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Scissione Pd, iniziano le manovre dei renziani sanniti

In queste ore Matteo Renzi ha ufficializzato la sua “scissione a freddo” dal Partito democratico di cui ne era stato segretario nazionale e massimo esponente di governo fino allo sciagurato esito referendario di fine 2016.

Motivo della scissione – politicamente debole – la non condivisione della strategia zingarettiana di una ricerca di intesa politica con il M5S anche sui territori partendo dalle prossime competizioni regionali.

Cosa sta accadendo nel Sannio e cosa accadrà nelle prossime ore?

Nella categoria politica dei cosiddetti renziani è da distinguere, prima di arrivare all’oggi, i renziani sanniti della prima ora (che poi hanno deviato dalla via renziana per approdare altrove) e i renziani della seconda ora, sopratutto bersaniani (ai tempi della ditta) e poi folgorati dal senatore fiorentino.
I renziani “della prima ora” poi scottati dall’esperienza renziana (forse, meglio non scottati dal non utilizzo del lanciafiamme promesso in Campania) i giovani sanniti che gravitavano attorno alla figura del beneventano Francesco Nardone e il gruppo dell’ex consigliera regionale caudina Giulia Abbate.

Oggi l’area renziana è occupata sia dai riferimenti locali dei Comitati Azione Civile ed è guardata con interesse da un pezzo del civismo cattolico sannita nonché da coloro che hanno sostenuto all’ultimo congresso nazionale del Pd la mozione capeggiata da roberto Giachetti.

Partiamo da questi ultimi e quindi da dentro il Pd. Potrebbe seguire Renzi nel suo nuovo partito Rita Maio, esponente locale della mozione giachettiana Sempre Avanti che poi si è organizzata in vera e propria corrente. Anche Antonio Iesce, vicinissimo ad Ettore Rosato e fondatore del Comitato Azione Civile di Paupisi, verso il nuovo partito renziano.

Poi c’è il mondo dei Comitati Azione Civile, nel Sannio se ne contano diversi. In città a Benevento ce ne sono quattro: quello di Fabio Solano, quello della giornalista Vittoria Principe, quello capeggiato dall’ultrarenziano Carmine Pulzella e quello di Francesco Pio Pepiciello.
Comitati renziani anche in provincia. Sabino Petrella a Sant’Angelo a Cupolo; a Montesarchio il comitato capitanato da Pasquale Ferraro; a Bucciano Giuseppe Meccariello; ad Airola Roberto Abbatiello; a San Salvatore Telesino ben due comitati: quello di Lorena Pacelli e quello di Emilio Bove.
Come detto, inoltre, c’è poi il mondo civico cattolico che guarda con molto interesse a questa proposta politica renziana neocentrista. Si segnalano tra gli altri Pasquale Orlando aclista di ferro e in passato amministratore locale a Napoli; Filiberto Parente, portavoce unico del Forum del terzo settore della Campania; Ettore Rossi di Cives e Angelo Moretti ex direttore Caritas a Benevento e oggi alla guida del consorzio Sale della Terra.