Trecce d’aglio e nocino per la notte delle streghe

Quella di San Giovanni è la notte delle streghe, la più magica dell’anno, celebrata in pieno solstizio d’estate, quando a Benevento le streghe si riunivano intorno al Noce in un mitico sabba. Una delle più antiche tradizioni è quella di acquistare o regalare aglio il 24 giugno perché, come recita il detto, “chi non compra l’aglio di San Giovanni sarà poveretto tutto l’anno!” L’aglio, infatti, grazie al suo forte odore è da sempre collegato al mondo magico popolato da spiriti buoni e cattivi. Sembra infatti che proprio l’intenso aroma sprigionato dai suoi spicchi riesca ad allontanare gli spiriti cattivi. Almeno, così dicono i racconti popolari.

A San Giovanni, tramite l’infusione di noci verdi, comincia anche la produzione di nocino, tradizionale liquore digestivo conosciuto come elisir delle streghe dall’aroma fine, gusto deciso e retrogusto amaro. Elisir che anticamente veniva prodotto nelle farmacie. Poche erano le case in cui l’elisir si preparava, finché le mani esperte delle nostre nonne hanno imparato tecniche di infusione e di preparazione, dando vita a numerose bottiglie di liquore che, soprattutto nell’entroterra sannita, è molto amato e apprezzato.

Secondo la tradizione, 24 noci ancora verdi servono a prepararlo, e a salire sull’albero di noce, a piedi nudi, per raccogliere a mano i frutti più belli senza intaccarne la buccia, deve essere la donna più esperta nella preparazione del liquore. La ricetta più accreditata prevede che nell’alcool vadano in infusione 13 noci, 13 chicchi di caffè crudi e 13 tostati, 3 chiodi di garofano, 3 cortecce di cannella e 3 cucchiai di zucchero.

La preparazione richiede una pazienza certosina: bisogna sciogliere con cura lo zucchero nell’acqua, tagliare in quattro i malli di noce, porre tutti gli ingredienti in infusione per 100 giorni. Allo scadere di ogni mese filtrare il tutto utilizzando della tela di lino. Alla terza filtratura, imbottigliare l’infuso e lasciarlo affinare in bottiglia per circa un mese. L’infusione e l’affinamento vanno effettuati al buio.

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