“Il 31 agosto si è consumato l’ennesimo disastro ambientale annunciato. L’incendio scoppiato in un deposito di rifiuti presso la zona industriale di Airola è l’ultimo esempio di una catena di episodi simili accaduti nel Paese solo nell’ultima settimana”. Così in una nota congiunta Uil Funzione Pubblica, Uil Scuola e UilTucs.

“Questo però è accaduto ad Airola, nel cuore della Valle Caudina, ed ha riguardato tutte le comunità limitrofe. La nube carica di miasmi e di tossine ha, infatti, raggiunto tutte le cittadine del circondario, colpendo la vita quotidiana di tutte le comunità che insistono sul territorio caudino, giungendo sino alle città di Benevento, Caserta e Napoli. E’ la seconda volta – si legge – che questo accade in cinque anni: nel 2021 prese fuoco un altro deposito pieno di materiale plastico di un vicino impianto industriale; anche in quell’occasione si sprigionò una densa nuvola, così alta e vasta da essere visibile dal frusinate.

Adesso la situazione è ancora più grave. Infatti, i livelli alti di diossina, registrati nei primi giorni dell’incendio, hanno costretto le varie autorità ad emettere ordinanze a gettito continuo, per evitare assembramenti all’aperto e ripristinare l’uso delle mascherine. In questi primi giorni, soprattutto ad Airola, è sembrato di essere tornati ai primi tempi del Covid. Locali di intrattenimento chiusi, esercizi commerciali ed aziende chiuse, attività all’esterno annullate oppure ridotte al minimo e con uso di protezioni. La dimensione, di quello che si può quindi definire un disastro, è ancora lontana dall’essere calcolabile.

Uil Funzione Pubblica, Uil Scuola e UilTucs, esprimono la propria profonda preoccupazione per la salute dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, assicurando il massimo sostegno da parte delle tre Categorie sindacali a tutto il mondo del lavoro colpito dalla calamità, da quello Pubblico a quello Privato ed a quello della Scuola.

In termini di salute, nei prossimi mesi ci sarà da verificare che impatto hanno avuto sui cittadini le tossine sprigionate dall’incendio, e di che tipologia esse siano. Dal punto di vista delle imprese operanti nella zona industriale, vanno calcolati gli effetti del rallentamento/blocco delle attività, non solo per le eventuali misure di sostegno ma, soprattutto per evitare che quanto accaduto porti ad un ripensamento delle politiche industriali delle aziende, con ulteriori gravi conseguenze sui livelli occupazionali.

Soprattutto, si consideri l’impatto devastate che questo disastro sta avendo sulla intera filiera del turismo eno-gastronomico. La Valle Caudina, infatti, sinora era nota ed attraeva continui flussi turistici proprio per la qualità del clima, la bellezza dei paesaggi e la bontà della filiera legata alla produzione e trasformazione dei prodotti agricoli: dalle carni, agli ortaggi, sino alle eccellenze dell’olio e del vino.

Dopo quanto accaduto, cosa rimarrà di tutto ciò? Quale sarà l’impatto sociale ed economico? Uil Funzione Pubblica, Uil Scuola e UilTucs sono convinte che sia necessario attivare subito una cabina di regia che coordini sei direttrici di intervento: monitoraggio della salubrità di aria e suoli ed acque. Verifica della salute delle popolazioni coinvolte, con controlli preventivi e capillari che siano programmati ed attuati da subito e protratti sino ai prossimi anni, per verificare eventuali ripercussioni sulla salute dei cittadini e dei lavoratori.

Abbattimento del divario secolare nei collegamenti infrastrutturali della Valle Caudina (strade, reti ferroviarie, ecc.), oggi quasi inesistenti, la cui assenza tiene – di fatto – “in ostaggio” tutti i 72.000 abitanti della Valle Caudina, come – del resto – tutti i 240.000 abitanti della Provincia di Benevento. Sostegni immediati e tangibili alla filiera agricola ed enogastronomica, paralizzata e messa in ginocchio, in modo da consentire il superamento della fase di emergenza senza che si dissolva il fragile tessuto di imprese – perlopiù piccole – dedite però ad agricoltura ed enogastronomia di riconosciuta alta qualità, consentendone la ripartenza ed il potenziamento produttivo.

Azioni di sviluppo per la nascita di un tessuto di imprese dedito alla ricerca scientifica, così da favorire l’evoluzione dell’attuale tessuto industriale della Valle Caudina e del Sannio, per favorire la transizione da produzioni a basso contenuto ad altre ad elevato contenuto tecnologico. Misure di potenziamento delle presenze industriali delle zone colpite, per il rafforzamento degli insediamenti mirato specificatamente all’avvio concreto della transizione ecologica e della sostenibilità energetica, favorendo produzioni high-tech.

Quanto accaduto, infatti, dimostra la fondatezza dell’assioma per il quale la popolazione non possa prosperare nel suo ambiente senza un ottimale livello di sviluppo industriale; al tempo stesso, però, l’industria stessa non può operare in un ambiente che non supporti in maniera ottimale la vita umana.

Alla Magistratura, infine, spetta il compito di verificare le responsabilità dell’accaduto, senza indugi. Alla Politica – semmai sia ancora presente – spetta il dovere di ripristinare le condizioni di salubrità e di corretto sviluppo del territorio della Valle Caudina e del Sannio. Uil Funzione Pubblica, Uil Scuola e UilTucs, sono pronte sin da ora al confronto e ad offrire contributi concreti. Adesso tocca alle Istituzioni e soprattutto alla politica”.