Caldo torrido, temperature sopra la media, crisi idriche ed eventi meteorologici al limite. Questo lo scenario di un’estate fa e questo il panorama, a tratti distopico, con cui le estati che verranno potrebbero costringerci a confrontarci. La Valle Telesina, però, risponde con il progetto “Verde Comune” promosso dal Rotary Club Valle Telesina, iniziativa con la quale si pone il nobile fine di far respirare le città.

Gli alberi, linfa vitale del nostro ecosistema, interpretati non solo come semplici elementi di arredo urbano, ma vere e proprie infrastrutture capaci di mitigare le temperature, migliorare la vivibilità dei centri abitati e restituire il colore verde alle future generazioni. È da questa felice visione che prende avvio l’iniziativa, il cui bacino di espressione si apre a Telese Terme e Castelvenere ma che, al contempo, spera di mettere radici, letteralmente, anche negli altri comuni della Valle.

Un impegno tanto sostenibile quanto benefico quello presentato questa mattina presso la Rocca dei Rettori. A spiegare concretamente come prenderà forma il progetto è stata la presidente del Rotary Club Valle Telesina Maria Di Santo. Un percorso della durata di un anno che prevede una campagna di raccolta fondi, da ottobre a gennaio, articolata su più fronti, con tre principali canali di finanziamento: il Rotary Club stesso, gli imprenditori del territorio e la piattaforma online, con la quale è possibile non solo effettuare una libera donazione, ma anche acquistare l’albero vero e proprio, individuare il comune di riferimento, la zona e il tipo di arbusto. Accanto a questo, il progetto prevede il coinvolgimento delle attività commerciali e dei singoli cittadini, con la presenza di un salvadanaio nelle disparate attività locali. La presidente ha poi spiegato che durante i mesi di febbraio e marzo, deputati alla piantumazione, si procederà a impiantare gli arbusti identificati dagli agronomi, nelle specifiche aree individuate dai tecnici. Una partecipazione collettiva sulla quale Di Santo ha insistito: “Vogliamo veramente dare un contributo, un segno tangibile alla comunità e dimostrare che i cambiamenti possono avvenire se tutti insieme uniamo le nostre forze”.

In effetti, la progettazione chiama in causa ogni singolo membro della comunità, dai bambini delle scuole primarie ai giovani degli istituti superiori – tra i trenta patrocinatori – fino ai tecnici e agli addetti ai lavori. Presenti stamattina, infatti, il presidente dell’Ordine degli architetti di Benevento Emilio Franco e il presidente dell’Ordine degli agronomi forestali Angelo Marino. “Come architetti ci sentiamo chiamati in causa soprattutto per la qualità progettuale”, ha affermato Franco. “Un ambiente che abbia soluzioni adeguate di verde – ha continuato – è un ambiente più fruibile e vivibile”. L’architetto Franco ha sottolineato, poi, come il pianeta sia un’eredità da custodire e trasmettere ai posteri nelle migliori condizioni possibili.

Il presidente Marino, nonché sindaco di San Marco dei Cavoti, nel suo intervento non solo ha rimarcato il peso ambientale di nuove alberature e di superfici permeabili, ma ha anche allargato il proprio contributo promuovendo corsi specializzati di potatura, in collaborazione con l’Università di Salerno, rivolti principalmente a tecnici comunali, imprese e operatori. Una visione d’insieme che si premura di preservare le specie autoctone della flora locale rispetto all’invasione di conifere introdotte nell’ultimo secolo.

Sul valore dell’iniziativa si sono soffermati anche i sindaci dei due comuni coinvolti nel progetto. Giovanni Caporaso, sindaco di Telese Terme, ha rilevato la necessità di recuperare spazio per il verde: “Telese è uno dei paesi dove si è costruito molto e si è sentito fortemente l’impatto del cemento. Con la redazione del nuovo piano stiamo cercando di dare spazio anche alle iniziative che riguardano l’ambiente e il verde pubblico” ha spiegato. Alessandro Di Santo, sindaco di Castelvenere, ha, invece, legato il progetto agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, dalle temperature elevate alla crescente difficoltà nella gestione delle risorse idriche, sottolineando il ruolo degli alberi nella mitigazione del calore nei centri urbani. “L’ambiente è in crisi e il clima sta cambiando seriamente, ce ne stiamo tutti accorgendo. Dobbiamo fare qualcosa”, ha affermato Di Santo, sottolineando come quello attuale sia “il momento giusto per cominciare a pensare a come rialberare i nostri centri urbani”. Ad allargare lo sguardo all’intero territorio è stato infine il presidente della Provincia Nino Lombardi, che ha ribadito il ruolo dell’ente sovracomunale nel sostenere un progetto capace di mettere in rete istituzioni, associazioni e ordini professionali, inserendo la valorizzazione del verde in una più ampia idea di tutela del paesaggio, mobilità dolce e turismo lento.

Perché alla fine, piantare significa seminare il futuro ma anche restituirci il diritto di godere del colore verde, affinché non si passi dinnanzi ad un albero, in un luogo qualunque, senza farci caso.