Così i vandali biancoverdi hanno ringraziato i beneventani per l’ospitalità

C’è qualcosa che non va proprio giù oltre al risultato che ha visto la Strega soccombere nel derby, ed è il trattamento riservato dalle autorità beneventane ai beneventani stessi. Senza girarci troppo intorno: per permettere ai mille tifosi avellinesi di raggiungere il ‘Vigorito’ è stata chiusa la Curva Nord locali, con conseguente riduzione del numero di biglietti a disposizione dei supporters giallorossi; istituito un servizio d’ordine che ha paralizzato mezza città, a scapito sempre dei supporters giallorossi, mentre il corridoio aperto lungo il viadotto delle Streghe è diventato una sorta di passerella dove accogliere tutti gli irpini giunti in auto; alle attività lungo il tracciato è stata ordinata la chiusura e ai residenti della zona è risultato difficile anche parcheggiare sotto casa.

Il tutto ai fini della tutela dell’incolumità pubblica, vivaddio, ma in discrasia con quanto avvenuto all’interno dell’impianto, con gli ultras biancoverdi che prima del fischio d’inizio hanno sfoderato un intero arsenale degno dei migliori Capodanno. Ai beneventani, invece, si fa buttare anche il tappo della bottiglia, ma che colpe hanno gli stewards se arrivano in massa orde di vandali armati, non solo di cattive intenzioni. Il succo è che per permettere lo svolgimento di un derby sano e civile è stato steso il tappeto rosso agli ospiti che, già leggendo sui vari gruppi e pagine social nei giorni scorsi, non avevano recapitato messaggi d’affetto ai dirimpettai sanniti, anzi è da questi ultimi che sono arrivate le maggiori esortazioni affinché il tutto restasse nei limiti del consentito.

Eppure, per l’ennesima volta, a Benevento nessuna limitazione di ogni sorta ai malintenzionati, di qualsiasi colore essi siano, mentre i tifosi giallorossi in trasferta quest’anno hanno dovuto patire di tutto. Senza dimenticare che, ad Avellino, ai sanniti è stato sempre riservato un trattamento speciale: limitazioni a non finire. Un’ospitalità, quella beneventana, ripagata con comportamenti deplorevoli e che denotano anche una certa stupidità, come il lancio di fumogeni e petardi in concomitanza con l’uscita dal campo dei bambini, accompagnati come di consueto all’ingresso dai calciatori. Bambini spaventati (ci sono varie testimonianze sui social in tal senso) la cui incolumità è stata messa a rischio da quei distinti signori trattati con i guanti bianchi.

Stupidità al quadrato se si pensa che c’erano bambini anche nel settore ospiti, spaventati anche loro, uno dei quali quasi colpito da uno dei petardi esplosi in sequenza. Molti lanciati all’interno del settore stesso col chiaro intento di arrecare danni: va da sé che il risultato sportivo passa in secondo piano, anzi la rabbia diventa doppia e non ci sarà alcun referto del giudice sportivo che potrà alleviare una serata orribile vissuta con spirito di civiltà soltanto da una fazione. Le istituzioni si facciano sentire e prendano una posizione, che non sia qualche frase scribacchiata sui social: i beneventani al ritorno saranno premiati per l’ospitalità? Chissà.

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.