Il Comitato Sannita Acqua Bene Comune “esprime grosse preoccupazioni per le notizie riportate nuovamente dalla stampa locale sulla contaminazione ambientale dei pozzi di Pezza Piana e Campo Mazzoni”.

“Non ci rassicurano affatto – si legge nella nota a firma del presidente Giovanni Seneca – le dichiarazioni del Sindaco Mastella che insiste sulla differenza “tra contaminazione ambientale e potabilità dell’acqua” in quanto lo stesso primo cittadino deve ammettere “un livello di inquinamento minimo relativamente al fattore ambientale”. Al Comitato sta a cuore solo la salute dei cittadini residenti a Rione Libertà, Rione Ferrovia e Centro Storico, nei cui rubinetti scorre acqua “sicuramente potabile”, ma prelevata da Gesesa Spa in pozzi in cui è stata accertata la presenza, oltre i limiti consentiti dalla normativa, di sostanze tossiche e cancerogene, quali il Tetracloroetilene. Ci perdoni signor Sindaco, ma non basta la differenza tra potabilità e contaminazione a farci dormire sonni tranquilli, perché l’acqua che beviamo è essenziale per la vita delle persone ed il fatto che provenga da pozzi contaminati è molto grave”.

“Ci rammarica – prosegue – dover constatare che dopo due anni dall’inizio di questa vicenda il problema non è stato ancora risolto, né sono stati adottati provvedimenti concreti, fatta eccezione per le sanzioni disciplinari irrogate al dipendente comunale Gabriele Corona, che ha l’unica “colpa” di essere stato presidente di Altrabenevento, associazione senza fini di lucro che ha portato le contaminazioni all’attenzione pubblica. Gesesa Spa, invece, non se n’era mai accorta per motivi “inspiegabili” (non sarà forse perché la pessima acqua dei pozzi è praticamente gratis, mentre quella del Biferno deve essere pagata alla società Molise Acque?). È arrivato il momento in cui la fallimentare gestione del Servizio idrico integrato da parte di Gesesa Spa, venga giudicata dai beneventani attraverso quel referendum comunale da noi richiesto e sin’ora negato con una sospensione del diritto di voto costituzionalmente garantito”.

“Il dottor Gino Abbate non ha svolto alcun controllo, – aggiunge Seneca – né si è adoperato per la chiusura di quei pozzi, cosa che sarebbe dovuta avvenire dal 2003. L’ex presidente di Gesesa Spa, invece, accusa il Comitato Sannita di “voler entrare nel dibattito politico”. Ma il Comitato Abc svolge per sua natura attività politica e non ha alcun timore a dirlo. Non abbiamo, però, l’ambizione di rivestire alcuna carica istituzionale, che lasciamo all’ex assessore all’ambiente Abbate. Il fine ultimo della politica non è il ricoprire cariche ed assessorati, ma è la ricerca del Bene Comune. Per favore dr Abbate non racconti agli elettori la storiella dell’attenzione al territorio attraverso le sponsorizzazioni Gesesa/ACEA, perché proprio a noi non può darla a bere”.

“Ci auguriamo – infine – che nella nostra città si torni presto a fare Politica, perché se ne avverte grande bisogno, visto che importanti diritti costituzionali, quali il diritto al voto, alla salute, alla libertà di stampa ed opinione iniziano ad essere messi in serio pericolo. Al dottor Abbate auguriamo di brindare alla sua elezione a consigliere regionale con l’acqua prelevata dai pozzi contaminati al tetracloroetilene, ma potabile”.