“Caro Direttore, approfitto dello spazio che spero vorrà concedere a questa mia missiva per segnalare un episodio alquanto singolare ed imbarazzante che mi ha visto sfortunato protagonista”. Parte da qui la segnalazione dell’ingegnere Nicola Quarantiello.
“Oggi – spiega – mi sono recato all’ufficio anagrafe del Comune di Benevento per richiedere la Carta di Identità Elettronica (Cie). La procedura ha comportato la consegna della canonica fototessera e la sottoscrizione di alcuni moduli (cartacei). Sin qui tutto nella normalità, tra l’altro con un piacevole scambio di battute con l’operatore di sportello, fino a quando non siamo arrivati al momento del pagamento che non è stato possibile processare con carta di credito o bancomat. E’ stato solo grazie al prestito di denaro contante, gentilmente concesso dalla persona che mi ha accompagnato, che ho potuto portare a termine la pratica di richiesta evitando, pertanto, di dover ripetere l’intero processo nel caso non avessi portato a termine il pagamento del dovuto.
Colgo pertanto l’occasione per invitare gli uffici competenti a mettere in campo i metodi, i processi e le tecnologie necessarie all’erogazione dei pagamenti elettronici da parte dei cittadini, trattandosi di strumenti altresì utili (a maggior ragione negli uffici pubblici) all’agevolazione, allo snellimento ed alla semplificazione di processi amministrativi e procedure operative”.









