CONVEGNO VIOLENZA DONNE-2

“Non esiste l’amore violento. Quando c’è violenza non è mai amore, è violenza e basta”. Con queste parole chiare e nette, la senatrice Angelica Saggese ha lanciato un appello alla scuola e alla stampa affinché svolgano con maggiore incisività il loro ruolo educativo ed informativo. “La violenza è la forza dei deboli – ha aggiunto il magistrato Giuliana Giuliano – c’è bisogno, invece, di dialogo, comprensione, solidarietà e rispetto reciproco”.
Una riflessione ad ampio raggio sul fenomeno del femminicidio e sul maschilismo imperante si è svolta, nella serata di ieri, presso l’Università del Sannio, nella sala di Piazza Arechi, sul tema “Violenza alle donne: tolleranza zero”, per iniziativa dell’Associazione Culturale “Impegno Civico”. Un dibattito franco ed appassionato, condotto brillantemente dalla giornalista Barbara Ciarcia, che è servito a mettere in luce le varie facce delle difficili e tormentate convivenze, che troppe volte finiscono nel sangue.
“Spesso nella coppia – ha rilevato la psicologa Maria Luisa Califano – l’uomo vuole dimostrare il suo potere. Non c’entra il livello culturale, né se uno è ricco o povero, né il luogo in cui vive. Se la donna conquista nuovi diritti, diventa una minaccia. Si tratta di una questione di uguaglianza che si ha difficoltà ad accettare. La cosa più bella sarebbe quella di riconoscere la pari dignità nella diversità. Molti, invece, sono ancora i pregiudizi e gli ostacoli che impediscono la piena libertà della donna. C’è una violenza che si manifesta sul piano psicologico e poggia sull’umiliazione continua, sullo svilimento del ruolo femminile, nella famiglia e nella società, sulla pretesa di poter fare sempre i propri comodi, quasi per diritto naturale. Poi c’è la violenza economica. Ricordo una coppia del Fortore– ha raccontato Giuliano – col marito quasi un troglodita e con la moglie aperta, carina e moderna. Lei aveva la quinta elementare e tanti sogni da realizzare, voleva una vita diversa, ma lui gli aveva impedito tutto. Questo le faceva più male delle botte”.
Tra le storie drammatiche del Sannio anche quella di una ragazza violentata dal padre, che in un primo momento lo denuncia, ma poi è costretta a ritrattare, spinta dalla madre e dal fratello, perché mancano i soldi per vivere, provenienti dallo stipendio del genitore. “C’è un piano di protezione delle vittime -ha spiegato Saggese- il governo ha previsto interventi di assistenza, con l’assegnazione di alloggi popolari e garantendo un lavoro. Poi c’è il problema degli orfani. Che fine fanno i figli col padre in galera e con la madre uccisa? Anche su questo c’è un disegno di legge”.

Il convegno è stato arricchito dalle analisi e dalle proposte di Imma Federica Refuto, laureanda ed esponente dei Giovani Democratici, di Rosanna Pane di Unisannio, dell’imprenditrice Grazia De Nigris, di Carmen Festa, direttrice del Centro Antiviolenza di Benevento, Assunta Fiengo, dirigente scolastica. “Quasi sempre -ha evidenziato Giuliano- sono gli uomini che non accettano la separazione. Perché restano spiazzati di fronte a donne coraggiose e risolute. I social hanno fomentato la violenza a tutti i livelli, soprattutto quella verbale. Il femminicidio è diventata la prima causa di morte e di invalidità delle donne”.
“Faccio un appello ai giornalisti – ha concluso Saggese – perché usino un linguaggio giusto nel trattare questi argomenti. Sono stati censiti ben 57 siti di fake news. Assistiamo spesso a campagne di odio che possono alimentare comportamenti aggressivi. La violenza sulle donne va punita e perseguita con fermezza, ma è necessario anche l’impegno degli uomini, uno scatto d’orgoglio, per costruire un modello culturale diverso”.

Antonio Esposito