UniSannio Cultura, a lezione con Alessandro Cecchi Paone: tra fake news e comunicazione

Si è svolto questo pomeriggio, presso la Sala Lettura di Palazzo De Simone, l’incontro con Alessandro Cecchi Paone, uno dei più influenti divulgatori scientifici in Italia, all’interno della rassegna UniSannio Cultura. La comunicazione scientifica, in particolare attraverso la Tv, è stata la colonna portante dell’appuntamento. Non solo Cecchi Paone come ospite, a presenziare all’evento anche il Rettore dell’Università degli Studi del Sannio, Gerardo Canfora, Corrado Aaron Visaggio, professore di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni, su Economia della Conoscenza: le nuove regole del mercato dell’Innovazione, e Giovanni Filatrella, professore di Fisica Sperimentale, su “Lo scienziato di massa fra divulgazione e rigore”.

Il tema è quello del sentiero stretto della comunicazione scientifica. Ci si colloca tra due baratri, quello in cui un articolo viene scritto, letto e compreso solo dagli addetti ai lavori e uno che viene invece letto e compreso dalla massa”. Con questa riflessione del Rettore Gerardo Canfora, si è dato il via a questo appuntamento di UniSannio Cultura. “Bisogna dare la possibilità ai ricercatori – prosegue il Magnifico Rettoredi poter sbagliare e poter parlare dei propri errori perché è da esse che nascono, e sono nate, le rivoluzioni scientifiche“.

Il fulcro dell’incontro, arrivato dopo gli interventi di Corrado Aaron Visaggio e Giovanni Filatrella, è stato abilmente condotto da Cecchi Paone, in particolar modo per quanto riguarda la digitalizzazione e le fake news. “Tutti sono bravi a parlare difficile, pochi a parlare chiaro, ed è questo il problema: bisogna trovare un linguaggio comune. Per difendersi dalla fake news bisogna uscire dalla logica dalla nostra cultura, non riusciamo più a produrre nulla, dobbiamo affacciarci ad est, verso la Cina, l’India e la Corea. La conoscenza è immateriale, non è più concreta, è digitale e non più analogica. Dobbiamo avere tra noi persone giovani, sono loro che pensano in digitale, circondarci di persone ad est del mondo, dobbiamo avere attorno a noi neuro scienziati. Dobbiamo considerare la tecnologia come una nuova dimensione che cambierà, e già ha cambiato,  la quotidianità di ciascuno di noi. Il digitaleprosegue il divulgatoretende a comprimere, tende alla sintesi, alla dimensione numerica, che può essere una grande garanzia della certezza dei numeri, ma l’eccessiva rapidità può essere anche dannosa alle persone meno preparate, meno alfabetizzate per capire che stanno subendo un bombardamento di informazioni falsate“.

C’è tanta differenza – spiega Cechi Paonetra la divulgazione scientifica tra ieri e oggi. Io, Piero Angela e molti altri abbiamo avuto molti mezzi, molti spazi, molto tempo, per arrivare al grandissimo pubblico. Oggi questi mezzi, questo spazio e questo tempo non ci sono più, e quindi riuscire a dire cose utili e belle diventa sempre più difficile ed è questa la grande sfida che ci aspetta, ma più che noi ai giovani colleghi“.

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.