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Al San Pio l’Open Day sull’aneurisma aortico

L’A.O.R.N. “San Pio”, guidata dal Direttore Generale Mario Nicola Vittorio Ferrante, aderendo all’Open Day dedicato all’aneurisma aortico, promosso dalla Fondazione Onda – Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di Genere, organizza, per il prossimo 29 settembre, dalle 8.00 alle 18.00, presso l’ambulatorio di Diagnostica Vascolare, una giornata di prevenzione relativa alla diagnosi dell’Aneurisma dell’Aorta Addominale.

L’iniziativa, rivolta alle donne di età superiore ai cinquantacinque anni, si pregia del patrocinio della SICVE (Società Italiana Chirurgia Vascolare ed Endovascolare).

L’aneurisma aortico addominale consiste in una dilatazione localizzata e permanente di un’arteria, l’aorta addominale appunto, caratterizzata da un aumento di diametro di almeno il 50% familiarità, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e fumo costituiscono i principali fattori di rischio, oltre a genere ed età. È tipicamente asintomatica ed i sintomi compaiono nel momento in cui l’aneurisma si complica: la complicanza di gran lunga più frequente e più grave è la rottura dell’aorta, evento che causa 6.000 morti ogni anno in Italia.

L’aneurisma aortico addominale è una patologia molto diffusa nella popolazione (84.000 casi in Italia / anno con 27.000 nuove diagnosi) e del tutto asintomatica. Quindi, una diagnosi precoce non invasiva, con una semplice ecografia vascolare dell’addome (Eco-color-doppler dell’aorta e dei vasi addominali) consente di valutare il diametro dei vasi ed intervenire preventivamente qualora le dimensioni  dell’aorta dovessero superare  valori “critici”.

Infatti, capita spesso che i pazienti giungano in Pronto Soccorso con aneurismi in fase di rottura e questo condiziona pesantemente la prognosi dell’intervento chirurgico.

Intervenendo, invece, in elezione è possibile selezionare il tipo di intervento da praticare e molto spesso il trattamento e’ del tutto mini-invasivo in anestesia locale e senza incisioni, mediante il posizionamento di endoprotesi; tecnica questa che viene quotidianamente eseguita presso il nostro nosocomio.

L’iniziativa, coordinata dal Dott. Davide Razzano, Direttore ff. della UOC Chirurgia Vascolare, e dal Dott. Erasmo Cutillo, Responsabile S.S.D. della Diagnostica Vascolare, rientra nel progetto del bollino rosa, ed  è possibile prenotare le visite telefonicamente  dal lunedì al venerdì al nr. 082457777 dalle 08:00 alle 14:00 (il mercoledì dalle 14:00 alle 18:00).

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito istituzionale dell’Azienda “www.aosanpio.it” e sul sito “www.bollinirosa.it”.

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Sclerosi sistemica, visite gratuite al San Pio il 29 giugno

In occasione della Giornata Mondiale della Sclerodermia, l’A.O.R.N. “San Pio”, guidata dal Direttore Generale Mario Nicola Vittorio Ferrante, organizza per martedì 29 giugno una giornata di prevenzione per la Sclerosi Sistemica, con visite gratuite presso l’Ambulatorio di Reumatologia dalle ore 9.30 alle ore 13.00.

Per prenotarsi è possibile chiamare, a partire dalla giornata di oggi, dalle 9.00 alle 12.00, al numero 3519341655.

La sclerodermia ha inizio dalle estremità che, se esposte al freddo, diventano bianche e poi cianotiche. Si tratta del fenomeno di Raynaud, che può essere il segno premonitore della Sclerosi Sistemica, malattia rara autoimmune, in cui  il sistema immunitario attacca i propri organi e tessuti non riconoscendoli come propri.

L’incidenza di questa malattia è stimata tra i 4 e i 20 nuovi casi per 1 milione ogni anno, mentre la prevalenza è tra i 30 e i 450 casi per milione. L’età di insorgenza è tra i 35 e 65 anni, con rapporto donne/uomini circa 4:1 (Medsger Jr TA-Epidemiology of Systemic Sclerosis. Clin Dermatol 1994).

E’ una patologia autoimmune – riferisce la Dott.ssa Maria Grazia Ferrucci, Direttore ff della U.O.C. di Reumatologia – caratterizzata principalmente da due processi eziopatogenetici: la fibrosi (con deposito di collagene nei tessuti) ed il danno micro-vascolare, con il conseguente impegno di molti  organi.  La fibrosi a livello cutaneo determina il progressivo indurimento della cute che può essere diffuso o limitato, con retrazione talvolta fibrotica alle estremità (esempio mani) che spesso è causa di disabilità. La fibrosi a carico degli organi provoca un deficit funzionale (cuore e polmoni: alterazioni degli scambi gassosi e quindi comparsa di facile affaticabilità, ridotta tolleranza al minimo esercizio fisico; reni con insufficienza renale). La caratteristica clinica più eclatante del danno vascolare è il Fenomeno di Raynaud, che rappresenta molto spesso la manifestazione di esordio della malattia. Esso si manifesta con episodici attacchi di vasocostrizione a carico spesso delle estremità del corpo (dita mani e piedi), ma talvolta anche a carico della lingua, padiglioni auricolari. Si distinguono tre fasi: pallore, cianosi e arrossamento delle dita. La intensità e la frequenza di questi attacchi può provocare uno scarso apporto di sangue alle dita e quindi comparsa di Ulcere digitali, spesso dolorose che rendono difficoltose alcune normali attività della vita quotidiana.

Accanto a tali caratteristiche cliniche, un segno distintivo nel 90-95% dei pazienti è la presenza di autoanticorpi specifici (anti-Scl70 o Toposisomerasi e Anticentromero: i più comuni) e anomalie della microcircolazione, evidenziate con la Videocapillaroscopia periungueale.

Il Fenomeno di  Raynaud e l’edema digitale sono state considerate “le bandiere rosse” (Red Flags) che devono portare a sospettare precocemente la Sclerodermia, anche da parte del medico di medicina generale. Il passo successivo è la valutazione degli autoanticorpi e l’esecuzione della capillaroscopia.

Queste sono tappe importanti per poter subito affidare il paziente ai centri specialistici di Reumatologia, in modo da attuare insieme ad una Diagnosi Precoce, anche una Precoce Terapia in grado di contrastare una patologia che altrimenti arrecherebbe danni d’organo severi.”.

Questa giornata è importante – soggiunge il Direttore Generale Ferrante – per gettare una luce su questa malattia rara, che necessita di una diagnosi precoce e di un mirato trattamento terapeutico”.

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“San Pio”, con l’Oto-chirurgia nuovo passo avanti

Nuovo “passo in avanti” per quanto attiene all’offerta di prestazioni sanitarie a vantaggio dell’utenza del “San Pio”.

Infatti, la U.O.C. di Otorinolaringoiatria, guidata dal Dott. Domenico Di Maria, oltre ad aver azzerato in breve tempo le liste di attesa per le visite ambulatoriali e potenziato l’attività chirurgica con circa il 40% delle prestazioni rivolte a pazienti oncologici, ha arricchito negli ultimi giorni l’offerta chirurgica con un intervento all’orecchio medio, che va ad aggiungersi alle prestazioni di chirurgia oncologica del collo, di laserchirurgia laringea per i tumori delle corde vocali, di chirurgia endoscopica del naso e del basi cranio, quest’ultima in collaborazione con la UOC di Neurochirurgia.

Non ci siamo mai fermati – afferma in proposito il Dott. Di Maria – soprattutto perché in questo difficile periodo storico si rischia di pensare solo al Covid-19, perdendo di vista le patologie oncologiche. Abbiamo continuato a lavorare sodo, forti del pieno sostegno del Management aziendale ed in primis del Direttore Generale, Dott. Mario Nicola Vittorio Ferrante”.

Nei giorni antecedenti le feste pasquali, l’equipe, diretta dal Dott. Domenico Di Maria e composta dai Dott.ri Michele Grasso, Francesco Giangregorio, Angelo Maria Iannarone e Assunta Vassallo, coadiuvati da un efficiente personale infermieristico e OSS, ha eseguito un intervento di timpanoplastica per curare un’otite cronica, che aveva danneggiato l’orecchio medio e conseguentemente ridotto la capacità uditiva del paziente.

La timpanoplastica – spiega il Dott. Di Maria – è un intervento codificato e praticato da molto tempo, ma è la prima volta in cinquant’anni anni, da quando è stata istituita la specialità ORL presso l’ospedale di Benevento, che è eseguita nel nostro reparto”.

Il paziente sta bene ed è stato dimesso dopo soli due giorni dall’intervento.

La popolazione sannita e campana può contare adesso anche sulla chirurgia dell’orecchio medio, rendendo, quindi, completa l’offerta chirurgica alla popolazione da parte della UOC di Otorinolaringoiatria di Benevento.

L’emergenza pandemica – soggiunge il Direttore Generale Ferrante – che pure ha impegnato buona parte delle nostre energie, non mi ha fatto certo dimenticare o trascurare l’obiettivo assunto all’atto dell’insediamento di portare l’Azienda Ospedaliera sannita a livelli tali da competere con le più accreditate strutture sanitarie del Paese ed i risultati che ripetutamente andiamo cogliendo costituiscono la prova di un successo, che va a tutto vantaggio di un territorio che, per la sua lunga e gloriosa storia, lo meritava ampiamente”.

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Covid, al San Pio un decesso, tre dimessi e sei nuovi ricoverati

Dopo un giorno di tregua, al San Pio di Benevento si è registrato un nuovo decesso per Covid e a perdere la propria battaglia personale contro il virus è stata una 84enne di Benevento. Nelle ultime 24 ore registrate anche 3 dimissioni di pazienti sanniti e 6 nuovi ingressi, con il totale dei ricoverati Covid nei vari reparti del nosocomio beneventano salito a 85 e in aumento di due unità rispetto agli 83 di ieri. Di essi, 8 sono i pazienti più gravi e ricoverati in Terapia Intensiva e tale numero è identico a quello di ieri e così come ieri i malati più gravi risiedono tutti nel Sannio. Degli 85 ricoverati Covid totali 70 sono sanniti e 15 risiedono in altre province.

TAMPONI – Il “San Pio” ha processato in data odierna 564 tamponi, dei quali 128 risultati positivi e 47 di essi rappresentano nuovi casi, relativi a 46 soggetti residenti nella provincia di Benevento e ad un soggetto residente in altra provincia, mentre gli altri 81 si riferiscono a conferme di positività già precedentemente accertata.

RICOVERATI AREA COVID “SAN PIO” GIOVEDÌ 1° APRILE
Terapia intensiva:
 8 (residenti in provincia)
Pneumologia/Sub-intensiva: 13 (10 residenti in provincia e 3 fuori provincia)
Malattie Infettive: 18 (12 residenti in provincia e 6 fuori provincia)
Medicina interna: 33 (28 residenti in provincia e 5 fuori provincia)
Medicina d’urgenza: 10 (9 residenti in provincia e 1 fuori provincia)
Area isolamento P.S.: 3 (3 residente in provincia )
Dimessi oggi: 3 (3 residenti in provincia)
Deceduti oggi: 1 (risiedeva in provincia)
Totale: 85 pazienti positivi (70 residenti in provincia e 15 fuori provincia)
Totale pazienti trattati: 1066 (204 sospetti e 862 accertati)
Totale pazienti positivi residenti in provincia: 629 su 862
Totale pazienti guariti: 510 su 862
Totale pazienti positivi deceduti: 263 su 862*

*Un decesso è avvenuto per trauma (clicca qui)




San Pio, una paziente scrive una lettera di elogio ai sanitari ospedalieri

I sanitari ospedalieri nella difficile congiuntura pandemica sono stati definiti eroi; sapienti professionisti ed uomini dal cuore d’oro lo sono sempre, in ogni circostanza.

A ribadirlo è ancora una volta un paziente affidatosi alle cure del nosocomio sannita.

In un’articolata missiva al Direttore Generale, Mario Nicola Vittorio Ferrante, ed al Direttore della U.O.C. di Pneumologia, Mario Del Donno,  spiega che, affetto da <<atavici problemi di respirazione, non dovuti a Covid 19>>, è stato <<accolto con un garbo ed una gentilezza unici sì da tutto il personale incontrato>> e rasserenato dalla spiegazione <<altamente professionale>> e con <<semplicità di termini>> riguardo agli esami strumentali cui sarebbe stato sottoposto.

Si è sentito, pertanto, di esprimere apprezzamento e riconoscenza per l’operato dei sanitari ed in particolare per il <<Dr Angelo ROMANO>>, del quale lo ha colpito <<subito la stanchezza … a causa dell’immane mole di lavoro alla quale, immagino, tutti al San Pio si stanno sottoponendo>>, <<per avermi fatto sentire “importante” e non un malato qualsiasi>> , tanto da farlo commuovere fino <<alle lacrime e credo loro si siano accorti di questo>>.

La lettera si conclude con la considerazione che tanto patrimonio di risorse professionali, inestimabili per pregio e rigore medico-scientifico, professionalità, preparazione, competenza, oltre che per una dimensione umana ed una cordialità, talvolta spinta fino alla premura, che fa bene al cuore, <<fanno sì che un’Azienda possa ritenersi di alto rilievo nazionale>> .

Esorta, perciò, a continuare nello stesso “stile” vincente, che varrà a preservare ed a potenziare di sempre nuovi e più moderni servizi l’Ospedale del capoluogo del Sannio.

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