana bloccata da Puggioni. Due minuti più tardi, dopo aver rimediato il rosso diretto nella gara di Tim Cup contro il Perugia, altra grossa ingenuità di Cataldi che perde la sfera al limite dell’area, la quale termina sui piedi di Ramirez che serve Quagliarella che beffa Belec e realizza la rete del 2-1. Lo svantaggio non demoralizza gli stregoni e al 59′ il colpo di testa di Puscas, dagli sviluppi di un angolo, termina di poco sopra la traversa. Al 65′ è ancora Puscas a rendersi pericoloso, con la sua conclusione che viene deviata in angolo. Inizia la girandola dei cambi e al 92′ stregoni vicinissimi al pareggio con Coda, il cui tentativo è allontanato in corner da Puggioni. Dopo cinque minuti di recupero termina la gara e sabato pomeriggio al “Vigorito” sarà di scena il Bologna, bloccato al Dall’Ara dal Torino sull’1-1.

Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni; Sala, Regini, Silvestre, Pavlovic; Barreto, Torreira, Praet (39’st Djuricic); Ramirez (23’st Linetty); Quagliarella, Caprari (18’st Bonazzoli). A disposizione: Tozzo, Alvarez, Ferrari, Verre, Bereszynski, Capezzi, Murru, Kowacki. All.: Giampaolo

Benevento (4-4-2): Belec; Venuti, Lucioni, Costa, Letizia (27’st Di Chiara); D’Alessandro, Del Pinto (38’st Viola), Cataldi, Ciciretti; Puscas (37’st Cissè), Coda. A disposizione: Piscitelli, Brignoli, Djimsiti, Camporese, Gyamfi, Gravillon, Donnarumma, Brignola. All.: Baroni

Arbitro: Pasqua di Tivoli

Assistenti: Di Fiore di Aosta e Prenna di Molfetta

Marcatori: 15′ Ciciretti (B), 38′, 54′ Quagliarella (S)

Ammoniti: Barreto (S), Del Pinto (B), Cataldi (B)




Sampdoria – Benevento: le probabili formazioni

tifosi Benevento

Il grande momento è arrivato e dopo l’8 giugno, giorno nel quale il Benevento ha conquistato la sua prima storica promozione in serie A, questa sera la rinnovata truppa di Baroni al “Ferraris” contro la Sampdoria farà il suo esordio in massima serie. Il tecnico toscano, per questa prima nel calcio dei grandi, è costretto a rinunciare agli acciaccati Ceravolo e Chibsah che vanno ad aggiungersi allo squalificato, nonché ex di turno, Eramo. Con la rosa ridotta ai minimi termini per via anche di qualche mancato arrivo in sede di calciomercato, mister Baroni come ben noto ha aggiunto nell’elenco dei convocati anche Karamoko Cissé, in lista di sbarco da inizio luglio e che si accomoderà in panchina. L’undici iniziale si schiererà con il 4-4-2 e la linea a quattro difensiva davanti a Belec, con quest’ultimo chiamato a far dimenticare la brutta prestazione offerta contro il Perugia, sarà formata da destro verso sinistra da Venuti, Camporese, Lucioni e Letizia. L’ex Carpi sarà dirottato sull’out mancino per via delle condizioni non ottimali di Di Chiara, che non verrà rischiato dal tecnico di Tavarnuzze. In mediana spazio a Cataldi e Viola, con Ciciretti e D’Alessandro sugli esterni. Il tandem offensivo, invece, sarà formato da Coda e Puscas. Toccherà soprattutto a loro due far gioire ancora una volta i tifosi giallorossi che anche nella lontana Genova, così come accaduto quattro anni fa in Tim Cup, sono pronti a regalarsi un’altra notte magica.

Sul fronte blucerchiato, invece, mister Giampaolo si affiderà al 4-3-1-2, con Alvarez alle spalle della coppia offensiva Quagliarella – Caprari. A difendere i pali sarà Puggioni, con il pacchetto arretrato completato dai terzini Sala e Pavlovic e dai centrali Regini e Silvestre. L’ex Frosinone è in vantaggio sull’ex cagliaritano Murru nel ruolo di esterno a sinistra. In mediana Torreira sarà il regista, con Barreto e Praet ai suoi lati.

Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni; Sala, Regini, Silvestre, Pavlovic; Barreto, Torreira, Praet; Alvarez; Quagliarella, Caprari. All.: Marco Giampaolo

Benevento (4-4-2): Belec; Venuti, Camporese, Lucioni, Letizia; Ciciretti, Cataldi, Viola, D’Alessandro; Puscas, Coda. All.: Marco Baroni

Arbitro: Pasqua
Assistenti: Di Fiore – Prenna
IV uomo: Minelli
Var: Mazzolenni
Avar: Serra




Serie A, si riparte… Ma stavolta c'è anche la Strega: da Genova inizia il cammino più bello di sempre

benevento premiazione La Serie A, stagione 2017/18, apre i battenti oggi col primo anticipo delle 18:00 tra i Campioni d’Italia della Juventus e il Cagliari di Rastelli: tutto normale fin qui, se non fosse che quest’anno tra le 20 squadre più forti d’Italia c’è anche la Strega, in sella alla sua scopa. Per Benevento e i beneventani un modo tutto nuovo per seguire il massimo campionato italiano, tra incredulità, stupore e voglia matta di esserci: la lotta scudetto resta “un campionato a parte”, per citare Francesco Totti, i giallorossi devono concentrarsi soltanto sulla lotta salvezza anche se possono incidere e non poco sulle ambizioni delle big d’Italia. Un campionato che ci coinvolge, non più da spettatori da divano la domenica, bensì allo stadio, presenti e pronti a vedere i più grandi fenomeni nostrani calcare il prato del Vigorito per la prima volta: è calcio d’élite, e approderà a Benevento, nonostante sembrava fosse lontano anni luce rispetto a quando la si guardava in tv…

ALLA RICERCA DI UNA NUOVA IMPRESA Ha inizio il cammino più bello di sempre, indipendentemente dall’esito finale, per una matricola come quella giallorossa che farà il tour degli stadi più importanti d’Italia: San Siro “la scala del calcio”, il modernissimo Allianz Stadium casa della Vecchia Signora, l’Olimpico, terra già di conquista nel 2008 così come il Bentegodi di Verona, invaso da quasi 1000 sanniti. E poi c’è Marassi, uno degli impianti più suggestivi d’Italia, già noto alla Strega dal 2013, lì dove comincerà tutto e tutto avrà un sapore diverso: non è Coppa Italia, non è un miraggio come un oasi nel deserto, non è la speranza di passare il turno per affrontare una big e fare la passerella estiva contro le “grandi”: questa è Serie A e ogni beneventano ha il dovere e il diritto di proteggerla, accudirla e prendersene cura. È vero, il giudice insindacabile è il prato verde e quel pallone brandizzato Nike pronto ad essere insaccato in rete, ma mai come quest’anno siamo giudici di noi stessi: Benevento e i beneventani hanno la possibilità di creare qualcosa di unico e irripetibile, a partire dall’atmosfera al Ciro Vigorito, all’entusiasmo in ogni trasferta, all’accoglienza da fuoco all’arrivo delle big. Benevento ha la chance di integrare, accomunare, insegnare e contagiare, soffrire in silenzio, sorridere sempre, sostenere senza polemiche. Nessuna primadonna, né alcun vizio, Benevento è la storia dell’unica squadra d’Italia a fare il doppio salto Lega Pro-A al primo anno di B, Benevento ha avuto la forza di girare il mondo, di essere stata spiattellata in ogni angolo del globo come la più grande favola del calcio italiano, Benevento è la storia che si materializza e prende forma in undici gladiatori su un campo di calcio, una provincia intera riversata in una piazza, una guida in panchina capace di tirare il meglio dai suoi anche dal peggio, senza vergognarsi dei fallimenti, e un timoniere giunto con l’emozione di un bambino, dopo anni di matrimonio culminati anche con la separazione, non col divorzio, al più grande traguardo della storia calcistica beneventana. Ci siamo per restarci, per non sfigurare, per combattere e lottare, come sempre, nonostante si chiami Serie A, nonostante sia un calcio diverso, inedito a noi praticanti del calcio della vecchia C, poco abituati e dal palato fine che qualcuno vorrebbe sviluppare ora, proprio adesso, dopo un annetto di B. No, non si può, c’è bisogno di ambientamento, di prendere confidenza, di avere certezze e sicurezze, nonostante una squadra ancora in fase di allestimento, ma è il volere di Baroni, e non c’è bisogno di fare i maestri del calciomercato o esperti diesse. Benevento c’è per restarci ma senza polemiche intestine sterili e che arrecano solo danni a noi stessi, quella classica caccia al colpevole alla quale nessuno riesce a sottrarsi. E forse è colpa del mercato, che annebbia le menti dei più, che offusca gli occhi di chi ancora li strofina dall’incredulità, che crea massime speranze in chi è facilmente condizionabile, che esalta i più ottimisti alla semplice vista di un titolo roboante (Pavoletti, Matri, o Ceravolo prossimo all’addio, ultima grande bomba di mercato che poi finirà nel dimenticatoio). Così dipendenti e bisognosi di notizie last minute, divoratori di esclusive spacciate per tali e pronti a dare credibilità anche ai venditori di fumo: “c’era una volta Marchizza verso Benevento, poi Di Somma ha smentito tutto”. L’incipit di questa favola, che ha avuto inizio soltanto da pochi mesi, è: “C’era una volta una società che lavorava in silenzio e senza proclami, con qualche ostacolo prevedibile sulla propria strada, ai fini di raggiungere obiettivi importanti, o almeno per provarci fino all’ultimo. Una società esemplare in Italia e che fa capolino in Serie A, in punta di piedi ma con l’obiettivo di prendere esempio dagli altri per poi insegnare ai successori i segreti di un successo inimmaginabile”. La nostra più grande impresa? Confermarci in Serie A. Il nostro più grande fallimento? Darci per vinti ad agosto.

UNDICI LEONI “Noi vogliamo undici leoni” cita un coro caro alla nostra Sud, un collettivo capace di impressionare in Serie B e di attirare le mire dei più, una squadra con fame, grinta, mai doma, che c’ha creduto fino all’ultimo respiro (Ceravolo al 93′), fino allo stremo, fino all’ultimo battito. Il Benevento può avere componenti inferiori attualmente al Verona, alla Spal e finanche al Crotone, ma ciò non toglie che anche queste ultime, con ambizioni di salvezza, mancano di componenti che caratterizzano solo e soltanto la Strega. Ogni squadra ha una caratteristica peculiare, ogni fattore in Serie A è determinante, ma se vogliamo concederci quella vena romantica a ridosso di un esordio adatto solo agli spiriti forti, è il cuore che fa la differenza. Quella spinta verso l’alto che arriva dal centro di tutto, linfa vitale, forza inarrestabile che ti consente di scalare le vette più indomite: gli altri possono avere i bomber, gli altri possono avere la tecnica, gli altri la testa, la Strega ha cuore e fin quando c’è quello, c’è sempre vita. Sampdoria-Benevento, sta per cominciare il viaggio più bello di sempre: siamo in paradiso ma non siamo ancora morti.




Il Benevento che verrà: Ferragosto bollente tra mercato, polemiche, Di Somma e la Sud. E domenica c'è la Samp…

 

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A ridosso di Ferragosto si rinnova l’appuntamento con la rubrica del lunedì “Il Benevento che verrà”: il mercato non va in vacanza. C’è tanto da lavorare dopo la sconfitta di sabato in Tim Cup contro il Perugia, e dal mercato si attendono i rinforzi necessari per arrivare al meglio all’esordio di domenica a “Marassi” dove la Strega affronterà la Sampdoria. Lo richiede Baroni, lo sperano i tifosi, contrariati e subito polemici nei confronti di una squadra che è ancora un cantiere aperto e in fase di rodaggio. Lo 0-4 pesa e non dà ottime indicazioni in vista del match di domenica, ma il sostegno deve essere incondizionato, soprattutto in un campionato in cui si soffrirà a prescindere e ci saranno poche occasioni per gioire davvero. Una di queste, si spera, sia la salvezza, un traguardo straordinario al quale il gruppo, Baroni e la società sta cercando di prepararsi.

La Top 11 con gli acquisti e gli obiettivi di mercato
La Top 11 con gli acquisti e gli obiettivi di mercato

KONE A CENTROCAMPO, STAND-BY IN ATTACCO È ancora tempo di operare sul mercato e il mister richiede un innesto di valore a centrocampo, per dare fisicità al reparto, ma che sia anche un elemento capace di ricoprire più ruoli. Il nome in questione è quello di Panagiotis Kone, centrocampista tuttofare che Baroni vorrebbe utilizzare soprattutto come esterno. L’albanese naturalizzato greco può giocare sia sulla fascia, sia al centro, sia come mezz’ala che come trequartista. Trent’anni appena compiuti, il profilo piace alla società e pare aver ricevuto apprezzamenti anche dal giocatore, desideroso di trovare una sistemazione dopo l’esperienza culminata con la retrocessione al Granada. Arrivato in A al Brescia, si è messo in luce con la maglia del Bologna, fino ad arrivare all’Udinese e una breve parentesi alla Fiorentina. I margini per trattare ci sono, con Eramo che a questo punto è sempre più in uscita, come Lopez approdato allo Spezia e Padella in procinto di passare all’Ascoli e raggiungere così Buzzegoli. Sugli esterni restano in ballo sempre gli under, con l’Inter che attende Karamoh, deciso ad approdare in nerazzurro ma ancora intrappolato dal Caen, indeciso sul da farsi. Mentre Kishna, eterno indeciso, è tramontato: la società vuole puntare su giocatori convinti e pronti a sposare al 100% la causa giallorossa e in tal senso, Kishna non rispetta questi parametri. Questione attaccanti: non si registrano sviluppi, Di Somma per chiudere i colpi maggiori di questo mercato attende il rientro dalle vacanze di Vigorito. La situazione dunque è di stallo, con Matri che ha esternato tutta la sua volontà di rimanere al Sassuolo e convincere Bucchi (che preferisce Iemmello a lui) a suon di gol e prestazioni importanti in amichevole. Pavoletti è cercato da diverse squadre, come già anticipato settimane fa, il suo trasferimento arriverà molto probabilmente a fine mercato. Una di quelle trattative che in questo momento è difficile sbloccare per chiunque ma che col passare del tempo arrecano pressioni al Napoli, al giocatore e al suo entourage. Più passa il tempo e più le pretese saranno basse, prevedibile un’asta che si scatenerà per lui negli ultimi giorni di agosto. Djordjevic resta come ultima alternativa mentre per Manaj al momento non ci sono riscontri. È con estrema certezza che il Benevento ha bisogno di elementi di categoria per affrontare la Serie A ma per ora c’è da stringere i denti e darsi da fare con gli uomini a disposizione.

MARCHIZZA-DI SOMMA-CURVA SUD Il caso esploso in questi giorni proviene direttamente da Avellino e infiamma i social: sempre in tema di mercato, negli ultimi giorni circolava la voce di una intromissione del Benevento su Marchizza, giovane difensore centrale appena approdato al Sassuolo via Roma, che l’Avellino sta seguendo da tempo. Dal capoluogo irpino in molti si sono lamentati di questo presunto ostruzionismo da parte del diesse giallorosso, bandiera dell’Avellino negli anni della Serie A, forse ancora scottati dai casi Falco e Cissé. In un gruppo Facebook dedicato ai biancoverdi è esplosa la polemica tra tifosi ma ad intervenire ci pensa lo stesso Di Somma, che come riporta un portale irpino, risponde a tono su Marchizza: “Ma chi c***o l’ha mai cercato?” e poi, dopo aver ricevuto le scuse, sottolinea “non farei mai uno sgarbo al mio Avellino”. Questioni di cuore, di animi bollenti, in un caldo asfissiante che forse… Fa male alla testa. E fa male anche all’orgoglio dei tifosi beneventani che, tramite la voce del cuore del tifo organizzato, esprime un proprio pensiero al riguardo attraverso un comunicato: “Di Somma pensi ad operare sul mercato e ad allestire una squadra da Serie A” tuona la Sud “e se un domani l’Avellino dovesse puntare a un calciatore nelle mire giallorosse, cosa farebbe Di Somma? Tutelerebbe il “suo” Avellino?” prosegue nel comunicato. Noi vogliamo essere buoni nei confronti del diesse, ricordando che fu lui a strappare Falco già nelle mani di Taccone l’estate scorsa, portandolo a Benevento. Così come non si può negare il legame che lega Di Somma e il tifo avellinese, da sempre idolo della massa e uomo rappresentativo del periodo d’oro del lupo. Magari Di Somma sentendosi attaccato, si è preso la briga di rispondere e mettere a tacere voci infondate. Polemiche che non fanno bene ad un ambiente già troppo “effervescente” dopo la débâcle di sabato sera. Le qualità sul mercato di Di Somma possono essere discutibili o meno, quel che importa è che, indipendentemente dai commenti su Facebook, egli riesca a portare in giallorosso gli obiettivi già prefissati.

Di seguito gli screen dei commenti di Di Somma.C__Data_Users_DefApps_AppData_INTERNETEXPLORER_Temp_Saved Images_schermata-2017-08-13-alle-17-56-25 C__Data_Users_DefApps_AppData_INTERNETEXPLORER_Temp_Saved Images_schermata-2017-08-13-alle-18-01-08




Sampdoria-Benevento: il 16 agosto parte la prevendita dei biglietti per l'atteso esordio in A

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Ci avviciniamo a grandi passi all’attesissimo esordio del Benevento in Serie A. Mancano due settimane esatte e sul sito ufficiale della Sampdoria è già possibile conoscere i dati della prevendita che partirà dalle ore 10:00 di mercoledì 16 agosto fino alle 19:00 di sabato 19 agosto. I biglietti del Settore Ospiti saranno acquistabili, senza obbligo di fidelity card, sia presso le ricevitorie Listicket della rete “Calcio Ospiti” abilitate sul territorio nazionale sia sul portale www.listicket.com. Il giorno della gara non sarà possibile acquistare i tagliandi per il settore ospiti. Il costo del biglietto intero è di 20€, 15€ Rosa (per tutte le donne nate dal 01/01/1953 al 01/01/2000) e Over 65 (nati prima del 31/12/1952), 10 € Ragazzi (nati dal 01/01/2000 al 31/12/2010). Per i bambini nati dal 01/01/2011 in poi l’ingresso è libero.

 




Benevento, dopo quattro anni al "Ferraris" per regalarsi un'altra notte magica

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Il Benevento ha finalmente conosciuto le varie tappe del suo primo e storico cammino in serie A e nell’apprendere che la prima fermata sarà contro la Sampdoria al “Ferraris” il pensiero di molti tifosi è subito andato al precedente di quattro anni fa, 17 agosto 2013, quando l’allora truppa di Guido Carboni fu sconfitta per 2-0 nella gara valevole per il terzo turno di Tim Cup. Quella serata, resa magica dagli oltre settecento supporters sanniti per l’incitamento alla propria squadra, resterà per sempre scolpita nei ricordi di ogni tifoso e a distanza di qualche anno si proverà senz’altro a bissare quanto fatto. Nell’allora rosa del Benevento figuravano anche Piscitelli e Kanoute, ma entrambi non furono della gara e attualmente in lista di sbarco, così come Agyei che arrivò all’ombra dell’Arco di Traiano nei giorni successivi al match contro i blucerchiati. Quella stagione culminò con l’eliminazione in semifinale play off ad opera del Lecce, con il Benevento che nella seconda parte potette fare affidamento anche su Padella e Melara, entrati nel cuore di ogni tifoso e prossimi anche loro a lasciare il Sannio. Tra i protagonisti di quella calda serata genovese, decisa dalla doppietta di Gabbiadini, vi furono anche Andrea Costa e Mirko Eramo, schierati dal primo minuto dal tecnico Delio Rossi e per entrambi questo match d’esordio avrà un sapore ancora più particolare.

Come molti tifosi ricorderanno quello di quattro anni fa non è l’unico precedente tra il Benevento e la Sampdoria, con le due squadre affrontatesi in Tim Cup anche il 19 agosto 2006 e anche in quella circostanza i liguri si imposero con il risultato di 2-0. A decidere l’incontro, disputato all’allora Santa Colomba, furono Bonazzoli e Quagliarella.