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L’amore di Landaida, la perla di Bueno e le meteore: quando la Strega è albiceleste

Ebagua e Landaida in un Varese-Benevento della stagione 2009/10 (foto Varese News)

Adolfo Gaich è l’ottavo argentino a vestire di giallorosso, andando a ritroso con la mente e spulciando gli almanacchi in rete. Il Benevento ha ufficializzato sabato mattina El Tanque in arrivo dal CSKA Mosca, dopo aver depositato il giorno prima tutta la documentazione in Lega. L’attaccante classe ’99 di origini tedesche ha suscitato la curiosità di tifosi, addetti ai lavori e “fantacalcisti”, ed è stato presentato da chi lo conosce e l’ha visto crescere, come una reincarnazione di Martin Palermo, icona del Boca, ma in chiave moderna, rifacendosi a Robert Lewandowski, suo modello.

Ma il diamante è ancora grezzo e come affermato anche dal patron Vigorito in un’intervista apparsa sulle colonne del Corriere dello Sport, sarà compito di Inzaghi plasmarlo e farlo esplodere definitivamente: nel 2022, quando il club sarà chiamato all’eventuale riscatto di 10 milioni, chissà che non potrà fruttare una futura plusvalenza. Gaich intanto sarà il quarto attaccante albiceleste a indossare la maglia della Strega. Un legame, quello tra Sannio e Argentina, esploso soprattutto a cavallo degli anni dieci dei duemila. Prima di lui Sebastian Bueno, Emanuel De Porras e Fernando Screpis sono stati i finalizzatori sanniti, tra campo e panchina, apparizioni e magie. Bueno l’argentino più prolifico con 9 reti dal 2008 al 2011: il suo biglietto da visita fu la rete del momentaneo 2-1 nella gara di Coppa Italia contro la Lazio del 23 agosto 2008, finita poi con la cinquina biancoceleste. Indimenticabile, però, quella perla di rovesciata alla Ternana ad aprire le danze per il 2-1 finale. Uno dei gol più belli visti al “Vigorito” e propiziato dal lancio di un altro argentino, il connazionale Maximiliano Cejas. Per lui due stagioni all’ombra della Dormiente (2008-10), 50 presenze e anche due marcature. Compiuti i 40 anni, il mediano di La Plata è ancora in attività giocando nel Ferentillo Valnerina, Prima Categoria umbra.

Ed era, quella 2008/09, una Strega a ritmo di tango perché erano tre gli albiceleste in rosa: oltre a Bueno e Cejas c’era anche Juan Manuel Landaida, il difensore centrale giunto nel 2007 dalla Sambenedettese e che non ha mai più lasciato il capoluogo beneventano, sposando la figlia del presidente Vigorito, Rosanna. L’addio al calcio nel 2011 dopo 130 presenze condite da 2 gol in 4 stagioni totali. Poi l’inizio della carriera da talent scout nel settore giovanile giallorosso, un’esperienza alla guida dell’under 17 e anche al timone della prima squadra con Daniele Cinelli dal 20 aprile 2015, prendendo le redini di un Benevento che con Brini stabilì il record di punti in Lega Pro ma che chiuse secondo alle spalle della Salernitana, promossa in B, fino alla disfatta casalinga contro il Como nei playoff. Quella squadra annoverava un altro argentino, Luis Alfageme, 6 gol in campionato quell’anno e l’esperienza che finì in anticipo con la rescissione a fine stagione rispetto al biennale firmato l’estate precedente. Sul campo però la sconfitta più dura da digerire fu in finale playoff contro il Crotone: era il 21 giugno 2009, in un Santa Colomba gremito, e nell’undici titolare opposto ai pitagorici figuravano sia Landaida che Cejas e Bueno.

La stagione precedente c’era anche Emanuel De Porras, quella della promozione in C1 con al comando Giovanni Simonelli. Un anno e mezzo nel Sannio, lasciò tracce con una rete all’Igea Virtus da poco approdato nel gennaio 2007, un anno dopo in Coppa Italia siglò il gol della vittoria a Sorrento (nel tandem d’attacco tutto argentino proprio con Bueno). C’è anche però chi è finito nel dimenticatoio, ovvero i primi due argentini di cui si ha recente memoria nel Sannio: Marcos Correa e Fernando Screpis. Era il 2001 e furono autentiche meteore: Screpis, da attaccante, giocò 14 partite senza mai andare a segno, mentre Correa fece anche peggio giocando in totale 64 minuti tra Ascoli e Nocerina, per poi prendere la via del ritiro. Adesso un nuovo capitolo del binomio giallorosso-albiceleste, quello targato Adolfo Gaich, che sognava l’Europa e prendendosela, ora vuole conquistare anche la Nazionale di Messi: sarebbe il primo calciatore del Benevento a riuscirci.