“Dobbiamo cogliere quest’occasione per umanizzare i momenti d’incontro, per avere la sera meno droghe e pasticche, cancellare l’abitudine a rincretinirsi con superalcolici: questi fenomeni hanno assunto dimensioni impressionanti”.

Lo dice nel consueto punto della situazione settimanale, in streaming, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che con qualche rammarico da parte degli esercenti (a Benevento i titolari non riaprono), ha deciso che i locali della movida chiuderanno in via sperimentale alle ore 23 e che l’orario sarà rivisto in fase di valutazione dell’andamento epidemiologico. De Luca come sempre non la tocca piano e oltre allo slogan ‘Campania sicura’ che fa capolino alla sua sinistra, lancia la campagna ‘Cafoneria zero’ o per dirla in inglese ‘no poor’ contro “i superalcolici, porcherie che bucano lo stomaco dei ragazzi che finiscono al pronto soccorso anche per comportamenti irresponsabili di gestori che pur di guadagnare 10 euro in più non hanno esitato a rovinare la vita dei giovani. Sarebbe sbagliato generalizzare, abbiamo anche tanti gestori corretti, ma per adesso non si riprendono queste attività”.

Non meno importante il tema del rapporto Stato-Regioni e dell’accordo “non firmato” dal governatore campano: “Non c’era niente da firmare, abbiamo posto solo due problemi: uno piccolo riguardante l’apertura lunedì, e uno grande fra regioni e Stato. Nella comunicazione pubblica è stata capovolta la realtà: la Regione Campania ha difeso l’unitarietà dello Stato italiano contro la tendenza alla frantumazione in 20 regioni staterelli” che poi precisa ulteriormente “dovevamo decidere una settimana fa per l’apertura del 18 maggio, quale istituzione dovesse certificare lo stato dell’epidemia, se 20 regioni o il Ministero della Salute. La Campania ha sostenuto che dovesse essere il ministero a farlo. Noi possiamo certificarlo all’interno della Regione e ciò ha una ricaduta sul resto del Paese, e incredibilmente il governo ha delegato alle regioni, paradossale ma è così”. De Luca prosegue sulla sua strada: “Abbiamo difeso l’unità nazionale. Lo Stato ha due obblighi: primo, garantire uguale diritto alla salute a tutti i cittadini italiani; secondo, in caso di epidemia decide lo Stato. Ho apprezzato le dichiarazioni del ministro Boccia che in vista dell’apertura del 3 giugno ha detto che questa è subordinata alla valutazione della situazione epidemiologica”.

Il numero uno di Palazzo Santa Lucia si è soffermato anche sui mancati contributi del governo destinati alle zone rosse campane e ha dato anticipazioni circa le riaperture dal 25 maggio di B&B e attività degli alberghi e centri termali. Apriranno anche gli zoo, incluso quello delle Maitine a Pesco Sannita, così come le attività da diporto e la possibilità di andare in barca. In procinto anche le autorizzazioni per gli stabilimenti balneari.

Coronavirus: il punto della situazione

🔴 #CORONAVIRUS: facciamo il punto della situazione sui contagi, sulla Fase 2 e le misure che stiamo attuando per la ripartenza.Parola d’ordine: “Campania Sicura”.

Posted by Vincenzo De Luca on Friday, May 22, 2020