Già da tre settimane, all’Istituto Alberti di Benevento è attivo lo sportello d’ascolto per il contenimento del disagio e la promozione del benessere degli adolescenti. Il progetto offre l’opportunità di ridurre il gap tra ragazzi e Scuola nella delicata fase adolescenziale. Ne abbiamo parlato con il dirigente Giovanni Liccardo, ideatore dell’iniziativa.

Come e da che bisogno è nata l’idea?

L’idea nasce dalla considerazione che talvolta le relazioni docente-discente non sono fluide; gli insegnanti spesso appaiono, agli occhi dei ragazzi, lontani dalle problematiche adolescenziali. La finalità dello sportello è quella di offrirsi come uno spazio-ponte gestito da un professionista esterno al mondo della scuola e vincolato al segreto professionale. Il confronto aiuta a trovare nuovi modi di affrontare l’adolescenza.

Come hanno accolto i ragazzi l’iniziativa?

In realtà l’idea è nata proprio dal confronto con i ragazzi. Gli stimoli che derivano dai ragazzi sono essenziali per svolgere in modo adeguato il ruolo del dirigente. Dunque, l’idea è stata condivisa innanzitutto con i ragazzi, che sono entusiasti dell’iniziativa e ne stanno già approfittando.

Alla luce di quanto raccolto fino ad ora, crede che lo sportello possa proporsi quale strumento stabile nelle scuole?

Il progetto andrà avanti anche l’anno prossimo; d’intesa col dott. Tagliaferro, immaginiamo di lavorare anche su qualche gruppo-classe. Lo sportello in futuro sarà orientato ancor di più a promuovere il benessere nella comunità scolastica. Secondo queste prospettive, ritengo che un’esperienza simile sia utile e fruttuosa per tutte le scuole.