Lascia il carcere Nicolò Palermo, 19enne di Benevento imputato per il tentato omicidio di Gaetano Cusano, il 17enne di Vitulano rimasto gravemente ferito nell’aggressione avvenuta nell’ottobre dello scorso anno all’esterno del locale “Xuè” di Montesarchio. Il Tribunale del Riesame di Napoli, accogliendo le tesi degli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Altieri, ha sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari presso l’abitazione del giovane a Benevento.
Il provvedimento arriva al termine di una lunga battaglia giudiziaria sulla misura cautelare. Nel luglio scorso la Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso della difesa, annullando la precedente decisione del Riesame che aveva confermato il rigetto della richiesta di revoca o sostituzione della custodia in carcere.
Si era trattato del secondo annullamento riguardante la libertà personale del 19enne: già a febbraio la Cassazione aveva infatti annullato un precedente provvedimento del Riesame che confermava l’ordinanza originaria di custodia cautelare. A marzo, inoltre, la Suprema Corte aveva annullato senza rinvio anche il sequestro del telefono cellulare di Palermo.
L’inchiesta riguarda quanto accaduto nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025. Secondo l’accusa, quattro auto sarebbero partite da Benevento con a bordo un gruppo di giovani diretto al locale di Montesarchio con l’intento di affrontare un gruppo rivale. Una volta sul posto sarebbero stati aggrediti due ragazzi. Ad avere la peggio fu Cusano, che venne colpito ripetutamente con calci e pugni e alla testa con una mazza da baseball, finendo in coma. Il 17enne è parte civile nel procedimento ed è assistito dall’avvocato Antonio Leone.
A Palermo gli inquirenti contestano, in particolare, di aver immobilizzato Cusano stringendolo al collo con il cosiddetto metodo dell’“incravattamento”, consentendo così agli altri presunti partecipanti di proseguire l’aggressione. Una ricostruzione accusatoria che sarebbe fondata sulle immagini di una telecamera, sull’analisi dei telefoni cellulari e sulle testimonianze raccolte durante le indagini.
Il procedimento penale resta in corso e le contestazioni dovranno essere accertate nel processo. Per Palermo, intanto, il Riesame ha disposto l’uscita dal carcere e la prosecuzione della misura cautelare agli arresti domiciliari.










