La nomina di un tecnico, l’ex prefetto Luciana Lamorgese, a Ministro dell’Interno potrà segnare una svolta positiva nella gestione dei flussi migratori del Mediterraneo, se si partirà dal dato che questo non è tanto un problema di “maggiore o minore rigore sugli sbarchi” (di cui si preoccupa invece qualche grande firma della stampa) quanto, piuttosto, quello di avviare un diverso programma di controlli e contenimenti dei movimenti migratori verso l’Europa. Pertanto, occorre finalmente puntare ad un vero e proprio piano intercontinentale euroafricano. Altrochè sequestro delle navi O.N.G. e relativo spettacolo sulla costa di Lampedusa, visto che tutto quanto è accaduto finora in quel porto è servito soltanto alla visibilità elettorale del Ministro Salvini.

Dobbiamo convincerci – con la speranza che sia questa la linea del nuovo governo – che la sede della soluzione non è Lampedusa ma Bruxelles, dove peraltro la nuova presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, ha mostrato un particolare interesse in tal senso. Ma a Bruxelles i governi dei vari Stati membri, in primis quelli euromediterranei, come l’Italia, debbono muoversi da partners che vogliono interloquire e interagire e non da controparti dedite solo a litigare e contrastarsi. Difatti, finora, la nostra destra sovranista ha tentato solo di tenere l’Italia fuori da ogni tavolo di trattativa, distinguendosi con feroci attacchi agli altri governi europei, soprattutto a quelli più rappresentativi e influenti. Il Ministro Salvini, ha sempre disertato i tavoli in cui si discuteva della modifica del Regolamento di Dublino inerente la distribuzione degli immigrati fra i vari Paesi europei.

In ogni caso, la spoliticizzazione del Ministero dell’Interno potrebbe consentire al Governo Conte 2 di affrontare la crisi migratoria con lo sguardo volto al futuro: a quella che sarà l’Italia di domani e non soltanto ai consensi elettorali di oggi. Ci si deve preoccupare, però, non solo dei naufraghi portati dalle navi O.N.G. nel porto di Lampedusa, quanto piuttosto dei migranti che approdano disordinatamente sulle coste del meridione, in centinaia di persone al giorno, senza alcun controllo sanitario e di sicurezza. Sono questi i clandestini più pericolosi, dei quali il Ministro Slavini non si è mai occuopato, forse perchè con essi non avrebbe potuto allestire lo spettacolo delle spiagge chiuse, così come è riuscito a fare con i porti chiusi in faccia alle O.N.G.

A molti italiani sfugge che, dopo ogni fermo imposto alle navi davanti a Lampedusa, quei migranti sono stati, comunque, sempre sbarcati in quello o in qualche altro porto italiano. Con tanti saluti ai divieti dei Decreti Sicurezza! Va detto, però, che almeno i profughi delle O.N.G., quando vengono sbarcati, sono sottoposti a controlli e registrazione, contrariamente a quanto avviene per le centinaia di clandestini che ogni notte approdano liberamente con barchine e gommoni sulle coste pugliesi, calabresi, siciliane e sarde.

Quello che molti italiani non sanno è che il numero degli sbarchi dei migranti, tra il 2018 e ’19, è diminuito non solo in Italia ma ugualmente in Grecia e Spagna, senza che nessun ministro di quei paesi ne facesse motivo di uno show elettorale.

La tenuta di questo nuovo governo dipenderà anche dal tipo di politica migratoria che saprà impostare e condurre la Ministra Lamorgese. La quale certamente saprà guardare ad un’organica politica comune europea delle migrazioni senza chiudersi, però, in un’antistorica identitaria difesa della razza e dei confini nazionali, ma pure senza aprirsi incondizionatamente ad accoglienze umanitarie e ad ambigui comportamenti buonisti.

I movimenti migratori dall’Africa verso altri continenti, soprattutto verso l’Europa, condizioneranno i rapporti internazionali del prossimo futuro, tenendo conto del dato che in Africa, nei prossimi decenni, la popolazione aumenterà di un altro miliardo di persone, per la cui occupazione in loco occorreranno complessi programmi internazionali di cooperazione e sviluppo, come già sta iniziando a fare la Cina. Ma, comunque, una larga maggioranza di giovani africani sarà costretta ad emigrare e nessuno potrà fermarli definitivamente. Altro che porti chiusi in faccia alle navi O.N.G. Per evitare un’altra oceanica invasione dell’Europa, come già avvenne nei millenni passatti, occorre invece partire, già da oggi, con politiche migratorie di ampio orizzonte, programmate e gestite in ambito comunitario europeo.

C’è da augurarsi che il nuovo Ministro dell’Interno voglia spostare l’attenzione da Lambedusa a Bruxelles, dal livello nazionale alla dimensione intercontinentale: muovendosi dentro e con l’Unione Europea, guardando in avanti per intravvedere positivamente gli interessi e le prospettive delle future generazioni europee e africane.