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Casa di Bacco, il museo del vino e la vigna diventano aula

Alternanza scuola-lavoro nel museo del vino (MuBac) e tra i filari di camaiola e falanghina. Per il quarto anno consecutivo “La Casa di Bacco” di Guardia Sanframondi ha stipulato, nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro, una convenzione con l’Istituto Superiore “Galilei Vetrone” di Benevento mettendo a disposizione il museo del vino (MuBac) in piazza Castello, ed una vigna dove gli allievi dell’Istituto Tecnico Agrario indirizzo Viticoltura ed Enologia potranno mettere in pratica teorie e tecniche apprese in classe sui libri di testo.

Questa mattina si sono ritrovate sotto il “pergolato magico” della Casa di Bacco la Dirigente Scolastica Prof.ssa Angela Maria Pelosi e la Dott.ssa Fiorenza Ceniccola, Rappresentante legale della Casa di Bacco per la sottoscrizione della convenzione ai sensi della L. 107/2015. Nel progetto un duplice percorso: uno interno al museo, con una ricerca storiografica su Guardia Sanframondi e il suo vino liquoroso tanto apprezzato dal re Ferdinando IV di Borbone ed uno esterno, in vigna.

Inoltre, si è stabilito che nella vigna sarà realizzata una “Casa del Vino” intesa come gemmazione del Museo del Vino (MuBac) ed il Prof. Arch. Ignazio De Lucia si è assunto l’impegno di elaborare nelle prossime settimane il relativo progetto che segnerà l’avvio della realizzazione di un vero e proprio “Parco dell’Arte” per favorire un incontro proficuo tra viticoltura e arte con lo scopo di far diventare la “vigna didattica” un piccolo campus culturale con attività riferite ad una nuova capacità di generare e sviluppare nelle nuove generazioni la passione per la viticoltura anche attraverso il linguaggio dell’arte.

“Questo progetto è nato perché ritengo che la viticoltura e la cultura del vino intesa come la cultura del bere responsabile debbano diventare parte integrante di un processo educativo e culturale naturale così come accade in altri Paesi” – spiega Fiorenza Ceniccola, amministratrice della Casa di Bacco.

Comunicato stampa




Presentato il progetto Open Coesione. Gli studenti del Galilei Vetrone: “Non sprechiamo i fondi europei”

ALUNNI ALL'OPEN COESIONELa scuola, il territorio, l’Europa. Gli studenti cittadini attivi. Per capire come vengono spesi i fondi europei e fare in modo che le opere pubbliche non restino inutilizzate. Con un appello agli amministratori comunali  perché  per il futuro non sprechino risorse e correggano le criticità dei lavori realizzati. Questo l’obiettivo cardine del Progetto Open Coesione, realizzato dall’Istituto Galilei Vetrone di Benevento. I risultati della ricerca sono stati illustrati al Museo del Sannio dagli alunni delle classi quarte del settore geometri.
I ragazzi, seduti al tavolo della presidenza, hanno snocciolato tutti i dati emersi dall’indagine effettuata sulla “Riqualificazione del Rione Ferrovia”, con particolare riferimento alla realizzazione di Piazza Colonna e di Piazza Bissolati con relative fontane. Il finanziamento complessivo è stato di 3 milioni e mezzo, i lavori sono stati completati, ma tra gli abitanti del quartiere serpeggia una diffusa insoddisfazione. La raccolta delle notizie è avvenuta con l’osservazione diretta, incontri con i tecnici comunali ed un sondaggio.
Protagonista di questa “esplorazione” didattico-conoscitiva è stato il team composto dagli allievi Francesco Peluso, Gianluca Iannace, Maria Letizia Grasso, Giusy Cutillo, Vincenzo Salerno, Dimitri Zarivny, Emanuele Pugliese e Gabriele Cocchiarella, nel ruolo di blogger. La presentazione del progetto è stata accompagnata da un confronto-dibattito sul seguente tema: “La trasparenza nelle pubbliche amministrazioni”. Hanno partecipato: Erminia Mazzoni, vicesindaco di Benevento, gli assessori comunali Mario Pasquariello e Antonio Reale, Roberto Stallone per l’Ordine degli Architetti,  Nicola Fontana per l’Università del Sannio.
“Lo scopo dell’iniziativa -ha sottolineato la dirigente scolastica, Grazia Elmerinda Pedicini- è quello di conoscere quali ricadute abbiano avuto i fondi mandati dall’Europa, se abbiano migliorato la qualità della vita delle nostre comunità. Con l’Open Coesione si mira ad ottenere la trasparenza dei dati e quindi ad accrescere la conoscenza e la partecipazione dei cittadini. Per questo l’impegno degli studenti è encomiabile”. Il progetto del Galilei Vetrone è giunto alla fase finale, selezionato tra 196 scuole italiane.
L’opera del Rione Ferrovia rientra nel Programma Integrato Urbano e nella programmazione 2007-2013.Gli interventi furono concordati insieme alla Regione Campania, in rappresentanza dell’Unione Europea. Per Benevento sono stati spesi circa 40 milioni di euro. “Oggi -ha ricordato Mazzoni- siamo nella programmazione 2014-2020 e l’iter preparatorio ancora non inizia, perché aspettiamo dalla regione le istruzioni necessarie. Il Piano Operativo Regionale è stato approvato solo alla fine del 2015.Speriamo di partire tra qualche mese”.
I ritardi e lentezze della burocrazia portano spesso all’incompleto utilizzo dei fondi disponibili. Le macchine comunali somigliano a dei gironi infernali. Per questo diventa fondamentale la comunicazione. “Quando ho letto del vostro “gioco dell’oca” –ha evidenziato il vicesindaco- ho pensato che aveste tratto l’idea dal contatto col comune di Benevento, perché è la sensazione che ho avuto io entrando in questo palazzo. Stiamo organizzando una nuova piattaforma digitale e voi potete darci consigli e suggerimenti”.
Per evitare opere inutili c’è bisogno di un rapporto più continuo coi cittadini. “Dobbiamo avere -ha detto Pasquariello- la capacità di ascoltare con umiltà. Faremo comunque qualcosa per rimediare alle criticità di Piazza Colonna e della Colonia Elioterapica”. “Oggi le opere pubbliche -ha aggiunto Reale- devono essere condivise con la città. Non servono cose lontane dai bisogni del territorio”. La stessa esigenza è stata posta dall’architetto Stallone che ha auspicato una “progettazione partecipata”.
Il “monitoraggio civico” degli studenti, coordinato dai docenti Maria Basilicata e Ferdinando Paribello, rientra nell’alternanza scuola-lavoro. Il loro impegno è stato apprezzato ed incoraggiato da tutti. Gli amministratori comunali li hanno invitati a continuare a fare da pungolo alla classe politica. “I soldi europei -ha concluso Fontana- sono soldi nostri. Non arrivano dal cielo. Dobbiamo pretendere che vengano spesi bene. Avete svolto un esercizio di cittadinanza, da vere sentinelle del territorio. Non vi fermate, perché la vostra voce è più sentita”.