Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Avellino/Benevento, comunica che in data odierna è stata sottoscritta l’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto funzioni centrali (ministeri, agenzie, ecc.), triennio 2016/18.
Oltre al risultato economico conseguito con l’aumento medio di 85 euro e salvaguardia del Bonus degli 80 euro, il fattore per noi importantissimo è che questo contratto restituisce pieno valore alla contrattazione, in quanto leva fondamentale per restituire la dignità ai lavoratori e per il futuro della Pubblica Amministrazione che, ricordiamolo sempre, costituisce un patrimonio di tutti. La contrattazione si riappropria delle materie sottratte, ponendo finalmente uno stop al decisionismo unilaterale che ha caratterizzato le politiche della Pubblica Amministrazione in questi ultimi anni, provocando danni ingenti non solo ai lavoratori ma anche e soprattutto ai cittadini, troppo spesso vittime sacrificali di scelte rovinose che si sono ripercosse sulla qualità e sulla qualità dei servizi resi all’utenza. Ripartiamo, dunque, da qui nella consapevolezza di avere comunque contribuito a ripristinare un livello di relazioni sindacali degno di questo nome, in grado di garantire alla macchina pubblica un grande ritorno in termini di efficienza ed efficacia, dopo la fallimentare esperienza della riforma Brunetta. Positiva poi la possibilità di inserire nella contrattazione di secondo livello il welfare aziendale anche nel pubblico impiego. Si procederà , inoltre, immediatamente, tramite una commissione, alla definizione di un nuovo ordinamento professionale e a nuove classificazioni.
Dopo oltre nove anni – dichiara Fioravante Bosco – finalmente restituiamo un contratto nazionale ai lavoratori pubblici. Il primo che sottoscriviamo è quello delle Funzioni Centrali che riguarda i lavoratori dei ministeri, delle agenzie e degli enti pubblici non economici. Si tratta di quasi 250 mila lavoratrici e lavoratori a cui estendiamo diritti, in particolare su permessi e congedi dove introduciamo tutele importanti, sia per l’espletamento di visite, terapie ed esami diagnostici sia alle donne vittime di violenza alle quali, dopo i tre mesi di congedo previsti dalla legge, il contratto garantisce altri tre mesi di aspettativa. Si estendono, inoltre, le norme sul diritto allo studio includendo i lavoratori a termine e riconoscendo anche il diritto a svolgere la formazione prevista da albi o ordini, si potenzia e si rende piĂą esigibile la formazione e si introduce il libretto formativo. Insomma – conclude Bosco – un risultato storico, atteso da oltre nove anni!”.









