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Contestazioni di Altrabenevento e ANTA, la Gesesa annulla la Conferenza dei Servizi

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Sandra Sandrucci per Altrabenevento. “Altrabenevento e ANTA (Associazione Nazionale di Tutela Ambientale) il 15 novembre scorso hanno formalmente contestato la convocazione da parte della Gesesa della conferenza dei servizi prevista per il 18 novembre per la approvazione del Progetto definitivo dell’Impianto di raffinazione acarboni attivi della Centrale di Pezzapiana che ancora serve acqua con la presenza di tetracloroetilene. Le due associazioni hanno evidenziato, innanzitutto, che la società idrica non ha la competenza per indire la conferenza per l’approvazione di tale progettoche non è previsto nel Piano d’Ambito dell’EIC o in quello vigente del Distretto Calore Irpino e che allo stato Gesesa non ha la concessione per attingere dal pozzo di Pezzapiana acqua ad uso potabile.

A tal proposito le due associazioni precisano che “Nel 2019 la Provincia di Benevento ha comunicato di aver rilasciato alla Gesesale concessioni provvisorie in data 18/11/2004. LaGesesa ha fatto richiesta di concessione in sanatoria per i pozzi Pezzapiana 1 e 2 ma la Provincia ha comunicato che la sanatoria va richiesta alla regione Campania. Tale situazione è rimasta inalterata, come dichiarato dalla Provincia su espressa richiesta di Altrabenevento, alla data del 7/07/2021. E’ evidente, pertanto, che non è possibile autorizzare qualsiasi intervento sulla derivazione delle acque dai pozzi di Pezzapiana senza che sia accertata la sussistenza attuale della concessione.”

Altrabenevento ed ANTA segnalano inoltre che il progetto per l’impianto a carboni attivi risulta anche incompatibile con il Piano di Caratterizzazione in corso che potrebbe concludersi con la decisione di bonificare la falda contaminata da tetracloroetilene. Per questi motivi Altrabenevento ed ANTA hanno chiesto, ancora una volta, che sia chiuso il pozzo di Pezzapiana e che l’acqua del Biferno sia fornita a tutta la città.

La GESESA la annullato la Conferenza dei Servizi che, come precisato da Altrabenevento e ANTA deve essere indetta dal Comune di Benevento e dall’Ente Idrico Campano, ma continua a servire ai rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico l’acqua della falda contaminata da tetracloroetilene“.




Puc, “Altra Benevento è possibile”: “Consultazioni sospese, ma vigileremo”

“Dopo il comunicato di Altrabenevento relativo alla scandalosa consultazione per il Piano Urbanistico Comunale organizzata dall’amministrazione Mastella dal 30 agosto al 30 settembre, cioè durante la campagna elettorale, tre candidati sindaci, seppure concorrenti alle prossime elezioni amministrative, hanno presentato un esposto alla Prefettura“. Ad affermarlo in una nota sono Sandra Sandrucci e Gabriele Corona, candidati nella lista “Altra Benevento è possibile- Senso Civico” a sostegno di Angelo Moretti.

“Il sindaco, abituato alla totale assenza dell’opposizione consiliare, ci ha risposto in modo scurrile assicurando, come al solito, che il suo operato non è discutile e che il procedimento amministrativo è corretto. In realtà, a parte la palese inopportunità di avviare la “consultazione” con i proprietari dei terreni, i costruttori e i tecnici mentre si chiedono i voti, i documenti relativi alla proposta preliminare di PUC sono pieni di errori ma contengono anche strane decisioni che appaiono davvero significative. Ad esempio, l’amministrazione Mastella prevede di escludere il viale degli Atlantici dalla perimetrazione di “centro storico” quindi sottoposta a tutela. Finora proprio quel vincolo previsto dal PUC approvato nel 2012 e ancora vigente ha consentito alla Procura della Repubblica di sequestrare 352 pini per evitare il loro abbattimento.

L’assessore all’Urbanistica, alla Trasparenza e alla Corruzione, generale Raffaele Romano, candidato con le liste Mastella,  dopo aver verificato che non è stato pubblicato sul sito del Comune l’Avviso per consentire a tutti i cittadini di esprimere pareri sul documento preliminare di PUC, come da noi dichiarato, ha annunciato che le consultazioni sono sospese. Il Piano Urbanistico Comunale è lo strumento fondamentale per il governo del territorio, cioè per decidere nuove costruzioni, uso dei suoli e servizi e pertanto  deve essere adottato a seguito di ampia e trasparente partecipazione dei cittadini. Noi continueremo a vigilare ed informare i cittadini  per evitare che i soliti pochi bene informati possano decidere per tutti”.




Progetto Lumode, Altrabenevento: “Strafalcioni di Iadicicco, Pasquariello e Romano”

“L’Autorità Nazionale Anticorruzione il 15 giugno, a seguito di esposto di Altrabenevento ha bloccato il project financing della società Lumode che vorrebbe costruire sull’area ex collegio La Salle con un finanziamento ministeriale del 75% assolutamente non conforme al Codice degli Appalti che prevede contributi pubblici per un massimo del 49%. Dopo 20 giorni di studio, il dirigente all’Urbanistica, Antonio Iadicicco ha continuato a ripetere che il progetto Lumode va avanti perché la società casertana ha presentato un nuovo piano economico conforme alla legge e che anche in altre città sono stati approvati Project Financing con partecipazione pubblica del 75%. Ovviamente, il dirigente dimenticando che “la pubblica amministrazione parla per atti” fa dichiarazioni a mezzo stampa ma, come al solito, non esibisce documenti, progetti, pareri o circolari per giustificare le proprie affermazioni“. Ad affermarlo in una nota è Sandra Sandrucci di Altrabenevento.

“Sta di fatto che mentre Iadicicco assicurava che i problemi per quel progetto sono tutti superati, il tecnico Responsabile del Procedimento è stato costretto a bocciare con un atto pubblicato dalla stampa, l’ultimo Piano Economico Finanziario della Lumode perché non rispetta le percentuali del 51% di intervento privato e 49% di intervento pubblico. Per tentare di nascondere l’ennesima figuraccia, l’assessore alle Opere Pubbliche, Mario Pasquariello ha comunicato che anche in altre città, tipo Piacenza, è stato autorizzato un project financing con intervento pubblico del 75% ma non cita atti specifici e comunque sbaglia clamorosamente: a Piacenza i progetti finanziati con i fondi per la riqualificazione delle periferie sono stati suddivisi in modo da non superare questa percentuale e comunque l’eventuale errore di una altra amministrazione non può cambiare la legge e quindi il pronunciamento dell’ANAC.

Abbiamo quindi invocato un intervento dell’assessore Raffaele Romano, delegato all’urbanistica trasparenza e anticorruzione, stranamente in silenzio sulla revoca dei finanziamenti per Housing Sociale di Capodimonte e il programma Periferie. Oggi Romano è intervenuto a mezzo stampa ma non ha commentato il fallimento del progetto per  alloggi e servizi a Capodimonte e neppure la decisione ANAC per il progetto della società Lumode. Incredibilmente l’assessore, generale della Guardia di Finanze in pensione si limita a comunicare di essersi accorto che il Bando Nazionale per la riqualificazione delle Periferie del 2016 non consentiva interventi nelle contrade.

In verità il suddetto Bando prevedeva “si considerano periferie le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi” ma se Romano avesse presente anche gli strumenti urbanistici di Benevento si accorgerebbero che tra le “aree urbane” delle periferie ce ne sono molte che formalmente sono Contrade. Ma visto che finalmente l’assessore Romano ha deciso rompere il silenzio, gli rinnoviamo l’invito ad occuparsi di questioni rilevanti piuttosto che aggrapparsi a questioni terminologiche irrilevanti. Potrebbe dirci, ad esempio, che ne pensa delle decisioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione tanto  indigesta al suo collega Pasquariello e perché l’amministrazione Mastella pensa di spendere altri soldi dei contribuenti per un parere del solito legale esterno che dovrebbe indicare come fare ad interpretare diversamente il Codice degli Appalti“.




Acqua del Biferno per tutta la città, prima riunione operativa promossa da Altrabenevento

Si è tenuta ieri nel salone del consorzio Sale della Terra, la prima riunione del gruppo di lavoro promosso e coordinato dall’associazione Altrabenevento che dovrà elaborare la proposta tecnica per la fornitura di acqua del Biferno a tutta la città. Il geologo  Rosario Natale ha relazionato sulle caratteristiche della falda di Benevento e la contaminazione da tetracloroetilene; l’ing. Salvatore Zotti ha illustrato le caratteristiche tecniche dei pozzi di Pezzapiana, dai quali ancora si attinge l’acqua che la Gesesa serve agli utenti della parte bassa della città, ha rimarcato la carenza delle autorizzazioni amministrative e la incompatibilità di quegli impianti con i vigenti strumenti urbanistici.

Sandra Sandrucci  e Gabriele Corona hanno ribadito la necessità di chiudere i pozzi di Pezzapiana ed hanno relazionato sulla richiesta presentata alla Gesesa per la fornitura di acqua del Biferno a tutta la città. Nella prossima riunione del gruppo di lavoro saranno definite le proposte tecniche per alcune modifiche alla rete idrica cittadina per consentire che l’acqua delle sorgenti molisane sia fornita anche agli abitanti dei rioni Ferrovia, Centro Storico e Libertà. Le proposte del gruppo di lavoro saranno presentate alla città alla fine di Giugno, dopo l’incontro interlocutorio previsto per metà del mese con i vertici della Gesesa.

Comunicato Stampa




Altrabenevento: “Solidarietà a Di Dio. Ridicola la lettera delle presunte nuove brigate rosse”

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dall’associazione Altrabenevento che, attraverso la presidente Sandra Sandrucci, esprime solidarietà al consigliere comunale Italio Di Dio e minimizza sulla lettera di presunte minacce inviata al sindaco Clemente Mastella. “Il sindaco  Clemente Mastella, costretto a congelare la nomina dell’avv. Domenico Russo nel Consiglio di Amministrazione della Gesesa perché non è stato pubblicato l’avviso per  eventuali candidature, ha inviato alla stampa una nota che davvero chiarisce le sue reali intenzioni.

Scrive il primo cittadino che “L’avviso finalizzato alla individuazione del nuovo componente del Consiglio di amministrazione di Gesesa Spa è in corso di pubblicazione. La procedura era stata avviata già da alcuni giorni e Gesesa era stata informata di dover attenderne l’espletamento e, quindi, la definitiva comunicazione”. 

La nomina di Russo risale al 21 novembre mentre l’avviso pubblico per eventuali candidature di soggetti capaci di gestire l’azienda idrica è stato deciso ieri, cioè dopo 12 giorni, a seguito delle critiche di Altrabenevento e del consigliere Italo di Dio, ma il sindaco chiarisce che ha già comunicato alla Gesesa di attendere questa formalità e quindi la definitiva comunicazione. Vuol dire che indipendentemente dalle nuove proposte che perverranno il nome è già deciso? Speriamo di no, altrimenti il primo ad essere in grave imbarazzo sarebbe proprio l’avvocato Domenico Russo, presidente della Camera Penale. 

La dichiarazione di Mastella continua con un attacco scomposto al consigliere Italo Di Dio che si è permesso di far notare, come dovrebbero fare i consiglieri di opposizione, che c’è un regolamento da rispettare per le nomine nelle società partecipate. Il primo cittadino che cerca costantemente visibilità sulla stampa nazionale con interventi che spaziano dalle vicende internazionali a quelle di costume, definisce Di Dio “piccolo consigliere che si agita in tutti modi per conquistare, anche con furbizia spicciola, qualche strapuntino sulla stampa” e poi allude ad incarichi che lo stesso ha ricoperto in passato.

Evidentemente Mastella si riferisce alla nomina nel Consiglio di Amministrazione dell’ASIA conferito 13 anni fa al dottore Italo Di Dio, noto commercialista,  che il professionista ha lasciato prima della scadenza almeno sette anni fa.

Torneremo sulle nomine nelle partecipate, anche quelle di altri professionisti molto legati al sindaco che si mostra sempre più nervoso quando gli arriva qualche critica. Ieri, ad esempio, sulla sua pagina facebook ha definito “farabutta e piccola donna” una signora che aveva fatto un commento non gradito.

Esprimiamo solidarietà al consigliere Italo Di Dio e alla signora “farabutta” ma non ci accodiamo al coro di solidarietà al sindaco per la lettera di presunte minacce delle nuove brigate rosse che in anni passati sono “comparse” solamente per  minacciare i coniugi Mastella quando si doveva rinnovare l’assegnazione della  scorta. Il mese scorso una lettera di minacce con la firma “nuove brigate rosse” e la stella a cinque punte è pervenuta ad alcuni amministratori dell’Emilia Romagna ma il Dipartimento della Pubblica Sicurezza le ha subito bollate come “non attendibili”.

Invece a Benevento la stampa vicina a Mastella ha evidenziato che si tratta di un fatto inquietante, addirittura, perché  sulla lettera compaiono “cinque stelle rosse con cinque punte”.

Quindi la lettera delle “nuove brigate rosse” nostrane fa veramente paura perché le stelle a cinque punte sono cinque, non una sola,  com’era il simbolo delle B.R. di quarant’anni fa.  Si comprende, quindi, il tono del consigliere Renato Parente che subito è intervenuto per condannare il gravissimo vile gesto ed esprimere solidarietà e vicinanza  al sindaco “per l’operato svolto sinora in totale trasparenza e ad esclusivo appannaggio dei cittadini”. Peccato che i sostenitori di Mastella non hanno espresso con la stessa appassionata retorica la solidarietà agli imprenditori che recentemente hanno trovato 12 bossoli davanti alla loro sede in via Torre della Catena”.




Sicurezza delle scuole, Altrabenevento: “Continua lo show dell’assessore Pasquariello”

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dall’associazione Altrabenevento a firma della preside Sandra Sandrucci e che ha come oggetto la sicurezza delle scuole di Benevento.

“Nel corso del Consiglio Comunale di ieri l’assessore alle Opere Pubbliche, Mario Pasquariello ha affermato che le scuole materne, elementari e medie di proprietà del Comune di Benevento sono sicure ed ha ripetuto la solita stantia arringa contro le associazioni che si permettono di fare domande.

Già gli hanno fatto notare, però, che il Consiglio Comunale si è fatto su insistenza di quattro consiglieri di opposizione, costretti a chiedere l’intervento del Prefetto per avere informazioni che, nonostante lo show di Pasquariello sono ancora molto carenti.

L’assessore ai Lavori Pubblici è costretto ad ammettere che sono stati spesi centinaia di migliaia di euro per fare perizie sui vari plessi scolastici ma non spiega perché su alcune scuole gli accertamenti sono stati vari e contraddittori.  

Pasquariello – prosegue la nota – conferma che vi sono alcuni edifici da abbattere e ricostruire ma sostiene che per alcuni di loro, ancora utilizzati, si tratta solo di convenienza economica, perché costa  troppo ripararli. Ma questo vuol dire che sono in pessime condizioni.

Riteniamo che le famiglie abbiano il diritto di conoscere le perizie delle singole scuole che però l’amministrazione Mastella non pubblica sul proprio sito.

Siamo costretti, quindi, a preparare un dossier su questo argomento con riferimento alle perizie, ai costi, gli incarichi, la “convenienza” dell’abbattimento e i lavori di manutenzione. Chiediamo la collaborazione di altre associazioni, consiglieri comunali, tecnici e genitori degli studenti“.




Altrabenevento: “Mastella chiude le scuole per contenere gli spostamenti”

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dall’associazione Altrabenevento relativa al rinvio dell’inizio del nuovo anno scolastico nella città di Benevento.

“Con tre diverse ordinanze firmate ieri nel giro di un’ora il sindaco  Clemente Mastella ha “sospeso le attività didattiche” cioè ha decido di tenere chiuse le scuole fino al 1° ottobre con motivazioni davvero gravi. Lo aveva preannunciato già il mese scorso ma allora diceva che i dirigenti scolastici non erano pronti per mancanza di banchi e di professori. Ieri invece, le motivazioni del sindaco sono improvvisamente cambiate.

In mattinata l’assessore alla Cultura e alla Istruzione, Rossella Del Prete, gli aveva inviato la lettera prot. 90706 con la quale comunicava, proprio come il sindaco aveva immaginato,  che “a seguito di consultazioni con i dirigenti scolastici cittadini sia degli istituti comprensivi che di quelli della scuola superiore, è emersa l’esigenza di differire le attività didattiche – anno scolastico 2020/2021- al 1° ottobre 2020 con il fine precipuo di garantire l’espletamento delle attività didattiche in sicurezza sia per il personale che per gli alunni nel rispetto delle norme ANTI-COVID19 previste per fronteggiare il rischio di contagio e di diffusione del virus.”.

Non spiega la Del Prete come si realizzerebbe il “fine precipuo” rinviando l’apertura delle scuole di una settimana. Perchè dal 1° ottobre le attività didattiche si possono svolgere con la sicurezza che adesso mancherebbe ? Non sono stati completati i lavori ?

Dopo mezz’ora  il sindaco emette la sua Ordinanza  prot. 90727 ma le motivazione per tenere le scuole chiuse sono davvero sorprendenti e non sono quelle indicate dall’assessore all’Istruzione.

Mastella infatti cita la lettera della Del Prete ma poi scrive “Considerato che la curva dei contagi in Italia, pur ridotta rispetto ai mesi precedenti, dimostra che persiste una diffusione del virus che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, e che sussistono pertanto le condizioni oggettive per il mantenimento delle disposizioni emergenziali e urgenti dirette a contenere la diffusione del virus;

Rilevato che negli ultimi giorni è stato registrato sul territorio regionale un sensibile incremento dei casi di positività al virus, per lo più connesso a soggetti asintomatici o paucisintomatici; Ritenuta la necessità e urgenza di adottare adeguate e proporzionate misure di contrasto e contenimento alla diffusione del predetto virus;

RAVVISATA la necessità di ridurre il più possibile i motivi di spostamento delle persone per

evitare in ogni modo la diffusione da virus Covid-19;

Ordina la sospensione di tutte le attività relative alle scuole, di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private fino a tutto il 31 settembre 2020, assicurando la gestione da remoto anche dell’attività amministrativa.

Quindi, le scuole DEVONO RIMANERE CHIUSE per RIDURRE GLI SPOSTAMENTI ed evitare la diffusione del Coronavirus.

Pochi minuti dopo Mastella emette prima un chiarimento e poi una nuova Ordinanza (prot. 90841) per correggere la data 31 settembre, eliminare il riferimento alle attività amministrative da svolgere da remoto, escludere le scuole private (che pertanto possono aprire da domani) ma conferma, anche nella ordinanza definitiva,  che le scuole pubbliche di ogni ordine e grado non possono aprire per RIDURRE IL PIU’ POSSIBILE I MOTIVI DI SPOSTAMENTO DELLE PERSONE

Attenzione, il sindaco non si riferisce a possibili “assembramenti” magari per problemi organizzativi delle scuole, vuole RIDURRE GLI SPOSTAMENTI.

E perché solo gli spostamenti per andare e tornare da scuola sono un pericolo?

Come mai la situazione in città fino alle operazioni di voto non era tanto preoccupante (Mastella non ha annunciato neppure i due casi di Covid negli uffici comunali) ed ora è diventata grave al punto da dover limitare non solo gli assembramenti ma addirittura gli “spostamenti”?

Vuol dire che il sindaco, dopo la chiusura di tutte le scuole si prepara a chiudere di nuovo gli uffici pubblici, i bar, i ristoranti, i negozi e lo stadio?”




Altrabenevento: “Chiuso un pozzo privato al rione Ferrovia”

“L’amministratore di uno stabilimento industriale del rione Ferrovia ha comunicato il 31 agosto scorso alle autorità competenti che nel proprio pozzo è stata accertata la concentrazione di 1,28 microgrammi/litro Tetracloroetilene  oltre la Soglia di Contaminazione stabilita per legge di 1,1 microgrammi/litro. Pertanto, lo stabilimento industriale ha comunicato che non utilizzerà l’acqua del pozzo per la produzione di alimenti“. A sostenerlo in una nota inviataci è Sandra Sandrucci dall’associazione Altrabenevento.

“Invece viene è ancora servita agli abitanti dei quartieri Ferrovia, Libertà e Centro Storico per bere e cucinare l’acqua dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni dove è stata accertata la presenza del pericoloso inquinante in concentrazioni di 2,27 e 2,67 microg./litro, cioè il doppio di quelle riscontrate nel pozzo dello stabilimento industriale appena chiuso.  

Il sindaco Mastella e il presidente dimissionario della Gesesa, Luigi Abbate, continuano a dire che quell’acqua contaminata è buona anche da bere perché non ha ancora superato il Limite di potabilità di 10 microgrammi/litro. Altrabenevento insiste, invece, nel ricordare che la qualità dell’acqua si misura, innanzitutto, dalla qualità della falda prima ancora dell’acqua di superficie.

E’ accertato scientificamente, infatti, che il Tetracloroetilene è un inquinante pericoloso e potenzialmente cancerogeno anche perché può trasformarsi in altri composti ancora più tossici. Nell’acqua profonda si può trasformare in Cloruro di Vinile (come ha comunicato anche la soc. Artea incaricata dal Comune di Benevento) e nelle acqua di superficie può subire diverse trasformazioni anche per l’aggiunta di cloro utilizzato per la potabilizzazione.

A febbraio e marzo 2019 fu l’ARPAC a trovare proprio nell’acqua dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni concentrazioni di Triclorometano (normalmente conosciuto come Cloroformio) di tre o quattro volte superiori alla Soglia di Contaminazione. In qual caso fu proprio l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale a scrivere nei rapporti di prova “Si rappresenta che il Triclorometano è un prodotto del processo di clorazione”

Del resto è chiaro che per la qualità dell’acqua servita alle famiglie per bere o produrre alimenti, non si può solo fare riferimento alla potabilità perché in tal caso non sarebbero necessari tutti i costosi accertamenti sulle acque profonde che si stanno effettuando, seppure a rilento, da circa due anni (esami nei pozzi pubblici e privati del rione Ferrovia, esami in acqua di falda attraverso i pozzi piezometrici appositamente scavati, conferenze dei servizi) che hanno accertato la CONTAMINAZIONE delle acque profonde da Tetracloroetile.

Vogliamo ricordare a Luigi Abbate, nominato dal sindaco Mastella nel consiglio di Amministrazione della  Gesesa insieme a Antonio Orafo e Alessandra Itro per rappresentare gli interessi dei cittadini di Benevento, che prima delle denunce di Altrabenevento di novembre-dicembre 2018, l’azienda idrica attestava di aver sempre trovato nei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni TRACCE INSIGNIFICANTI di Tetracloroetilene.

Poi, dopo le nostre denunce, tutti i laboratori pubblici e privati che hanno esaminato le acque profonde nei due pozzi hanno trovato concentrazioni superiori di 3-4 volte la soglia di Contaminazione. Per questo motivo e per i pericoli di trasformazione del pericoloso inquinante, i pozzi dovevano essere chiusi (come richiesto a maggio 2019 anche dall’ufficio Ambiente della Regione Campania- sede di Benevento) e monitorata costantemente la qualità della falda.

Invece, incredibilmente, gli ultimi esami sono stati effettuati da Artea e dall’Arpac ad ottobre 2019 quando la presenza del pericoloso inquinante oltre la Soglia di Contaminazione fu accertata per l’ennesima volta nei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni, in 4 pozzi privati e 5 pozzi piezometrici appositamente scavati.

Poi, nonostante la accertata contaminazione, da allora, cioè da circa un anno,  nessun esame nell’acqua di falda è stato più effettuato.

Alcuni esami sono stati effettuati dal laboratorio Tecnobios (società con quote di proprietà di Maria Carmela Mignone, assessore della giunta Mastella) su incarico della Gesesa ma non si comprende se riguardano acque profonde o acqua di rubinetto.

Infatti, sul sito dell’azienda idrica alla voce “Qualità” compaiono “Le tabelle della qualità dell’acqua dei due pozzi che servono parte della città di Benevento” con tre documenti: “Pozzi Pezzapiana-Biferno-Campo Mazzoni2”, “Pozzi Pezzapiana-Biferno”, “Pozzi Pezzapiana”.

Il riferimento al Biferno – prosegue la Sandrucci – lascia intendere che si tratta di acqua miscelata e quindi misurata in rete e non in profondità. Gli ultimi risultati sono relativi ad esami di aprile 2020, 5 mesi fa, e riportano la presenza di Tetracloroetilene  per valori tra 2,21 e 2,27 (acqua miscelata di due pozzi) e 2,67 acqua pozzo di Pezzapiana non miscelata.  Si tratta sempre di valori oltre la Soglia di Contaminazione di 1,1 microgrammi/litro.

Non risulta che siano stati effettuati esami per  accertare i valori di Cloruro di Vinile o Cloroformio sostanze inquinanti anche risultati  da trasformazione del Tetracloroetile.

Insomma, i dati forniti da Gesesa sulla qualità dell’acqua sono parziali e contraddittori nonostante l’azienda idrica sia tenuta a fornire informazioni precise sulla risorsa servita alla città e pagata  a caro prezzo.

Abbate che si è sempre particolarmente impegnato per sponsorizzare eventi e organizzare manifestazioni di propaganda anche nelle scuole, dovrebbe spiegarci perché proprio sulla Qualità dell’Acqua la Gesesa fornisce informazioni confuse  o incomprensibili.

Infine vogliamo ricordare a Luigi Abbate che quando proponemmo (dicembre 2018) di chiedere alla Regione Campania l’aumento della fornitura di acqua dal Biferno per alimentare tutta la città rispose che si trattava di una soluzione impossibile. Sostenne che la rete idrica non avrebbe sopportato l’aumento di fornitura e di pressione e che comunque non c’era la possibilità di servire acqua buona del Biferno alla parte bassa della città.

Abbiamo insistito e la fornitura di acqua dal Biferno è aumentata notevolmente ma viene utilizzata, solo in parte,  per miscelare l’acqua dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni senza neppure ridurre la contaminazione nei limiti di legge.

Dovè finita l’altra parte consistente di acqua del Biferno arrivata in città grazie alle nostre insistenze e alle firme di alcune migliaia di cittadini? 

Ce lo spiega Luigi Abbate invece di pensare solo alla propaganda elettorale?

Vorremmo anche sapere – conclude la nota – che ne pensa della qualità dell’acqua servita agli abitanti dei roni Libertà Ferrovia e Centro storico, l’assessore all’Ambiente Gerardo Giorgione”.




Test sierologici, Altrabenevento: “Chiarire i rapporti tra Comune, Consorzio Sannio Tech e Tecnobios”

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dall’associazione Altrabenevento relativa ai test sierologici che verranno fatti in città. “Il sindaco Mastella con una apposita campagna pubblicitaria ha annunciato di aver organizzato una attività di controllo di positività al Covid-19 per i cittadini ultra settantenni, che dagli inizi della prossima settimana possono sottoporsi gratuitamente a test seriologici.

Dopo la brutta figura fatta dall’amministrazione comunale per i due concerti di Città Spettacolo annullati perché avrebbero potuto provocare assembramenti e contagi, colpisce che la “campagna di prevenzione sanitaria” sia organizzata dal Comune anziché dalla ASL.

In una lettera inviata ai medici, l’amministrazione Mastella chiarisce che il controllo con i test è stato organizzato con la collaborazione dell’Università del Sannio e del Consorzio Sannio Tech che ha prodotto il kit diagnostico.

La notizia non è di poco conto e merita un approfondimento perché tale consorzio ed alcune delle società associate coinvolgono l’avv. Maria Carmela Mignone, assessore del Comune di Benevento con deleghe ai rapporti con l’Università, l’Agricoltura, l’Innovazione tecnologica e il sostegno alle imprese.  

Pochi giorni prima della nomina di assessore avvenuta il 24 febbraio scorso (al termine delle dimissioni bluff del sindaco), l’avv. Mignone aveva assunto la carica di componente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Sannio Tech che ha sottoscritto contratto di rete anche con la Tecnobios, società che effettua controlli sulla qualità dell’acqua e sui depuratori per incarico della GESESA.

L’amministratore unico di Tecnobios è Piero Porcaro, marito dell’assessore Mignone che è socia della stessa azienda.

Il test sierologico prima somministrato ai commercianti e ora proposto ai cittadini ultra settantenni, è stato preparato dalla Tecnobios e dalla società Genus Biotech di cui è socio anche Piero Porcaro.

L’assessore Mignone il 16 giugno, lo stesso giorno della nostra segnalazione per la verifica di sue eventuali incompatibilità con le deleghe attribuite dal sindaco, ha integrato la sua dichiarazione sulle partecipazioni e gli incarichi in società, comunicando (con una lettera che riporta stranamente il protocollo del 19 maggio) di aver lasciato l’incarico di amministratore del Consorzio Sannio Tech in data 27 maggio 2020.

Ma quando il test sierologico fu presentato alla stampa il 9 giugno, i relatori chiarirono che anche grazie al lungo lavoro effettuato con la collaborazione del laboratorio di analisi dell’Ospedale San Pio, di Unisannio, del Comune di Benevento e del Consorzio Sannio Tech e le aziende associate, “Il kit diagnostico ha ottenuto già le necessarie certificazioni e il dovuto accreditamento”.

Quindi, la collaborazione tra Comune di Benevento e Consorzio Sannio Tech è cominciata quando l’avv. Mignone era, contemporaneamente, assessore al Comune e membro del Consiglio di Amministrazione di tale Consorzio?

Il sindaco Mastella e la Segretaria Generale del Comune – conclude la nota – dovrebbero spiegare anche in cosa si sostanzia, esattamente, la partecipazione del Comune di Benevento alla preparazione, sperimentazione, diffusione e somministrazione di questo test sierologico, prodotto dalla società Tecnobios di cui l’assessore Mignone è tuttora socia”.




Città Spettacolo, Altrabenevento: “Dalla Regione altri 80mila euro e aumento dei prezzi biglietti”

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dall’associazione Altrabenevento, a firma di Sandra Sandrucci, che focalizza, ancora una volta, l’attenzione sulla prossima edizione di Benevento Città Spettacolo. “Per Città Spettacolo il Comune riceve un ulteriore finanziamento regionale di  80.000 euro; incassa la vendita dei biglietti di Salemme; risparmia i costi per l’allestimento del palco a piazza Castello ma aumenta del 20 % il costo dei biglietti della intera rassegna. A cosa serviranno tanti soldi?

All’albo online del Comune di Benevento è stata pubblicata questa mattina la determina n. 47 del 20 agosto con la quale il dirigente del settore Cultura, Vincenzo Catalano, prede atto che lo scorso 17 agosto il sindaco Mastella ha firmato con il presidente della SCABEC – società regione campania beni culturali, un contratto per un ulteriore finanziamento di € 80.390 (70 mila più Iva) da destinare alla Rassegna Benevento Città Spettacolo. 

Tale contratto, però, non è allegato all’atto pubblicato, benchè richiamato come “parte integrale” (anche questo caso è stato segnalato al vicesegretario generale dell’ente, Alessandro Verdicchio) e quindi non è possibile comprendere per quali voci di spesa specifiche è stato concesso questo finanziamento. Nella determina si legge che il Comune l’ha chiesto per lo spettacolo di Vincenzo Salemme, per valorizzare il Teatro Romano, e per la rassegna di “Teatro per ragazzi”.

L’amministrazione Mastella ha poi deciso (senza alcun atto formale) di spostare lo spettacolo del comico napoletano a Piazza Castello in modo da poter incassare 35.000 senza dover sostenere costi (tranne la SIAE) anche perché la SCABEC finanzia pure il Palco con le sedie, le transenne e gli impianti in piazza Castello che saranno utilizzati per tutti gli altri spettacoli fino al 30 agosto.

Ciò comporta un ulteriore vantaggio per l’amministrazione Mastella che risparmierà i costi per il palco e il service già previsti nei preventivi della rassegna per gli spettacoli in programma nei giorni 28, 29 e 30 agosto sempre a piazza Castello.

Nonostante questi “risparmi “ e i maggiori finanziamenti, non ci sono i concerti del Conservatorio e sono addirittura aumentati del 20% i costi dei biglietti per tutti gli spettacoli a pagamento previsti dal cartellone e deliberati dalla Giunta Comunale. A cosa serviranno tutti questi soldi?”