Tregua finita: Scarinzi lascia gli incarichi. Apb: “Contrasti in maggioranza”

Gigi Scarinzi si dimette da presidente della commissione Lavori Pubblici e capo della segreteria politica del sindaco Mastella. Lo fa a distanza di quattro mesi dall’ultimo dietrofront che comunque sancì una frattura interna tra il consigliere eletto nella lista “Sannio Libero” ed esponenti di spicco della galassia mastelliana, decisione che giunge al culmine della querelle tra consiglieri e dirigenti chiamati a relazionare nelle commissioni di via Annunziata.

Una tregua durata il tempo di un’estate: l’opera di persuasione del primo cittadino e del suo vice De Pierro questa volta potrebbe non sortire alcun effetto. Scarinzi ha un elettorato da tutelare e a cui rendere conto, un pacchetto di voti importante che potrebbe far sentire il suo peso alle Provinciali, che esse siano elezioni di secondo livello o a suffragio universale non è dato ancora saperlo. Per ora si tira fuori dagli incarichi ma in Consiglio comunale, salvo colpi di scena lunedì mattina, dovrebbe sedere tra i banchi di maggioranza, accanto ad Antonio Capuano o collegato a distanza, tutto ancora da scoprire. Così come è tutto da scoprire il voto che esprimerà sul Consolidato.

Intanto sul caso pronta la reazione dei consiglieri comunali di Alternativa per Benevento: “Le dimissioni di Scarinzi da presidente della commissione lavori pubblici confermano quello che avevamo detto: la “direttiva” Mastella, che limita drasticamente la partecipazione di dirigenti e funzionari comunali alle riunioni delle commissioni consiliari comunali, è frutto di contrasti interni alla maggioranza che riguardano i delicati equilibri nel rapporto fra presidenti di commissione e assessori.

Il tema di fondo resta quello di un’amministrazione che, per eludere qualsiasi confronto sulle principali problematiche comunali, non esita a sminuire la funzione delle commissioni, dopo aver relegato il Consiglio Comunale al ruolo di votificio sui debiti fuori bilancio. Da questo punto di vista, dunque, non si possono non comprendere le motivazioni della decisione assunta Scarinzi. Il Consiglio non è un orpello del Palazzo ma una istituzione centrale nella pratica democratica cittadina” affermano dall’opposizione.

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