Tetracloroetilene, i dati di Gesesa a nudo: “Ora sia Arpac a spiegare”

A distanza di una settimana dal divieto, revocato due giorni dopo, di utilizzo di acqua potabile, Gesesa ha incontrato comitati di quartiere e associazione dei consumatori per ricostruire quanto accaduto nelle caotiche ore intercorse dal 17 al 19 novembre. Domenico Russo e Salvatore Rubbo, presidente e amministratore delegato della partecipata, hanno raccontato la verità dell’azienda e illustrato le azioni in atto per fronteggiare la presenza di tetracloroetilene nella falda di Pezzapiana, la cui acqua (miscelata con quella del Biferno) arriva nelle case dei cittadini residenti nella parte bassa della città e contrade limitrofe. Prim’ancora, a Palazzo Mosti, si è tenuto il tavolo cui hanno preso parte il vicesindaco De Pierro, l’assessore Rosa, dirigenti di settore, il presidente Russo, tecnici Unisannio e Artea per fare il punto sugli approfondimenti delle analisi commissionate all’ateneo e sulle novità giunte da Napoli con la Regione che ha approvato il pacchetto di interventi che prevede tra l’altro l’impianto di filtraggio a carboni attivi e al contempo la progettazione di un collegamento idraulico fra i pozzi di Solopaca e un nuova condotta in connessione con l’acquedotto di Benevento.

Direttrici lungo le quali si muove Gesesa al fine di chiudere al più presto i rubinetti di Pezzapiana onde evitare una recrudescenza del contaminante, ma entrambe non esenti da ostacoli. La soluzione più a portata di mano è sicuramente quella dei carboni attivi, nell’attesa che venga prima attuato il piano di caratterizzazione che consente di risalire alle origini e alle dimensioni del problema: un impianto progettuale da nove filtri, che ha subito variazioni nel tempo fino ad essere ripristinato nella sua forma, dall’importo iniziale di 761.170 euro lievitato a 1.336.357 euro con l’aumento dei prezzi delle materie prime, che necessita dunque di fondi maggiori per poter essere attuato nonché di costi di gestione non proprio leggeri (i carboni attivi dovranno essere sostituiti minimo ogni due mesi secondo Rubbo). Mentre sul collegamento con Solopaca è in corso un’interlocuzione con i tecnici regionali per verificare la fattibilità del progetto.

L’ad di Gesesa al Piccolo Teatro Libertà ha riportato la cronistoria degli eventi nell’intento di voler dare “un contributo di tranquillità ai cittadini. Secondo i dati in nostro possesso l’acqua è sempre stata potabile e lo certificano anche i risultati dei fontanini e dei campioni inviati ai laboratori del Gori di Pomigliano. Dalla chiusura a marzo 2021 del pozzo di Campo Mazzoni abbiamo avviato un piano interno per il monitoraggio del tetracloroetilene nei pozzi e dal 1° ottobre scorso a oggi abbiamo inviato 66 analisi al Comune. Più di questo non possiamo fare”. Gli invitati alla riunione, cui ha preso parte anche l’associazione Altrabenevento con Gabriele Corona e Sandra Sandrucci, hanno puntato l’attenzione sul dato anomalo di Asl/Arpac e sul cortocircuito istituzionale che ha mandato in tilt soprattutto i cittadini. Corona ha anche sottolineato come prima del valore di 256ml nell’acqua, l’ente di controllo aveva rilevato un 189 il giorno 15 di novembre che a Gesesa è stato invece comunicato solo ad avvenuta conoscenza del dato di giovedì scorso.

Russo e Rubbo evitano di nominare Arpac e Asl facendo fede ai dati in proprio possesso: “Li abbiamo comunicati tutti mettendoli a disposizione dei cittadini nella massima trasparenza e aprendoci alle loro domande di chiarimento” il commento finale di Domenico Russo che ribadisce: “Per i dati in possesso di Gesesa l’acqua è stata sempre potabile e ampiamente nei parametri di legge, con valori tra 1 e 2, ben al di sotto del limite di 10 di potabilità nonché distante dal valore siderale di 250. Nessuna logica di contrapposizione con gli enti di controllo, anche i loro dati sono sempre rientrati nella potabilità, ma la spiegazione di quel singolo evento dovranno darla gli organi interessati e di certo non Gesesa”. Gli invitati hanno ritenuto proficuo l’incontro nonostante “restano dubbi su come si è sviluppata la vicenda e c’è bisogno che qualcuno ci spieghi cos’è realmente accaduto”.

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