Tetracloroetilene, Sorvino: “Procedure Asl e Arpac svolte regolarmente”

Stefano Sorvino, direttore generale Arpac, con il sindaco Clemente Mastella all’inaugurazione della nuova sede di Benevento lo scorso 5 gennaio

“Le procedure si sono svolte regolarmente. Gli organi di controllo, in particolare l’Asl per quel concerne i campionamenti, e l’Arpac per le attività di analisi che si svolgono in laboratorio, effettuano periodicamente controlli sulle acque a uso idropotabile. È risultato, dai prelievi effettuati il 17 novembre, un valore inusualmente e particolarmente elevato, ma non per questo non fondato, di tetracloroetilene, sostanza inquinante che risulta poco solubile nelle acque e di solito presente nelle aree a valle degli abitati e che può avere cause prevalentemente industriali o anche domestiche”: così Stefano Sorvino, direttore generale dell’Arpac nell’intervista concessa a Vincenzo Di Micco per Prima Tivvù.

L’avvocato avellinese all’emittente irpina ha ricostruito quanto accaduto tra il 17 e il 19 novembre, replicando a distanza al sindaco Clemente Mastella: “Doverosamente il Comune di Benevento ha adottato un’ordinanza di interdizione, ritirata poi sulla base di successive analisi perché, sempre sulla base delle indagini, non sono più state rilevate presenze oltre la soglia consentita. Questo a testimonianza che le attività di monitoraggio e controllo vengono effettuate sistematicamente con frequenza dall’Asl e dall’Arpac a tutela della salute dei cittadini, fermo restando che vi è una problematica che richiede ulteriori attività di monitoraggio e interventi in un’area dove vi sono anche i campi pozzo, perché da anni è stata rilevata questa sostanza che prima non aveva mai messo in discussione l’uso idropotabile delle acque, ma che ora bisogna eliminare”.

Il vertice dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha poi rassicurato sui campionamenti “frequenti effettuati dall’Asl competente sul territorio, con i laboratori dell’Arpac accreditati e certificati per legge che forniscono dati ufficiali e oggettivi. Sono migliaia ogni anno le analisi effettuate sui campioni prelevati di acqua potabile, circa 12mila quelle in ambito regionale. Analisi necessarie e che sono sempre risultate valide ed efficaci. Anche la circostanza che qualche volta si possano verificare risultati anomali, per cause occasionali o contingenti e dalle varie spiegazioni, sono garanzia della frequenza, della sistematicità e della serietà dei controlli che segnalano, quando è necessario, delle anomalie rispetto alle quali, in attuazione del principio di precauzione occorre adottare necessarie misure”.

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