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“Prima, durante e dopo la peste”, la Solot riparte con una cronistoria della pandemia

Le mascherine, l’Amuchina, i posti a sedere distanziati, gli ingressi scaglionati, ma anche la gioia nei volti di chi vive di Teatro e di chi gode del Teatro, e soprattutto gli applausi. I sacrosanti applausi; durante i quali la distanza non si percepisce, non c’è, non esiste più e il distanziamento tra i posti si sospende pur resistendo, proprio come ha dovuto, fino ad ora, fare il Teatro: sospendersi e resistere!

Per la prima di “Racconti per ricominciare”, al Giardino del Mulino Pacifico di Benevento l’atmosfera era quasi come sospesa, appesa all’ultimo applauso dell’ultimo spettacolo fatto prima del lockdown. Ma è bastato un attimo per ricollegare la vita al Teatro e dopo il primo passo degli attori sul palcoscenico tutto ha magicamente ripreso vita.

“Raccontami una storia (Prima, durante e dopo la peste)”, questo il titolo scelto dalla Compagnia Stabile Solot di Benevento per il primo appuntamento della rassegna “Racconti per ricominciare”, per la direzione artistica di Giulio Baffi e Claudio Di Palma. L’iniziativa, che porterà percorsi di teatro dal vivo in alcune delle località più belle della Campania (Benevento, Castellammare di Stabia, Casamarciano, Ercolano, Napoli, Portici, Sorrento e Torre del Greco), ha il chiaro obiettivo di restituire speranza al mondo del teatro.

Nello specifico, lo spettacolo andato in scena questa sera al Mulino Pacifico ha tracciato un’analitica e critica cronistoria della pandemia: dall’ansia e dalla paura degli inizi fino allo smarrimento e alle difficoltà di questo periodo di ripresa, passando per i complessi e apparentemente interminabili momenti d’isolamento forzato. All’interno della ricostruzione, largo spazio all’indagine psicologica del momento, attraverso il rimando diretto ed indiretto ad episodi al limite dell’integrità psichica, ma anche la denuncia del difficile mantenimento degli equilibri sociali e della significativa riemersione della violenza di genere tra le mura domestiche, con un riferimento esplicito ai recenti dati in merito alle chiamate ai numeri anti-violenza. Insomma, uno spaccato nudo e crudo delle fragilità dell’uomo solo con se stesso, a tu per tu con la bestia del proprio io, che troppo spesso ha prevalso e connotato la lunga quotidianità.

In conclusione, lo sceneggiato (per la regia di Michelangelo Fetto e con Assunta Maria Berruti, Carlotta Boccaccino, Alfredo Calicchio, Antonio Intorcia e Rosario Giglio) ha passato in rassegna i tanti temi caldi di questo periodo storico, di ordine politico, sociale, psicologico e culturale, riuscendo a non scadere nell’ovvietà e nella semplificazione, ma provando a rileggere (a tratti anche criticamente) tutto quello che c’è stato prima, durante e dopo la peste…

Lo spettacolo sarà replicato anche domani e dopodomani alle 19:00 e alle 20:30 così da mettere quante più persone possibili nella condizione di poterlo vedere. La rassegna, invece, proseguirà fino al 12 luglio con “Raccontami due storie” e “La terza storia”.

Mario Martino




Obiettivo T: in scena “Il motore di Roselena” con Gea Martire

Venerdì 7 febbraio, alle ore 20.30,
presso il Nuovo Teatro Mulino Pacifico,
si terrà il terzo appuntamento di “Obiettivo T”, la storica rassegna
teatrale promossa dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento.

“Il motore di Roselena”, questo lo
spettacolo in programma, nato
da un’idea di Gea Martire che ne è la protagonista, drammaturgia di Antonio
Pascale.

Dalle note di regia: “Storia in forma monologata dell’emancipazione di Roselena, nata e cresciuta dietro al Vesuvio. Il tono è tragicomico, come lei. Roselena è infiammata da una grande passione per le macchine. Una donna! C’è chi si sogna in abito da sposa, chi in tailleur manageriale, lei in tuta da pilota. L’importante nella vita è avere un motore e lei ce l’ha in testa come un chiodo fisso. Fin da piccola. Con molta meraviglia la madre si rende conto che il rumore dei motori delle macchine l’acquieta come nessuna ninna nanna e la mette di buon umore. Crescendo, il suo linguaggio dialettale, spesso sgrammaticato, colorito e poco forbito, diventa adeguato, calzante, perfetto se si ritrova a parlare di motori, carburatori, testate, pistoni, aerodinamicità. Le reazioni di chi la conosce passano dallo stupore alla perplessità allo scherno. Perché le persone intorno a lei sono fossi pieni d’acqua dentro i quali il suo motore si affoga. La bloccano, la mandano in avarìa. Ma Roselena sa aggiustare i motori scassati e truccarli a dovere, e ogni volta mette insieme i pezzi e riparte. Riuscirà ad arrivare alla meta e battere ogni record? O prenderà altre direzioni, condotta da quella macchina che tutti chiamano destino e che procede ignorando i nostri comandi? In ogni caso Roselena avrà vinto perché ha sfidato, combattuto e, di sicuro, non si è annoiata!”.

Da un’idea di
Gea Martire

Drammaturgia di
Antonio Pascale

con Gea Martire

Costumi Carlo
Poggioli

Spazio Scenico:
Rossana Giugliano

Progetto luci:
Nadia Baldi

Produzione Teatro Segreto srl

Biglietteria per
lo spettacolo a partire dalle ore 18.00 del giorno dello spettacolo, al botteghino
del Mulino Pacifico, sito in via Appio Claudio.
Biglietto
unico € 15. Per info e prenotazioni: 0824 47037 info@solot.it